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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 3, 2010, 10:43 am
  • Riproduzione riservata
  • Berlusconi e il leninismo

    Succede spesso che fra i fini dichiarati di una persona e le sue pratiche reali ci sia totale contraddizione.

    Cosa dire di Fini, che dovendo rappresentare un ramo del parlamento (quindi maggioranza e minoranze)  pretende  che tale carica venga rispettata (in astratto giustamente), ma poi usa il potere che questa conferisce per farsi un partitello  ?

    Cosa dire di Fini che da ex “Alleanza Nazionale” ha dimostrato di non avere alcuna Lealtà verso i principi enunciati, passando dal filo fascismo al disprezzo totale per esso?  E da un patto con gli elettore alla  negazione della lealtà politica a Berlusconi ? Senza per altro considerare le sue discendenze israelite in netto contrasto con il suo periodo filo-fascista.

    Dai piccoli bulli di quartiere agli uomini più noti della storia questo fatto è ricorrente, e dovremmo imparare a riconoscere questi fenomeni per emarginare immediatamente coloro che attuano queste tecniche di dissimulazione degli intenti usate per la conquista di potere personale.

    Per coloro che attuano questo stile “politico”, è lecito mentire e delinquere verso tutti ma non verso i membri della propria organizzazione politica o religiosa. In poche parole, è il principio della “doppia morale” intesa come diversa valutazione dei fatti a seconda di chi la compie.

    Per descrivere il concetto riporto delle famosi frasi  “È sbagliato scrivere su compagni di Partito in un linguaggio che sistematicamente dissemini tra gli elettori l’avversione e il disprezzo verso quelli che sostengono opinioni differenti. Ma si può e si deve scrivere in questi termini sulle organizzazioni dissidenti…” ed in tal  caso si deve parlare con un linguaggio “calcolato per risvegliare contro l’avversario i peggiori pensieri, i peggiori sospetti, non per correggerne gli errori, ma per distruggerlo, per spazzare via la sua organizzazione ”. (vedi nota 1)

    Come non notare che è quanto sta succedendo al povero Fini. E’ stato incensato per tanti anni quale fedele alleato di Berlusconi, ed anche quando è stato nominato presidente della Camera da fondatore del PDL.

    Ma ha subìto un primo massacro mediatico quando ha tentato il ruolo di giocatore libero, prima del PDL, ed adesso che ha cercato di ritagliare un suo feudo politico, spacciandosi per salvatore della patria sulla questione intercettazioni.

    Ormai Fini è in una tomba politica da cui non uscirà più, e gli tocca per non aver capito che con Berlusconi si può solo fare lo Yes-man o la piccola Lolita.

    Ma forse potrà togliersi la soddisfazione di portare con sé nell’oblio lo stesso Berlusconi, affossandolo prima degli ultimi anni rimasti.

    Deve solo evidenziare che Berlusconi è anche egli uno con la doppia morale. Infatti la distruzione mediatica che Fini subisce è un vero attacco in stile Leninista.

    Le frasi sopra enunciate sono  proprio  di  Lenin che le espose nel Selected Works (Vol. III, pp. 486 ss.)

    Quel principio che Berlusconi attua contro Fini è lo stesso attuato nelle organizzazioni comuniste.

    Eppure era proprio Berlusconi che si presentava come il salvatore della patria per il rischio che i comunisti andassero al potere.

    Ebbene, abbiamo il Leninismo al potere, del tutto evidente, ed è molto molto pericoloso.

    Il rischio concreto è che si ripercorra una parabola che dietro la enunciazione di principi si arrivi a fare il contrario.

    OPPS: succede già, come per esempio quando dietro il principio di della riservatezza personale e familiare si nascondere una pratica pre-pedofila e si è tentato di nascondere crimini pre-mafiosi, si capisce il senso in cui lo dico.

    E’ molto pericoloso quando il principio leninista della doppia morale viene usato dal governo. Grazie a questa “doppia morale”, in nome dell’uguaglianza  gli stati comunisti sono arrivati a sterminare centinaia di milioni di persone, specie i popoli con una forte identità agricola.

    In effetti l’Italia ha già preso questa china con la sistematica negazione dei diritti linguistici e politici del popolo veneto che sempre più il diritto internazionale impone, negando perfino l’esistenza e la validità della legge che lo riconosce .

