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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 7:54 pm
  • Riproduzione riservata
  • Le epurazioni in Istria:Antifascismo usato per coprire i crimini Titini

    A detta dell’ Arcivescovo di Zagabria,  cardinale croato Josip Bozanic, l’antifascismo Croato maschera la pulizia etnica Titina.

    http://www.venexie.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8468

    Tutto condivisibile, ma non bisogna dimenticare che i Croati Ustacia, durante la guerra, erano alleati dei fascisti e dei tedeschi, condividendone la filosofia e le azioni, lasciandosi andare a genocidi altrettanto gravi.

    Mi chiedo: se le terre “ripulite” sono oggi nelle mani di chi non è finito a Norimberga per uno scherzo della “politica” , che senso ha la storia ? E la parola “giustizia” ? Ancora, con che legittimità i fascisti di ieri, italiani e croati, discutono oggi della questione risarcimenti su terre che loro stessi hanno martoriato insieme ai comunisti ?A quando il processo sui genocidi commessi nella seconda guerra mondiale ? Valgono solo quelli di Bosnia ?

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    Arriva il crack. Come previsto.

    Sono circa 2 anni che annuncio pubblicamente che ci sarà una grave crisi dei mercati ed il crack dell’economia italiana con la probabile disintegrazione della Repubblica.

    Non sono un veggente, e nemmeno un nobel per l’economia. Semplicemente mi sono informato, studiando, alcuni fenomeni, ed il risultato è che tutto converge a una crisi della quale nelle scorse settimane abbiamo visto solo il preludio.

    Quali sono i fattori che determineranno la crisi ? Il primo dei fattori è che essa è voluta e programmata da un potentato che alcuni indicano nel gruppo “Bilderberg”. Questi signori fanno riunioni segrete e non pubbliche nelle quali affermano di discutere dei problemi del mondo alla ricerca di una soluzione. Peccato che facciano di tutto per tenere nascoste queste riunioni e soprattutto quello che in esse si dice.

    A queste riunioni hanno partecipato anche Romano Prodi e molti altri uomini di stato di destra e sinistra. Puntualmente, dopo le audizioni, essi salgono al potere di importanti istituzioni internazionali o al governo di Stati.

    Attualmente al Governo d’Italia siedono molti personaggi che sono in torta con il Gruppo Bilderberg ma anche sono stati “consulenti” di alcune società gravemente implicate nel crollo finanziario americano.

    Questa mistura di conflitti di interessi e finanza è un elemento che parla di una possibile gestione voluta e programmata della crisi in arrivo.

    Ma la tematica della creazione della moneta dal nulla, ossia del Signoraggio, è un altro importante fattore che ci indica un sistema occulto di governo dell’economia mondiale che poi finisce con il produrre delle crisi finanziare abbastanza programmate. Per chi non lo sapesse, la questione del “Signoraggio” è quella per cui il Dollaro e molte monete vengono stampate senza che ad esse corrisponda alcuna metallo prezioso messo in riserva. In pratica Fort Knox è vuoto rispetto ai dollari stampati. Se ne accorse per primo De Gaulle nel 1971.

    Ma la questione è sempre sotto i nostri occhi. Pochi mesi fa nei giornali si rideva del fatto che un certo Principe africano avesse deciso di arricchire i propri sudditi semplicemente stampando e distribuendo banconote. Ebbene, non solo è quello che hanno fatto negli ultimi 40 anni la Federal Reserve americana e la Banca d’Italia. E’ anche quello che fa la Banca Centrale Europea con l’Euro. Tutte queste che ho elencato sono banche di PROPRIETA’ PRIVATA, e non degli stati.

    Se guardiamo al fatto che la recente crisi delle borse è stata risolta attraverso la “immissione” di centinaia di miliardi di Euro e Dollari nel sistema finanziario, siamo di fronte al fatto che quelle stesse banche private hanno dato agli operatori e alle banche collegate tonnellate di nuovi bigliettini stampati di Dollari ed Euro , senza che ad essi corrispondesse il benché minimo debito delle Banche che li hanno stampati e messi in circolo . Pazzesco no?

    E non pensi, tu che leggi, che automaticamente le tue banconote, quelle che hai in tasca o in banca, hanno perso di valore ?

    L’enorme inflazione che ne verrà sarà catastrofica, e impoverirà tutto il mondo.

