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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 8:19 pm
  • Riproduzione riservata
  • Giornata mondiale contro il fumo

    Almeno fino ad oggi, la cosa migliore che ho fatto quest’anno è smettere di fumare.

    Ci ho pensato per mesi prima di farlo, perché ci vuole volontà per farlo, inutile cominciare se non si è deciso, sebbene qualche giorno o mese senza fumo sono comunque qualcosa.

    Sapendo che un fumatore avrà voglia per tutta la vita, ma sempre più di rado, ho colto l’occasione dell’influenza di stagione per smettere

    Dopo una sola settimana la lotta non è più con la nicotina, ma con noi stessi, con le abitudini e il vizio.
    E’ sempre una lotta anche fumare, una lotta con noi stessi, dove vince sempre la sigaretta.

    Una immagine scansionata da sigarette brasiliane, può far riflettere.
    Bambino malato

    Ce ne sono altre qui http://www.oltremedia.info/displayimage.php?album=5&pos=0

    Il fumatore quale mi ritengo io (che non fuma più), ma anche quello occasionale, deve sapere non è fumare 30 anni che fa morire di cancro.
    Ogni sigaretta è come la roulette russa, provoca delle lesioni di DNA che quasi sempre vengono eliminate dal sistema immunitario.

    Quasi, può essere la prima come la milionesima sigaretta quella che fa venire il cancro.

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    Il centro destra veneto E’ IN CALO : ecco i dati

    Questo post si riferisce a elezioni amministrative del 2007 (aggiunto nel maggio 2008).

    La lettura dei risultati elettorali che è venuta dai politici e dai giornale è molto simile a quelle degli anni ‘80, ossia è falsa e tendenziosa.
    La verità che emerge dai dati è invece che il veneto è sempre più scollato dai partiti italiani , con un centro sinistra in tracollo e un centro destra che ha iniziato il declino in modo evidente.
    Cominciamo dalle provinciali di Vicenza.
    Il centro destra è passato dal 57,021 % del 2002 al 59,962 % del 2007, ma la vittoria del centro destra non è dovuta ad un successo della coalizione, perché dei 231.241 voti del 2002 ne sono rimasti 222.865 con una perdita del 3,9%.
    E’ stato piuttosto merito del tracollo del centro sinistra che è passato dal 35,056 % del 2002 (142.168) al 17,191 % del 2007 (63.896 voti) con una perdita del 50% nel numero di voti presi! Nessun merito per il centro destra dunque.
    Andando a leggere i voti e non le percentuali, si registra un generale calo del centro destra, di sicuro in Veneto.
    Nelle elezioni comunali di Belluno il centro destra non ha fatto meglio che a Vicenza perché i maggiori voti della coalizione derivano dal fatto l’UDC stavolta non ha corso da solo come invece nelle elezioni precedenti.

    Passiamo ai comuni più piccoli.

    A Thiene (VI) il centro destra registra un forte calo, passando dal 61,672 % del 2002 (7.426 voti) al 34,999 % del 2007 (4.111 voti). Ma questo è sufficiente per vincere su di un centrosinistra in disfatta che passa da 4.121 voti (34,224 %) a 3.508 voti (29,865 % ).
    Stessa cosa a Conegliano, dove da 12.633 voti del 2002 (61,570 % ) il centro destra raccoglie solo 10.14 voti (54,629 %) perdendo dunque ben il 20% del consenso reale.
    A Cittadella (PD) il centro destra è stato pesantemente punito passando da 5.497 voti (49,137 %) del 2002 a soli 1.864 (15,056 % ) del 2007, ma il candidato che vince non è di centro sinistra, è il sindaco della “Festa dei Veneti”.
    Anche a Montebelluna il centro destra ha perso consensi sebbene il forte candidato.

