Subscribe to Lists Subscribe to RSS Subscribe to Comments

L'Opinione

di Loris Palmerini

September 3, 2010, 10:47 am
  • Riproduzione riservata
  • Venezia Patrimonio Unesco fra i peggio governati del mondo

    Ricevo da Gigio Zanon questo interessante studio.

    ————————————————————————————

    unesco_ve_clip_image001I siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità sono in totale 830.

    Venezia e la sua Laguna, grazie all’interessamento del Direttore dell’UNESCO Renè Maheu e all’ing. Roberto Frassetto – Medaglia d’ oro al V.M. della Maarina – fu la prima ad essere dichiarata tale già nel 1968, subito dopo “l’acqua granda” del 1966.

    Ora si rileva dal sito della National geographic quanto segue.

    Dopo circa quarant’anni dall’esistenza della denominazione, si è ritenuto opportuno eseguire un’ispezione per valutare i modi in cui essi vengono amministrati. L’idea è stata della rivista National Geographic Traveler, che si è unita al National Geographic Center for Sustainable Destinations e alla George Washington University per nominare un comitato di quattrocentodiciannove esperti ai quali è stato chiesto di stilare una classifica che includesse i 94 siti giudicati più importanti.

    Al primo posto, quale sito meglio gestito e meglio preservato, si trovano i meravigliosi Fiordi della Norvegia Occidentale. Al secondo e al terzo, si sono classificati dei siti più vicini per natura a una città come Venezia: rispettivamente Vézelay in Francia e Granada in Spagna. Vézelay è a due ore da Parigi in Borgogna, regione di forte interesse turistico, e i veneziani che vorrebbero una metropolitana sublagunare saranno interessati a sapere che lo slogan della regione proclama: “Beati i lenti, perché di essi è la Borgogna”. A Venezia, invece, sembra che si cerchi in tutti i modi la velocità.

    Su novantaquattro siti esaminati e valutati per conservazione e gestione del territorio, Venezia è risultata quartultima. Peggio di lei solo le isole Galapagos, Portobello ( Panama) e la valle di Kathmandu (Nepal).

    La classifica consiste in una scala da 1 a 100, accompagnata dalle osservazioni degli esperti, da essi presentate in modo anonimo. Nessun sito ha ottenuto un punteggio superiore a 90 e nessuno inferiore a 20.

    Italia Nostra ritiene molto grave il fatto che alla città di Venezia sia andato un punteggio tra i più bassi: soltanto 46. Ecco come vanno interpretati i punteggi:

    0-25: Catastrofico. Tutti i criteri molto negativi.

    26-45: In grave difficoltà.

    46-65: In moderata difficoltà: tutti i criteri o medio-negativi o mescolanza di negativi e positivi.

    66-85: Difficoltà non importanti.

    86-95: Autentici, non rovinati e probabilmente destinati a rimanere tali.

    96-100: Ottimi in tutto e per tutto.

    Si noti che per un solo punto Venezia ha evitato di essere inclusa nel gruppo dei malati ancora più gravi.

    Le cause più importanti di preoccupazione per gli esperti (come da anni per Italia Nostra e per molti veneziani) sono il sovraffollamento dovuto alla cattiva gestione dei flussi turistici e la generale impressione che la città non abbia più una sua vita specifica, legata a caratteristiche locali, ma sia diventata solo un grande contenitore per visitatori di passaggio.

    “Quasi ci si pente di esserci venuti,” arriva a scrivere uno degli autori del giudizio, “perché la nostra presenza aumenta l’affollamento e ci rende complici del deterioramento progressivo cui assistiamo.” “Non c’è una vita “vera” degli abitanti,” continua. Per un altro, Venezia è “un bel gioiello che sta scomparendo, che è diventata solo il museo di se stessa.” “Nessuno ci vive salvo i turisti.” lamenta un altro. “La visita, scrive un altro ancora, si limita alle calli, alle chiese e ai canali.” Solo la mattina presto un commentatore ha trovato un po’ di vera vita locale, prima che i turisti uscissero dagli alberghi o peggio ancora dagli autobus e dai lancioni gran turismo.

    Per chi vuole visitare il sito:

    http://www.nationalgeographic.com/traveler/features/whsrated0611/wh…

    Che dire se non ringraziare questi incapaci amministratori che da oltre 30 anni fingono di amministrarci? Hanno sperperato migliaia di miliardi per poi ottenere i risultati di cui sopra!

