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L'Opinione

di Loris Palmerini

March 11, 2010, 1:41 am
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  • Regione veneto: rischio commissariamento per mancato bilinguismo.

    Le “minoranze” nazionali di uno Stato, cioé quelle popolazioni che sono di nazionalità diversa da quelle maggioritaria , hanno specifici diritti stabiliti dal sistema internazionale di protezione dei “diritti umani”.

    La legge n.302 del 1997 ha reso legge italiana ordinaria la Convenzione di fonte “Consiglio d’Europa” che prevede molti diritti per le minoranze, fra i quali:

    - diritto al bilinguismo nelle scuole, nella segnaletica, nei media
    - canali radio e tv in lingua
    - diritto a giornali stampati in lingua
    - bilinguismo negli uffici pubblici
    - diritto di ricevere corrispondenza in lingua dall’amministrazione pubblica
    - diritto di esibire cartelli in lingua nel luogo di lavoro

    Nei fatti però l’Italia non ha mai applicato questa convenzione al “popolo veneto” riconosciuto dal art.2 L.n.340/1971.

    Ma in effetti nessuno ne aveva mai domandato l’applicazione secondo modalità di legge, fino a poco tempo fa. Il 30 dicembre 2009 e poi ancora il 18 gennaio 2010, la Regione veneta è stata investita da una specifica istanza da parte del “Autogoverno del Popolo Veneto”, per l’applicazione e il rispetto della legge anche nel sistema elettorale.

    L’”autogoverno del popolo veneto” è un ente pubblico previsto dall’art.2 L.n.340/1971 che si è autoistituito nel 1999 in base alla L.n.881/1977, e rappresenta legalmente il popolo veneto.

    Qualcuno pensa che è la “Regione Veneto” a rappresentare il popolo veneto, ma una sentenza della Corte Costituzionale ha chiarito che non è così, ovviamente, la “regione” è solo un ente periferico dello Stato vincolato negli scopi dalla legge statale, e non può rappresentare un “popolo”.  Si può dire insomma  che la “regione” è solo una filiale di un ente centrale , lo Stato, tanto che il  “consiglio” regionale non può essere chiamato “parlamento”. La Sicilia fa Stato a sè.

    La regione veneto ha dimostrato in pieno questa affiliazione, in quanto, una volta richiesta di applicare la norma sulle minoranze che istituisce il bilinguismo, in dispregio ai diritti umani del popolo veneto e venendo meno ai suoi obblighi legali, semplicemente non ha fatto nulla.

    Da qui la richiesta al TAR di commissariamento, presentata lunedì 8 marzo.

    E già il 12 marzo si terrà l’udienza a Venezia, perché quella convenzione sulle minoranze, ratificata con L.n.302/1997, è oggi una legge obbligatoria in quanto il trattato di Lisbona (in vigore dal 1 dicembre 2009) l’ ha “comunitarizzata”, ossia resa obbligatoria al pari delle direttive europee.

    Quale rappresentante dell’Autogoverno del popolo veneto ho chiesto al Tar del Veneto la nomina di un Commissario “ad acta” della Regione Veneto che provveda ad applicare questa legge n.302/1997, e la cosa è urgentissima perché i diritti che vengono negati mettono a repentaglio anche l’intero processo di elezione regionale. Ad esempio è negato il diritto al bilinguismo nella propaganda, e la stessa legge elettorale non è stata modificata in modo da garantire la partecipazione dei partiti espressione legale del popolo veneto, che devono essere garantiti per l’art.15 L.n.302/1997. Occorre ricordare che la legge elettorale  per l ‘art.122 Cost. come modificato nel 2000, è di competenza regionale, e il Governo centrale non può metterci le mani, anche se qualcuno lascia fare.

    E’ la prima volta, dopo 213 anni, che il popolo veneto si presenta legalmente costituito in un tribunale per chiedere il rispetto dei propri diritti, un evento storico per le implicazioni che ha questo fatto.

    Comunque vada sarà una vittoria.Il riconoscimento dei diritti porterà a grandi cambiamenti per le genti veneti.

    Se il TAR dovesse invece bocciare la richiesta, sarebbe la prova che lo Stato attua la pratica della “assimilazione”, vietata dalle norme internazionali, e sarebbe lo stesso una vittoria, perché si spalancherebbero le porte della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.

    E’ lì si deciderebbe  però anche se annullare non solo le elezioni regionali del 2010, ma anche le elezioni del 2005 e del 2000, in quanto la legge sulle minoranze per la Corte Europea è vigente dal 1997. Allora in Corte Europa lo Stato Italiano potrebbe vedersi costretto non solo ad attuare la norma, ma anche restituire molti miliardi di euro al Popolo Veneto, l’intera tassazione, pari a circa 100 Miliardi di euro per ciascun anno dopo il 2004 .