    Nella  frase di Lenin ho sostituito le parole “tra le masse lavoratrici” con “elettori”, ma non cambia nulla purtroppo.

    Tuttavia  i “compagni” dovrebbero  dire che finalmente abbiamo il Leninismo al potere, anche se il suo condottiero è Berlusconi.

    Tutto ciò fa schifo, ma per fortuna da veneto  posso con orgoglio rivolgermi al mio passato, guardare a quando nel 1571 Marcantonio Bragadin, restando  fedele ai suoi valori morali e alla Repubblica Veneta,  ritardò l’avanzata ottomana tanto da permettere all’occidente di prepararsi alla guerra. Fu grazie al suo sacrificio se esiste ancora oggi un “occidente”. Altrimenti si sarebbe finiti come, scuoiato vivo. Oggi ricorre la ricorrenza del suo martirio, dovuto al fatto che aveva creduto alla promessa di salvezza dei suoi uomini, ma commise l’errore di credere ad una  civiltà dalla doppia morale .

    Qualcuno vuole ancora credere  a Fini e Berlusconi?

    Nota 1: sulla doppia morale

    Marcantonio Bragadin su VeniceWiki

    Articolo su “il piave”

    Marcantonio Bragadin su Wikipedia

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    Le commissioni tributarie sono incostituzionali

    Attualmente sono sotto processo perché nel 2007 avrei interotto un “processo tributario”. I giornali del tempo scrissero che avevo invocato il diritto al fisco dello Stato Veneto. Mi diedero dell’estremista lacchè e nostalgico  di Segato, credendo che  l’ideatore dell’autogoverno del popolo veneto fosse stato lui, (eravamo buoni conoscenti o amici ma l’autogoverno fui io a proporlo e a portarlo avanti come adesso).

    Era tutto falso derivante da falsi resoconti DIGOS che ai fatti nemmeno aveva assistito.

    Quel giorno del 2007  avevo invece chiesto che si accertasse che le “commissioni tributarie” sono illegali ed incostituzionali, in quanto giudice “speciale” di epoca fascista che la Costituzione ha abrogato fin dal 1953.  Non avevo nemmeno nominato la parola “veneto” nè altro di simile.

    Il fatto è che sulla base delle Costituzione si potrebbero far invalidare tutti i processi tributari, perché i “giudici” che li presiedono non sono magistrati, pagati dalla controparte, e quel tribunale è stato sciolto, appunto, nel 1953.

    Il Mattino di Padova, su mia richiesta, ha ora pubblicato una articolo dove spiego i punti principali della questione.

    Tuttavia resta il fatto che attualmente sono processato per aver difeso la Costituzione, il primo caso noto della storia italiana, un sintomo della eversione del sistema, una dimostrazione del fatto che il potere in Italia non segue la Costituzione ma logiche di mafia. E non rispetta i diritti umani.

    L’abrogazione delle Commissioni Tributarie costringerà lo Stato a far funzionare bene e velocemente la giustizia ordinaria o amministrativa, altrimenti non potrà raccogliere i soldi delle tasse in tempi ragionevoli.

    Questa battaglia insomma è indispensabile per far valere i diritti dei cittadini contribuenti.

    Sto creando  un movimento trasversale per la giustizia tributaria a cui hanno già aderito il partito del Popolo Veneto “Venetie per l’Autogoverno”. Chiunque abbia avuto una condanna in Commissione Tributaria potrebbe far annullare il verdetto perché incostituzionale, si metta  in contatto con me per i dettagli.

    Ecco l’articolo del mattino.

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    Un video ben fatto che spiega il signoraggio

    Questo video spiega in maniera dettagliata il come la dittatura mondialista degli usurai ruba le  ricchezze dei popoli.

    La Banca Centrale Europea e la Federal Reserve sono i loro strumenti operativi.

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    Qui le parte 2 e parte 3 del   video se non compaiono automaticamente

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    Smettiamola con le balle sul Sud: ecco i dati pubblici

    La settimana scorsa a Telenuovo, in una puntata diretta da Zwirner  e dedicata all’economia e alle tasse, si è dimostrato ancora una volta che i dati riguardo al Sud sono tutti falsati: alcune regioni sono in pareggio, altre mangiano per 4 regioni.

