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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 3, 2010, 10:45 am
  • Riproduzione riservata
  • Smettiamola con le balle sul Sud: ecco i dati pubblici

    La settimana scorsa a Telenuovo, in una puntata diretta da Zwirner  e dedicata all’economia e alle tasse, si è dimostrato ancora una volta che i dati riguardo al Sud sono tutti falsati: alcune regioni sono in pareggio, altre mangiano per 4 regioni.

    Versione Integrale a questo indirizzo

    Personalmente ho presentato i dati tratti da Ricolfi “il Sacco del Nord” con i dati dell’agenzia delle Entrate che ha accertato l’evasione fiscale media del Sud è terrificante e sopra il 50%, con punte del 90% in certe regioni. Li avevo già pubblicati  2 mesi prima qui http://www.palmerini.net/blog/?p=798

    Ma alcune regioni del Nord evadono altrettanto della media del Sud, ad esempio la Liguria e la Val d’Aosta.

    A pagare per tutti le Venezie, il Lombardo, l’Emilia e la Romagna, quasi tutte terre ex-venete . E’ il sacco delle Venezie.

    Ancora, il reddito accertato al Sud va aumentato con l’enorme sommerso, lavoro nero. Il reddito realmente disponibile va riconteggiato con il costo della vita, che al Sud è accertato essere del 30% in meno del Nord.

    Se ne ricava che quando un cittadino del nord spende il 30% in più di uno del sud, in realtà hanno lo stesso tenore di vita reale, o si sta meglio al Sud facendo qualche lavoretto in nero. Spendere 1000 Euro in meno al mese al sud su 3000 non corrisponde a maggiore povertà.

    Insomma, fatti i conti, al Sud il reddito reale è maggiore del Nord, e i veri poveri sono i poveri del Nord.

    Nella trasmissione si sono forniti dati incredibili, come il costo dei funzionari regionali della Sicilia che costano 10 volte quello del Veneto . I dati sull’efficienza, sui costi, sui risparmi, sull’evasione dicono che il Veneto è la regione più virtuosa in tutto.

    Come semplice ricetta per  i problemi economici attuali ho proposto che almeno si diano a tutte le regioni gli stessi soldi per cittadino, perché oggi si danno molti più soldi alle regioni del Sud in pieno svantaggio dei poveri del nord.

    Insomma la soluzione è l’Autogoverno degli enti locali come già obbligato dalla Carta Europea dell’Autogoverno locale di cui parlo da anni, che è  legge dal 1989.

    Lo slogan del federalismo, insomma, è già una legge, mai attuata, ed ad attuarla forse sarà Tremonti a danno della Lega.

    Occorre dare  il controllo delle imposte  agli enti locali, e far dipendere da questi le entrate.  In sostanza, se i soldi i comuni e le province dovessero averli  in percentuale sulle entrate fiscali, ecco che sarebbero loro a combattere l’evasione che lo Stato non riesce in molte regioni.

    E’ evidente dai dati che comunque sono le Venetie a pagare per tutti,  per il resto d’Italia regioni “padane” comprese.

    Circa 50 miliardi all’anno vanno dai territori che pagano a qualche regione assistenziata.Questi soldi si traducono in servizi al nord, e spariscono nelle tasche delle mafie al Sud. Occorre dire che i cittadini del Sud non vedono  questi soldi tradotti in servizi: se li mangiano i loro burocrati.

    Ma non si può pretendere che le Venezie  mandino sempre più soldi, ne arriverebbero comunque  le briciole.Una tale ottica è anche un suicidio culturale e mentale che toglie dignità alla propria identità.

    Occorre che invece che i cittadini dei Sud combattano i loro burocrati per avere quei soldi che noi inviamo. Occorre che il Sud combatta  i governanti parassiti del Sud, e non incolpi chi già paga troppo come i Veneti. I quali oggi hanno le fabbriche che chiudono e veneti stessi che vanno alle mense della Caritas, non si chieda loro di dare anche il c…..

    Attuato il federalismo della Carta Europea chiederemo ancora i diritti di minoranza del popolo veneto,  diritti inalienabili, che la “regione” europea italiana deve attuare perché obbligata dal trattato di Lisbona.

    Palmerini Loris
    rappresentante del Autogoverno del popolo veneto
    rappresentante di Venetie per l’Autogoverno

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    la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico

    palmerini-loris-2010-veneziaPalmerini racconta in pubblico la sua storia personale e politica, dalle  prime denunce sull’ineleggibilità di Berlusconi   e sui brogli elettorali nel 1996, passando per Serenissimi, Autogoverno, Segato,  lingua veneta e Raixe Venete,  Life, e le recenti calunnie, fino al prossimo appuntamento del 7 luglio 2010,  descrivendo la rivoluzione del pensiero veneto che sta operando nell’ambito storico e politico insieme con i compagni attuali.

    La registrazione comincia con lui che parla di un dossier, reperibile  nel sito http://www.italia.8m.com/salva/
    Il sito di “Rinassimento veneto” è  http://www.repubblica.org/rinassimento/

    Il blog di Palmerini con i documenti sul plebiscito del 1866, referendum 1946, Beppe Grillo e altro è http://www.palmerini.net

    Cllica qui per l’audio
    ————————- SINTESI DEL PERCORSO RACCONTATO

    La vera storia di Palmerini raccontata in pubblico
    Le cose che ha fatto su Par Conditio, pubblicità nei telegiornali, decadenza Santer
    Denunce dal 1996 al 1997 brogli elettorali, firme false,
    L’ascesa dei Serenissimi e la nascita dell’autogoverno, le illazioni LIFE
    Le denunce e le botte prese dai Carabinieri
    I rapporti con Life e Raixe Venete
    La nazionalità veneta e l’Autogoverno
    Beppe Grillo e l’ineleggibilità di Berlusconi
    La prigionìa di Segato e la sua scarcerazione ordinata dall’Autogoverno
    Franceschi e la prigionia di Segato
    La magistratura che cerca di incastrare Palmerini con i Serenissimi
    Cittadinanza, nazionalità, identità e diritti civili
    L’uso delle armi e la legge internazionali
    Elezioni di popolo, i ricorsi contro l’IRAP,  rivendicazione della lingua veneta fin dal 2000
    L’agguato dei Carabinieri che lo picchiano e la magistratura che archivia
    Il processo su giudici tributari (in corso) e l’abuso della magistratura
    Gli studi sul lombardo-veneto e sul referendum del 1946
    La storica sentenza del 2008 basata sugli studi di Palmerini
    Il libro di Beggiato sul 1866 e le nuove scoperte di Palmerini, discussione con Gardin
    L’invalidità dell’intero plebiscito per il mancato voto della Lombardia
    Il difetto di giurisdizione italiana: non è terra italiana.
    Il partito di Venetie per l’Autogoverno che riconoscono l’AUTOGOVERNO
    La Censura della Stampa nelle provinciali di Padova
    Le regionali del 2010 e il Bilinguismo, i diritti di Minoranza dello Stato
    Il ricorso in Consiglio di Stato: chi rappresenta il “popolo veneto” ?
    Zaia e il “faccio io l’Autogoverno del Popolo Veneto”: perché solo ora ?
    Il libri bilingui veneto-italiano durante il fascismo
    il principio della risoluzione 42 del 1998 in discussione a Consiglio di Stato
    I prossimi ricorsi  internazionali in Consiglio d’Europa e Corte internazionali
    La repubblica Veneta che rinasce
    I generali armati e l’arte della guerra di Quaglia.
    L’Italia che deve pagare i danni.