    Ancora, c’è chi pensa che le sentenze della Corte Europea di Strasburgo non siano applicabili in Italia, ed in effetti non sono mai state tenute in gran conto. Ma di nuovo, dal 1 dicembre 2009, con il trattato di Lisbona, quelle sentenze sono diventate immediatamente esecutive, cosa per altro già riconosciuta anche dalla Corte dell’Unione Europea. Insomma si rischierebbe in quel caso il commissariamento dell’intero Stato Italiano da parte della Unione Europea per mancata esecuzione di leggi e sentenze.

    E se anche l’Unione non facesse nulla? Di fronte al mondo e ai cittadini europei essa perderebbe la faccia sulla questione “diritti umani”. Non le sarebbe più possibile fare romanzine ai vari paese canaglia, o presentarsi come mediatrice, tutta l’Europa sarebbe delegittimata. Un caso del tutto impensabile insomma.

    Ecco perché questo ricorso al TAR è un evento di grande portata, che va nella direzione di rispettare le minoranze nazionali e le regioni, di rispetto delle leggi e della Costituzione. Una direzione opposta di quella seguita dal Governo che invece, legifera scavalcando le competenze che spettano alle regioni come per la legge elettorale.

    Per chi vuole essere presente in questo momento storico, venerdì 12 alle ore 11.00 al TAR del Veneto -2277, CANNAREGIO – Venezia

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    La “soluzione politica” non è possibile per Costituzione

    DSC05679 (small)La Costituzione stabilisce Art. 122.
    Il “sistema di elezione” e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principî fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

    Per tanto non è nel potere del Governo nè del Presidente della Repubblica quello di modificare la legge elettorale,   è una competenza regionale seppure nel frattempo che vengono rinnovati gli statuto qualcuno  applica ancora la previgente norma del 1968.

    Dunque non è nella facoltà del governo nè del parlamento modificare la legge elettorale regionale, servirebbe una legge costituzionale (2 anni).

    Si può solo risolvere la questione  con legge  della regione. Tuttavia, dove gli statuti prevedano la competenza del Consiglio regionale, essi sono sciolti, ed è improponibile una loro sostituzione da parte del governo perché la legge risulterebbe incostituzionale in quanto modificherebbe di fatto la Costituzione.

    Inoltre, qualora qualcuno  decidesse di modificare la legge (per avvantaggiare il proprio partito), esso dovrà allora inserire nella stessa legge anche le norme sulle minoranza come la L.n.302/1997 che sono divenute obbligatorie per il trattato di Lisbona dal 1 dicembre 2009.

    Questo significa che si dovrebbero rifare anche le liste del Veneto, dove la mia candidatura a Presidente è stata per il momento dichiarata invalida perché la Corte d’Appello ha deciso che se ne frega di queste norme che sono, oltre che ratificate, superiori alla norma ordinaria.

    L’art.2 garantisce i diritti inviolabili dell’uomo [ ..] nelle formazioni sociali . La Corte d’Appello però ha dimostrato dispregio di questo principio, ma solo contro i veneti.

    Oltretutto sono diritti inviolabili quelli detti “umani” e sanciti in leggi come la L.n.881/1977 e altre come la L.n.848/1955 ecc.

    L’art.25 della 881 dice che ” Ogni cittadino ha il diritto, e deve avere la possibilità, senza alcuna
    delle discriminazioni menzionate [..]
    a) di partecipare alla direzione degli affari pubblici, personalmente o  attraverso rappresentanti liberamente scelti;
    b) di votare e di essere eletto, nel corso di elezioni veritiere, periodiche, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, che garantiscano la libera espressione della  volontà degli elettori;”

    Ad oggi, in generale, sono stati  esclusi dal candidarsi una buona parte dei cittadini che non hanno potuto presentarsi a causa dell’onerosità della presentazione, come  anche la lista  “Venetie per l’Autogoverno” in veneto.

    Se per far ammettere il listino di Formigoni (per altro non più eleggibile perché già al terzo mandato) si riduce “in corsa” il numero di sottoscrizioni necessarie (ma non si capisce chi possa fare questa modifica visto che è competenza regionale),   si va a modificare la legge elettorale  a partita cominciata, si dovranno  rivalutare anche quelle situazioni di altre liste  che sono state escluse sulla base della normativa vigente, come per esempio i Radicali e Venetie per l’Autogoverno.

    E tuttavia, se si vanno a stabilire nuove regole, allora è consequenziale che altri soggetti, se le avessero conosciute, avrebbero deciso di intraprendere la corsa perché alla loro portata con i nuovi limiti, ma non l’hanno fatto per il troppo oneroso numero di sottoscrizioni che era stabilito e che ora si vorrebbe ridurre per far “passare” gli amici del potere.

    Insomma :
    - non è ammissibile in nessun caso che si cambino le regole ora da parte del governo
    - eventualmente dovrà moridificare la regola regionale  l’organo regionale previsto per statuto se attivo o la giunta nel silenzio dello statuto
    - si dovrebbero ricominciare le elezioni o prolungare i termini per la presentazione di 30 giorni almeno per dar modo agli esclusi di beneficiare della legge

    Se  si modificheranno le elezioni diversamente, saremo di fronte non più a leggi ad “personam” ma legge “ad partitum”, saremmo di fronte alla creazione di un nuovo partito fascista che si autoelegge e si autoproclama impedendo nel contempo la partecipazione altrui, piano piano siamo già dentro la dittatura. Sarebbe dunque una eversione dei principi  democrazia e dello “stato di diritto” , impugnabili di fronte alle corti internazionali, con pochi euro.