    Versione Integrale a questo indirizzo

    Personalmente ho presentato i dati tratti da Ricolfi “il Sacco del Nord” con i dati dell’agenzia delle Entrate che ha accertato l’evasione fiscale media del Sud è terrificante e sopra il 50%, con punte del 90% in certe regioni. Li avevo già pubblicati  2 mesi prima qui http://www.palmerini.net/blog/?p=798

    Ma alcune regioni del Nord evadono altrettanto della media del Sud, ad esempio la Liguria e la Val d’Aosta.

    A pagare per tutti le Venezie, il Lombardo, l’Emilia e la Romagna, quasi tutte terre ex-venete . E’ il sacco delle Venezie.

    Ancora, il reddito accertato al Sud va aumentato con l’enorme sommerso, lavoro nero. Il reddito realmente disponibile va riconteggiato con il costo della vita, che al Sud è accertato essere del 30% in meno del Nord.

    Se ne ricava che quando un cittadino del nord spende il 30% in più di uno del sud, in realtà hanno lo stesso tenore di vita reale, o si sta meglio al Sud facendo qualche lavoretto in nero. Spendere 1000 Euro in meno al mese al sud su 3000 non corrisponde a maggiore povertà.

    Insomma, fatti i conti, al Sud il reddito reale è maggiore del Nord, e i veri poveri sono i poveri del Nord.

    Nella trasmissione si sono forniti dati incredibili, come il costo dei funzionari regionali della Sicilia che costano 10 volte quello del Veneto . I dati sull’efficienza, sui costi, sui risparmi, sull’evasione dicono che il Veneto è la regione più virtuosa in tutto.

    Come semplice ricetta per  i problemi economici attuali ho proposto che almeno si diano a tutte le regioni gli stessi soldi per cittadino, perché oggi si danno molti più soldi alle regioni del Sud in pieno svantaggio dei poveri del nord.

    Insomma la soluzione è l’Autogoverno degli enti locali come già obbligato dalla Carta Europea dell’Autogoverno locale di cui parlo da anni, che è  legge dal 1989.

    Lo slogan del federalismo, insomma, è già una legge, mai attuata, ed ad attuarla forse sarà Tremonti a danno della Lega.

    Occorre dare  il controllo delle imposte  agli enti locali, e far dipendere da questi le entrate.  In sostanza, se i soldi i comuni e le province dovessero averli  in percentuale sulle entrate fiscali, ecco che sarebbero loro a combattere l’evasione che lo Stato non riesce in molte regioni.

    E’ evidente dai dati che comunque sono le Venetie a pagare per tutti,  per il resto d’Italia regioni “padane” comprese.

    Circa 50 miliardi all’anno vanno dai territori che pagano a qualche regione assistenziata.Questi soldi si traducono in servizi al nord, e spariscono nelle tasche delle mafie al Sud. Occorre dire che i cittadini del Sud non vedono  questi soldi tradotti in servizi: se li mangiano i loro burocrati.

    Ma non si può pretendere che le Venezie  mandino sempre più soldi, ne arriverebbero comunque  le briciole.Una tale ottica è anche un suicidio culturale e mentale che toglie dignità alla propria identità.

    Occorre che invece che i cittadini dei Sud combattano i loro burocrati per avere quei soldi che noi inviamo. Occorre che il Sud combatta  i governanti parassiti del Sud, e non incolpi chi già paga troppo come i Veneti. I quali oggi hanno le fabbriche che chiudono e veneti stessi che vanno alle mense della Caritas, non si chieda loro di dare anche il c…..

    Attuato il federalismo della Carta Europea chiederemo ancora i diritti di minoranza del popolo veneto,  diritti inalienabili, che la “regione” europea italiana deve attuare perché obbligata dal trattato di Lisbona.

    Palmerini Loris
    rappresentante del Autogoverno del popolo veneto
    rappresentante di Venetie per l’Autogoverno

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    Segato preferì la tortura della prigione piuttosto che accusare falsamente Palmerini

    Nella trasmissione di martedì 20 luglio, su Telenuovo, ho denunciato pubblicamente che Segato fu tenuto in prigione come tortura perché rifiutò di accusare i fondatori dell’Autogoverno del Popolo Veneto, rifiutò di “mescolarli” con la questione Serenissimi, con la quale in effetti personalmente non ho mai avuto nulla a che fare, anzi, sono sempre stato da loro criticato a vario titolo.

    Ecco la trasmissione integrale

    http://www.oltremedia.info/index.php?mod=none_Fdplus&fdaction=guarda&url=sections/01_Venetie/telenuovo2010lug20.flv

    I fatti cui mi sono riferito meritano un po’ di storia.