    Ma è una storia vecchia. Noi paghiamo un sacco di tasse per ripianare il gigantesco debito pubblico. Ma anche il debito pubblico italiano è un falso in bilancio della Banca d’Italia!

    La Banca d’Italia per anni ha stampato banconote (in lire) mettendo il valore nominale a debito dello Stato Italiano, cioè i cittadini italiani. Ma la Banca d’Italia non aveva nessun valore in cassaforte per quelle banconote, né ha mai dichiarato al fisco italiano i guadagni da questa lucrosa stampa di biglietti a costi irrisori per lei.

    Come me, molti hanno denunciato questi fatti nel corso del tempo, ormai sono secoli che questo avviene e si sa per bene come funziona . Grazie ad internet ora lo sai anche tu che leggi. Se ti informi trovi in internet moltissimo materiale sul signoraggio e su tutto quanto ho detto. Io ho comunque trovato molto semplice ed istruttivo il libro dell’amico Marco Della Luna dal titolo “Euroschiavi”.

    Per tornare al crack, anche leggendo il libro “Il crollo economico del 2006-2007″ di M.W Mandeville, mi sono fatto l’idea che il crollo è tanto probabile quanto il fatto che un oggetto lanciato in aria tornerà poi a cadere ( a meno che non sia un razzo).

    Nella migliore delle ipotesi, se la crisi è invece provocata da una ciclicità scientifica dell’economia, anche in questo caso è tempo di una crisi secondo Mandeville. Ripeto, anche qualora non ci fosse una volontà di provocarla ma solo una specie di regola scientifica, dalla tabella delle ciclicità delle crisi mondiali si capisce che è imminente una crisi.

    Ciclo Economico di Cayce Ma ci sono anche altri segnali che mi hanno fatto annunciare la crisi con largo anticipo.

    Per esempio la continua caduta del valore del dollaro, che ha perso il 40% del suo valore rispetto all’Euro in pochi anni.

    Si deve sapere che solo in dollari si può comperare il petrolio. Gli stati che hanno tentato di vendere il petrolio in Euro negli ultimi anni sono stati oggetto di colpi di stato o di guerra. Chiavez fra di essi, fino a quando non si è rassegnato a fare del baratto.

    Cosa succederebbe se il petrolio si potesse comperare in Euro o in Rubli ? Un tale evento produrrebbe il collasso dell’economia americana che non potrebbe più stampare dollari senza controvalore.

    E’ un caso o dipende da questo che la Russia vuole il petro-rublo al posto del petro-dollaro ? Che sia casuale ?

    Se il dollaro non è più la moneta che fa da controvalore, si ritiene che si debba tornare all’oro e ai metalli preziosi. Forse è per l’oro che hanno in riserva che lo Yen ed il franco svizzero aumentanomantengono di valore ?

    Che sia un caso che l’oro ha enormemente aumentato il suo valore mano a mano che il dollaro lo perdeva nei confronti delle altre monete?

    Non sono un veggente, semplicemente uno che ha annunciato un evento altamente prevedibile e probabile.

    Torniamo a noi. Ogni volta che gli interessi bancari sul dollaro aumentano , in Italia si apre un problema di debito pubblico che aumenta, perché gli interessi che aumentano di conseguenza si mangiano le risorse.

    Sebbene le tasse siano aumentate, enormemente quelle locali, e lo stato si stia mangiando il pane delle famiglie, il debito pubblico continua ad aumentare. Si finisce che i giovani sono senza futuro o con un futuro da vecchia Albania.

    I tassi di interesse aumenteranno per certo. E che cosa succederà all’Italia ?

    L’Italia, grazie al debito pubblico fasullo, è certamente la prossima migliore candidata ad una crisi di tipo argentino. Sarà fra le prime vittime della crisi già iniziata.

    Che cosa fare per salvare i propri beni? Secondo me, per chi ha denaro, può ridurre il rischio con un mix di investimenti differenziato e in buona parte fatto su operazioni ed immobili all’estero.

    Chi ha seguito il consiglio di comperare oro 2 anni fa, oggi ha il valore raddoppiato nelle mani.

    Per gli altri, sangue e dolore, se non si attuano politiche di sopravivvenza in vista del crack.

    Per sopravivvere, è meglio liberarci da questo governo burattino dei banchieri usurai che certo non frenerà la grande speculazione.

    Conviene sapere e capire che l’Italia è uno Stato di loro proprietà: se la sono fatta pagando un generale che distruggesse gli stati precedenti.