    Hanno costruito un ponte di regime assolutamente inutile e deleterio per l’economia di una parte della città. Hanno costruito un trenino della “Val Scomenzera” per creare ancora più disagi ai turisti e ai residenti obbligandoli a prendere lo stesso vaporetto dopo aver camminato per mezz’ora e spendere soldi per il trenino!

    Però i gradini del ponte di Rialto stanno cadendo a pezzi, le rive sono dissestate, i canali sono invasi da barconi di ferro che  squassano le fondazioni dei palazzi, il moto ondoso distrugge quello che resta in piedi, ecc. ecc.

    Ora hanno il proposito di sperperare ancora almeno mille milioni di euro per costruire una sub-lagunare inutile e dannosa per la Laguna e portare ancora più turisti (seimila al giorno!!!) in un luogo che già ora è angusto per chi ogni giorno vi transita per lavoro e per diporto. Il che significa nuovi sventramenti in una zona monumentale di Venezia! Per non parlare della cementificazione dei terreni agricoli nei pressi di Tessera e della nuova inutile pista aerea!

    L’unica nota positiva è che l’attuale sindaco se ne và e assieme a lui il suo amico presidente della Regione!

    Speriamo che Venezia si salvi! Ma se i Veneziani non si danno da fare, vedo che la faccenda è seria.

    Siamo già arrivati sotto la soglia dei 60mila abitanti, ma in cambio c’è un’alta densità di alberghi e locande per turisti.

    Ora Venezia è un centro di vacanza dove i turisti, indossando stivali di gomma sempre più spesso, si muovono da un attico all’altro.

    I milionari continuano a trovare di loro gradimento restaurare un vecchio palazzo per avere il piacere di osservarne la lenta morte.

    A Mestre i turisti soggiornano in alberghi nuovi, attraversano il marciapiede ogni mattina e le strade affollate, mangiando tramezzini per colazione, sperando che rimanga in piedi un numero sufficiente di palazzi a garantirgli un riparo dal sole, e lamentandosi degli squarci lungo il Canal Grande, dove interi palazzi sono stati asportati come denti marci e ricostruiti in Giardini Pubblici a Bochum, a Dysneyland in Florida, a Fukuoka o sulle sponde del porto di Sydney o di Dubai.

    Quadri e statue sarebbero stati alloggiati nei nuovi Musei della Terraferma e là addirittura vi sarebbe stata costruita una riproduzione del celebre caffè Florian.

    Essi hanno ragione; non vi è più speranza: le buone maniere pusillanimi internazionali si sono combinate con il gangsterismo politico italiano… per rapinare il mondo della più bella città che mai sia esistita.

    Luigi – Gigio – ZanonCastello, 5564 – 30122 Veneziae
    mail info#gigiozanon.com(metti @ al posto di #)

    www.venetonostro.it

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Musica Veneta de Qualita’ contro el rasismo

    Xe notisia de sti momenti un grave ato de rasismo contro i parlanti veneto. Un comerciante de Trieste xe sta multà pa ver meso un cartelo soło in veneto.

    L’italian xe deso OBLIGATORIO grasie alla Lega che lo ga fato metare in costitusion. Eco a cosa serve la Lega ?  A FAR L’UNITA’ D’ITALIA!

    Eco l’articolo http://trieste.bora.la/2009/12/08/sardoni-o-alici-multa-di-1167-euro-al-pescivendolo-per-aver-esposto-solo-il-nome-dialettale/

    Come risposta ve segnało Radio Fiera  grupo musical che canta in lengua veneta
    [youtube otRUNFXd0S4]

    I testi xe de cualità e el grupo xe sta premià anca de recente. A Nadał i presentarà a Treviso un novo album interamente in lengua, vedi la so pajina http://www.myspace.com/radiofiera e http://www.radiofiera.it

    Ringrasio Lugi Gandi, senpre atento ała nostra cultura, pa verli fati conosare neła so trasmision “La Piasa”

    Abaso el rasismo contro i veneti e combatilo firmando la petision pa ła lengua veneta http://autogoverno.net/lengua/

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Buone nuove: il Burka non è islamico

    Dall’Egitto una buona notizia per tutti: portare il niqab (sorta di Burka), non è un precetto islamico o del corano, né ha a che fare con esso.

     niqab e burqa

    niqab e burqa

    A sostenerlo è Mohamed Tantawi, la più alta autorità Mussulmana dell’Egitto, il quale, visitando una scuola al Cairo, ha chiesto ad una ragazza di togliersi il niqab (sorta di Burka) che la copriva integralmente. Alle obiezioni della ragazza Mohamed Tantawi ha risposto che il niqab (come il Burka), sono il portato di un costume locale che non ha connessione con i precetti del Corano.

