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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 3, 2010, 10:45 am
  • Riproduzione riservata
  • la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico

    palmerini-loris-2010-veneziaPalmerini racconta in pubblico la sua storia personale e politica, dalle  prime denunce sull’ineleggibilità di Berlusconi   e sui brogli elettorali nel 1996, passando per Serenissimi, Autogoverno, Segato,  lingua veneta e Raixe Venete,  Life, e le recenti calunnie, fino al prossimo appuntamento del 7 luglio 2010,  descrivendo la rivoluzione del pensiero veneto che sta operando nell’ambito storico e politico insieme con i compagni attuali.

    La registrazione comincia con lui che parla di un dossier, reperibile  nel sito http://www.italia.8m.com/salva/
    Il sito di “Rinassimento veneto” è  http://www.repubblica.org/rinassimento/

    Il blog di Palmerini con i documenti sul plebiscito del 1866, referendum 1946, Beppe Grillo e altro è http://www.palmerini.net

    Cllica qui per l’audio
    ————————- SINTESI DEL PERCORSO RACCONTATO

    La vera storia di Palmerini raccontata in pubblico
    Le cose che ha fatto su Par Conditio, pubblicità nei telegiornali, decadenza Santer
    Denunce dal 1996 al 1997 brogli elettorali, firme false,
    L’ascesa dei Serenissimi e la nascita dell’autogoverno, le illazioni LIFE
    Le denunce e le botte prese dai Carabinieri
    I rapporti con Life e Raixe Venete
    La nazionalità veneta e l’Autogoverno
    Beppe Grillo e l’ineleggibilità di Berlusconi
    La prigionìa di Segato e la sua scarcerazione ordinata dall’Autogoverno
    Franceschi e la prigionia di Segato
    La magistratura che cerca di incastrare Palmerini con i Serenissimi
    Cittadinanza, nazionalità, identità e diritti civili
    L’uso delle armi e la legge internazionali
    Elezioni di popolo, i ricorsi contro l’IRAP,  rivendicazione della lingua veneta fin dal 2000
    L’agguato dei Carabinieri che lo picchiano e la magistratura che archivia
    Il processo su giudici tributari (in corso) e l’abuso della magistratura
    Gli studi sul lombardo-veneto e sul referendum del 1946
    La storica sentenza del 2008 basata sugli studi di Palmerini
    Il libro di Beggiato sul 1866 e le nuove scoperte di Palmerini, discussione con Gardin
    L’invalidità dell’intero plebiscito per il mancato voto della Lombardia
    Il difetto di giurisdizione italiana: non è terra italiana.
    Il partito di Venetie per l’Autogoverno che riconoscono l’AUTOGOVERNO
    La Censura della Stampa nelle provinciali di Padova
    Le regionali del 2010 e il Bilinguismo, i diritti di Minoranza dello Stato
    Il ricorso in Consiglio di Stato: chi rappresenta il “popolo veneto” ?
    Zaia e il “faccio io l’Autogoverno del Popolo Veneto”: perché solo ora ?
    Il libri bilingui veneto-italiano durante il fascismo
    il principio della risoluzione 42 del 1998 in discussione a Consiglio di Stato
    I prossimi ricorsi  internazionali in Consiglio d’Europa e Corte internazionali
    La repubblica Veneta che rinasce
    I generali armati e l’arte della guerra di Quaglia.
    L’Italia che deve pagare i danni.

    la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico
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    Venezia Patrimonio Unesco fra i peggio governati del mondo

    Ricevo da Gigio Zanon questo interessante studio.

    ————————————————————————————

    unesco_ve_clip_image001I siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità sono in totale 830.

    Venezia e la sua Laguna, grazie all’interessamento del Direttore dell’UNESCO Renè Maheu e all’ing. Roberto Frassetto – Medaglia d’ oro al V.M. della Maarina – fu la prima ad essere dichiarata tale già nel 1968, subito dopo “l’acqua granda” del 1966.

    Ora si rileva dal sito della National geographic quanto segue.