    Il futuro sta nella capacità di ragionare e pensare in termini non italiani: l’Italia è finita, con gli italiani ancora da fare.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg

    http://en.wikipedia.org/wiki/Fort_Knox

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    Ma quale auto ad idrogeno !

     HindenburgTempo fa sono circolate diverse petizioni per avere l’idrogeno distribuito in sostituzione del petrolio. Ed è da molti anni che comici (e non) ci dicono che l’auto ad idrogeno è la soluzione del futuro. Perfino molte case automobilistiche come BMW hanno in catalogo un’auto ad idrogeno.

    La Regione Lombardia, per promuovere questa tecnologia, spese un sacco di soldi per fare un distributore di idrogeno , ma di fatto venne usato pochi giorni soltanto per la dimostrazione stampa. Anche Jeremy Rifkin si sbraccia per la questione idrogeno.

    Insomma non c’è dubbio che in molti hanno pensato di poter così finalmente ridurre l’inquinamento, e cercano di convincerci che è LA soluzione, anzi, l’unica degna di essere ascoltata.

    Ed invece è falso, e basta poco sforzo per informarsi e capirlo.

    L’idrogeno è oggi usato in un gran numero di operazioni chimiche, ma viene ricavato
    principalmente dal carbone e dal petrolio.
    L’idrogeno si produce attraverso la “scomposizione” dell’acqua in idrogeno ed ossigeno.

    (aggiunta del 28/11/2007) Il processo di trasformazione dell’acqua (H2O) in ossigeno (“O”) e idrogeno (i due “H” ), si chiama elettrolisi e si compie con la semplice energia elettrica. L’ energia elettrica può venire da qualunque fonte, compresi i pannelli solari, o generatori eolici, o il nucleare, ma essa viene consumata per trasformare l’acqua o (in un certo senso) “accumulata” in forma di idrogeno, che può essere riutilizzato nei modi industriali.

    Per questo motivo l’idrogeno non è una “fonte” di energia, ma un semplice “vettore” di energia che deriva dal consumo di altra energia. Il problema è : da dove prendiamo quella energia che poi “immagazziniamo” nell’idrogeno?

    Per produrre l’idrogeno si usa oggi principalmente petrolio e metano. E se ne consuma di più per accumulare l’energia in forma di idrogeno che non usando direttamente il petrolio nella combustione. Infatti ogni “trasformazione” dell’ energia ne fa perdere una parte. Si perde energia per fare l’ elettricità dal petrolio (o metano), e si perde energia quando l’elettricità viene usata nell’elettrolisi per produrre idrogeno .

    Fino a quando si usano i combustibili fossili per produrre idrogeno, il bilancio finale dell’uso dell’idrogeno sarebbe dunque un maggior consumo di essi, perché si perde energia nella trasformazione. E sappiamo che essi cominciano ad essere scarsi.

    Certo, potremmo usare anche dei pannelli solari per produrre energia elettrica e usarla per accumulare idrogeno. Oppure delle centrali nucleari.

    Possiamo usare pannelli solari o quanto altro per produrre l’idrogeno dall’acqua. Ma la produzione scarsa di idrogeno che possiamo così ottenere non è sufficiente per alimentare un’auto. E comunque, perché consumare quell’idrogeno in nuovi veicoli a motore, invece che semplicemente usarlo per scaldare casa ?  In questo modo l’idrogeno servirebbe per quello che effettiva è, una specie di “accumulatore” di energia che invece oggi, chi ha i pannelli solari, da all’Enel in cambio di uno sconto (forse). Ma anche in questo caso l’idrogeno non serve, non è la soluzione più adatta e sicura per l’accumulo di energia  se la si confronta con l’aria compressa.

    E’ inutile pensare di investire in un sistema di automobili ad idrogeno. Perché oggi non avremmo abbastanza idrogeno da fornire ed inevitabilmente finiremmo con l’usare il petrolio per fare l’idrogeno necessario.

    Limitiamo l’uso dell’idrogeno agli usi domestici

    Forse si riuscirà presto a produrre sufficiente idrogeno dalle bio masse di alghe verdi (vedi questa pagina)

    Fatto questo (ci vorranno forse 50 anni) potremmo allora anche pensare di accumulare tanto idrogeno da poterlo usare nella trazione delle automobili e pensare di sostituire le automobili a combustibili fossili. Ma nel frattempo probabilmente si saranno diffuse le ben più economiche e sicure auto ad aria compressa.

