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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 3, 2010, 10:45 am
  • Riproduzione riservata
  • Un video ben fatto che spiega il signoraggio

    Questo video spiega in maniera dettagliata il come la dittatura mondialista degli usurai ruba le  ricchezze dei popoli.

    La Banca Centrale Europea e la Federal Reserve sono i loro strumenti operativi.

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    Qui le parte 2 e parte 3 del   video se non compaiono automaticamente

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    Smettiamola con le balle sul Sud: ecco i dati pubblici

    La settimana scorsa a Telenuovo, in una puntata diretta da Zwirner  e dedicata all’economia e alle tasse, si è dimostrato ancora una volta che i dati riguardo al Sud sono tutti falsati: alcune regioni sono in pareggio, altre mangiano per 4 regioni.

    Versione Integrale a questo indirizzo

    Personalmente ho presentato i dati tratti da Ricolfi “il Sacco del Nord” con i dati dell’agenzia delle Entrate che ha accertato l’evasione fiscale media del Sud è terrificante e sopra il 50%, con punte del 90% in certe regioni. Li avevo già pubblicati  2 mesi prima qui http://www.palmerini.net/blog/?p=798

    Ma alcune regioni del Nord evadono altrettanto della media del Sud, ad esempio la Liguria e la Val d’Aosta.

    A pagare per tutti le Venezie, il Lombardo, l’Emilia e la Romagna, quasi tutte terre ex-venete . E’ il sacco delle Venezie.

    Ancora, il reddito accertato al Sud va aumentato con l’enorme sommerso, lavoro nero. Il reddito realmente disponibile va riconteggiato con il costo della vita, che al Sud è accertato essere del 30% in meno del Nord.

    Se ne ricava che quando un cittadino del nord spende il 30% in più di uno del sud, in realtà hanno lo stesso tenore di vita reale, o si sta meglio al Sud facendo qualche lavoretto in nero. Spendere 1000 Euro in meno al mese al sud su 3000 non corrisponde a maggiore povertà.

    Insomma, fatti i conti, al Sud il reddito reale è maggiore del Nord, e i veri poveri sono i poveri del Nord.

    Nella trasmissione si sono forniti dati incredibili, come il costo dei funzionari regionali della Sicilia che costano 10 volte quello del Veneto . I dati sull’efficienza, sui costi, sui risparmi, sull’evasione dicono che il Veneto è la regione più virtuosa in tutto.

    Come semplice ricetta per  i problemi economici attuali ho proposto che almeno si diano a tutte le regioni gli stessi soldi per cittadino, perché oggi si danno molti più soldi alle regioni del Sud in pieno svantaggio dei poveri del nord.

    Insomma la soluzione è l’Autogoverno degli enti locali come già obbligato dalla Carta Europea dell’Autogoverno locale di cui parlo da anni, che è  legge dal 1989.

    Lo slogan del federalismo, insomma, è già una legge, mai attuata, ed ad attuarla forse sarà Tremonti a danno della Lega.

    Occorre dare  il controllo delle imposte  agli enti locali, e far dipendere da questi le entrate.  In sostanza, se i soldi i comuni e le province dovessero averli  in percentuale sulle entrate fiscali, ecco che sarebbero loro a combattere l’evasione che lo Stato non riesce in molte regioni.

    E’ evidente dai dati che comunque sono le Venetie a pagare per tutti,  per il resto d’Italia regioni “padane” comprese.

    Circa 50 miliardi all’anno vanno dai territori che pagano a qualche regione assistenziata.Questi soldi si traducono in servizi al nord, e spariscono nelle tasche delle mafie al Sud. Occorre dire che i cittadini del Sud non vedono  questi soldi tradotti in servizi: se li mangiano i loro burocrati.

    Ma non si può pretendere che le Venezie  mandino sempre più soldi, ne arriverebbero comunque  le briciole.Una tale ottica è anche un suicidio culturale e mentale che toglie dignità alla propria identità.