    A Chioggia, il centro sinistra (uscente) registra soli 12.941 voti (40,404 %) contro i 19.079 del 2002 (56,555 % ) ma il centro destra non vince lo stesso e cala da 13.208 voti del 2002 (39,152 % ) a 12.093 (37,756 % ).
    A Caorle restano vincenti le liste civiche e la Lega al palo del 12%.

    Il generale panorama veneto è di tracollo del centro sinistra e di scivolamento in giù e di centro-destra.

    L’unica eccezione che ho riscontrato a questo quadro è Verona
    dove il candidato Tosi ha ottenuto un ottimo risultato personale con la sua lista che prende l’8% aumentando il successo del centro destra, ossia il numero di votanti reali del 50% rispetto alle elezioni comunali precedenti. Questo è un risultato che è tanto più importante in quanto l’affluenza alle urne a Verona è stata maggiore delle elezioni precedenti. Magari avrà anche contato che il sindaco uscente di centro sinistra è fuori (dal contesto) ed ha affermato che i veronesi non hanno capito nulla del livello di grandezza a cui voleva portare la città (mi ricordano le frasi di Mussolini).
    Ma nel complesso dire che il centro destra ha vinto le elezioni è una baggianata, semmai ha perso poco rispetto al centro sinistra, a parte il successo personale di Tosi, che per altro è della Lega.

    Insomma, il veneto è sempre più in fermento, e se per il centro sinistra è un tracollo, per il centro destra è iniziato il declino più che evidente.

    Naturalmente non si può ammettere pubblicamente che il veneto ha cominciato la sua strada, anche perché la domanda è: quale strada ha intrapreso il veneto?
    La lega si rafforza ? No, solo Tosi

    Altri partiti autonomisti si rafforzano ? No

    Sembra che l’elettorato veneto si sia solo ulteriormente stufato, e abbia capito che in fin dei conti vale la pena votare solo se il candidato è valido, altrimenti si finisce delusi come quelli di sinistra che hanno visto tradite tutte le promesse ricevute in un solo anno.

    Evidentemente manca un leader che faccia vivere al veneto un momento di vitalità e di speranza per il futuro e nell’attesa vengono tutti bocciati seppur qualcuno bisogna pur eleggere per la normale amministrazione, il meno peggio.

    Ma io non canterei vittoria e conterei i votanti più che le percentuali.

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    Le prove che il Referendum del 1946 è nullo

    Certamente l’Italia non è legalmente una repubblica. Ora è provato dai documenti allegati, che sono le GAZZETTE UFFICIALI
    Sono un estratto del Decreto Luogotenenziale di indizione del Referendum per la forma di stato , il quale stabiliva le modalità del voto, ma anche dove. Fra i vari collegi ve ne era uno per la terra di Dalmatia con Zara, ma anche l’Istria era compresa fra le terre della Venetia. ( Clicca qui ingrandire MOLTO l’immagine dei collegi)

    collegi1946.gif

    Erano territorio legalmente italiani, ma dato che i territori della Venetia erano occupati da Alleati, Titini ecc , si fece un decreto in cui i collegi elettorali vennero momentaneamente sospesi, MA CON LA CHIARA INDICAZIONE CHE ESSI DOVEVANO VOTARE IN SEGUITO APPENA RISTABILITO L’ORDINE. ( Clicca qui ingrandire MOLTO l’immagine del decreto)Decreto di rinvio dei collegi occupati