    Ma  c’è il rischio grave che la conclamazione del “partito di stato” legittimi nel diritto chiunque a costituirsi in governo indipendente e sovrano in difesa dei diritti costituzionali, se necessario anche armato al fine di proteggere i diritti umani che comprendono quelli di partecipazione.

    Insomma non s’ha da fare la modifica delle regole da parte del governo e del parlamento.
    Se si fanno nuove regole, queste devono tenere conto delle norme del Consiglio d’Europa divenute COGENTI con il trattato di Lisbona.
    Ma allora si fermi tutto e si ricominci da capo.

    Un pasticciaccio brutto. Ma davvero questa è la qualità del partito di governo ?

    La “soluzione politica” non è possibile per Costituzione
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    Veneto virtuoso senza corruzione

    Sulla questione corruzione, secondo un grafico pubblicato dal Gazzettino (http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=333038&Data=20100218&CodSigla=PG)

    la regione “Veneto” è fra le virtuose e non risultano citazioni a giudizio per danni erariali.

    Basti pensare che nella vicina Lombardia sono ben 18 le citazioni a giudizio.

    La virtù veneta si vede anche dal dato sulla evasione fiscale certificato dall’ Agenzia delle entrate, che vede il Veneto fra le regioni a più basso tasso d’evasione d’Italia insieme alla Lombardia, solo un terzo della Calabria.

    Se poi si aggiunge il dato riguardo alla solidarietà, emerge che il Veneto, e le Venezie in genere, sono fra le realtà più solidali e altruiste
    Insomma il Veneto è un mondo a sé rispetto alla cancro italiano della corruzione, perfino più virtuoso, su questo o quel aspetto, rispetto ai confinanti.

    Dunque quelle immagini di un Veneto fatto di evasori, corruttori, ed individualisti razzisti diffuso da film e stampa è completamente falso e perfino razzista, forse il tentativo di una classe corrotta di mistificare chi è migliore sul piano morale ed umano.

    Ma non ci si gongoli troppo, il veneto si sta “restringendo”. Se consideriamo che pochi decenni fa dal “veneto” sono stati scorporati la Venezia est e il Friuli (oggi regione Friuli-Venezia-Giulia), ci si deve arrendere al fatto che in quelle parti la corruzione e lo spreco nelle opere pubbliche ci sono e sono molto più diffusi, stando al gazzettino, con una alta concentrazioni di opere pubbliche abbandonate.

    Se c’è bisogno dunque di una nuova classe dirigente italiana moralmente degna questa sembrerebbe poter venire proprio dal veneto additato come egoista e razzista, furbetto e ladretto. Ed invece il veneto sembra tendere sempre di più alla deriva indipendentista, e per le elezioni regionali 2010 ben 2 liste indipendentiste vorrebbero essere in lista.

    Forse anche questo è uno dei vari effetti di distruzione che la corruzione italiana produce, perché certamente la corruzione tiene escluse dalla partecipazione istituzionale corrotta quelle forze giovani che finiscono così con il rifiutare il sistema in tutto e andare per la via del “distacco” morale e civile dal progetto unitario di cui favoleggia Napolitano, un progetto in realtà fondato su bugie come quella dei plebisciti unitari.

    Speriamo però di non svegliarci un giorno nel mezzo di una “corruttopoli” veneta, perché allora, anche quella speranza di “patria” morale veneta svanirebbe e ci si troverebbe nel totale fallimento del progetto unitario, che ha prodotto solo guerre, dittature, corruzione e distruzione del paesaggio.

    Senza considerare che la corruzione si è mangiata pure la popolazione, fra le più vecchie e meno prolifiche del mondo.

    Ci sarà ancora l’Italia fra 20 anni o è destinata comunque a non essere più ?

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    proposte per salvare il veneto dal collasso economico

    La fine della cassa integrazione per circa 200.000 persone porterà a una ulteriore riduzione dei consumi, con il risultato che ulteriori aziende chiuderanno.

    A questi disoccupati ufficiali vanno ad aggiungersi le molte migliaia di partite IVA e precari che oggi sono a casa a non fare nulla, ma non risultano disoccupati, e nemmeno guadagnano, ma consumano le riserve.

    La situazione dell’economia vedrà presto molti fallimenti, ulteriore disoccupazione, moti sociali.

    Anche la classe politica  veneta non sta proponendo NULLA per risolvere i problemi.

    Ho lanciato dagli schermi di Telenuovo una serie di proposte.