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    Economia e unità d’Italia in TV

    I fallimenti in veneto nell’ultimo anno sono TRE VOLTE TANTO quelli dell’anno prima.

    Il sistema veneto comincia a collassare sotto il peso dell’Italia.

    L’economista Ricolfi ha documentato invece la grande sparizione di denaro pubblico che avviene in molte regioni del Sud (ma non in tutte) ed in alcune regioni del Nord: i veneti sono fra i più virtuosi, diciamo così, “rubano” meno degli altri, ma pure corrompono meno.

    Ma è immorale sopravvivere ad un regime occupante  che porta via il 90% del prodotto veneto?

    Ci sono anche i dati dell’agenzia dell’Entrate a documentare che  l’evasione fiscale regionale in italia tocca a volte il 90% dell’imponibile (Sicilia e Calabria), cioé quasi tutto si fa a nero, mentre il Veneto è al 35% sui dati Irap. Ecco la pagina.

    Adesso anche economisti come Panebianco dichiarano che il vero problema dell’Italia è l’evasione fiscale del Sud,  ma dice anche che nessun governo può metterci mano senza condannarsi a perdere le elezioni. Ecco perché si parla sempre più di governo tecnico.

    Sembrano frasi lette dal mio sito dove scrivo queste cose da anni, ma dove dico anche che il Sud piuttosto che pagare le tasse fa la secessione.

    L’evasione fiscale in certe regione mina l’unità d’Italia perché la rende ingiusta ed ingiustificabile,  e la manovra finanziaria non colpisce questo problema di fondo.

    Anzi, crea le premesse perché l’economia vada ancora peggio, mentre come avevo previsto anche  la  crisi economica già diversi anni fa,  un’altra peggiore ne è in arrivo, perché arriverà quando le risorse storiche saranno finite e la parte sana e produttiva del paese sarà prostrata.

    Tutto questo giustifica e rende necessario l’autogoverno delle Venetie, ancora di più del diritto naturale e di legge  all’autogoverno. L’alternativa è una italia unita ridotta all’emigrazione, alla povertà, alla schivitù del debito pubblico per generazioni.

    In questa trasmissione televisiva si parla di questo ma anche di Signoraggio, Cina, economia e finanza, il ruolo delle Venetie, l’Autogoverno e l’Europa.

    Ecco la trasmissione in versione integrale

    Sintesi senza interlocutori

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    Prima parte Seconda Parte

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    Zaia giura l’Autogoverno del popolo Veneto: una distrazione di massa

    zaia-fotoPer quelli a cui non fosse arrivata la notizia, Luca Zaia, presunto eletto alla presidenza della regione veneto, vuole realizzare l’Autogoverno del Popolo Veneto.  il 5 maggio 2010, di fronte al Consiglio Regionale del Veneto, ha giurato fedeltà alla Costituzione Italiana, alle leggi e ha giurato di realizzare l’Autogoverno del Popolo Veneto secondo la volontà del popolo veneto.

    Mi hanno detto che, come faceva il Doge, ha giurato anche fedeltà a S.Marco, ma non era certo di fronte ad una sua reliquia né ha indossato il corno ducale, né è stato nominato dal parlamento nazionale del popolo veneto.

    Purtroppo  come al solito devo spegnere i facili entusiasmi dicendo che molto probabilmente  è un inganno, una arma di distrazione.
    Insomma, c’è un trucco in tutto questo, un imbroglio al popolo veneto, e ve lo spiego.

    Prima però mi permetta il lettore di fargli sapere che l’Autogoverno del Popolo Veneto, sulla base di un mio progetto giuridico,  l’ho fondato  legalmente nel 1999 con  Bepin Segato, purtroppo deceduto, e Luciano Franceschi, ritiratosi a vita privata.

    In seguito ho portato al’Autogoverno alla ribalta  con iniziative legali quali il rilascio di permessi di soggiorno del popolo veneto, riconosciuti legali, ma anche i buoni di stato veneto e altri procedimenti. Voglio prendermi il merito ma per dare modo di leggere la realtà a chi viene ingannato dai media che tacciono sul diritto del popolo veneto.

    Infatti, occorre notare che di certo, se solo ora Zaia riconosce l’esistenza del diritto di Autogoverno del Popolo veneto, significa che qualcuno si è svegliato molto tardi. Perché allora abbiamo perso 11 anni ? Perché Galan non ha mai realizzato l’Autogoverno come gli è stato chiesto per vie legali ?

    Dove erano Zaia e la Lega quando noi dell’Autogoverno organizzavamo le elezioni nazionali del popolo veneto nel 2000 e nel 2009?

    Perché quando nel 2000 ci hanno imputato l’attentato alla costituzione, reato da ergastolo, la Lega e Zaia hanno taciuto?
    (L’imputazione è stata archiviata come tutte le altre 5 o 6 che ho avuto, sono tuttora incensurato).

    Perché quando i Carabinieri hanno picchiato me e l’allora ministro dell’Interno veneto la Lega, al Governo, ha taciuto?

    Torniamo a Zaia.

    Abbiamo chiesto l’annullamento delle elezioni regionali del 2010 perché il sistema elettorale regionale non riservava dei posti al popolo veneto, come si fa in Istria e Dalmazia per le minoranze.

    Infatti il popolo veneto è riconosciuto dalla legge del 1971, ma dal 1997, per la legge n.302, ha anche dato diritto al bilinguismo negli uffici, nelle scuole, sui cartelli stradali,  canali TV e giornali in lingua veneta ecc,

    Di fronte a tutto questo la regione veneto guidata da Lega e PDL non ha fatto nulla. Non è riuscita nemmeno a far riconoscere alla Stato che la lingua veneta è un diritto. Zaia stesso l’anno scorso ha dichiarato che il veneto non è una lingua !

    Sono loro che tengono schiacciati i diritti del popolo veneto, non sono la soluzione, sono stati il problema.

    Io rappresento l’Autogoverno del Popolo Veneto, legalmente, ma rappresento anche il partito Venetie per l’Autogoverno, espressione politica proprio di quel popolo veneto che la legge riconosce, in quanto popolo di nazionalità diversa da quella italiana, cioè “minoranza nazionale” nei termini legali.

    La giunta regionale nel nel e nel  2009 è stata richiesta di rispettare i diritti dell’Autogoverno, che con il Trattato di Lisbona dal 1 dicembre 2010 sono diventati diritti inalienabili, da rispettare obbligatoriamente da parte dello Stato.