    Fra i territori che non poterono votare contiamo Bolzano, Udine (con Pordenone), la Venezia Giulia con l’Istria, Zara con la Dalmatia.
    Ma dopo soli 9 mesi la neonata Repubblica Italiana cedette cedette Istria e Dalmatia alla Jugoslavia, e non fece mai votare Bolzano, Udine, Pordenone e Trieste. Era certo infatti che essi avrebbero votato per la monarchia ribaltando il risultato.
    In pratica, dato che MILIONI DI PERSONE AVENTI DIRITTO NON HANNO POTUTO VOTARE, il referendum del 1946 non è valido per conoscere la volontà del popolo, e quindi E’ NULLO giuridicamente.
    O meglio, non è ancora terminato , ma essendo impossibile il compimento, e’ nullo , ( a meno che Istria e Dalmatia non tornino italiane e votino).
    Tutto ciò rivoluziona i rapporti giuridici fra l’attuale Stato e i suoi cittadini.
    Lo Stato “Repubblica Italiana”non rappresenta i cittadini italiani, anche quelli di Istria e Dalmatia, ma in pratica tutta la Venetia .
    La stessa Costituzione Italiana non vale, in quanto l’assemblea costituente non era completa dei territori veneti, quindi i costituenti non rappresentavano l’intero popolo.

    Perciò, la Repubblica Italiana NON ESISTE legalmente, è un mero fatto senza legalità, ed è un fatto certo non discutibile in base ai decreti legge .
    Scriverò sulle conseguenze giuridiche di questo, ma per intanto e’ costituito nel Tribunale del Popolo Veneto la rappresentanza legale del popolo della Venezia Giulia.
    Loris Palmerini Tribunale del Popolo Veneto
    PS: vi consiglio di fare una ricerca in internet con repubblica italiana referendum 1946

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    A questo punto vanno arrestati i sindaci del napoletano

    spazzatura.jpg

    L’emergenza spazzatura nel Napoletano richiede provvedimenti d’urgenza e pesanti.
    Solo un pazzo incompetente puo’ ritenere che la spazzatura possa restare lì altri 10 giorni con questo caldo : si rischiano il colera, varie epidemie, o la diossina se continuano i roghi.
    La giustificazione che non esiste un luogo per lo smaltimento non può giustificare la non azione dei sindaci che sono obbligati dalla legge.

    Secondo il “Testo unico delle leggi sull’ ordinamento degli Enti Locali” “D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 “, all’art.50 si legge

    “5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. “
    I sindaci possono e devono requisire un terreno nel loro comune, accumulare la spazzatura e coprirla con la terra o la calce viva.
    Non si può aspettare niente e nessuno, ne va della salute pubblica.
    Se non operano, si deve arrestarli per tentata strage, commissariare il comune e provvedere in sostituzione. Se non i sindaci il prefetto, se non il prefetto il Presidente della Regione, se non il Presidente della Regione il Commissario dello Stato, e altrimenti il governo direttamente, o il ministro della Sanità.
    Se nessuno provvede si dimostra la non esistenza dello Stato o meglio il governo della mafia che da questa zozzeria ci guadagna a danno dei Napoletani, e non solo.

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    Trentino al referendum sulle annessioni

    Sovramonte, Asiago, Cortina, forse anche Verona, Rovigo e un domani magari Padova: tutti vogliono andare col Trentino, perché i benefici economici della loro Autonomia sono indispensabili alla sopravvivenza delle comunità venete.

    Voglio dire chiaramente che la colpa di tutto questo è di Galan, del suo vice Zaia e di tutta la classe politica veneta che non porta a casa nulla da 20 anni.

    Come il sindaco di Sappada, anche io aspetto che Galan salga sul Campanile, ma non per dichiarare l’Autonomia, bensì “l’Autogoverno del Popolo Veneto ” che è LEGGE INAPPLICATA (art.2 L.n340 del 1971).

    Ma non credo che un militante in Forza Italia (ex) dipendente di Berlusconi non lo farà mai, perché anche le frequenze TV andrebbero ai veneti . Ponte Radio
    QUESTI REFERENDUM VENETI SONO DEL TUTTO INUTILI !

    Infatti, secondo la “Carta per le Autonomie Locali” la comunità del Trentino ha diritto a sua volta a fare un referendum per accettare variazioni del proprio ambito territoriale.