    1) L’autogoverno fiscale delle Venezie è possibile fin da subito applicando l’articolo 2 della Legge costituzionale n.340 del 1971, insieme con altre leggi.
    Se non si applicherà questo strumento subito, l’economia arriverò “alla canna del gas”

    2) una banca amministrata dalla regione veneto che metta in circolo una moneta locale, in modo da far circolare produttori e consumatori su un binario parallelo a quello dell’Euro

    3) investire con la nuova moneta ed in autogoverno non solo in infrastrutture, ma sopratutto in formazione, servizi, tecnologia

    4) inceneritori a ZERO EMISSIONE che sono una tecnologia disponibile e già in fase di attuazione in Olanda

    Ho chiesto la convergenza di tutte le forze politiche sopratutto sulla moneta locale.

    E gli altri cosa dicono ?

    La realtà chiede SOLUZIONI IMMEDIATE. Non credere alle promesse.

    Ecco il video con le mie dichiarazioni

    Palmerini su Telenuovo 01 febbraio 2009


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    Venezia Patrimonio Unesco fra i peggio governati del mondo

    Ricevo da Gigio Zanon questo interessante studio.

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    unesco_ve_clip_image001I siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità sono in totale 830.

    Venezia e la sua Laguna, grazie all’interessamento del Direttore dell’UNESCO Renè Maheu e all’ing. Roberto Frassetto – Medaglia d’ oro al V.M. della Maarina – fu la prima ad essere dichiarata tale già nel 1968, subito dopo “l’acqua granda” del 1966.

    Ora si rileva dal sito della National geographic quanto segue.

    Dopo circa quarant’anni dall’esistenza della denominazione, si è ritenuto opportuno eseguire un’ispezione per valutare i modi in cui essi vengono amministrati. L’idea è stata della rivista National Geographic Traveler, che si è unita al National Geographic Center for Sustainable Destinations e alla George Washington University per nominare un comitato di quattrocentodiciannove esperti ai quali è stato chiesto di stilare una classifica che includesse i 94 siti giudicati più importanti.

    Al primo posto, quale sito meglio gestito e meglio preservato, si trovano i meravigliosi Fiordi della Norvegia Occidentale. Al secondo e al terzo, si sono classificati dei siti più vicini per natura a una città come Venezia: rispettivamente Vézelay in Francia e Granada in Spagna. Vézelay è a due ore da Parigi in Borgogna, regione di forte interesse turistico, e i veneziani che vorrebbero una metropolitana sublagunare saranno interessati a sapere che lo slogan della regione proclama: “Beati i lenti, perché di essi è la Borgogna”. A Venezia, invece, sembra che si cerchi in tutti i modi la velocità.

    Su novantaquattro siti esaminati e valutati per conservazione e gestione del territorio, Venezia è risultata quartultima. Peggio di lei solo le isole Galapagos, Portobello ( Panama) e la valle di Kathmandu (Nepal).

    La classifica consiste in una scala da 1 a 100, accompagnata dalle osservazioni degli esperti, da essi presentate in modo anonimo. Nessun sito ha ottenuto un punteggio superiore a 90 e nessuno inferiore a 20.

    Italia Nostra ritiene molto grave il fatto che alla città di Venezia sia andato un punteggio tra i più bassi: soltanto 46. Ecco come vanno interpretati i punteggi:

    0-25: Catastrofico. Tutti i criteri molto negativi.

    26-45: In grave difficoltà.

    46-65: In moderata difficoltà: tutti i criteri o medio-negativi o mescolanza di negativi e positivi.

    66-85: Difficoltà non importanti.

    86-95: Autentici, non rovinati e probabilmente destinati a rimanere tali.

    96-100: Ottimi in tutto e per tutto.

    Si noti che per un solo punto Venezia ha evitato di essere inclusa nel gruppo dei malati ancora più gravi.

    Le cause più importanti di preoccupazione per gli esperti (come da anni per Italia Nostra e per molti veneziani) sono il sovraffollamento dovuto alla cattiva gestione dei flussi turistici e la generale impressione che la città non abbia più una sua vita specifica, legata a caratteristiche locali, ma sia diventata solo un grande contenitore per visitatori di passaggio.

    “Quasi ci si pente di esserci venuti,” arriva a scrivere uno degli autori del giudizio, “perché la nostra presenza aumenta l’affollamento e ci rende complici del deterioramento progressivo cui assistiamo.” “Non c’è una vita “vera” degli abitanti,” continua. Per un altro, Venezia è “un bel gioiello che sta scomparendo, che è diventata solo il museo di se stessa.” “Nessuno ci vive salvo i turisti.” lamenta un altro. “La visita, scrive un altro ancora, si limita alle calli, alle chiese e ai canali.” Solo la mattina presto un commentatore ha trovato un po’ di vera vita locale, prima che i turisti uscissero dagli alberghi o peggio ancora dagli autobus e dai lancioni gran turismo.

    Per chi vuole visitare il sito:

    http://www.nationalgeographic.com/traveler/features/whsrated0611/wh…

    Che dire se non ringraziare questi incapaci amministratori che da oltre 30 anni fingono di amministrarci? Hanno sperperato migliaia di miliardi per poi ottenere i risultati di cui sopra!