    Quindi giusto che il presunto presidente della Regione Zaia dica che rispetterà i diritti di autogoverno del popolo veneto.

    Ma proprio perché riconosce che esistono, riconosce anche che le elezioni regionali 2010 non sono state valide, perché fatte senza riconoscere alcuna riserva di seggi al popolo veneto o garanzie di partecipazione come previsto dalla legislazione sulle minoranze .

    Il 7 di luglio ci sarà in Consiglio di Stato una seconda udienza per il processo di annullamento delle elezioni regionali. Che vanno comunque annullate perché il governo, modificando la legge elettorale, ha violato l’art.122 della Costituzione.

    Quindi, come mai questa uscita di Zaia?

    Secondo me lui si aspetta come noi che le elezioni regionali vengano annullate, e prepara il terreno per la nuova campagna elettorale.
    Se le elezioni regionali non verranno annullate l’Italia perderà la legalità sul territorio Lombardo-Veneto perché in violazione dei diritti umani.

    Qualche uccellino mi ha detto che l’uscita di Zaia è motivato da uno scandalo di corruzione che  deve scoppiare ma mi rifiuto di accettare questa ipotesi vergognosa.

    Quello che è certo è che Zaia non rappresenta il Popolo Veneto: la Corte Costituzionale ha già chiarito  che una “regione”, in quanto ente strumentale dello Stato, non può rappresentare un “popolo”, lo ha detto con la sentenza n.365 del 2007 quando la regione Sardegna tentò la costituente del Popolo Sardo.

    D’altra parte, mi pare evidente che il governo autonomo di un popolo lo fa il popolo stesso, e il popolo veneto è presente anche nel Friuli VENEZIA Giulia, come nelle ex terre venete. Zaia non è altro che un “governatore” del sistema romano, non ha i poteri di rappresentare il popolo veneto.

    Il popolo veneto attualmente lo rappresento io, mi ha nominato il parlamento nazionale veneto, otato da tutti i cittadini veneti che volevano votare in tutte le Venetie.

    Tuttavia, se Zaia vuole “realizzare” l’Autogoverno, che è già legalmente costituito dal 1999, deve necessariamente passare attraverso le nostre istituzioni. Ma non ha che da alzare il telefono, e faremo  i passi necessari e legalmente dovuti per raggiungere l’obbiettivo.
    Si potrebbe anche conferirgli il potere legale di rappresentare il popolo veneto, e attuare un programma di trasferimento di potere fra legislazioni, dando all’Autogoverno le funzioni di ente Autonomo e Autogovernato nello Stato italiano, come Livigno e Bolzano, insomma gli possiamo dare anche il salvacondotto da ogni inchiesta giudiziaria.

    Ma sappia Zaia che per fare l’Autogoverno occorre essere come diamanti, trasparenti e puri negli intenti, duri nel perseguire gli scopi.
    E’ un fatto che quelli che hanno tentato senza queste doti sono tutti finiti in disgrazia. Non è una cosa con cui si gioca, perché vale circa 150 miliardi di Euro l’anno di Prodotto interno. Stiamo parlando del territorio più produttivo d’Europa, che viene derubato dell’80% del prodotto.

    Se non si è in grado, o gli scopi sono altri, meglio dedicarsi e fare la testa di legno del regime come certe altre giunte, è molto più salutare.

    io per esempio anche in questo periodo sono sotto processo, ho fatto valere che i “giudici tributari” sono vietati dalla Costituzione, e ci sono pure le registrazioni audio di quella giornata, speriamo che il giudice italiano le accetti dopo aver rifiutato le carte sull’invasione illegale del 1866.

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    Elezioni della Regione Veneto incompatibili con il Trattato di Lisbona (e incostituzionali)

    tunnelIl 1 dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona. Con esso lo Stato Italiano si è ridotto a semplice “regione” di un Super Stato che si chiama “Unione Europea”. Infatti le principali materie che connotano uno “Stato”, come la difesa, la giustizia e la moneta, sono diventate competenza primaria ed esclusiva dell’Unione Europea.

    L’Unione ha oggi le competenze di “sicurezza e giustizia senza frontiere interne”, “libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto
    concerne i controlli alle frontiere esterne” , l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima, il mercato interno, la stabilità dei prezzi, un’economia sociale di mercato

    fortemente competitiva, combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni, e promuove la giustizia e la protezione
    sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore, la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri, le diversità culturali e linguistiche, unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro, la tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla
    rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della
    Carta delle Nazioni Unite.

    Insomma sicurezza interna ed esterna, la giustizia, l’economia e la concorrenza dei mercati, la moneta, la socialità, il lavoro e tante altre sono oggi funzioni principali dell’Unione Europea. Basti pensare che esiste ora un solo ministro degli esteri per tutta l’Unione, per cui gli ex ministri sono solo stipendi rubati. E ancora di più, gli Stati hanno firmato la rinuncia a fare causa alla Unione fuori dall’Unione, ossia hanno rinunciato alla personalità internazionale.

    Un altro grande cambiamento che ha portato il Trattato di Lisbona è il fatto che l’Unione ha aderito al Consiglio d’Europa, cioè ha di fatto messo a livello costituzionale degli importanti meccanismi di protezione dei diritti umani, e risponde per i danni e le violazioni dei diritti umani di sé stessa, ma anche degli stati membri per le materie comuni. Nel 1998 avevo segnalato alla stessa Commissione questa grave lacuna, e avevo minacciato la secessione interna dei Veneti quando la Costituente Europea minacciava di violare perfino i diritti ONU. Adesso possiamo invece stare tranquilli sul fronte interno. Ben più di prima dato che l’Italia non ha mai rispettato i diritti umani dei veneti in concreto, ma solo sulla carta. Non a caso l’Italia ha la in-giustizia perfino peggiore del Gabon, e viene sistematicamente condannata peggio dei Turchi.

    Insomma, è morta l’Italia, W l’Italia.

    Adesso però si gioca duro. Con il trattato di Lisbona le “minoranze nazionali” sono diventate un soggetto di diritto protetto dalla stessa Unione, materia d’Unione insomma.

    Il “popolo veneto” come noto, è riconosciuto dalla legge costituzionale art.2 L.n.340/1977, che gli riconosce anche il diritto di “autogoverno”, una minoranza nazionale dunque.

    L’Italia se ne è sempre sbattuta, in quanto Stato invasore fin dall’inizio. Ed ora ? Sarà disponibile l’Unione a pagare i danni prodotti ancora oggi dagli italiani ?

    Ad esempio, recentemente ho trovato una legge che protegge il popolo veneto in quanto minoranza, una legge del 1997 che garantisce diritti molto ampi, come il bilinguismo, anche nelle scuole e negli uffici pubblici, la cartellonistica stradale bilingue, diritto a giudici in lingua, diritto di esporre scritte in lingua veneta, diritto a spazi riservati alla comunicazione in lingua e anche intere frequenze televisive e giornali in lingua. Non solo, canali preferenziali per la partecipazione politica e la certezza di essere presenti ad ogni gestione degli affari che li riguardano, riforme comprese.