    Per ora ( i prossimi 50 anni!), parlare di auto a idrogeno come soluzione, vuol dire solo sviare l’attenzione dal problema dell’origine dell’energia, e inquinare il mondo con le automobili rottamate invece di scaldare semplicemente gli edifici e così cominciare a ridurre veramente il consumo di combustibili fossili. (fine aggiunta del 26-11)

    In pratica, la famosa auto ad idrogeno non inquina in città, ma inquina là dove si produce l’idrogeno perché viene utilizzato il petrolio. Ed anzi consuma più petrolio ed energia per poter usare l’idrogeno come vettore.
    Per altro, per produrre l’idrogeno si devono fare dei grandi impianti. Si è parlato più volte di fare il più grande polo di produzione di idrogeno a Marghera, vicino a Venezia. In pratica tutto l’inquinamento auto d’Italia verrebbe rilasciato in atmosfera a 5 kilometri da Venezia, distruggendone i monumenti . Marghera per altro è già la zona con il più alto tasso di tumori d’Europa.

    Ma a parte il non senso di non cambiare nulla a livello di inquinamento globale, le auto ad idrogeno richiedono un nuovo sistema di distribuzione del carburante, quindi nuove stazioni, nuove automobili, nuovi impianti …. soprattuto la sostituzione completa di tutto il parco macchine. Ma abbiamo idea di quanto inquinerà questo inutile cambio di tecnologia ?

    Il grosso dell’inquinamento una automobile non lo produce quando viene usata, ma quando viene smaltita.

    Io mi chiedo quale conoscenza abbiano quelli che da anni propongono le auto ad idrogeno, magari mettendosi a respirare il tubo di scappamento.

    L’alternativa al carburante tradizionale esiste, e si chiama auto ad aria compressa. Ci ho fatto un post separato

    http://www.palmerini.net/blog/?p=78

    Anche questo buon esempio ci dice che l’idrogeno è un falso mito perché per fare l’ idrogeno occorre il petrolio.Da questi elementi è evidente che il governo occulto del mondo non vuole che decolli la nuova era senza petrolio, e frena l’umanità, a costo di tenerla in guerra per il controllo delle risorse e della tecnologia.
    Che siano disponibili anche ad una guerra nucleare piuttosto di lasciarci liberi ?

    Inoltre, la tecnologia associata al petrolio probabilmente non verrà mai sostituita, perché esiste un sostituto naturale del petrolio prodotto IN MEZZO AL DESERTO con alghe verdi, vedi http://www.palmerini.net/blog/?p=188 (Aggiunta del marzo 2008)

    Altro sull’argomento:

    http://engineuitycoil.nationprotect.net/PR.htm

    http://www.isracast.com/Articles/Article.aspx?ID=43

    http://www.motherjones.com/news/outfront/2003/05/ma_375_01.html

    Aggiunta di gennaio 2008

    Un altro pensatore di molto in anticipo che non conoscevo

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    L’ Italia è occupante abusivo del Lombardo-Veneto

    lombardo veneto

    Circa 2 anni fa ho letto il libro “La Cessione del Veneto” scritto da Genova Thaon di Revel alla fine del 1800.

    Revel era il commissario plenipotenziario del Regno d’Italia sotto il governo di Re Vittorio Emanuele II di Savoia che gestì la “cessione” del “Regno Lombardo-Veneto” nel 1866. La cessione vedeva l’Impero Asburgico cedere il territorio a Napoleone, e quest’ultimo lo cedeva poi ai Savoia.

    Era però scritto nei trattati che le popolazioni avrebbero dovuto accettare il passaggio con un plebiscito libero per accettare l’annessione del Lombardo Veneto al “Regno d’Italia sotto il governo monarchico costituzionale del Re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori”.

    Il referendum, secondo alcuni autori come Beggiato e Borsetto, fu truccato, ossia le popolazioni non furono libere di esprimersi ma annesse con il condizionamento forzato di un voto fasullo. Si è portato a dimostrazione di questo, sia articoli di giornale del tempo, ma Borsetto ha recentemente dimostrato con le prove dall’archivio di Stato che in alcuni collegi vi furono più voti che votanti.

    In molti collegi non si fece nemmeno il conteggio dei voti e si dichiarò l’annessione all’Italia !