    A riportare la notizia è la BCC online, che riprende il giornale “al-Masri al-Yom”.

    Il niqab, vestito integrale egiziano, ha avuto recentemente un aumento della diffusione, e come fa il Burka in uso nell’Afghanistan, mortifica ugualmente la donna nascondendola sotto un velo totalmente nero. D’altra parte, chi considera quelle tradizioni come semplici tribalismo o sintomi di sottosviluppo si interroghi bene se non siano ugualmente  discutibili anche i nostri usi spesso troppo mercificatori della donna, dalla quale non solo si pretende una continua esibizione di bellezza e turgidi particolari a costo della chirurgia, ma spesso la si riduce a cosciotti in esposizione come in macelleria chiamandole “veline”.

    Ma per carità, meglio la libertà di esporre piuttosto che il divieto assoluto, che per altro spesso è solo verso le proprie donne ma non verso le straniere.

    La buona nuova è insomma che da oggi nessuno può più legittimamente chiedere che venga consentito l’uso del Burka e simili costumi in Europa e nel mondo, perché non ha un fondamento in una fede e si tratta di semplici costumi.

    Niente di nuovo in questo divieto, allo stesso modo che non consentiamo ad una persona di uccidere il proprio figlio o privarlo delle cure anche se la sua religione glielo impone (potremmo pensare ad un nuovo Abramo), e così dobbiamo eticamente vietare il burka, perché in effetti, non solo è una minaccia per la democrazia, ma è anche mortificatorio per la persona che non può godere nemmeno di uno dei fondamenti della identità, l’immagine pubblica di sé .

    Adesso voglio vedere cosa dirà la sinistra del relativismo culturale che ha praticato l’uguaglianza delle culture, ma che in pratica  significa non aver nessun pensiero. Voglio vedere cosa dirà il “pensiero debole” che dietro la incapacità di leggere la dignità dell’essere umano ha finito col rinunciare ad essere pure lui.

    Tempi nuovi si avvicinano, anche se non saranno immediatamente visibili.

    L’articolo della BCC http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8290606.stm

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Zaia non sa che esiste una grammatica della lingua veneta

    Al gazzettino del 18 settembre 2009 il ministro italiano dell’agricoltura ha dichiarato che il veneto non è una lingua perché ad esempio non ha una grammatica.

    luca zaia dichiara al gazzettino : il veneto non è una linguazaia-fotoAllego la foto di una delle tante grammatiche venete, di cui esistono testi fin dal 1300, questa è del 1993. Uno che vagamente si intende  di agricoltura ne sa per certo anche di lingue? Naturalmente il gazzettino, dell’editore Caltagirone, suocero di Casini, è andato a nozze con una dichiarazione del genere, e ne ha fatto una pagina piena con richiamo in prima. Il Gazzettino da diverse settimante fa una campagna razzista e mistificatoria sulla storia e sulla cultura dei veneti, ma da anni ha pubblicato  articoli falsificatori sulle iniziative dell’Autogoverno del Popolo Veneto e attuato la censura totale dei candidati politici che nelle provinciali 2009 portavano avanti il diritto di autogoverno del popolo veneto. I veneti non lo comperino più come nemmeno il mattino di Padova.

    gramadegaZaia-Gramadega

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Gli eredi degli stupratori e ladri francesi minacciano violentemente chi svela il segreto storico.

    Basta recarsi al Louvre di Parigi per vedere una quantità enorme di opere artistiche venete di immenso valore rubata dai francesi alla repubblica con la loro invasione del 1797. Ma sono una piccola parte del bottino, che vide perfino i muri della basilica di San Marco grattati, il Bucintoro raschiato, le statue distrutte …. e ancora oggi esse sono oggetto di compravendita alle aste dopo essere state tenute nascoste per oltre 200 anni.

    Bisogna ricordare che nel 1797 la Repubblica Veneta era l’unica repubblica esistente degna di quel nome, tanto che il popolo non era per nulla oppresso ed anzi regnava la pace, la prosperità, la giustizia, e a riprova sono  i molti moti veneti di liberazione dall’invasione straniera che furono numerosissimi, sia contro i francesi nel 1797, sia contro gli Austriaci nel 1816 e nel 1848, ed anche contro gli Italiani si combatté volentieri nel 1866 in difesa degli austriaci, vincendo come a Custoza e Lissa.