    Segato doveva essere l’ambasciatore dei Serenissimi quando questi, nel 1997, “assaltarono” il Campanile.
    Doveva presentarsi alle autorità italiana in rappresentanza del dichiarato Governo sovrano per trattare la rinascita della Repubblica.

    Invece non si presentò perché …
    Alcuni dicono che Segato non andò perché seppe all’ultimo dell’uso di armi, in realtà un archibugio ruggine.
    Altri dissero che fosse semplicemente rimasto a letto.
    A me non disse mai nulla sulla questione, nè io ho mai avuto interesse a sapere .

    La magistratura italiana lo ritenne comunque responsabile: fu processato quale presunta padre ideologico dell’azione, cosa che in effetti non può essere perché il gruppo aveva iniziato a operare da anni e lui fu contattato solo pochi mesi prima.

    Due anni dopo dei fatti, nel 1999, io vidi un manifesto con una sua foto che invitava a lavorare per il “veneto”. Era già da 1 anno che cercavo qualcuno che volesse fondare con me le Istituzioni di Autogoverno, basandosi sulle leggi però. Telefonai e venni a contatto con Segato, il quale mi appoggiò e ci mise la firma.

    Tuttavia, emerge dal suo libro di memorie che egli aveva concepito “l’Autogoverno” come una butade propagandistica, ed infatti, dopo aver fondate le istituzioni nel luglio 1999, nel febbraio del 2000 se ne distaccò completamente.

    Insomma per lui era un “gioco internettaro” , non stava capendo bene che cosa facevamo realmente.

    Ma capì che non era un gioco, arrestato nuovamente nel febbraio 2000 per esecuzione della condanna ai Serenissimi, la magistratura gli promise tuttavia la scarcerazione se avesse “disconosciute” le Istituzioni di Autogoverno.

    C’è da chiedersi come mai la magistratura italiana sentisse il bisogno di far “disconoscere” l’Autogoverno del Popolo Veneto.

    Il fatto è che la magistratura, che conosce le leggi, aveva perfettamente capito la portata della nascita delle Istituzioni, ed infatti non solo chiese a Segato di disconoscere le Istituzioni di Autogoverno, ma gli fece firmare anche una carta nella quale Segato si dichiarava di “nazionalità e cittadinanza italiana”, cioé di non essere veneto. Questo fu fatto ad un uomo in stato di carcerazione e in promessa della liberazione: una tortura, a cui mesi più tardi seguì carcere aggiuntivo, come dico più avanti.

    Il fatto è che subito dopo la carcerazione del febbraio 2000 io feci, come Presidente del Tribunale del Popolo Veneto, una “ordinanza di scarcerazione” , nella quale ordinai la sua scarcerazione in quanto Segato era cittadino del popolo veneto, rivendicando quindi che il “giudice naturale” era il Tribunale del Popolo Veneto.

    La magistratura doveva rispondere in qualche maniera a questa sfida legale, e provvise alla scarcerazione del Segato nel marzo 2000 ma chiedendo allo stesso di disconoscere anche lo stesso essere veneto.

    Questo tuttavia agli occhi della magistratura non risolse il “problema” delle Istituzioni di Autogoverno che pongo nella illegalità quello dello Stato Italiano nel territorio Lombardo-Veneto. In quel periodo per di più le Istituzioni erano molto attive, io che ero molto attivo e avevano un certo seguito.

    La magistratura, probabilmente pensando fosse Segato la mente del progetto, lo incarcerò di nuovo.

    Ma si rese conto che il problema non era per nulla risolto quando in seguito noi dichiarammo le elezioni del popolo veneto.
    Con Segato in carcere, la magistratura capì che non era lui la “mente” del progetto, e così chiese a Segato, già in carcere, di accusarci di qualcosa, in “qualsivoglia modo” scrive Segato nel suo libro.

    Segato rifiutò di mescolare ai fatti dei Serenissimi degli innocenti, e preferì patire del carcere piuttosto che accusarci falsamente. Di questo io gli sono enormemente grato, in un mondo di ladri e falsi anche fra i veneti lui è stato un uomo onesto.

    Segato scrive nel suo libro che a causa del suo rifiuto di accusare falsamente il magistrato “mi ha sbattuto dentro”. Insomma pagò carcere aggiuntivo.