    Dopo circa quarant’anni dall’esistenza della denominazione, si è ritenuto opportuno eseguire un’ispezione per valutare i modi in cui essi vengono amministrati. L’idea è stata della rivista National Geographic Traveler, che si è unita al National Geographic Center for Sustainable Destinations e alla George Washington University per nominare un comitato di quattrocentodiciannove esperti ai quali è stato chiesto di stilare una classifica che includesse i 94 siti giudicati più importanti.

    Al primo posto, quale sito meglio gestito e meglio preservato, si trovano i meravigliosi Fiordi della Norvegia Occidentale. Al secondo e al terzo, si sono classificati dei siti più vicini per natura a una città come Venezia: rispettivamente Vézelay in Francia e Granada in Spagna. Vézelay è a due ore da Parigi in Borgogna, regione di forte interesse turistico, e i veneziani che vorrebbero una metropolitana sublagunare saranno interessati a sapere che lo slogan della regione proclama: “Beati i lenti, perché di essi è la Borgogna”. A Venezia, invece, sembra che si cerchi in tutti i modi la velocità.

    Su novantaquattro siti esaminati e valutati per conservazione e gestione del territorio, Venezia è risultata quartultima. Peggio di lei solo le isole Galapagos, Portobello ( Panama) e la valle di Kathmandu (Nepal).

    La classifica consiste in una scala da 1 a 100, accompagnata dalle osservazioni degli esperti, da essi presentate in modo anonimo. Nessun sito ha ottenuto un punteggio superiore a 90 e nessuno inferiore a 20.

    Italia Nostra ritiene molto grave il fatto che alla città di Venezia sia andato un punteggio tra i più bassi: soltanto 46. Ecco come vanno interpretati i punteggi:

    0-25: Catastrofico. Tutti i criteri molto negativi.

    26-45: In grave difficoltà.

    46-65: In moderata difficoltà: tutti i criteri o medio-negativi o mescolanza di negativi e positivi.

    66-85: Difficoltà non importanti.

    86-95: Autentici, non rovinati e probabilmente destinati a rimanere tali.

    96-100: Ottimi in tutto e per tutto.

    Si noti che per un solo punto Venezia ha evitato di essere inclusa nel gruppo dei malati ancora più gravi.

    Le cause più importanti di preoccupazione per gli esperti (come da anni per Italia Nostra e per molti veneziani) sono il sovraffollamento dovuto alla cattiva gestione dei flussi turistici e la generale impressione che la città non abbia più una sua vita specifica, legata a caratteristiche locali, ma sia diventata solo un grande contenitore per visitatori di passaggio.

    “Quasi ci si pente di esserci venuti,” arriva a scrivere uno degli autori del giudizio, “perché la nostra presenza aumenta l’affollamento e ci rende complici del deterioramento progressivo cui assistiamo.” “Non c’è una vita “vera” degli abitanti,” continua. Per un altro, Venezia è “un bel gioiello che sta scomparendo, che è diventata solo il museo di se stessa.” “Nessuno ci vive salvo i turisti.” lamenta un altro. “La visita, scrive un altro ancora, si limita alle calli, alle chiese e ai canali.” Solo la mattina presto un commentatore ha trovato un po’ di vera vita locale, prima che i turisti uscissero dagli alberghi o peggio ancora dagli autobus e dai lancioni gran turismo.

    Per chi vuole visitare il sito:

    http://www.nationalgeographic.com/traveler/features/whsrated0611/wh…

    Che dire se non ringraziare questi incapaci amministratori che da oltre 30 anni fingono di amministrarci? Hanno sperperato migliaia di miliardi per poi ottenere i risultati di cui sopra!

    Hanno costruito un ponte di regime assolutamente inutile e deleterio per l’economia di una parte della città. Hanno costruito un trenino della “Val Scomenzera” per creare ancora più disagi ai turisti e ai residenti obbligandoli a prendere lo stesso vaporetto dopo aver camminato per mezz’ora e spendere soldi per il trenino!