    Hanno costruito un ponte di regime assolutamente inutile e deleterio per l’economia di una parte della città. Hanno costruito un trenino della “Val Scomenzera” per creare ancora più disagi ai turisti e ai residenti obbligandoli a prendere lo stesso vaporetto dopo aver camminato per mezz’ora e spendere soldi per il trenino!

    Però i gradini del ponte di Rialto stanno cadendo a pezzi, le rive sono dissestate, i canali sono invasi da barconi di ferro che  squassano le fondazioni dei palazzi, il moto ondoso distrugge quello che resta in piedi, ecc. ecc.

    Ora hanno il proposito di sperperare ancora almeno mille milioni di euro per costruire una sub-lagunare inutile e dannosa per la Laguna e portare ancora più turisti (seimila al giorno!!!) in un luogo che già ora è angusto per chi ogni giorno vi transita per lavoro e per diporto. Il che significa nuovi sventramenti in una zona monumentale di Venezia! Per non parlare della cementificazione dei terreni agricoli nei pressi di Tessera e della nuova inutile pista aerea!

    L’unica nota positiva è che l’attuale sindaco se ne và e assieme a lui il suo amico presidente della Regione!

    Speriamo che Venezia si salvi! Ma se i Veneziani non si danno da fare, vedo che la faccenda è seria.

    Siamo già arrivati sotto la soglia dei 60mila abitanti, ma in cambio c’è un’alta densità di alberghi e locande per turisti.

    Ora Venezia è un centro di vacanza dove i turisti, indossando stivali di gomma sempre più spesso, si muovono da un attico all’altro.

    I milionari continuano a trovare di loro gradimento restaurare un vecchio palazzo per avere il piacere di osservarne la lenta morte.

    A Mestre i turisti soggiornano in alberghi nuovi, attraversano il marciapiede ogni mattina e le strade affollate, mangiando tramezzini per colazione, sperando che rimanga in piedi un numero sufficiente di palazzi a garantirgli un riparo dal sole, e lamentandosi degli squarci lungo il Canal Grande, dove interi palazzi sono stati asportati come denti marci e ricostruiti in Giardini Pubblici a Bochum, a Dysneyland in Florida, a Fukuoka o sulle sponde del porto di Sydney o di Dubai.

    Quadri e statue sarebbero stati alloggiati nei nuovi Musei della Terraferma e là addirittura vi sarebbe stata costruita una riproduzione del celebre caffè Florian.

    Essi hanno ragione; non vi è più speranza: le buone maniere pusillanimi internazionali si sono combinate con il gangsterismo politico italiano… per rapinare il mondo della più bella città che mai sia esistita.

    Luigi – Gigio – ZanonCastello, 5564 – 30122 Veneziae
    mail info#gigiozanon.com(metti @ al posto di #)

    www.venetonostro.it

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    Continuano le farneticazioni confuse di Quaglia

    Il 25 giugno, quando schierò la cosiddetta “polisia veneta”  per impedire un pignoramento di beni LIFE, dichiarò a tutti i media l’intenzione di volersi armare.  Anche un imbecille capisce che un fatto del genere porta la controparte italiana ad aprire immediatamente delle indagini, ed infatti il giorno dopo il procuratore della Repubblica italiana, Fojadelli, dichiara che vigilerà con attenzione.

    Questi fatti sono stati riportati anche dalla stampa vedi per esempio il Corriere

    Già nei mesi di luglio e agosto, di fronte a più testimoni, avevo detto a Quaglia che per gli italiani, il reato di banda armata o paramilitare si configura anche in assenza di armi, e che bastava l’intenzione, i fini, e l’approntamento dei primi mezzi come le divise. Non servivano le armi. Le sue dichiarazioni erano già sufficienti.

    Basta sentire cosa dice il questore in questa intervista per confermarlo

    Quaglia e Bortotto schierarono la polisia senza alcuna legge di Autogoverno e senza autorizzazione di nessuno, io al Tribunale non ne sapevo nulla come nemmeno l’Assemblea,  e l’azione fu decisa da loro la sera prima per una questione LIFE.

    Nonostante tutto cercai di riportare la quesione nel sistema di Autogoverno e di  “sanare” la polisia con un decreto straordinario, ma anche  alcuni ministri erano contrari alla Polisia, perché Quaglia aveva annunciato di voler armare e si insisteva su questa volontà. Infatti, poiché non erano d’accordo, per tutta risposta Quaglia li dimise in blocco riassumendo in seguito solo i consenzienti.

    Avrei dovuto dichiarare Quaglia  decaduto già allora, oppure quando pochi giorni  mentì all’assemblea  negando le sue intenzioni. Però per parte mia, per evidenziare che c’era un bugiardo al governo, quel giorno stesso ho dato preavviso di dimissioni in 2 mesi, perché capivo che l’uomo aveva dei problemi di auto distruttività e mentiva a tutti, ma mancava la prova.