    Un eroe torturato. Forse questo è il suo più grande merito, e per più di qualcuno cerca di infangare quest’episodio, per infangare la sua memoria e in modo che i veneti non abbiano martiri accertati.

    Riguardo al rapporto fra Segato e l’Autogoverno, in pratica con me, Palmerini, fondatore e scopritore, bisogna leggere tutto il libro per capire l’evoluzione del suo pensiero sul tema . Da semplice “gioco internettaro” , lo percepisce poi come un “problema” che gli costa l’aggravamento della sua posizione, fino a capire la sua portata ed ad entusiarmarsi per le elezioni di Autogoverno nel settembre del 2000, quando è in carcere con il magistrato che gli chiede la delazione. Ma lui risponde “se li arresti se vuole”.

    Solo 3 anni più tardi cominciai a frequentare ancora Segato, non sapendo nulla del suo sacrificio, nè lui me ne ha mai parlato.

    Io non gli ho mai portato rancore per aver disconosciuto le istituzioni, e forse per questo solo allora facemmo i primi passi di una amicizia umana, di un appartenere alla stessa stirpe. Insieme cominciammo il capodanno veneto, dopo secoli di oblìo, andando sotto il campanile di San Marco a festeggiare, e lavorammo insieme a questo risveglio ogni anno. Ho fatto con lui centinaia di chilometri per ripristinare questa festa . Fino all’anno della sua morte, poco dopo un capodanno molto faticoso e intenso che probabilmente gli diede il colpo finale di una vita provata dal carcere, e da tante solitudini, pur sempre vicino ai suoi genitori.

    Sono certo che Segato capì nel seguito che l’Autogoverno era una via di liberazione vincente, la cosa traspare dai suoi pochi scritti, ma sapeva che non era cosa per lui. Non volle più parteciparvi preferendo le attività culturali ed editoriali, forse più conformi alla sua indole intellettuale.

    Il fatto è che per “fare” l’autogoverno bisogna conoscere le norme del diritto internazionale, una conoscenza che ancora oggi i politicanti veneti non hanno. Anche quando capiscono la portata della mia scoperta sia i politicanti, sia i megalomani alla ricerca di soldi e potere rifiutano il rispetto del diritto, mentre l’autogoverno si basa sulla partecipazione diretta del popolo veneto alla fondazione e partecipazione di nuove Istituzioni sovrane, senza stipendi da parte dello Stato italiano.

    Quello che risulta dal libro di memorie di Segato, che sono lettere dal carcere, è che la magistratura italiana aveva molto interesse a trovare un modo per fermare l’autogoverno del popolo veneto e il suo percorso assolutamente legalista e pacifista, a costo di tenere in prigione un uomo. Ha tentato , con la tortura, di trovare un accusatore in Segato, e trovò invece un uomo libero.

    Che questo fosse l’intento si vede anche dai fatti della “Poeisia veneta” che sono passati a lato l’Autogoverno senza intaccarlo.

    L’integrità morale di alcuni componenti ha fatto sì che l’Autogoverno escludesse i quattro personaggi che già giocavano alle armi, ma furono esclusi per violazioni di statuto e l’uso privato delle Istituzioni a fini economici, non per le armi.

    Prima che la questura di Treviso potesse distruggere le Istituzioni erano stati esclusi dall’Autogoverno, la Questura lo sapeva perché eravamo sistematicamente intercettati . Ma ha intravisto nella spaccatura una facile via per demolire l’Autogoverno,

    A fronte alla scissione del agosto 2009, la Questura di Treviso ha cercato di incolpare le Istituzioni di Autogoverno delle personali follie di qualche membro disonesto, andando a colpire gli innocenti.

    Come Segato, alcune persone oneste hanno pagato per il tentativo di distruggere le Istituzioni.

    Ancora una volta non ci sono riusciti. Da queste poche cose le persone intelligenti vedono dove sta la via della liberazione che lo Stato non può fermare se non con la delazione e la calunnia: è del tutto intoccabile sul piano legale internazionale la via di liberazione del popolo veneto che ho aperto.

    E tuttavia occorre essere sempre vigili proprio all’interno delle Istituzioni, per non essere attaccabili.

    Il marcio c’è sempre, e si è recentemente accertata che il Governo Franceschi ha trafugato dei soldi dei cittadini.
    Il tribunale del Popolo Veneto ha ricevuto denuncia e daremo notizie in futuro.