    ARTICOLO 5 TUTELA DEI LIMITI TERRITORIALI DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI
    - PER OGNI MODIFICA DEI LIMITI LOCALI TERRITORIALI, LE COLLETTIVITÀ LOCALI INTERESSATE, DOVRANNO ESSERE PRELIMINARMENTE CONSULTATE, EVENTUALMENTE MEDIANTE REFERENDUM, QUALORA CIÒ SIA CONSENTITO DALLA LEGGE.

    Ovvio che il referendum dei Trentino è possibile e quindi obbligatorio.

    l’Italia si è impegnata a rispettare la Carta che impone il referendum nella sua INTEGRALITA’ .

    Ovvio che i Trentini diranno no all’incorporazione di tanta e tale gente e territorio da togliere loro ogni beneficio e da cancellare la propria identità di ex principato vescovile.

    Achille Variati ha allora fatto sapere che il Governo Italiano sta creando un fondo di perequazione per togliere fondi al Trentino e darli ai Veneti.

    Anche questo è contrario ai principi della Carta sulle Autonomie suddette :

    ARTICOLO 9 RISORSE FINANZIARIE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI

    5 . LA TUTELA DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI FINANZIARIAMENTE PIÙ DEBOLI RICHIEDE LA MESSA IN OPERA DI PROCEDURE DI PEREQUAZIONE FINANZIARIA O DI MISURE EQUIVALENTI, DESTINATE A CORREGGERE GLI EFFETTI DI UNA
    RIPARTIZIONE IMPARI DI FONTI POTENZIALI DI FINANZIAMENTO, NONCHÉ DEGLI ONERI LORO INCOMBENTI. DETTE PROCEDURE O MISURE NON DEVONO DIMINUIRE LA LIBERTÀ DI OPZIONE DELLE COLLETTIVITÀ LOCALI NEL PROPRIO
    SETTORE DI RESPONSABILITÀ.
    (Fino a qui darebbe ragione a Prodi , ma …. )

    6 . LE COLLETTIVITÀ LOCALI DOVRANNO ESSERE OPPORTUNAMENTE CONSULTATE PER QUANTO RIGUARDA LE MODALITÀ DELL’ASSEGNAZIONE, NEI LORO CONFRONTI, DELLE RISORSE NUOVAMENTE DISTRIBUITE.

    Ancora un referendum necessario per ridurre i vantaggi fiscali del Trentino!

    Ma penso che l’Italia tenterà comunque lo scippo al Trentino, il quale potrà solo appellarsi alla annessione illegale e minacciare l’indipendenza per conservare la propria gestione.

    In pratica allo Stato non resta che tagliare parassitismo e sperperi per ridurre il prelievo ai veneti . E questo farà un pandemonio al sud, specialmente quando si andrà a toccare il lavoro nero e dunque gli incassi della Mafia. So che la maggior parte del popolo meridionale sarebbe felice di vivere nella legalità e dunque non sto pensando alla Bossi.

    Ma è tempo di dire che le Autonomie speciali in realtà Dipendono dallo Stato Italiano, e siccome lo Stato è in bancarotta e i Veneti non possono più sostenere ne gli uni né gli altri, le Autonomie non possono pensare di gravare sulle casse degli altri: siano Autonomi per davvero.

    Scopriranno che piuttosto di italiani senza privilegi conviene diventare Stati Indipendenti come Lichtenstein e Lussemburgo.

    In pratica allo Stato non resta che tagliare parassitismo e sperperi per ridurre il prelievo ai veneti , ma non lo può fare per questioni di consenso al Sud.

    Ma in fin dei conti, dato che moneta, esercito, economia e politica internazionale sono ormai cose gestite dall’Europa unita , perfino il funzionamento dell’amministrazione, i diritti civili, le autonomie locali …. a cosa serve un Governo Italiano in una Europa unita ?

    L’Italia è un dannoso orpello del passato, al limite un costo del tutto inutile in Europa.

    http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ListeDeclarations.asp?NT=122&CV=1&NA=&PO=999&CN=999&VL=1&CM=9&CL=ITA

    Loris Palmerini

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