    Poi , dopo molte altre violazioni di Statuto e scoperte su suoi traffici personali, l’Assemblea il 29 agosto lo ha bandito a vita insieme ai suoi pochi compari. A doppia ragione, perché il 16 agosto Quaglia si era perfino autoproclamato capo  dell’assemblea, pur restando capo del governo, e pure nominando  una  magistratura di comodo per sostituire me, sostenuto da  pochi altri confusi seguaci. Una dittatura che Berlusconi non ha mai nemmeno osato pensare .

    Dichiarato decaduto Quaglia con Bortotto, il corpo di Polisia in divisa è  andato in piazza a Cittadella il 5 settembre, insistendo nell’ usare illegalmente il nome dell’Autogoverno.

    Ora Quaglia non volendo accettare che le inchieste sono il frutto delle sue stesse azioni, come un bambino scoperto a rubare la marmellata, da la colpa all’uomo nero immaginario, che lui identifica in me, pensando di ingannare gli altri.

    http://www.youtube.com/watch?v=f81yr6U0rOc


    E cosa dire di chi si associa nelle diffamazioni  come Padovan e la LIFE?
    E’ vero che i LIFE  avevano già fallito la scalata al Governo Serenissimo, come dice il loro capo ?

    Certamente hanno fallito con l’Autogoverno del Popolo Veneto, ma questa volta mi sa che il pegno sarà molto caro, perché non è un club, e il danno di immagine e di diffamazione che dovranno pagare è enorme.

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    L’evasione del Sud paralizza l’Italia e la destina al tracollo

    test-tvSi dice che l’Italia abbia bisogno di riforme. In pratica con queste parole si nasconde il fatto che la classe politica è del tutto incapace e impotente nel realizzare quei cambiamenti che il paese necessita.

    I cambiamenti da fare sono noti a tutti ormai: efficienza dell’amministrazione pubblica, meritocrazia nel pubblico e nelle università, riduzione al 30%  complessivo delle tasse delle aziende e dei dipendenti, formazione e cultura per lo sviluppo dei prodotti e del turismo, cura del paesaggio ecc. Io li indicavo 15 anni fa nel programma del partito “Italia Concreta” che avevo fondato.

    Tuttavia, già allora indicavo che questi cambiamenti li potrebbe fare solo qualcuno senza scheletri nell’armadio, altrimenti verrebbe subito silurato come succede oggi ed è successo con Prodi.

    E purtroppo sappiamo che l’attuale dirigenza politica è composta per lo più dai portaborse del regime precedente, cioè dei loro lacchè, i loro servetti cresciuti nella loro ombra. Dove sarebbe Berlusconi senza Craxi e Mammì ? (sarebbe fallito nel 1984 http://www.peacelink.it/mediawatch/a/24384.html )

    Allora indicavo come prerequisito per la messa in opera delle riforme un sistema di controllo anticorruzione, come c’era nella Repubblica Veneta. Inascoltato nel frattempo la corruzione in italia ha superato il livello pre ‘93.

    Oggi però ho cambiato idea sulle riforme, e dico che anche se ci fossero i migliori condottieri al governo, l’Italia non è riformabile, e spiego.

    Per realizzare gli obbiettivi di cui sopra, e permettere al paese di essere concorrenziale sul piano globale, di fatto la ricetta prevede l’amaro ingradiente della trasformazione del Sud Italia, ossia che lo stato Italiano e le regioni del Sudi si sbarazzino di almeno 700.000 inutili dipendenti, comprendendo anche molti imboscati nelle amministrazioni militari, e di 500.000 false pensioni. Inoltre essi dovrebbero diventare per lo più dipendenti degli enti locali sul modello tedesco.

    Secondo alcuni dati la Germania conta 55 dipendenti per 1000 abitanti per il 90% alle dipendenze degli stati regionali, l’Italia ha 59 dipendenti per 1000 abitanti, per il 60% alle dipendenze dello Stato centrale (e l’altro 40% impiegato tra Regioni, Università ed Enti locali)

    Questo personale in eccesso in Italia è per lo più imboscato nelle regioni del sud, come per altro i falsi invalidi e le false pensioni sono lì concentrate.Tutta questa gente, insieme ai molti consulenti legati alla burocrazia che diventeranno inutili, dovranno essere assistenziati per un certo periodo, messi a studiare un altro lavoro. Per farlo ci vogliono molti soldi, che sono quelli che spariscono nell’evasione fiscale del Sud

    Una volta per tutte, non vuol dire che questi fenomeni non esistono nel Lombardo-Veneto, ma sono 1 decimo di intensità.

    A riprova un studio sull’evasione fiscale Generale, effettuato dalla Agenzia delle Entrate sulla base dei dati IRAP 1998-2002, secondo il quale l’evasione fiscale generale nelle 2 Sicilie è del 60% dell’imponibile, mentre nel Centro Nord solo in Liguria si supera il 50% ma la media del Settentrione è del 30%, ossia la metà delle 2 Sicilie. Il primato del virtuosismo, i meno ladri diciamo così, sono quelli del Lombardo-Veneto. Ecco il rapporto http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf

    Secondo alcuni altri dati “interni” più recenti , in realtà nelle Venezie l’evasione fiscale è più bassa della tedesca Baviera, che è nella media europea. Ancora una volta 2 paesi sociologicamente diversi che mettono in dubbio l’esistenza dell’Italia, che non ha nulla di comune se non una bandiera sbiadita portata da degli stranieri.