    Occorre che invece che i cittadini dei Sud combattano i loro burocrati per avere quei soldi che noi inviamo. Occorre che il Sud combatta  i governanti parassiti del Sud, e non incolpi chi già paga troppo come i Veneti. I quali oggi hanno le fabbriche che chiudono e veneti stessi che vanno alle mense della Caritas, non si chieda loro di dare anche il c…..

    Attuato il federalismo della Carta Europea chiederemo ancora i diritti di minoranza del popolo veneto,  diritti inalienabili, che la “regione” europea italiana deve attuare perché obbligata dal trattato di Lisbona.

    Palmerini Loris
    rappresentante del Autogoverno del popolo veneto
    rappresentante di Venetie per l’Autogoverno

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    Sindaci e Governatori del Nord sulla linea Palmerini

    Dal tempo del referendum sulla devolution ho diffuso l’idea che il federalismo è già legge dal 1989.  (alcuni video e interventi al fondo) . Infatti una norma del Consiglio d’Europa in pochi semplice principi legali  stabilisce di fatto i principi di base del federalismo, e nella migliore tradizione.

    Ad esempio

    ” LE COMPETENZE AFFIDATE ALLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO DI REGOLA ESSERE COMPLETE ED INTEGRALI. POSSONO ESSERE MESSE IN CAUSA O LIMITATE DA UNA ALTRA AUTORITÀ, CENTRALE O REGIONALE, SOLAMENTE NELL’AMBITO DELLA LEGGE.”

    “PER OGNI MODIFICA DEI LIMITI LOCALI TERRITORIALI, LE COLLETTIVITÀ LOCALI INTERESSATE, DOVRANNO ESSERE PRELIMINARMENTE CONSULTATE, EVENTUALMENTE MEDIANTE REFERENDUM, QUALORA CIÒ SIA CONSENTITO DALLA LEGGE.”

    “LE COLLETTIVITÀ LOCALI HANNO DIRITTO, NELL’AMBITO DELLA POLITICA ECONOMICA NAZIONALE, A RISORSE PROPRIE SUFFICIENTI, DI CUI POSSANO DISPORRE LIBERAMENTE NELL’ESERCIZIO DELLE LORO COMPETENZE.

    LE RISORSE FINANZIARIE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO ESSERE PROPORZIONATE ALLE COMPETENZE PREVISTE DALLA COSTITUZIONE O DALLA LEGGE.

    Queste sono solo alcune delle norme della  “CARTA EUROPEA DELL’AUTONOMIA LOCALE” che l’Italia ha ratificato con legge n. 439/1989

    E’ una vera Costituzione FEDERALE che non è più derogabile dalla legislazione italiana perché dal 1 dicembre 2009, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, essa è norma di fonte superiore alla Costituzione italiana (prima era legge sub costituzionale per quanto ignorata).

    Ho parlato più volte di questa carta, nel 2006 contro la Involution, nelle TV  nel 2007 e 2008, nel 2009 come candidato alla Provincia di Padova abbiamo fatto lo spot che indicava la norma (il link al fondo), ed anche al convegno dei Sindaci del 2007 ne ho parlato in pubblico, almeno fino a quando e Zanonato (PCI) non mi ha tolto il microfono. Anche da casa ho informato capi popopolo e movimento sindaci.

    Evidentemente Zanonato ha capito e vuole prendersi il merito della “Scoperta”, un vizzietto della sinistra che la meritocrazia non la capisce. Peccato però che la norma sia del 1989 , e quindi ci perdono la faccia destra e sinistra sul fatto che non è mai stata applicata.

    In base alla “carta”, un ente locale non può essere modificato nelle sue autonomie e competenze senza un referendum della popolazione interessata, ed ecco perché ho sollevato il punto che le province non si possono cancellare, e il governo si è adeguato.

    Adesso i sindaci vogliono “restituire” le competenze, ma nessuna norma “italiana” lo permette.  La Carta Europea invece lo permette in virtù del principio che “LE RISORSE FINANZIARIE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI DEVONO ESSERE PROPORZIONATE ALLE COMPETENZE PREVISTE DALLA COSTITUZIONE O DALLA LEGGE.”.