    Il governo del popolo veneto preferisce mettere in piazza chi ruba e chi delinque piuttosto che far marcire le Istituzioni dal di dentro.

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    Stampa, censura e diritto all’informazione, alcune cose nascoste

    Nella trasmissione il Rosso e il Nero  su Telenuovo il 29 giugno 2010 ho parlato di come la stampa censura le notizie rilevanti condizionando le elezioni in sfregio alla costitituzione , per non parlare delle notizie economiche.

    E parlo dell’annullamento delle elezioni della Regione Veneto

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    La trasmissione integrale qui

    Le notizie sul ricorso in Consiglio di Stato qui

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    Sindaci e Governatori del Nord sulla linea Palmerini

    Dal tempo del referendum sulla devolution ho diffuso l’idea che il federalismo è già legge dal 1989.  (alcuni video e interventi al fondo) . Infatti una norma del Consiglio d’Europa in pochi semplice principi legali  stabilisce di fatto i principi di base del federalismo, e nella migliore tradizione.

    Ad esempio

    ” LE COMPETENZE AFFIDATE ALLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO DI REGOLA ESSERE COMPLETE ED INTEGRALI. POSSONO ESSERE MESSE IN CAUSA O LIMITATE DA UNA ALTRA AUTORITÀ, CENTRALE O REGIONALE, SOLAMENTE NELL’AMBITO DELLA LEGGE.”

    “PER OGNI MODIFICA DEI LIMITI LOCALI TERRITORIALI, LE COLLETTIVITÀ LOCALI INTERESSATE, DOVRANNO ESSERE PRELIMINARMENTE CONSULTATE, EVENTUALMENTE MEDIANTE REFERENDUM, QUALORA CIÒ SIA CONSENTITO DALLA LEGGE.”

    “LE COLLETTIVITÀ LOCALI HANNO DIRITTO, NELL’AMBITO DELLA POLITICA ECONOMICA NAZIONALE, A RISORSE PROPRIE SUFFICIENTI, DI CUI POSSANO DISPORRE LIBERAMENTE NELL’ESERCIZIO DELLE LORO COMPETENZE.

    LE RISORSE FINANZIARIE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO ESSERE PROPORZIONATE ALLE COMPETENZE PREVISTE DALLA COSTITUZIONE O DALLA LEGGE.

    Queste sono solo alcune delle norme della  “CARTA EUROPEA DELL’AUTONOMIA LOCALE” che l’Italia ha ratificato con legge n. 439/1989

    E’ una vera Costituzione FEDERALE che non è più derogabile dalla legislazione italiana perché dal 1 dicembre 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, essa è norma di fonte superiore alla Costituzione italiana (prima era legge sub costituzionale per quanto ignorata).

    Ho parlato più volte di questa carta, nel 2006 contro la Involution, nelle TV  nel 2007 e 2008, nel 2009 come candidato alla Provincia di Padova abbiamo fatto lo spot che indicava la norma (il link al fondo), ed anche al convegno dei Sindaci del 2007 ne ho parlato in pubblico, almeno fino a quando e Zanonato (PCI) non mi ha tolto il microfono. Anche da casa ho informato capi popopolo e movimento sindaci.

    Evidentemente Zanonato ha capito e vuole prendersi il merito della “Scoperta”, un vizzietto della sinistra che la meritocrazia non la capisce. Peccato però che la norma sia del 1989 , e quindi ci perdono la faccia destra e sinistra sul fatto che non è mai stata applicata.

    In base alla “carta”, un ente locale non può essere modificato nelle sue autonomie e competenze senza un referendum della popolazione interessata, ed ecco perché ho sollevato il punto che le province non si possono cancellare, e il governo si è adeguato.

    Adesso i sindaci vogliono “restituire” le competenze, ma nessuna norma “italiana” lo permette.  La Carta Europea invece lo permette in virtù del principio che “LE RISORSE FINANZIARIE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO ESSERE PROPORZIONATE ALLE COMPETENZE PREVISTE DALLA COSTITUZIONE O DALLA LEGGE.”.

    Insomma, comuni, province e  regioni possono pretendere che si rispetti questo principio e a quanto pare i sindaci hanno adottato la linea Palmerini senza dirlo pubblicamente (chiaro che non mi fanno pubblicità!).

    In poche parole, il federalismo si sta facendo SENZA  LA LEGA, e io non mancherò di segnalare quelle regioni e quei sindaci che non invocheranno la carta per impedire  l’impoverimento dei propri cittadini.