    Però, dimostrare che questo o quel fatto rendessero le elezioni sospette, non implica negare legalità e legittimità a quel plebiscito tutto intero.

    L’approccio di questi autori ha il pregio di confermare che furono effettivamente dei “Plebisciti Burletta” come li definì già diversi anni fa l’ex fascista e giornalista Montanelli.

    Ma dal mio punto di vista, un punto di vista orientato alla legalità, manca nei loro lavori l’esibizione di quella che io chiamo la “pistola fumante”, ossia l’esibizione di un fatto o di una prova che dimostri la illegalità senza alcun dubbio del plebiscito di annessione nel suo insieme.
    La fornisco ora, dicendo però che questi elementi sono già in una causa di tribunale aperta a Venezia che avrà udienza nel novembre 2007. E’ materiale di mia produzione intellettuale, e gradirei essere riconosciuto come autore.

    Stiamo parlando di un territorio molto vasto, che comprende oggi circa 10 milioni di persone, e nel trattato di cessione di Vienna del 3 ottobre 1866, l’articolo IV dice che “La frontiera del territorio ceduto è determinato dai confini amministrativi attuali del Regno Lombardo-Veneto” dove però “veneto” è aggettivo tradotto dall’originale “Venetien” , ossia di tutte le Venezie, da Bergamo a Udine come effettivamente saranno i luoghi del plebiscito, con la sorella Mantova.

    In pratica, la nullità di quel plebiscito vale per tutta la Venetia nell’ italia geografica, terre che oggi sono variamente chiamate Lombardia (per Bergamo, Brescia e Cremona) Trentino (per Rovereto), Friuli (per Udine ) e Veneto (per la regione veneta con Pordenone, Grado ecc). Essendo i confini di allora e di oggi definiti dalla amministrazione Asburgica cedente, erano parte del territorio lombardo-veneto anche le importanti città di Milano, Pavia ecc, mentre per quella veneta lo erano anche Trieste e probabilmente Gorizia.

    Cominciamo con il notare che però Milano e Pavia e altre città non votarono mai al plebiscito, venendo semplicemente annesse pur avendo diritto di voto come previsto dal trattato. E qui torniamo al commissario italiano Thaon di Revel, che nel suo proprio memoriale “la cessione del veneto” rise di gusto di aver annesso Milano e altre terre senza nemmeno un plebiscito !

    Ma non è nemmeno il fatto che questo o quella città non votarono, o che questo o quel collegio fu truccato, che può costituire la “pistola fumante” di cui parlavo, ossia la dimostrazione della ASSOLUTA ILLEGALITA’ del plebiscito del 1866.

    Il plebiscito del 1866 è nullo indipendentemente dal risultato e dallo svolgimento perché chi organizzò il plebiscito NON ERA LEGITTIMATO A FARLO, in quanto non era rappresentante del popolo veneto.

    La cessione del lombardo-veneto doveva svolgersi prima fra gli Asburgo ai Francesi, questi ai veneti, i veneti dovevano decidere ed eventualmente unirsi all’Italia.

    Invece il Commissario plenipotenziario del Re d’Italia, Genova Thaon di Revel, aveva ricevuto il territorio da 3 personaggi (Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder) i quali non erano stati nominati da alcuno a rappresentare il popolo veneto. Questi signori, dopo aver ricevuto nelle loro mani la sovranità veneta dai Francesi, o meglio dal Commissario plenipotenziario di Napoleone, subito dopo, nell’arco di pochi minuti , “cedettero” il territorio ai Savoia.

    La cessione dai Francesi ai Notabili Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder era nulla perché essi non erano rappresentati demandati del popolo veneto, non erano stati eletti a ciò. E dunque, Thaon di Revel, ossia i Savoia, ricevettero poi il lombardo veneto da chi NON NE AVEVA LA RAPPRESENTANZA LEGALE.

    In pratica, e come se i Savoia avessero comperato una casa da chi non ne era il proprietario, per di più in corso di fallimento del proprietario precedente. Ed in effetti una somma di denaro era stata stabilita per risarcimento agli Asburgo.