    Insomma, comuni, province e  regioni possono pretendere che si rispetti questo principio e a quanto pare i sindaci hanno adottato la linea Palmerini senza dirlo pubblicamente (chiaro che non mi fanno pubblicità!).

    In poche parole, il federalismo si sta facendo SENZA  LA LEGA, e io non mancherò di segnalare quelle regioni e quei sindaci che non invocheranno la carta per impedire  l’impoverimento dei propri cittadini.

    Adesso la Lega deve dimostrare che non lavora per la Mafia facendo rispettare questa legge europea, obbligatoria per il trattato di Lisbona.

    La “quadra” è una sola: tagliare gli sprechi delle regioni sprecone, che non sono solo al Sud.

    L’economista Ricolfi e il centro studi Nord-Ovest hanno documentato che 50 miliardi di Euro vengono saccheggiati, rubati dico io,  a certe regioni del Nord, principalmente nel Lombardo-Veneto per essere spese in regioni schiallaquone, specie le 2 sicilie.

    Se la Lega vuole il federalismo,  ora può, è al governo, è necessario fare i tagli ragionati, ha il sostegno dei sindaci e delle Regioni.

    Si cominci con il definire un costo standard medio di ciascun servizio pubblico
    si diano a ciascuna regione i soldi in base alla popolazione X costo medio di servizio ossia

    fondi regionali = costo medio di servizio per cittadino  X popolazione

    quindi non è messo in discussione servizi uguali e garantiti per tutti.

    Risultato ?
    Chi sperpera imparerà a risparmiare,
    chi ha risparmiato avrà più disponibilità di prima !

    Invece il Governo della Lega sta TAGLIANDO I FONDI A CHI E’ EFFICIENTE.

    La Lega Nord è al Governo perché i suoi elettori chiedono giustizia perequativa, sono stanchi di essere saccheggiati.

    Il Sacco è matematicamente dimostrato. Non vogliono l’autonomia per Roma, la sanatoria per Catania, Napoli ecc.

    Se la Lega  non farà nulla questa volta dopo 10 anni di governo, è evidente che la Lega è Romana e di fatto al servizio della mafia che saccheggia il nord.

    Ecco la carta Europea per l’Autogoverno degli enti locali http://venetie.in/?page_id=39

    Stampa e invia al tuo sindaco.

    Se vuoi un partito serio con cui lavorare, guarda http://www.venetie.in

    —————————————————–

    Video Carta Europea per le provinciali 2009 http://venetie.in/?p=49

    Intervento 2008 al Rappresentante Sindaci 20% http://www.youtube.com/watch?v=AZRipb9VkwM

    Carta Europea contro la Devolution – http://www.palmerini.net/blog/?p=12

    Carta Europea è il federalismo – http://www.palmerini.net/blog/?p=317

    Carta Europea contro l’abolizione delle Province http://www.palmerini.net/blog/?p=367

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    Caos Pesca? Colpa di Zaia!

    foto panorama Bondi,Galan,FormigoniAgli esordi parlamentari come ministro, Galan, estromesso dal feudo regionale Veneto, non perde occasione per rimpallare le responsabilità sul caos pesca.

    Ad una interrogazione dei social-liberali, Galan ha affermato che si sapeva dal 2006 che il 1 giugno 2010 ci sarebbe stato il cambio delle reti da pesca, ma non si è fatto nulla: non certo sua la responsabilità che non ci si è preparati.

    La stoccata implicita di Galan alla precedente gestione ministeriale di Zaia, sempre della maggioranza ma della Lega, è uno dei tanti episodi di regolamento di conti e di guerra fredda che si respira in veneto a seguito delle elezioni regionali, nelle quali Galan è stato estromesso per giochi di coalizione, anche se già al 4 mandato.

    E’ durata a lungo la guerra per il potere regionale, certo più ricco e reddittizio di un ministero povero come quello prima di Zaia e oggi di Galan.