    Insomma, quando nel 1797 si stava distruggendo un paese dove le libertà civili affermati dalla rivoluzione erano nei fatti le più ampie e realizzate al mondo da diversi secoli, il ladro Napoleone, finanziato dall’usura mondiale che si arricchisce con le guerre, non sapeva dare ai suoi le regioni di un tal atto, ma la abbatté senza remore;  probabilmente Napoleone aveva allora già deciso di dichiararsi “imperatore” come in effetti fece poco tempo dopo contraddicendo completamente tutti i presunti ideali che avevano animata la rivoluzione, o forse il progetto internazionalista aveva come scopo proprio quello di abbattere uno stato che batteva moneta da sé senza debito verso il popolo.

    Se tiriamo le somme, la rivoluzione francese in effetti non migliorò nulla per le popolazioni, nemmeno la francese, ed anzi aprì le porte ad un lungo periodo di guerre e contro-rivoluzioni europee che ancora oggi in qualche maniera rendono instabile l’assetto politico europeo dato che gli strascichi sono ancora aperti, e ritorneranno prepotenti in futuro come per esempio sta succedendo con la “questione veneta”.

    Tornando al 1797, non solo Napoleone svaligiò la Repubblica Veneta, ma numerosissimi furono gli stupri di massa, le esecuzioni di piazza, chiunque gridasse “W San Marco” poteva venire, e veniva, fucilato sul posto.

    Le popolazioni venete comunque, ben consapevoli che i Giacobini non erano portatori di libertà, combatterono contro di essi a più riprese per recuperare la loro libertà, tanto più che venivano spesso derubati, razziati e subivano violenze private di ogni sorta.

    Ma purtroppo le insorgenze nascevano spontanee e dunque senza un coordinamento, tanto più che la classe veneta dirigente , gli ex  nobili,  si era già arresa e venduta in gran parte al nuovo potere, diventando essa stessa per lo più giacobina. Sebbene gli eredi dei giacobini sono oggi i partiti socialisti di sinistra e di destra “sociale”, e quindi essi sono ancora al potere, ai  nobili veneti meritò l’estinzione, in quanto essi si videro in seguito  portar via a più riprese tutti i loro beni fino ad essere smembrati e ridotti a vago ricordo anche fra i loro discendenti odierni, che miseramente a volte godono ancora di corsie preferenziali nel potere attuale senza nemmeno saperne il perché.

    Quindi i veneti insorsero, e spesso, ma senza coordinamento, tuttavia non senza grandi pagine come quella delle Pasque Veronesi. Fu questa una pagina molto sanguinosa di resistenza popolare all’invasione barbarica dei Francesi, che si concluse con fucilazione pubblica a Porta Nuova di Verona dell’allora sindaco (Provveditore di Comun) Francesco degli Emilei assieme ad altri insorti .

    Furono fucilati dai francesi per imperio della “Repubblica Italiana” fondata da Napoleone, che usava lo stesso tricolore usato oggi dalla sua continuazione morale che è la Repubblica Italiana residua dall’ invasione più tarda del 1866, quella volta mascherata con un plebiscito il cui risultato fu pubblicato 3 giorni prima dello svolgimento.

    Oggi quella contrapposizione storica sempre taciuta ai veneti in onore della “unità” d’Italia, riemerge nelle contraddizioni della cronaca.

    Infatti succede ancora a Verona, che il Comitato per la commemorazione delle Pasque Veronesi venga anche quest’anno impedito in qualche modo dal ricordare i propri morti e impedito di far loro una messa tradizionale di rito latino, recentemente sdoganata dal Papa, violando le convenzioni internazionali sulle libertà del culto, sebbene si facciano volentieri le moschee.

    La commemorazione delle Pasque è da tempo a Verona un grande evento molto seguito con centinaia di figuranti in maschera, e dunque mi sembra naturale che il sindaco della Città ne sappia qualcosa.  Ma succede invece che l’attuale  Sindaco di Verona, il leghista Tosi, in odore di presidenza regionale,  pretenda di festeggiare la commemorazione dei morti delle Pasque imponendo proprio per l’occasione l’esposizione del tricolore  proprio là dove essi furono fucilati sotto e a causa di quella stessa bandiera tricolore. Eppure , come si vede nel video, 10 anni fa anche lui era con il Comitato.