    Ma i francesi sbagliarono destinatari non consegnando ai veneti il territorio ma a dei burattini del Governo Italiano.
    In pratica, la cessione è NULLA, è l’Italia di oggi è senza titolo nel possesso del Lombardo-Veneto. Per altro, come ho già dimostrato in questo blog, la Repubblica Italiana NON DERIVA DAL REGNO D’ITALIA per nullità del referendum del 1947, e quindi il plebiscito del 1866 e comunque insignificante.
    Perciò, dato che nel diritto internazionale non esiste usucapione, anche se sono trascorsi ben 140 anni e avvenute diverse guerre, il Governo Italiano è, resta e resterà per sempre un governo ABUSIVO, un fasullo proprietario che finge di essere tale. E’ un affittuario che non paga l’affitto, anzi, usa il locali per fini di sfruttamento economici senza nemmeno pagare le tasse.

    Questo è ovviamente una negazione del diritto di autogoverno dei popoli che possiamo datare al tempo della rivoluzione americana.

    Questo fatto non cambierà mai nemmeno se passasse la nuova costituzione europea che impone gli stati tal quali sono oggi.
    Ma allora, chi dovevano essere i rappresentanti del popolo veneto del 1866 che avrebbero dovuto ricevere il “lombardo veneto “ dai francesi per poi eventualmente “consegnare” il territorio ai Savoia? Semplice erano quelli eletti poco tempo addietro nelle elezioni svolte, ed essi non erano Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder, ma erano tutt’altre persone di cui Thaon di Revel sapeva l’esistenza avendone avuta una discussione durante la nomina dei notabili rappresentanti. Eventualmente solo loro eletti dal popolo veneto sarebbero stati legittimati a ricevere il territorio da Le Boeuf rappresentante di Napoleone per cederlo a Thaon di Revel, fermo restando che per altro Le Boeuf lo aveva ricevuto dagli Austriaci essi stessi occupanti abusivi dal 1848 con la rinata Repubblica di S.Marco.

    Insomma, ecco la pistola fumante, per quanto detto, i prestanome fantoccio Michiel, De Betta e Emi-Kelder che ricevettero il territorio lo ricevettero perché nominati dal commissario italiano, e non perché legittimi rappresentanti del popolo veneto, ed infatti immediatamente essi cedettero il territorio senza attendere l’esito del dovuto plebiscito, e quindi senza che ciò fosse in nessuna maniera legittimo per i trattati dato che il popolo veneto non aveva ancora espresso la propria volontà all’annessione.

    Non ha alcuna importanza se il plebiscito venne svolto bene e legalmente o sotto le baionette in questo o quel posto.

    Il plebiscito era previsto e atteso, e non era solo una formalità di facciata come alcuni voglio far credere fosse normale. Questo è dimostrato dal fatto che pochi giorni dopo la cessione il commissario francese si lamentò anche con il Commissario Italiano perché il plebiscito si svolgeva già in presenza delle truppe Italiane, e che la cosa non fosse regolare lo comprova la sua corrispondenza con l’Imperatore Napoleone .

    Ma in quel momento nel diritto internazionale Napoleone non aveva più il possesso del territorio essendo in teoria già avvenuto la consegna del territorio ai veneti, e il fatto che il diritto alla libera consultazione del Popolo Veneto venisse negato dai Savoia non era un fatto diverso da quando oggi le elezioni vengono truccate e gli altri stati tacciono per convenienza, e perciò Napoleone disse al suo commissario di lasciar correre .

    La cessione del Lombardo-Veneto è una cessione nulla di un finto proprietario (i finti rappresentanti del popolo veneto) che cede un bene senza averne titolo. Per tanto tutti gli atti conseguenti compiuti dai nuovi acquirenti, ossia il Governo d’Italia, non hanno valore riguardo le Venetie perché atti fatti da occupante abusivo senza titolo, e fra questi atti nulli è compreso il plebiscito del 1866. Anche se sappiamo che era incompleto (per mancato voto di Milano e Pavia) , e come dimostrato dal recente studio del Prof. Borsetto anche truccato, e fortemente condizionato come dimostrato da Beggiato.
    Essendo mancata al popolo veneto la possibilità di organizzare da sé in maniera libera il plebiscito del 1866, il risultato di esso è nullo/inesistente e non legittima alcuno (tranne il popolo veneto stesso!) a governare il territorio lombardo-veneto perché, la consultazione non fu libera come previsto dal trattato fra gli Asburgo, Napoleone e il Regno d’Italia, ma invece organizzato da OCCUPANTE ABUSIVO.

    L’atto di Citazione in Tribunale è disponibile qui

    A novembre il giudice, comunque deciderà, farà perdere la legittimità al Governo Italiano, a maggior ragione se negherà questa evidenza giuridica.

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