    A causa di questa lotta lunga e faticosa per la presidenza della regione veneto già in campagna elettorale Zaia aveva promesso che una volta eletto avrebbe “pagato dazio” chi non era stato con lui prima del voto.

    Salito al potere, sebbene “sub judice” da allora nella amministrazione regionale si assiste alla estromissione degli uomini di Galan dai luoghi di potere. Con il risultato che perfino nei dibattiti pubblici gli uomini dell’ex potentato Galan e quelli del nuovo signore Zaia si accusano fra loro.

    E’ quanto appunto è successo anche oggi alla Camera, senza naturalmente che si dica il nome dell’affondato.

    Purtroppo però, mentre si assiste a questa spartizione e ripartizione del potere regionale, le aziende venete, comprese quelle della pesca, continuano a chiudere: record di fallimenti in Veneto nell’ultimo anno, +67%.

    Desolante inoltre vedere in TV la Camera praticamente vuota, circa 25 persone. Ma occorre dire che i ben 3 ministri presenti erano tutti veneti.

    Non si dica dunque che i veneti non hanno le mani in pasta a Roma
    perfino 3 ministri sono veneti.
    Non bastasse la Lega nord è al potere in mezzo nord, compreso il Veneto e ha molti ministri. Il resto del nord è quasi tutto PDL che ha anche il Capo del Governo, come del “nord” è il ministro dell’Interno. Ma allora, dov’è finito il federalismo? Quanti decenni ancora si deve aspettare?

    O forse il federalismo è impossibile a causa della Costituzione che rende impossibile governare, come dice Berlusconi?

    Forse per questo è meglio abrogare le province e quindi realizzare un ulteriore centralismo ?

    Oppure questi signori sono in tutt’altre faccende affaccendati ?

    C’è ancora speranza ? Un detto dice “Chi vive sperando muore cag….”

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    Il sistema del signoraggio spiegato da Italia 1 nella trasmissione Mistero.

    2 giorni prima di questa trasmissione ho accennato al problema del Signoraggio in diretta TV. Come altre volte per altro.

    Nella trasmissione Mistero di Italia 1 del 1 giugno si è a parlato del fatto che il denaro non esiste come “riserva”, non c’è oro nei forzieri, viene semplicemente stampato e addebitato al popolo, indebitandolo per un pezzo di carta che non vale nulla. Si dice che bankitalia non è la banca d’Italia, ma una banca privata. Essa “vende” il denaro allo Stato, che così si indebita e ci paga gli interessi, ossia noi veniamo asserviti.
    Ci racconta che Auriti provò a creare una moneta del popolo e fu bloccato dalla guardia di finanza.
    In sovraimpressione passa una scritta : la Cassazione ha recentemente affermato che il signoraggio, derivando da “convenzioni”, non può essere messo in discussione dal giudice italiano.

    Insomma si comincia a parlare nei grandi network del problema del Signoraggio, ossia della creazione di del denaro dal nulla. Io lo faccio da anni in questo sito, come lo fa l’amico Marco della Luna nel suo Euroschiavi.

    Quello che ancora non si percepisce è che la “vendita” del denaro dalle banche privata allo Stato è quello che ha creato il “debito pubblico”, che in realtà è un falso in bilancio, sanato recentemente da Draghi e Berlusconi.

    Sono cose che ho denunciato nel 2007 in una trasmissioni di Rosanna Sapori. Tutto il mondo è governato dall’economia del dollaro, e la recente crisi è servita in realtà a “unificare” sotto un unico comando la stampa del dollaro USA e dell’ Euro. Infatti anche l’Euro è stampato da una banca privata, che lo rivende agli Stati, defunti con il trattato di Lisbona in vigore dal 1 dicembre 2009.

    Nessuno Stato UE può farci nulla , ma può invece farci qualcosa lo Stato Veneto, che non ha aderito all’Euro e non può per statuto.