    Allora, accertato che i problemi del paese non si possono risolvere se non risolvendo il problema dell’evasione fiscale del sud, (fra parentesi con essa si distruggerebbero anche le mafie !) il problema diventa : chi può fare questa azione.

    Purtroppo nessun partito o coalizione può affrontare questo problema, perché inevitabilmente perderebbe il consenso del Sud e sarebbe destinato a perdere le elezioni la volta successiva.

    Tutto qui. Il paese è e resterà così perché nessuno può mettere mano al Sud senza perdere il potere di Governo.

    Sempre ammesso che una persona onesta senza scheletri possa salire al potere in un sistema senza democrazia e senza libertà di informazione.

    A questo punto non resta che la soluzione di una dittatura di un uomo del nord, che imponesse il federalismo fiscale e dei dipendenti, ossia la trasformazione dell’Italia in una confederazione de di Stati basati sulle identità storiche.

    D’altra parte, a cosa serve lo Stato italiano centrale in una Europa dove Moneta, Forze Armate, Giustizia e leggi generali vengono fatte da Istituzioni Europee? E’ solo un inutile e dispendioso passacarte.

    Ma anche questonon è possibile, perché l’Italia verrebbe messa fuori dall’Europa.

    Insomma, l’Italia è già morta. Per chi non lo avesse capito ancora, l’Europa Unita e la globalizzazione portano di fatto alla disintegrazione dello Stato Italiano, incapace e impossibilitato ad affrontare le sfide della modernità.

    E’ stato un accrocchio che ha retto fino a quando ci sono state guerre e sopraffazioni di popoli innocenti, e non parlo solo dei Veneti ma anche dei crimini di guerra dell’Italia.

    Adesso la festa è finita e non c’è nessuno che sappia nemmeno come si fa a riordinare.

    Altri collegamenti

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Padoa_Schioppa_e_l%27evasione_fiscale

    http://www.affariregionali.it/rassegnastampa/SchedaRassegna.aspx?idRassegnaStampa=3383

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    Musica Veneta de Qualita’ contro el rasismo

    Xe notisia de sti momenti un grave ato de rasismo contro i parlanti veneto. Un comerciante de Trieste xe sta multà pa ver meso un cartelo soło in veneto.

    L’italian xe deso OBLIGATORIO grasie alla Lega che lo ga fato metare in costitusion. Eco a cosa serve la Lega ?  A FAR L’UNITA’ D’ITALIA!

    Eco l’articolo http://trieste.bora.la/2009/12/08/sardoni-o-alici-multa-di-1167-euro-al-pescivendolo-per-aver-esposto-solo-il-nome-dialettale/

    Come risposta ve segnało Radio Fiera  grupo musical che canta in lengua veneta

    I testi xe de cualità e el grupo xe sta premià anca de recente. A Nadał i presentarà a Treviso un novo album interamente in lengua, vedi la so pajina http://www.myspace.com/radiofiera e http://www.radiofiera.it

    Ringrasio Lugi Gandi, senpre atento ała nostra cultura, pa verli fati conosare neła so trasmision “La Piasa”

    Abaso el rasismo contro i veneti e combatilo firmando la petision pa ła lengua veneta http://autogoverno.net/lengua/

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    Fini impari almeno dagli americani

    gianfranco finiRecentemente la destra americana xenofoba e razzista ha tentato di delegittimare Obama sostenendo che non è nato negli Stati Uniti, quindi ineleggibile.   Infatti nella Costituzione americana all’articolo 2 è sancito il principio  del “natural born citizen” per l’elezione alla Presidenza. Ossia si deve essere nati sul suolo USA per diventare presidente degli stessi.

    Quella destra ha sostenuto che Obama fosse nato invece in Kenya, comprovando il fatto sulla base di un certificato di nascita trovato in internet; peccato però che fosse il certificato di un australiano.

    Se questa polemica sembra scemare, occorre dire che  gli USA sono certamente uno degli stati al mondo con la più grande mescolanza etnica, e quindi anche fra i più avanzati per la risoluzione dei problemi che la multietnicità comporta.

    La multietnicità comporta che è impossibile l’imposizione di un modello, perché è razzismo, e questo vale anche per l’”italianità” qualunque cosa essa significhi, se esiste. Al che sappiano coloro che amano le grandi mescolanze, che esse comportano inevitabilmente la distruzione della cultura precedente. Nessuno sconto da parte della storia.