    Viene da sorridere (o piangere) a ripensare anche alle recenti manifestazioni organizzate per “chiedere” questi diritti, e la grande enfasi data al “riconoscimento” della lingua veneta fatta nel 2007 del Consiglio Regionale Veneto: tutto dovuto e per altro INUTILE.

    Quello che è stato chiesto dai veneti negli ultimi 13 anni era GIA’ LEGGE DAL 1997 !

    Per coloro che mi seguono, sto dicendo qualcosa di nuovo , che certamente accelererà ancora di più gli eventi e il raggiungimento dei diritti. Sono cose che ben presto vedrete professate dai soliti parassiti mistificatori politici, ma senza che essi possano giustificare questi 13 anni di inerzia.

    Tutto questi diritti sono ovviamente negati, ossia vi è la violazione della normativa del Consiglio d’Europa sulla protezione delle minoranze. Abbiamo l’evidenza che i diritti del popolo veneto vengono sistematicamente calpestati da oltre 13 anni.

    Dato che c’è questa legge ed essa si applica al popolo veneto, già una ventina (23 !) magistrati hanno preferito negare che esista una legge che riconosce il popolo veneto, dicendo che la frase “Autogoverno del Popolo Veneto” in realtà si riferisce ai residenti!

    La prova che l’Italia non rispetta le sue stesse leggi, ma in realtà poiché i residenti sono anche gli immigrati senza diritto di voto, i magistrati hanno comunque riconosciuto che l’Autogoverno del Popolo Veneto non è l’Autogoverno della Regione Veneto. Insomma, anche se in maniera del tutto ridicola, questa interpretazione dei magistrati legittima ancora di più le pretese dell’autogoverno del popolo veneto , ossia il diritto di rappresentarsi da sé stessa con proprie istituzioni, al di là e oltre l’amministrazione regionale, perché viene riconosciuto come l’unico ente in grado di rappresentare il popolo veneto nella sua completezza (i residenti) , mentre la regione rappresenta solo i residenti cittadini italiani votanti !

    Resta comunque il fatto che la legge elettorale regionale non è compatibile con la normativa del 1997 del Consiglio d’Europa in quanto non garantisce al “popolo veneto” di essere presente con liste proprie come è dovuto.

    Il 30 dicembre 2009 ho richiesto alla Giunta Regionale a guida Galan il rispetto della legge internazionale sulle minoranze, specificando anche che la legge elettorale regionale viola le convenzioni internazionali che proteggono il “popolo veneto” come minoranza in quanto non garantisce la partecipazione delle rappresentanze del popolo veneto al processo elettorale con un canale preferenziale come succede in val d’Aosta, sud Tirolo, Slovenia ecc.
    La Giunta del veneto, Galan, non ha agito, anche se più volte richiamata, perfino sparivano le email certificate PEC. Insomma se ne è fregata dei diritti umani dei veneti che sono invece protetti dal trattato di Lisbona, ma già prima dalla Costituzione all’art.2

    E pensare che già il Consiglio Regionale del veneto ha riconosciuto nel 1998 la personalità giuridica internazionale del popolo veneto e il suo diritto di autogoverno e autodeterminazione.

    Ha riconosciuto come preesistente, non creata. Fu la risoluzione 42/1998, e fra gli altri a firmarla ci fu proprio anche Galan ! Come noto l’era Galan si è chiusa, ma temo che la storia la condannerà come un decennio in cui diritti umani dei veneti sono stati negati, anche sul piano internazionale, sempre che non emergano nel frattempo altri fatterelli .

    E’ venuto alla luce dopo qualche tempo che già i Cimbri, i Ladini e le altre minoranze avevano chiesto la stessa cosa a Galan nel 2008, venendo del tutto ignorati. Quindi si dimostra una prassi.

    Comunque, per un certo momento ho avuto il dubbio che a gestire la questione della legge elettorale dovesse essere il Consiglio regionale, è così l’8 febbraio 2010 ho chiesto anche al Consiglio regionale di modificare la legge elettorale per renderla compatibile con il disposto della legge suddetto. Improvvisamente invece, presi da una strana fretta, hanno deciso di chiudere la legislatura ben 4 giorni in anticipo, giorni che erano disponibili per affrontare e risolvere tranquillamente il problema. Peccato, però in compenso non si anche proceduto ad alcune delibere su discariche e varie altre che sarebbero state una tragedia ecologica per il veneto.

    Vista questa reazione, preso dall’enfasi del ciclostile, ho scritto anche al Presidente della Repubblica il 20 febbraio, informandolo che, essendo diritto-dovere della Repubblica porre rimedio in supplenza dell’ente regionale, la mancata applicazione della convenzione internazionale rendeva nulle le elezioni regionali del veneto.

    Come sappiamo, non solo Scalfaro (Napolitano) non ha rispettato di diritti umani dei veneti, ma ha perfino permesso al Governo di mettere mano alla legge senza che però risolvesse il problema.

    Il TAR non ha sentito ragioni, ed adesso la questione è al Consiglio di Stato, che sentenzierà il 23 aprile.

    Ecco ci siamo, la domanda è: se Palmerini chiede deve essere ascoltato ?

    Che cosa legittima Palmerini a chiedere l’annullamento delle elezioni ?

    La tematica “chi rappresenta il popolo veneto” è stata chiarita dalla Corte Costituzionale nel 2007. Quando la regione Sardegna tento l’autodeterminazione di una costituente del popolo sardo, la Corte Costituzionale ha sancito definitivamente che una “regione” è solo un ente periferico dello Stato, vincolato negli scopi e nei compiti dalla legge statale, e pertanto non può rappresentare un “popolo”; infatti i popoli, come il popolo veneto, sono soggetti di diritto internazionale, non di diritto interno.

    Ecco perché solo l’Autogoverno del Popolo Veneto può rappresentare il popolo veneto in sede interna ed internazionale, e quale nazione diversa da quella maggioritaria nella Repubblica italiana .

    In base alla convenzione internazionale firmata dalla Repubblica oltre 10 anni fa e ratificata con legge n.302/1997, il “popolo veneto” ha diritto alle stesse protezioni che sono riconosciuti ai sud tirolesi di Bolzano, vale a dire:
    un sistema elettorale protetto per i rappresentanti che aderiscono alla anagrafe del popolo veneto
    il diritto a giornali, frequenze TV e radio in lingua veneta
    cartellonistica stradale bilingue
    scuole e amministrazioni bilingue con riserva di posti per i veneti
    diritto a gestire le politiche di immigrazione.
    Altro ancora

    La legge prevede specifici atti dovuti per l’amministrazione, atti che Giunta e Consiglio regionale in tutti questi anni anno ignorato.