    Adesso la Lega deve dimostrare che non lavora per la Mafia facendo rispettare questa legge europea, obbligatoria per il trattato di Lisbona.

    La “quadra” è una sola: tagliare gli sprechi delle regioni sprecone, che non sono solo al Sud.

    L’economista Ricolfi e il centro studi Nord-Ovest hanno documentato che 50 miliardi di Euro vengono saccheggiati, rubati dico io,  a certe regioni del Nord, principalmente nel Lombardo-Veneto per essere spese in regioni schiallaquone, specie le 2 sicilie.

    Se la Lega vuole il federalismo,  ora può, è al governo, è necessario fare i tagli ragionati, ha il sostegno dei sindaci e delle Regioni.

    Si cominci con il definire un costo standard medio di ciascun servizio pubblico
    si diano a ciascuna regione i soldi in base alla popolazione X costo medio di servizio ossia

    fondi regionali = costo medio di servizio per cittadino  X popolazione

    quindi non è messo in discussione servizi uguali e garantiti per tutti.

    Risultato ?
    Chi sperpera imparerà a risparmiare,
    chi ha risparmiato avrà più disponibilità di prima !

    Invece il Governo della Lega sta TAGLIANDO I FONDI A CHI E’ EFFICIENTE.

    La Lega Nord è al Governo perché i suoi elettori chiedono giustizia perequativa, sono stanchi di essere saccheggiati.

    Il Sacco è matematicamente dimostrato. Non vogliono l’autonomia per Roma, la sanatoria per Catania, Napoli ecc.

    Se la Lega  non farà nulla questa volta dopo 10 anni di governo, è evidente che la Lega è Romana e di fatto al servizio della mafia che saccheggia il nord.

    Ecco la carta Europea per l’Autogoverno degli enti locali http://venetie.in/?page_id=39

    Stampa e invia al tuo sindaco.

    Se vuoi un partito serio con cui lavorare, guarda http://www.venetie.in

    —————————————————–

    Video Carta Europea per le provinciali 2009 http://venetie.in/?p=49

    Intervento 2008 al Rappresentante Sindaci 20% http://www.youtube.com/watch?v=AZRipb9VkwM

    Carta Europea contro la Devolution – http://www.palmerini.net/blog/?p=12

    Carta Europea è il federalismo – http://www.palmerini.net/blog/?p=317

    Carta Europea contro l’abolizione delle Province http://www.palmerini.net/blog/?p=367

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    Leggi il resto

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    la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico

    palmerini-loris-2010-veneziaPalmerini racconta in pubblico la sua storia personale e politica, dalle  prime denunce sull’ineleggibilità di Berlusconi   e sui brogli elettorali nel 1996, passando per Serenissimi, Autogoverno, Segato,  lingua veneta e Raixe Venete,  Life, e le recenti calunnie, fino al prossimo appuntamento del 7 luglio 2010,  descrivendo la rivoluzione del pensiero veneto che sta operando nell’ambito storico e politico insieme con i compagni attuali.

    La registrazione comincia con lui che parla di un dossier, reperibile  nel sito http://www.italia.8m.com/salva/
    Il sito di “Rinassimento veneto” è  http://www.repubblica.org/rinassimento/

    Il blog di Palmerini con i documenti sul plebiscito del 1866, referendum 1946, Beppe Grillo e altro è http://www.palmerini.net