    Ignoranza storica o la Lega dalla secessione è passata a ricercare l’unificazione d’Italia ?

    [youtube OZ9lX9naxG0 nolink]

    Ma non bastasse, alcuni ignavi eredi orfani di Alleanza Nazione, cioè eredi dei giacobini della destra sociale,hanno quest’anno minacciato fisicamente il comitato e il loro seguito popolare di bambini ed anziani fino a quasi arrivare alle mani tanto da rendere necessario l’intervento della polizia. A riprova che sono eredi dei giacobini, basta ricordare che l’anno scorso furono ad impedire la manifestazione furono invece gli eredi dei giacobini della sinistra sociale, cioè quelli dei centri sociali.

    Per i dettagli della vicenda rimando ai siti che ne parlano, ma certo è che la rivoluzione francese non ha portato né libertà maggiori, né pace, né intelligenza e cultura, e che di tutto questo la Repubblica Italiana ne è orgogliosa erede, anche perché essa stessa deriva da stupro di popolazioni come quelle Libiche, Istriane, Dalmate, Albanesi, Greche  e Venete, fatti storici sempre più noti e conosciuti che inevitabilmente porteranno tutti a riscoprire le radici sane pre-unitarie e a ripudiare i frutti marci della rivoluzione francese come questa Repubblica di puttanelle, drogati, ladri, mafiosi, pedofili e usurai. E’ proprio da loro che la rivoluzione francese fu cavalcata per arrivare al potere.

    E tuttavia, non si deve essere superficiali come loro e mettere nella stessa risma coloro che quasi sempre nulla sanno di tutto questo e magari in buona fede si sono iscritti ai partiti loro eredi, fra i quali per oggi ci tocca mettere anche la Lega.

    Comitato Pasque Veronesi
    Comunicato stampa del Comitato Pasque
    Pasque_Veronesi su Wikipedia
    Il museo del Louvre su Wikipedia
    Battaglia_di_Custoza_(1866)
    Battaglia_di_Lissa_(1866)

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    La “resistenza” contro il nazifascismo ci fu ma non nelle Venetie

    Al nord del Po e specialmente nelle Venetie la storia della resistenza fu totalmente diversa da quella del sud, anzi, è un falso storico parlare di resistenza, come ora dimostro.

    Nel 1944 Togliatti (comunista), al tempo ministro della giustizia italiana, con la complicità di tutto  Governo Italiano FINANZIAVA TITO per l’annessione di Istria e Dalmatia e di tutte le Venetie , e CI SONO LE RICEVUTE.

    Questo era conforme al progetto già stabilito dal Congresso comunista del ‘33, di sottomettere la Venezia Giulia ( Istria e Dalmatia) e il popolo veneto alla dittatura comunista e a Tito, naturalmente mascherando la faccenda con il “diritto di autodeterminazione” di quelle terre. ( si veda http://www.palmerini.net/blog/?p=308 )

    Come dimostrato dallo storico Marco Pirina, Togliatti e Tito pranzavano assieme in via Veneto a Roma, insieme ad altri che oggi vengono definiti “Padri della Patria” , e Tito riceveva l’equivalente di diversi milioni di Euro odierni al mese per realizzare il progetto.

    Quando nel 1945 Tito arrivò a Trieste , Togliatti ordinò ai Partigiani di mettersi al suo servizio, e così fu, ma  furono mandati a spasso per la Slovenia fintanto che i Titini facevano l’epurazione di migliaia di persone gettate nelle foibe intorno a Trieste. giorgio-napolitano-pci1

    Il progetto per un certo momento fu quello di annettere tutte le Venetie fino al Garda con la motivazione che quei territori erano “legittimamente Sloveni” ed si disse che i veneti erano sloveni e dovevano avere una repubblica comunista confederata ( http://www.palmerini.net/blog/?p=88 )

    Per stabilire il confine orientale della nuova repubblica Italiana il governo italiano dette DELEGA IN BIANCO
    al Comandante della Brigata partigiana Garibaldi , certo Toffanin detto “Vanni”, morto solo nel 2007, noto  comunista che come tutta la sua Brigata  voleva realizzare non già la liberazione ma la dittatura comunista tanto da aver ucciso anche i comunisti moderati.

    Si veda anche il video in questa pagina http://www.palmerini.net/blog/?p=318

    Insomma, il governo Italiano tentò, con la collaborazione attiva dei Comunisti Jugoslavi, non di liberare le Venetie, ma di SOTTOPORLA ALLA DITTATURA COMUNISTA DI TITO, cioè ad un altro Totalitarismo ed ad un altro stato.