    Ecco perché stiamo attendendo l’annullamento delle elezioni, che il Consiglio di Stato sentenzierà il 23 aprile.

    Qualcuno di certo sorriderà sulla possibilità concreta di far annullare le elezioni regionali.

    Ma mi tocca togliergli il sorriso ricordandogli che con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona sono stati fortemente rafforzati i diritti umani e i diritti delle minoranze, che vengono tutelate direttamente nel trattato. Con esso il popolo veneto ha molte possibilità in più di vedere riconosciuti i propri diritti, e finalmente anche la Repubblica Italiana sarà costretta a rinunciare alle colonie.

    Infatti anche l’Unione è ora competente per la tutela del popolo veneto, e credo che i tedeschi non abbiano interesse a mantenere l’oppressione culturale, legale ed economica sui veneti e sul lombardo-veneto, perché dal punto di vista europeo, l’Autogoverno del Popolo Veneto è solo un giro di conto della contabilità interna. Vorrà dire che i nostri soldi arriveranno comunque all’Europa, anche se non dovremmo più pagare il parassitismo di una Italia che comunque è fallita e prossima alla bancarotta. Credo che gli europei siano convinti che conviene salvare il salvabile, il motore produttivo d’Europa, il Lombardo-Veneto sotto amministrazione di Autogoverno.

    Insomma, il popolo veneto ha ora un futuro verso i propri diritti grazie al trattato di Lisbona che li ha rafforzati di molto.

    Sarà insomma grazie all’azione che sta compiendo l’Autogoverno del Popolo Veneto se presto si avranno il bilinguismo, TV e giornali in lingua veneta, e una importante presenza della componente veneta nell’amministrazione e nella politica. Basta plagi e bandierine verdi.

    Il popolo veneto si esprime e si rappresenta attraverso le sue proprie istituzioni di autogoverno, e l’Autogoverno operando quale rappresentante del soggetto sovrano “popolo veneto” agisce in seno alla legalità interna ed internazionale quale unico rappresentante legale e legittimo del popolo veneto dallo stesso riconosciuto.

    I presidenti di Regione, se lo mettano in testa, non sono governatori, ma si e no dei sub-prefetti del governo, dico “sub” perché esiste pure un vero Prefetto regionale che si chiama Commissario al Governo della Regione, il quale non ha nemmeno la rogna di dover gestire gli affarucci dell’amministrazione ordinaria, è un vero governatore lì per impedire che i presidenti di ente regionale facciano qualche strappo: ai presidenti di regione non è concesso nemmeno la gestione regionale di un farmaco, figurarsi il resto .

    Lo Stato italiano potrebbe dire che spetta a lui la rappresentanza del Popolo Veneto
    in quanto il territorio del lombardo-veneto è suo, ma ho già scritto nel 2006 nel mio sito www.palmerini.net e pubblicato nel 2007 la dimostrazione che il plebiscito del 1866 sul lombardo-veneto è nullo nel diritto internazionale, e per molti motivi. Un motivo, ad esempio, è che nel 1866 non votò l’intera “Lombardia” in violazione del trattato, ed era la maggioranza della popolazione.

    A qualcuno certamente non piace l’idea che il popolo veneto possa autogovernarsi, ed abbiamo assistito ed assistiamo a tutta una serie di tentativi di far passare il concetto che lo Stato Veneto sarà grande come l’attuale Regione Veneto, fermo restando che si vogliono convincere le genti di varie aree che non sono veneti e che starebbero meglio con il Friuli o con il Trentino.

    Ma so bene invece che quando queste genti capiranno che noi stiamo solo riprendendo la storia di un governo che non li ha mai oppressi, certamente non crederanno a queste pie illusioni.

    In ogni caso nessuno ha il diritto di opporsi all’autogoverno del popolo veneto negando i diritti umani dei veneti come quelli al bilinguismo negato da 13 anni in sfregio delle leggi del Consiglio d’Europa. Qualcuno ha il coraggio di dire che non fu chiesto ?

    E’ certo che i veneti vedranno presto i loro diritti, perché continuare a negarli produrrebbe una catastrofe mondiale sul piano del diritto. Di fronte alla loro comprovata negazione, cosa direbbero le altre dittature quando accusate delle stesse nefandezze ?
    Ad esempio, cosa dirà l’Iran di fronte alla richiesta di rispetto della “legalità” internazionale quando sarà noto che la legge internazionale non vale per il popolo veneto che viene tenuto schiavo e costretto a cedere il suo redditto nazionale per il 70%?

    Cosa direbbe la Cina di fronte alla richiesta americana di rispettare i “diritti umani” dei tibetani?

    Se il Consiglio di Stato il 23 aprile dirà no all’ annullamento delle elezioni del Veneto, mostrerà palesemente che l’Italia non ha legge interna e se ne sbatte di quella internazionale. Ma l’Italia è già morta, non ha più nemmeno la funzione esteri. E’ l’Unione che parla per tutti.

    Ecco perché quando sarà il turno del Tribunale del Consiglio d’Europa di decidere se i diritti umani sono qualcosa di esistente o solo panzane da rifilare agli arabi e ai cinesi, si giocherà la credibilità di tutto l’Unione e dell’occidente stesso.

    Anche perché se saremo costretti ad andare al Tribunale dei diritti dell’Uomo, allora porteremo anche la questione che il Governo e il presidente della Repubblica hanno violato la Costituzione mettendo mano alla legge elettorale regionale, che invece è riservata alle Regioni dall’art.122 della Costituzione .

    Insomma , il Consiglio d’Europa verrà chiamato da una parte ad annullare tutte le elezioni del Veneto dal 1997 in poi per violazione dei diritti della minoranza nazionale “popolo veneto”, ma verrà anche chiamato all’annullamento delle elezioni 2010 di Lombardia, Lazio e delle altre regioni che non hanno deliberato una propria legge elettorale, perché il governo ha travalicato le loro competenze violando la “Carta Europea dell’Autogoverno del Popolo Veneto”. Se vi sembrano stupidaggini, quest’ultima legge è rispettata perfino in Russia, e ha permesso che con il federalismo si impedisse la dissoluzione della Russia dopo il 1990.

    Cosa farà il Consiglio d’Europa ?

    Perderà la faccia gettando la maschera per l’intero occidente ? Legittimerà così l’abuso di ogni dittatore gettando il mondo nel Caos ?

    L’intero occidente è disposto a perdere la sua unica legittimità derivante dai principi fondamentali di “stato di diritto”, “diritti umani” e “democrazia” pur di negare i diritti umani dei veneti?

    La Questione Veneta è il cardine d’Europa, così come la Repubblica Veneta è la sua stessa radice culturale molto più di quella cristiana. Infatti, se fosse per la Chiesa il Papa sarebbe il presidente dell’Unione Europea

    Per i Veneti invece è sempre stato vero che la Chiesa debba essere tenuta in debito conto e nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma sottoposta ai bisogni dello Stato che deve essere laico per non diventare dittatura. Questo è quello che noi abbiamo praticato per molti secoli insegnandolo al mondo.