    Bene che se ne parli in TV, ma far spiegare queste cose a David Icke, cospirazionista scrittore, che mette il tutto nel dominio degli illuminati, cioé i Rotschield, secondo lui risalenti ai faraoni egizi, ed in realtà ALIENI, mi sembra svilire il contenuto. E’ il cosidetto “debunking” per rendere il contenuto tema controverso portato avanti da paranoici, quindi non più spendibile politicamente. Inoltre il tutto era seguito da uno servizio sui Vampiri umani…….

    Vale comunque la pena vederlo.

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    Economia e unità d’Italia in TV

    I fallimenti in veneto nell’ultimo anno sono TRE VOLTE TANTO quelli dell’anno prima.

    Il sistema veneto comincia a collassare sotto il peso dell’Italia.

    L’economista Ricolfi ha documentato invece la grande sparizione di denaro pubblico che avviene in molte regioni del Sud (ma non in tutte) ed in alcune regioni del Nord: i veneti sono fra i più virtuosi, diciamo così, “rubano” meno degli altri, ma pure corrompono meno.

    Ma è immorale sopravvivere ad un regime occupante  che porta via il 90% del prodotto veneto?

    Ci sono anche i dati dell’agenzia dell’Entrate a documentare che  l’evasione fiscale regionale in italia tocca a volte il 90% dell’imponibile (Sicilia e Calabria), cioé quasi tutto si fa a nero, mentre il Veneto è al 35% sui dati Irap. Ecco la pagina.

    Adesso anche economisti come Panebianco dichiarano che il vero problema dell’Italia è l’evasione fiscale del Sud,  ma dice anche che nessun governo può metterci mano senza condannarsi a perdere le elezioni. Ecco perché si parla sempre più di governo tecnico.

    Sembrano frasi lette dal mio sito dove scrivo queste cose da anni, ma dove dico anche che il Sud piuttosto che pagare le tasse fa la secessione.

    L’evasione fiscale in certe regione mina l’unità d’Italia perché la rende ingiusta ed ingiustificabile,  e la manovra finanziaria non colpisce questo problema di fondo.

    Anzi, crea le premesse perché l’economia vada ancora peggio, mentre come avevo previsto anche  la  crisi economica già diversi anni fa,  un’altra peggiore ne è in arrivo, perché arriverà quando le risorse storiche saranno finite e la parte sana e produttiva del paese sarà prostrata.

    Tutto questo giustifica e rende necessario l’autogoverno delle Venetie, ancora di più del diritto naturale e di legge  all’autogoverno. L’alternativa è una italia unita ridotta all’emigrazione, alla povertà, alla schivitù del debito pubblico per generazioni.

    In questa trasmissione televisiva si parla di questo ma anche di Signoraggio, Cina, economia e finanza, il ruolo delle Venetie, l’Autogoverno e l’Europa.

    Ecco la trasmissione in versione integrale

    Sintesi senza interlocutori

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    Prima parte Seconda Parte

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    Olimpiadi, intercettazioni, finanziaria su Telenuovo

    Per la versione integrale clicca qui : www.oltremedia.info

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    Palmerini su Telenuovo 20 maggio 2010

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    la Sicilia a rischio fallimento Il Tempo – debito rischioso come uno Stato

    Il Tempo – Politica – Debito troppo rischioso la Sicilia a rischio fallimento.
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    DOGE & BORDELLO
    Doge e Bordello, così l’Economist sintetizza l’unità d’Italia che noi abbiamo appena cominciato a celebrare. Il settimanale inglese auspica per il Centro-Nord una nuova alleanza regionale, una confederazione e aggiunge che l’ideale sarebbe che fosse guidata “da un Doge di Venezia”. “Il resto d’Italia da Roma in giù – scrive – sarebbe separato dalla penisola e andrebbe riunito alla Sicilia, così da formare un nuovo Paese, chiamato ufficialmente Regno delle Due Sicilie, ma soprannominato Bordello”. Bordello? Si proprio così.