    Tutto questo è  DIMOSTRATO dai documenti usciti dagli archivi dei paese dell’est e a volte RITROVATI ANCHE A ROMA.

    Il progetto in questi termini fallì perché gli alleati (che si dice arrivarono a Trieste  prima di Tito) a cui il governo del 8 settembre voltò le spalle, arretrarono al di là del Po e cominciarono una massiccia opera di bombardamento areo squarciando Padova, Treviso e altre città, radendo al suolo Latisana ecc, proprio per impedire questo progetto.

    Perfino la ritirata (in rotta) dei tedeschi non racconta una storia di liberazione, perché ci furono solo alcuni episodi di ritorsione NaziFascista provocata dagli sporadici attentati dei partigiani che non avevano nemmeno una utilità militare (i tedeschi erano in rotta ) ma ebbero purtroppo gravi conseguenze sulle popolazioni

    Tutto questo è  DIMOSTRATO dai documenti raccolti da vari storici della resistenza nel veneto .

    Resa impossibile la creazione della Repubblica Socialista del Nord Italia, comunque il Governo Italiano operò per l’annessione e riuscì a non far votare al Referendum monarchia/repubblica  del 1946 gli Istriani, i Dalmati, gli italiani delle Isole, e ci riuscì, ma impedendo il voto anche a Udine, Pordenone, Belluno, Bolzano e centinaia di migliaia di altri cittadini avente diritto. Quindi si può dire che in maggioranza IL POPOLO VENETO non ha nemmeno votato per il referendum , rendendolo nullo.

    Nella notte dello spoglio dei voti dopo un lungo silenzio nell’afflusso dei dati d’  improvviso comparvero 2 milioni di voti per la  repubblica, e tutta via lo scarto con la quale la repubblica “vinse” non è sufficiente a cancellare il fatto che a quasi 3 milioni di persone  (quasi tutti veneti)  fu  IMPEDITO DI VOTARE, nullificando il risultato (si veda http://www.palmerini.net/blog/?p=43)

    Tutto questo l’ho  DIMOSTRATO io nel 2007 con dei documenti raccolti nelle biblioteche e con le gazzette ufficiali, si vedano

    Non stupisce dunque che Napolitano, Fini e Berlusconi quest’anno ribadiscano all’unisono la favola della resistenza, perché la realtà è ben diversa e massacra e sbugiarda la storia della resistenza.

    Per quanto riguarda le Venetie, si può parlare non di resistenza ma solo di un colpo di Stato fallito, operato dai comunisti con la complicità di repubblicani, liberali e cattolici popolari come De Gasperi e del Governo Italiano.

    Ma sono il primo a dire che la resistenza ci fu nel centro italia, ed è una storia  italiana, ma non può essere un valore condiviso della storia veneta.

    Anche in questo aspetto la storia delle Venetie è ben diversa dal resto d’Italia e non ha nulla a che spartire.

    E d’altra parte, poiché nel 1866 i risultati del plebiscito per l’unità all’italia furono pubblicati sulla gazzetta ufficiale ben 3 giorni prima dello svolgimento, che cosa volete che faccia un occupante abusivo di una terra sovrana se non cercare di coprire le conseguenze di quel colpo di Stato con una storia inventata, che così si cancella anche un secondo fallito colpo di Stato  e la millenaria storia del popolo originario?

    Per noi veneti da 15 secoli ll 25 aprile è San Marco, cioè  la festa del popolo veneto, e sarà sempre di più così anche se coperta dallo Stato e dalla  Regione Veneto che si impegnano a cancellarla  e a sostituirla con una ricorrenza fasulla (per noi veneti) come quella della resistenza.

    Il 25 aprile non è e non sarà mai una data condivisa perché è un falso

    http://www.palmerini.net/blog/?p=224

    Dunque viva  San Marco e i valori di Verità che ha sempre ispirato.

    E smettano i vertici italiani di coprirsi di ridicolo, dato che questa email viene mandata a circa 30.000 persone e sempre di più saranno negli anni a venire.

    Le bugie di ieri e di oggi non reggono più, ed è un fatto dovuto alla proliferazione dei mezzi di comunicazioni delle informazioni.

    E’ bastato che il 10% della popolazione russa avesse il telefono per far crollare il regime, figurarsi con il 10% di popolazione con internet.