    L’Europa e l’occidente sono disposti a negare tutta la loro storia per negare la storia del Popolo Veneto e il suo diritto di Autogoverno ?

    Il Papa ha capito che è un momento di svolta, il tempo di un “esodo culturale”.

    Sta per finire un’era di staticità e negazione dei diritti da parte della politica, sta finendo un modo criminale di concepire le istituzioni. Anche la crisi economica indotta dalle nefandezze bancarie ci impone di riconsiderare i meccanismi della Zecca di Stato che erano della Repubblica Veneta.

    Il popolo veneto non solo ha difronte a sé un radioso futuro nel diritto ma verrà presto riconosciuto che una volta era molto più sviluppano di quanto non lo sia la contemporaneità.

    Per il popolo veneto stesso però vi è invece la necessità che si immedesimi in sé stesso e nella sua identità di popolo, e unito o meno che sia ad un regione europea come l’Italia agisca come soggetto sovrano che non sta alle regole fasulle tagliate addosso per annichilirlo ma invochi invece i diritti di tutti i popoli. Se non lo farà, sbarazzandosi anche dei parassiti che cercano di rappresentarlo per asservirlo, finirà come gli altri “popoli superflui” di cui qualcuno già parla.

    Loris Palmerini
    Autogoverno del Popolo Veneto /Anagrafe del popolo veneto
    www.statoveneto.net

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    Veneto virtuoso senza corruzione

    Sulla questione corruzione, secondo un grafico pubblicato dal Gazzettino (http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=333038&Data=20100218&CodSigla=PG)

    la regione “Veneto” è fra le virtuose e non risultano citazioni a giudizio per danni erariali.

    Basti pensare che nella vicina Lombardia sono ben 18 le citazioni a giudizio.

    La virtù veneta si vede anche dal dato sulla evasione fiscale certificato dall’ Agenzia delle entrate, che vede il Veneto fra le regioni a più basso tasso d’evasione d’Italia insieme alla Lombardia, solo un terzo della Calabria.

    Se poi si aggiunge il dato riguardo alla solidarietà, emerge che il Veneto, e le Venezie in genere, sono fra le realtà più solidali e altruiste
    Insomma il Veneto è un mondo a sé rispetto alla cancro italiano della corruzione, perfino più virtuoso, su questo o quel aspetto, rispetto ai confinanti.

    Dunque quelle immagini di un Veneto fatto di evasori, corruttori, ed individualisti razzisti diffuso da film e stampa è completamente falso e perfino razzista, forse il tentativo di una classe corrotta di mistificare chi è migliore sul piano morale ed umano.

    Ma non ci si gongoli troppo, il veneto si sta “restringendo”. Se consideriamo che pochi decenni fa dal “veneto” sono stati scorporati la Venezia est e il Friuli (oggi regione Friuli-Venezia-Giulia), ci si deve arrendere al fatto che in quelle parti la corruzione e lo spreco nelle opere pubbliche ci sono e sono molto più diffusi, stando al gazzettino, con una alta concentrazioni di opere pubbliche abbandonate.

    Se c’è bisogno dunque di una nuova classe dirigente italiana moralmente degna questa sembrerebbe poter venire proprio dal veneto additato come egoista e razzista, furbetto e ladretto. Ed invece il veneto sembra tendere sempre di più alla deriva indipendentista, e per le elezioni regionali 2010 ben 2 liste indipendentiste vorrebbero essere in lista.

    Forse anche questo è uno dei vari effetti di distruzione che la corruzione italiana produce, perché certamente la corruzione tiene escluse dalla partecipazione istituzionale corrotta quelle forze giovani che finiscono così con il rifiutare il sistema in tutto e andare per la via del “distacco” morale e civile dal progetto unitario di cui favoleggia Napolitano, un progetto in realtà fondato su bugie come quella dei plebisciti unitari.

    Speriamo però di non svegliarci un giorno nel mezzo di una “corruttopoli” veneta, perché allora, anche quella speranza di “patria” morale veneta svanirebbe e ci si troverebbe nel totale fallimento del progetto unitario, che ha prodotto solo guerre, dittature, corruzione e distruzione del paesaggio.

    Senza considerare che la corruzione si è mangiata pure la popolazione, fra le più vecchie e meno prolifiche del mondo.

    Ci sarà ancora l’Italia fra 20 anni o è destinata comunque a non essere più ?

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    proposte per salvare il veneto dal collasso economico

    La fine della cassa integrazione per circa 200.000 persone porterà a una ulteriore riduzione dei consumi, con il risultato che ulteriori aziende chiuderanno.

    A questi disoccupati ufficiali vanno ad aggiungersi le molte migliaia di partite IVA e precari che oggi sono a casa a non fare nulla, ma non risultano disoccupati, e nemmeno guadagnano, ma consumano le riserve.

    La situazione dell’economia vedrà presto molti fallimenti, ulteriore disoccupazione, moti sociali.

    Anche la classe politica  veneta non sta proponendo NULLA per risolvere i problemi.

    Ho lanciato dagli schermi di Telenuovo una serie di proposte.

    1) L’autogoverno fiscale delle Venezie è possibile fin da subito applicando l’articolo 2 della Legge costituzionale n.340 del 1971, insieme con altre leggi.
    Se non si applicherà questo strumento subito, l’economia arriverò “alla canna del gas”

    2) una banca amministrata dalla regione veneto che metta in circolo una moneta locale, in modo da far circolare produttori e consumatori su un binario parallelo a quello dell’Euro

    3) investire con la nuova moneta ed in autogoverno non solo in infrastrutture, ma sopratutto in formazione, servizi, tecnologia

    4) inceneritori a ZERO EMISSIONE che sono una tecnologia disponibile e già in fase di attuazione in Olanda

    Ho chiesto la convergenza di tutte le forze politiche sopratutto sulla moneta locale.

    E gli altri cosa dicono ?

    La realtà chiede SOLUZIONI IMMEDIATE. Non credere alle promesse.

    Ecco il video con le mie dichiarazioni

    Palmerini su Telenuovo 01 febbraio 2009

    [youtube Sqb-ipow128]

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    Venezia Patrimonio Unesco fra i peggio governati del mondo

    Ricevo da Gigio Zanon questo interessante studio.

    ————————————————————————————

    unesco_ve_clip_image001I siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità sono in totale 830.

    Venezia e la sua Laguna, grazie all’interessamento del Direttore dell’UNESCO Renè Maheu e all’ing. Roberto Frassetto – Medaglia d’ oro al V.M. della Maarina – fu la prima ad essere dichiarata tale già nel 1968, subito dopo “l’acqua granda” del 1966.

    Ora si rileva dal sito della National geographic quanto segue.