    E’ ormai diventato un cult la nuova piantina dell’Europa ridisegnata dall’Economist in base alle affinità tra nazioni e alla loro situazione economica. Non manca, ovviamente, la dose di humor inglese per cui la Gran Bretagna per prima, coi suoi conti pubblici sconquassati, viene ricollocata giù a livello del Mediterraneo, mentre la Svizzera schizza all’insù nella penisola scandinava.

    Ma l’umorismo serve ad evidenziare l’amara realtà emersa con la crisi dell’euro: cioè la pretesa assurda e insostenibile di tenere uniti sotto un’unica moneta Paesi con conti pubblici, produttività, welfare e serietà assolutamente diversi. Il Bordello, cioè il nostro Sud – sempre secondo il settimanale inglese – “potrebbe formare una unione monetaria solo con la Grecia e con nessun altro”.

    Meridione e Grecia sono proprio un Bordello, se non identico, molto simile: posti pubblici a profusione, produttività in declino costante,

    economia in nero che dilaga, pareggio di bilancio questo sconosciuto. Altrettanto innegabile è che il Pil pro capite del Centro-Nord è superiore a quello della Francia e appena inferiore a quello tedesco.

    Tra Nord e Centro c’è una differenza minima: oltre i 30 mila e sopra i 28 mila, mentre al Sud e isole precipita a 17 mila euro.( Al punto che diventa arduo perfino pensare ad una unione monetaria del Bordello con la Grecia il cui Pil pro capite è a 23.100 euro). Mentre l’unità tra Doge e Bordello può continuare solo a patto che il primo continui (e riesca, e voglia) finanziare il secondo…

    Avendo chiaro ciò che sta confermando la stessa crisi dell’euro degli ultimi giorni: l’intervento finanziario, il prestito, è solo una misura tampone, magari necessaria di fronte all’emergenza, ma che non ha mai risolto né mai risolverà problemi che restano strutturali; cioè legati alla produttività, al controllo della spesa, al rigore di un Paese.

    Se io spendo più di quello che guadagno, posso anche ricorrere ad un prestito per evitare nell’immediato il fallimento. Ma non serve a nulla se continuo come prima. Bisogna che riesca a guadagnare di più oppure a spendere meno; altrimenti il crack è solo rimandato. Non sarà una valutazione macro economica, sarà solo il conto della serva: però vale per gli individui, per gli Stati e…perfino per i Bordelli.

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    proposte per salvare il veneto dal collasso economico

    La fine della cassa integrazione per circa 200.000 persone porterà a una ulteriore riduzione dei consumi, con il risultato che ulteriori aziende chiuderanno.

    A questi disoccupati ufficiali vanno ad aggiungersi le molte migliaia di partite IVA e precari che oggi sono a casa a non fare nulla, ma non risultano disoccupati, e nemmeno guadagnano, ma consumano le riserve.

    La situazione dell’economia vedrà presto molti fallimenti, ulteriore disoccupazione, moti sociali.

    Anche la classe politica  veneta non sta proponendo NULLA per risolvere i problemi.

    Ho lanciato dagli schermi di Telenuovo una serie di proposte.

    1) L’autogoverno fiscale delle Venezie è possibile fin da subito applicando l’articolo 2 della Legge costituzionale n.340 del 1971, insieme con altre leggi.
    Se non si applicherà questo strumento subito, l’economia arriverò “alla canna del gas”

    2) una banca amministrata dalla regione veneto che metta in circolo una moneta locale, in modo da far circolare produttori e consumatori su un binario parallelo a quello dell’Euro

    3) investire con la nuova moneta ed in autogoverno non solo in infrastrutture, ma sopratutto in formazione, servizi, tecnologia

    4) inceneritori a ZERO EMISSIONE che sono una tecnologia disponibile e già in fase di attuazione in Olanda

    Ho chiesto la convergenza di tutte le forze politiche sopratutto sulla moneta locale.

    E gli altri cosa dicono ?

    La realtà chiede SOLUZIONI IMMEDIATE. Non credere alle promesse.

    Ecco il video con le mie dichiarazioni

    Palmerini su Telenuovo 01 febbraio 2009

    [youtube Sqb-ipow128]

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