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    CORO CONEGLIANO – CANTI NATALIZI CHIESA S.ANDREA V.VENETO

    [youtube qvHExN1LJ-4 nolink]

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    I meridionali sono tutti mafiosi, camorristi e delinquenti?

    Ho messo l’interrogativo alla frase per provocare, ma non intendo per nulla perdere tempo a dimostrare che la risposta è “no”.

    Sebbene io sono di quel “nord” di cui in molti dicono che ha scaricato la spazzatura al “sud”, specie in Campania io non cadrò nel tranello dell’odio etnico voluto dai poteri per governare in nome della giustizia.rinasciata meridionalista

    Mi spiego meglio. Molti importanti esponenti politici e culturali del “sud”, fra cui certo Saviano, hanno affermato pubblicamente che la responsabilità della situazione Campania e dei rifiuti è colpa del “nord” che per anni vi avrebbe mandato spazzatura industriale.

    Come dovrei sentirmi io che mi rompo a fare la differenziata da ancor prima che fosse gestita e imposta dall’amministrazione pubblica? Dovrei sentirmi colpito come un meridionale quando qualcuno dice che sono tutti mafiosi?

    Invece non mi sento corresponsabile tanto più che quando sento dire “nord” non mi identifico perché in realtà la mia terra veneta si trova al centro d’Europa, e non esiste geograficamene nemmeno quel “Nord-Est” d’Italia inventato dai comunisti tanto l’italia è inclinata .

    Io so bene che la presenza in meridione di molti mafiosi, camorristi e “ndranghetani” non significa che tutti i meridionali siano tali, o che siano delinquenti. Certo, sono tanti i delinquenti, ma pur sempre una minoranza.
    Allora chiedo: questa distinzione vale anche per il “nord”? Sembra di no per Saviano e altri.

    Si incrimina la totalità del “nord” per pochi individui. Ammettiamo pure che ci sono stati dei delinquenti che hanno scaricato monnezza al sud e in Campania, e ammettiamo anche che qualche azienda ha portato immondizia anche tossica (sebbene dietro l’invito o il tacito consenso degli amministratori locali ). Ma questo vuol dire che tutto il nord ha portato l’immondizia? Vuol dire che questa frazione di milione di persone che ha sbagliato reppresenti “tutto” il nord ? Vuol dire che i sistemi di smaltimento di Mestre, Brescia e tutto il sistema del compostaggio non fa nulla? O stiamo parlando di qualche caso isolato e minoritario?

    A giudicare dall’esposizione mediatica che si da a questi personaggi, essi rappresentano il nuovo sud, ma è sconvolgente il loro qualunquismo .

    Se usassi lo stesso criterio e giudicassi il sud da pochi personaggi e fatti pubblici, dovrei concludere che la mentalità lì è ancora ferma al medioevo dove le bande della criminalità giocano il ruolo di Feudatari del Regime. Dovrei concludere che la mentalità è lontana dall’essere avvicinata a quella comune in tutto il resto d’Europa (che invece è simile a quella che imperava nella libera repubblica veneta, ossia liberale, sociale, ambientalista e meritrocratica).
    Ma io non sono un qualunquista, e dunque associo questo qualunquismo piuttosto a qualche tendenza politica errata di singoli personaggi. O voglia di protagonismo a costo di falsificare la realtà.  E so che per fortuna non rappresentano il sud così come il nord non è rappresentato da qualche inquinatore o da qualche politico corrotto e tangentaro.

    La smetta Saviano di dire queste stupidaggini in giro per il nord. Ma scusate, uno che fa “comizi” a tutto spiano come lui può essere veramente in pericolo tanto da richiedere la scorta?

    Aggiornamento di ottobre 2008: i media hanno aumentato le vendite del suo libro, ed ora perfino qualcuno ha prima inventato che fosse in pericolo di morte su informativa di un pentito, ma il pentito ha smentito. Ma cosa c’è dietro il fenomeno Saviano?

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Contro droghe e cocaina con la musica

    Copertina CdQuando arrivo alla balera, e la musica comincia,
    poco a poco svanisce la stanchezza, le gambe cominciano ad andare
    e dentro di me si sveglia la Cocaina Naturale.

    Ascoltami amico, un momento, se ti vuoi divertire lasciare perdere l’eroina ,
    lascia perdere la morfina, lascia andare la caffeina, l’ecstasy,
    e se ti piace la cocaina cerca dentro di te quello che per me si chiama
    Cocaina Naturale.