    Però i gradini del ponte di Rialto stanno cadendo a pezzi, le rive sono dissestate, i canali sono invasi da barconi di ferro che  squassano le fondazioni dei palazzi, il moto ondoso distrugge quello che resta in piedi, ecc. ecc.

    Ora hanno il proposito di sperperare ancora almeno mille milioni di euro per costruire una sub-lagunare inutile e dannosa per la Laguna e portare ancora più turisti (seimila al giorno!!!) in un luogo che già ora è angusto per chi ogni giorno vi transita per lavoro e per diporto. Il che significa nuovi sventramenti in una zona monumentale di Venezia! Per non parlare della cementificazione dei terreni agricoli nei pressi di Tessera e della nuova inutile pista aerea!

    L’unica nota positiva è che l’attuale sindaco se ne và e assieme a lui il suo amico presidente della Regione!

    Speriamo che Venezia si salvi! Ma se i Veneziani non si danno da fare, vedo che la faccenda è seria.

    Siamo già arrivati sotto la soglia dei 60mila abitanti, ma in cambio c’è un’alta densità di alberghi e locande per turisti.

    Ora Venezia è un centro di vacanza dove i turisti, indossando stivali di gomma sempre più spesso, si muovono da un attico all’altro.

    I milionari continuano a trovare di loro gradimento restaurare un vecchio palazzo per avere il piacere di osservarne la lenta morte.

    A Mestre i turisti soggiornano in alberghi nuovi, attraversano il marciapiede ogni mattina e le strade affollate, mangiando tramezzini per colazione, sperando che rimanga in piedi un numero sufficiente di palazzi a garantirgli un riparo dal sole, e lamentandosi degli squarci lungo il Canal Grande, dove interi palazzi sono stati asportati come denti marci e ricostruiti in Giardini Pubblici a Bochum, a Dysneyland in Florida, a Fukuoka o sulle sponde del porto di Sydney o di Dubai.

    Quadri e statue sarebbero stati alloggiati nei nuovi Musei della Terraferma e là addirittura vi sarebbe stata costruita una riproduzione del celebre caffè Florian.

    Essi hanno ragione; non vi è più speranza: le buone maniere pusillanimi internazionali si sono combinate con il gangsterismo politico italiano… per rapinare il mondo della più bella città che mai sia esistita.

    Luigi – Gigio – ZanonCastello, 5564 – 30122 Veneziae
    mail info#gigiozanon.com(metti @ al posto di #)

    www.venetonostro.it

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    Il mito dei Celti

    Chi dice che la pianura padana fu colonizzata dai Celti dice una stupidaggine storica. I celti non penetrarono mai nel territorio dei Veneti, ossia da Bergamo verso est, perché Bergamo e Brescia, abitati dai galli cenomani, erano interamente venetizzati, e uniti con i veneti contro i celti  anche fu necessario  salvare Roma dalle invasione celtaica.

    Ma ecco un altro dei molti esempi di una non dominanza dei celti nella pianura padana

    Ben poco si sa degli antichi abitatori della Valsesia: solo grazie alla particolare struttura geologica del Monte Fenera l’unica possibilità per la ricostruzione della preistoria della valle dai suoi albori.
    Le cavità che si aprono nella parete ovest, hanno infatti reso moltissimi resti di un’antica fauna e le tracce dell’uomo di Neanderthal e dei gruppi umani che si sono succeduti per millenni.
    Le popolazioni più antiche di origine certe appartennero al ceppo dei liguri, che si fusero con gli “indigeni” della valle, chiamati anche Sicciani. Come tutte le altre genti alpine condussero dapprima vita nomade, alla ricerca di pascoli, dedicandosi alla caccia e alla pastorizia, trovando nella valle le condizioni adatte al loro sviluppo. La leggenda racconta che i Sicciani, di temperamento forte e coraggioso, grazie anche alla posizione geografica del territorio valsesiano privo di vie di collegamento, lottarono accanitamente contro ogni violenta invasione delle tribù celto-galliche, che, nonostante le lunghe lotte tentarono invano di usurpare il loro territorio.

    da http://www.valsesia.it/STORIA/preistoria.htm

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