    Cllica qui per l’audio
    ————————- SINTESI DEL PERCORSO RACCONTATO

    La vera storia di Palmerini raccontata in pubblico
    Le cose che ha fatto su Par Conditio, pubblicità nei telegiornali, decadenza Santer
    Denunce dal 1996 al 1997 brogli elettorali, firme false,
    L’ascesa dei Serenissimi e la nascita dell’autogoverno, le illazioni LIFE
    Le denunce e le botte prese dai Carabinieri
    I rapporti con Life e Raixe Venete
    La nazionalità veneta e l’Autogoverno
    Beppe Grillo e l’ineleggibilità di Berlusconi
    La prigionìa di Segato e la sua scarcerazione ordinata dall’Autogoverno
    Franceschi e la prigionia di Segato
    La magistratura che cerca di incastrare Palmerini con i Serenissimi
    Cittadinanza, nazionalità, identità e diritti civili
    L’uso delle armi e la legge internazionali
    Elezioni di popolo, i ricorsi contro l’IRAP,  rivendicazione della lingua veneta fin dal 2000
    L’agguato dei Carabinieri che lo picchiano e la magistratura che archivia
    Il processo su giudici tributari (in corso) e l’abuso della magistratura
    Gli studi sul lombardo-veneto e sul referendum del 1946
    La storica sentenza del 2008 basata sugli studi di Palmerini
    Il libro di Beggiato sul 1866 e le nuove scoperte di Palmerini, discussione con Gardin
    L’invalidità dell’intero plebiscito per il mancato voto della Lombardia
    Il difetto di giurisdizione italiana: non è terra italiana.
    Il partito di Venetie per l’Autogoverno che riconoscono l’AUTOGOVERNO
    La Censura della Stampa nelle provinciali di Padova
    Le regionali del 2010 e il Bilinguismo, i diritti di Minoranza dello Stato
    Il ricorso in Consiglio di Stato: chi rappresenta il “popolo veneto” ?
    Zaia e il “faccio io l’Autogoverno del Popolo Veneto”: perché solo ora ?
    Il libri bilingui veneto-italiano durante il fascismo
    il principio della risoluzione 42 del 1998 in discussione a Consiglio di Stato
    I prossimi ricorsi  internazionali in Consiglio d’Europa e Corte internazionali
    La repubblica Veneta che rinasce
    I generali armati e l’arte della guerra di Quaglia.
    L’Italia che deve pagare i danni.

    la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico
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    Caos Pesca? Colpa di Zaia!

    foto panorama Bondi,Galan,FormigoniAgli esordi parlamentari come ministro, Galan, estromesso dal feudo regionale Veneto, non perde occasione per rimpallare le responsabilità sul caos pesca.

    Ad una interrogazione dei social-liberali, Galan ha affermato che si sapeva dal 2006 che il 1 giugno 2010 ci sarebbe stato il cambio delle reti da pesca, ma non si è fatto nulla: non certo sua la responsabilità che non ci si è preparati.

    La stoccata implicita di Galan alla precedente gestione ministeriale di Zaia, sempre della maggioranza ma della Lega, è uno dei tanti episodi di regolamento di conti e di guerra fredda che si respira in veneto a seguito delle elezioni regionali, nelle quali Galan è stato estromesso per giochi di coalizione, anche se già al 4 mandato.

    E’ durata a lungo la guerra per il potere regionale, certo più ricco e reddittizio di un ministero povero come quello prima di Zaia e oggi di Galan.

    A causa di questa lotta lunga e faticosa per la presidenza della regione veneto già in campagna elettorale Zaia aveva promesso che una volta eletto avrebbe “pagato dazio” chi non era stato con lui prima del voto.

    Salito al potere, sebbene “sub judice” da allora nella amministrazione regionale si assiste alla estromissione degli uomini di Galan dai luoghi di potere. Con il risultato che perfino nei dibattiti pubblici gli uomini dell’ex potentato Galan e quelli del nuovo signore Zaia si accusano fra loro.

    E’ quanto appunto è successo anche oggi alla Camera, senza naturalmente che si dica il nome dell’affondato.

    Purtroppo però, mentre si assiste a questa spartizione e ripartizione del potere regionale, le aziende venete, comprese quelle della pesca, continuano a chiudere: record di fallimenti in Veneto nell’ultimo anno, +67%.

    Desolante inoltre vedere in TV la Camera praticamente vuota, circa 25 persone. Ma occorre dire che i ben 3 ministri presenti erano tutti veneti.

    Non si dica dunque che i veneti non hanno le mani in pasta a Roma
    perfino 3 ministri sono veneti.
    Non bastasse la Lega nord è al potere in mezzo nord, compreso il Veneto e ha molti ministri. Il resto del nord è quasi tutto PDL che ha anche il Capo del Governo, come del “nord” è il ministro dell’Interno. Ma allora, dov’è finito il federalismo? Quanti decenni ancora si deve aspettare?

    O forse il federalismo è impossibile a causa della Costituzione che rende impossibile governare, come dice Berlusconi?

    Forse per questo è meglio abrogare le province e quindi realizzare un ulteriore centralismo ?

    Oppure questi signori sono in tutt’altre faccende affaccendati ?

    C’è ancora speranza ? Un detto dice “Chi vive sperando muore cag….”

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