    Se vuoi imbarcare, la miglior cosa che puoi fare
    lascia perdere quella porcheria e guardarti dentro.
    Cerca dentro di te stesso il motore che ti fa andare,
    quello che io chiamo cocaina naturale

    Cocaina sì, ma naturale.

    Sono brani estratti della canzone che potete ascoltare grazie alla gentile
    concessione degli autori, i BatistoCoco, gruppo veneto che canta in Veneto,
    Italiano e Spagnolo
    La segnalo perché l’ho trovata una canzone di salsa ben fatta che
    inneggia al rifiuto di ogni droga e alla ricerca in sé stessi delle energie,
    magari attraverso il ballo e guardandosi dentro. Per di più cantata in un bel veneto .

    Terrò il brano sul sito solo per un mese.

    Invito tutti i media a combattere l’abuso di droghe diffondendo questo brano.
    Per altro è in lingua veneta recentemente riconosciuta tale anche dalla regione
    veneta.

    In un tempo di fiumi di cocaina, mi sembra una bella contromossa.

    Pagina del cd con il testo del brano
    Brano in formato MP3

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:
    Cimitero Ar(i)ano di 6-7000 anni fa sommerso dal cemento

    tomba4000vr.jpg

    In loc. Arano di Cellore d’Illasi (VR) è stata trovata una necropoli di circa 50 tombe databile fra il 4000 e il 3500 A.C. (Neolitico).

    Quando In Trentino si trovò un cimitero di 60 metri quadri di “solo” 4000 anni fa, ossia del 2000 A.C., si è gridato giustamente alla eccezionalità.

    Anche il famoso uomo di Similau che ha smosso l’Italia e l’Austria è risalente a 5.000 anni fa, 1000-2000 anni più tardivo della necropoli trovata ad Arano.

    I ritrovamenti neolitici nel nord italia non sono rari, ma una archeologa mi ha confermato che un ritrovamento come ad Arano è raro per antichità e per le tombe così numerose .

    Inoltre alcuni reperti di corredi funebri fanno pensare che la necropoli potrebbe essere addirittura del periodo del rame ovvero 5300 – 4000 a.C., ossia dai 6000 ai 7000 anni fa, facendone un sito eccezionale, se si scaverà secondo scienza.
    Per altro propendono per l’eccezionalità di Arano il fatto che tutta l’area è ricca di ritrovamenti, tanto che a circa 500m sono stati ritrovati i resti di un villaggio coevo.

    Gli scavi che hanno portata alla luce il sito sono quelli per costruire 27 lotti sull’argine sinistro del Prognolo fino quasi ad arrivare alla dorsale del monte Garzon, e per il momento si sono scavati solo 2000 dei circa 8000 mq dell’area interessata.

    Ma 30.000 metri cubi di cemento sommergeranno l’area se non si interverrà, e già sono state rimosse alcune tombe salvandole dalla colata di cemento dei lavori che intanto continuano.

    In Veneto purtroppo, per non bloccare i lavori e trascinare il PIL d’Italia si nascondono spesso questi tesori. La foto stessa che vedete è stata trafugata.

    Il Sindaco del paese, la sovraintendenza di Verona e il Museo Civico di Storia Naturale di Verona sono state interessate dall’apposito Comitato oltre che da diverse persone della cultura, ma per il momento nulla.

    Bisogna intervenire affinché i lavori di sbancamento vengano bloccati per procedere ad una classificazione “stratigrafica”, perché gli “strati” dei materiali sovrapposti forniscono molte informazioni sulla cultura dei sepolti, ma anche sulle abitudini alimentari e sociali. Per esempio non si sa perché le tombe siano comuni a più defunti mentre sono poche le tombe singole. Non si sa perché sono disposte lungo una linea nord ovest/ sud est, se per una simbologia religiosa. O forse sono disposti secondo la migrazione ariana che avvenne in quel periodo?

    Fatti i rilevamenti, classificati i reperti, si potrà allora fare un museo cittadino e riprendere i lavori se proprio indispensabile. Ma volete che non esista un campo più in là per fare le villette subito, magari con procedura preferenziale ?

    Vogliamo presentare una petizione: se vuoi aderire lascia un commento con i tuoi dati.

    Ne va della tua cultura.

    convert this post to pdf.
    Articoli correlati:

    Prossimo »

    Blogrankings.com
    Based on "Fluidity" theme originnaly designed by http://www.kaushalsheth.com/ -:- Sponsored by Web Hosting -:-