    Dopo circa quarant’anni dall’esistenza della denominazione, si è ritenuto opportuno eseguire un’ispezione per valutare i modi in cui essi vengono amministrati. L’idea è stata della rivista National Geographic Traveler, che si è unita al National Geographic Center for Sustainable Destinations e alla George Washington University per nominare un comitato di quattrocentodiciannove esperti ai quali è stato chiesto di stilare una classifica che includesse i 94 siti giudicati più importanti.

    Al primo posto, quale sito meglio gestito e meglio preservato, si trovano i meravigliosi Fiordi della Norvegia Occidentale. Al secondo e al terzo, si sono classificati dei siti più vicini per natura a una città come Venezia: rispettivamente Vézelay in Francia e Granada in Spagna. Vézelay è a due ore da Parigi in Borgogna, regione di forte interesse turistico, e i veneziani che vorrebbero una metropolitana sublagunare saranno interessati a sapere che lo slogan della regione proclama: “Beati i lenti, perché di essi è la Borgogna”. A Venezia, invece, sembra che si cerchi in tutti i modi la velocità.

    Su novantaquattro siti esaminati e valutati per conservazione e gestione del territorio, Venezia è risultata quartultima. Peggio di lei solo le isole Galapagos, Portobello ( Panama) e la valle di Kathmandu (Nepal).

    La classifica consiste in una scala da 1 a 100, accompagnata dalle osservazioni degli esperti, da essi presentate in modo anonimo. Nessun sito ha ottenuto un punteggio superiore a 90 e nessuno inferiore a 20.

    Italia Nostra ritiene molto grave il fatto che alla città di Venezia sia andato un punteggio tra i più bassi: soltanto 46. Ecco come vanno interpretati i punteggi:

    0-25: Catastrofico. Tutti i criteri molto negativi.

    26-45: In grave difficoltà.

    46-65: In moderata difficoltà: tutti i criteri o medio-negativi o mescolanza di negativi e positivi.

    66-85: Difficoltà non importanti.

    86-95: Autentici, non rovinati e probabilmente destinati a rimanere tali.

    96-100: Ottimi in tutto e per tutto.

    Si noti che per un solo punto Venezia ha evitato di essere inclusa nel gruppo dei malati ancora più gravi.

    Le cause più importanti di preoccupazione per gli esperti (come da anni per Italia Nostra e per molti veneziani) sono il sovraffollamento dovuto alla cattiva gestione dei flussi turistici e la generale impressione che la città non abbia più una sua vita specifica, legata a caratteristiche locali, ma sia diventata solo un grande contenitore per visitatori di passaggio.

    “Quasi ci si pente di esserci venuti,” arriva a scrivere uno degli autori del giudizio, “perché la nostra presenza aumenta l’affollamento e ci rende complici del deterioramento progressivo cui assistiamo.” “Non c’è una vita “vera” degli abitanti,” continua. Per un altro, Venezia è “un bel gioiello che sta scomparendo, che è diventata solo il museo di se stessa.” “Nessuno ci vive salvo i turisti.” lamenta un altro. “La visita, scrive un altro ancora, si limita alle calli, alle chiese e ai canali.” Solo la mattina presto un commentatore ha trovato un po’ di vera vita locale, prima che i turisti uscissero dagli alberghi o peggio ancora dagli autobus e dai lancioni gran turismo.

    Per chi vuole visitare il sito:

    http://www.nationalgeographic.com/traveler/features/whsrated0611/wh…

    Che dire se non ringraziare questi incapaci amministratori che da oltre 30 anni fingono di amministrarci? Hanno sperperato migliaia di miliardi per poi ottenere i risultati di cui sopra!

    Hanno costruito un ponte di regime assolutamente inutile e deleterio per l’economia di una parte della città. Hanno costruito un trenino della “Val Scomenzera” per creare ancora più disagi ai turisti e ai residenti obbligandoli a prendere lo stesso vaporetto dopo aver camminato per mezz’ora e spendere soldi per il trenino!

    Però i gradini del ponte di Rialto stanno cadendo a pezzi, le rive sono dissestate, i canali sono invasi da barconi di ferro che  squassano le fondazioni dei palazzi, il moto ondoso distrugge quello che resta in piedi, ecc. ecc.

    Ora hanno il proposito di sperperare ancora almeno mille milioni di euro per costruire una sub-lagunare inutile e dannosa per la Laguna e portare ancora più turisti (seimila al giorno!!!) in un luogo che già ora è angusto per chi ogni giorno vi transita per lavoro e per diporto. Il che significa nuovi sventramenti in una zona monumentale di Venezia! Per non parlare della cementificazione dei terreni agricoli nei pressi di Tessera e della nuova inutile pista aerea!

    L’unica nota positiva è che l’attuale sindaco se ne và e assieme a lui il suo amico presidente della Regione!

    Speriamo che Venezia si salvi! Ma se i Veneziani non si danno da fare, vedo che la faccenda è seria.

    Siamo già arrivati sotto la soglia dei 60mila abitanti, ma in cambio c’è un’alta densità di alberghi e locande per turisti.

    Ora Venezia è un centro di vacanza dove i turisti, indossando stivali di gomma sempre più spesso, si muovono da un attico all’altro.

    I milionari continuano a trovare di loro gradimento restaurare un vecchio palazzo per avere il piacere di osservarne la lenta morte.

    A Mestre i turisti soggiornano in alberghi nuovi, attraversano il marciapiede ogni mattina e le strade affollate, mangiando tramezzini per colazione, sperando che rimanga in piedi un numero sufficiente di palazzi a garantirgli un riparo dal sole, e lamentandosi degli squarci lungo il Canal Grande, dove interi palazzi sono stati asportati come denti marci e ricostruiti in Giardini Pubblici a Bochum, a Dysneyland in Florida, a Fukuoka o sulle sponde del porto di Sydney o di Dubai.

    Quadri e statue sarebbero stati alloggiati nei nuovi Musei della Terraferma e là addirittura vi sarebbe stata costruita una riproduzione del celebre caffè Florian.

    Essi hanno ragione; non vi è più speranza: le buone maniere pusillanimi internazionali si sono combinate con il gangsterismo politico italiano… per rapinare il mondo della più bella città che mai sia esistita.

    Luigi – Gigio – ZanonCastello, 5564 – 30122 Veneziae
    mail info#gigiozanon.com(metti @ al posto di #)

    www.venetonostro.it

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    Musica Veneta de Qualita’ contro el rasismo

    Xe notisia de sti momenti un grave ato de rasismo contro i parlanti veneto. Un comerciante de Trieste xe sta multà pa ver meso un cartelo soło in veneto.

    L’italian xe deso OBLIGATORIO grasie alla Lega che lo ga fato metare in costitusion. Eco a cosa serve la Lega ?  A FAR L’UNITA’ D’ITALIA!