    Negli USA si è tentato di risolvere i vari problemi, in molti modi, tanto da definirli “melting pot”. Ci sono una serie di norme che proteggono le minoranze, altre norme che le definiscono, a loro volta secondo diversi principi, per esempio secondo il criterio del colore della pelle (come i “neri” o africani), oppure secondo il criterio della cultura come per gli “ispanici” , ma nonostante questo e il lungo periodo di mescolanza il problema non è risolto.
    Su questa legislazione generale si cala inoltre anche la legislazione dei singoli stati. Per cui in Florida c’è una sorta di bilinguismo inglese-spagnolo dovuto per la grande presenza di immigrati sopratutto messicani, ma in molto già calcolano che verso il 2150 gli USA interi  avranno come lingua ufficiale lo spagnolo.

    Se si guarda la situazione USA e la legislazione americana, essa non è avanzata come quella del Canada, che invece garantisce la proporzionale etnica. Lì ogni etnia ha spazi garantiti, qualcosa di simile al Sud Tirolo. Se in italia si adottasse la legislazione canadese per le Istituzioni centrali, il parlamento e i media vedrebbero un incredibile aumento della presenza di veneti, che oggi sono discriminati nei posti pubblici.

    Insomma, non è un problema facile, tanto che in Olanda stanno facendo marcia indietro cercando di rafforzare la loro identità storica.

    In Italia invece si va in tutt’altra direzione. Fini pretenderebbe di parificare ai cittadini “nativi” quelli immigrati da 5 anni. Che dire? Nemmeno la sinistra dei centri sociali ha mai chiesto tanto,  anche se poi manifesta con i “no-global” che in teoria vogliono che ogni uno stia a casa sua e non commerci a livello globale.

    Fini non è di quella destra America, ma è di quella destra sociale di cui fanno parte Urso ecc. Una volta un esponente di sinistra comunista mi disse con apprezzamento che Urso è un socialista.

    Infatti il socialismo ha 2 correnti, quella di destra e quella di sinistra.

    Il socialismo di destra sfocia poi nella destra socialista a componente nazionale, e storicamente ha generato il nazional-socialismo (Hitler) e il Fascismo.

    Il socialismo di sinistra  sfocia poi nel comunismo,  a componente transnazionale, e storicamente ha generato il comunismo Russo e quello Cinese.

    In proporzione alla popolazione i 2 socialismi hanno fatto parecchi morti. Quello russo ne ha fatti oltre 50 milioni.

    Ma tutto ciò appartiene al secolo scorso. Fini è un uomo del secolo scorso , a me pare con una grande confusione culturale, tanto de venire sconfessato anche dai suoi stessi compagni di battaglia.

    Oggi Fini vuole che ogni essere umano in Italia abbia pari possibilità di realizzazione politica anche rispetto ai cittadini nativi. E che in astratto è simpatico, anche se in concreto è irrealizzabile. Ma è un concetto che non sorprende da una persona di discendenza ebraica, in quanto popolo perseguitato e soggetto a continue migrazioni a causa di questo.

    Al di là del fatto che è una follia socialista storicamente già fallita, per la tenuta di uno stato come quello italiano, incollato con lo sputo e che non riesce nemmeno a diventare federalista, è un concetto devastante distruttivo delle Istituzioni che può servire a favorire i poteri esterni , sia etnici che globali.

    Se Fini vincerà questa battaglia i cittadini italiani non conteranno più nulla, perché i neo-cittadini sanno coalizzarsi molto meglio dei cittadini storici. E’ già sotto gli occhi di tutti.

    Un esempio è l’elezione del sindaco di Padova Zanonato, che ha vinto per poche migliaia di voti ricevuti  dalla florida componente dei Rumeni residenti a Padova, che in quanto cittadini europei non hanno più nessun limite alla residenza e votano alle amministrative.

    In poche parole, oggi la città di Padova è governata non da chi i padovani hanno scelto, ma da chi hanno scelto gli immigrati dopo la scrematura dei padovani che hanno ridotto a 2 i candidati (ballottaggio) .

    Ben presto vedremo dei candidati che opteranno per scelte filo islamiche per vincere le elezioni, con buona pace della Lega e con grande sorpresa della gerarchia ecclesiastica.

    E che non si arrivia anche a chiedere il bilinguismo con la componente immigrata più forte alla faccia dei veneti.

    Insomma, la richiesta di Fini è forse la pretesa più distruttiva delle Istituzioni degli ultimi anni, tanto più che viene dalla terza carica dello Stato. Si dovrebbe invece andare a studiare la politica di immigrazione della Repubblica Veneta, che già era alle prese con questi problemi mezzo millennio fa, e gestì la cosa perfettamente per diversi secoli. Si aggiornino i razzisti antiveneti anche sulle discriminazioni sugli immigrati e sugli ebrei nella repubblica veneta: sono un falso.

    Cosa dire dunque a Fini?

    Più che altro, può un presidente della Camera così di parte essere considerato garante imparziale ?

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    La descrizione di Facco sul mio interpello

    Ringrazio Facco della citazione.

    Una sola avvertenza: il mio interpello chiede di pagare all’Autogoverno del Popolo Veneto, non alla Regione Veneto.

    Alla domanda finale che Facco pone “si può fare in altre regioni” la risposta è “sì” vale anche per i residenti di Lombardia e FVG


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