    Eco l’articolo http://trieste.bora.la/2009/12/08/sardoni-o-alici-multa-di-1167-euro-al-pescivendolo-per-aver-esposto-solo-il-nome-dialettale/

    Come risposta ve segnało Radio Fiera  grupo musical che canta in lengua veneta
    [youtube otRUNFXd0S4]

    I testi xe de cualità e el grupo xe sta premià anca de recente. A Nadał i presentarà a Treviso un novo album interamente in lengua, vedi la so pajina http://www.myspace.com/radiofiera e http://www.radiofiera.it

    Ringrasio Lugi Gandi, senpre atento ała nostra cultura, pa verli fati conosare neła so trasmision “La Piasa”

    Abaso el rasismo contro i veneti e combatilo firmando la petision pa ła lengua veneta http://autogoverno.net/lengua/

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    Sono veneto, non pago le tasse allo stato !

    Ho presentato un “interpello” alla agenzia delle entrate. L’interpello è una sorta di ricorso con valore di interrogazione, che si può utilizzare quando esiste un dubbio di tipo legale.

    Ovviamente il dubbio deve essere fondato, scaturente da leggi contraddittorie, o come in questo caso, quando una sentenza di tribunale crea una possibile interpretazione della legge che va contro la comune prassi seguita fino ad oggi. Tanto per fare un esempio, la recente sentenza della corte costituzionale in merti all’IVA sui rifiuti è una di queste situazione, e il contribuente può presentare un “interpello” ai singoli comuni per far valare il suo diritto.

    Nel mio caso, che può essere seguito da ciascun veneto, io chiedo all’agenzia delle entrate il riconoscimento del fatto che i veneti hanno già NELLE LEGGI  il diritto all’autogoverno fiscale, e che al territorio di Lombardia, Veneto e FVG spettano i diritti dei comuni di Livigno e Campione, che non pagano tasse allo Stato. Tanto più che una sentenza del tribunale di Venezia ha creato un oggettiva condizione di dubbio poiché il giudice, sentenziando il “difetto assoluto di giurisdizione” ha di fatto sancito che non c’è certazza sulla competenzadello Stato a riscuotere le tasse, cosa che succede anche a Livigno e Campione, che sono territori della Repubblica ma non dello Stato.

    Sono oltre 10 anni che sostengo queste cose, ma adesso ci sono tutti i tasselli legali per pretendere questi diritti.

    Presentando interpello , il contribuente  propone anche una soluzione  secondo la sua lettura della legge.

    Se l’agenzia non risponderà, la soluzione proposta verrà considerata valida. Altrimenti il contribuente dovrà attenersi alla soluzione che l’agenzia comunicherà , ma non potrà comunque essere sanzionato o aggravato o multato.

    Allora nel mio interpello in attesa della risposta, io NON PAGO LE IMPOSTE allo Stato Italiano, perché le dovrò semmai versare all’Istituzione di Autogoverno e  non potrei farlo se pago le tasse oggi allo stato italiano.

    Non si tratta di una “provocazione” ma di una iniziativa legale dl tutto legittima

    Per chi vuole  l’interpello è costituito di sole 3 pagine, usando il modello standard dato dalla  stessa agenzia delle entrate.

    Le ragioni legali che stanno a fondamento della pretesa sono il frutto di 10 anni di lavoro di studio, di scavo nelle leggi, di ricorsi, di azioni pacifiche e legali per far valere questi diritti, anche di esposizione a varie indagini, tutte archiviate dimostrando la legalità.

    Ecco sintetizzato i fondamenti legali (sono spiegati più in dettaglio nel ricorso-interpello):

    1) per l’art.2 legge n.340/1971 il “popolo veneto” ha diritto di “Autogoverno”
    2) per la legge n.289/1986  il diritto di autogoverno comprende anche il diritto di gestione delle finanze
    3) per la legge n.881/1977 il popolo veneto ha diritto di gestire il proprio territorio, le proprie finanze e farsi le proprie leggi
    4) i diritti precedenti sono stati riconosciuti anche dal Consiglio Regionale del veneto nel 1998, e tuttavia la Corte Costituzione ha sancito con la sentenza n.365/2007  che non spetta agli enti “regione” rappresentare i “popoli”
    5) al plebiscito del  1866 per l’annessione del Regno Lombardo- Veneto al Regno d’Italia non ebbero modo di votare i lombardi e la maggioranza dei veneti, invalidando il risultato per il diritto internazionale ma anche per il diritto italiano del tempo
    6) al referendum del  1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, non fu permesso di votare ai cittadini italiani in Istria, Dalmazia, isole Ioniche ecc, ma nemmeno alle province di Udine,Pordenone, Belluno, Bolzano ecc  rendendo inefficace il risultato del referendum
    7)  sulla base di quanto sopra, il Tribunale di Venezia non ha potuto dimostrare la “giurisdizione” italiana sul lombardo-veneto, e pronunciando il “difetto assoluto di giurisdizione” ha riconosciuto  che è dubbia l’italianità del lombardo-veneto, ossia che sia “territorio dello stato” italiano
    8) per il DPR 633/1972 sull’ IVA, essa si paga nel “territorio dello Stato”, e il lombardo veneto non è certo lo sia
    9) per la costituzione italiana articoli 2 e 10 , i diritti umani, economici e sociali riconosciuti ai popoli come il veneto  prevalgono sul diritto interno, come riconosciuto dalla Cass Pen 21/3/1975
    10) l’Autogoverno del Popolo Veneto è stato praticato fin dal  1999, e la magistratura di Padova, Venezia, Treviso e altre non ha ravvisato alcun reato in questo.
    11) alle Istituzioni di autogoverno del popolo veneto spettano per legge n.881/1977  il diritto di gestione del territorio e delle finanze.

    Ho scritto alla agenzia delle entrate, che poiché esiste un legittimo dubbio su chi sia l’ente legittimato a ricevere il pagamento delle tasse secondo la normativa, per il momento non pago nulla, e in seguito, se non vi sarà negazione di questo diritto, pagherò all’autogoverno del popolo veneto come da art.2 L.n.340 /1971 e L.n.881/1977.

    Eventualmente, lo statuto del contribuente e l’interpello, prevedono che non ci saranno sanzioni!

    Inoltre, anche il silenzio dell’agenzia darà il consenso a quanto da me affermato.

    E sono sicuro che l’Agenzia non possa negare i diritti umani e costituzionali che spettano ai veneti senza esporsi alla condanna internazionale.

    Tuttavia l’interpello è individuale e non segnerà un precedente valido per tutti, in teoria, ma in pratica lo sarà.

    Quindi, per intanto, chi fa interpello ottiene di sospendere il pagamento delle tasse senza sanzioni.

    Prima o dopo si dovrà riconoscere che lo stato italiano percepisce le tasse dai veneti in maniera illegittima per le sue stesse leggi.

    Lo Stato si mantiene in piedi a danno dei diritti economi ed umani dei veneti , cioè  violando la costituzione .

    Insomma, mancano 120 giorni al pagamento delle imposte all’Autogoverno del popolo veneto.

    Mandate queste informazioni alle aziende in crisi !
    Chi vuole presentare ricorso-interpello, mi telefoni al numero 347 1416187

    Loris Palmerini

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