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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 7:25 pm
  • Riproduzione riservata
  • E se il popolo venisse drogato durante le elezioni ?

    Come ci è stato confermato perfino dal TG1, le cosidette “scie chimiche” non sono una invenzione, ma una tecnlogia ampiamente collauda ed usata. Se ne sta parlando anche in Parlamento.

    In teoria servono per controllare il tempo e prevenire gli acquazzoni. Ma potrebbero anche produrre siccità e nubrifagi contro quei popoli che vanno colpiti.

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    Scie chimiche al TG1
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    Se gli usi fossero solo quelli dichiarati, allora qualcuno spieghi come mai nel Lombardo-Veneto le scie chimiche sono visibili praticamente tutti i giorni e spesso ad occhio nudo.

    Dal satellite ESA una strana nube si addensa proprio sul Lombardo-Veneto, che, come dice Eurostat, è la zona più produttiva d’Europa, ma non certo la più ricca perché la richezza da essa viene solo prelevata.
    Credete veramente che un governo con mafiosi non sfrutti questo sistema per drogare la popolazione durante le elezioni ? Non una droga pensante, ma una leggera leggera, che dia giusto quella allegria e benessere per andare a votare a riconfermare con fiducia il potere in carica o la sua altra metà teatrale.
    Almeno bisognerebbe essere informati sulla droga usata!

    Il problema è una tale baggianata che è finito in parlamento.

    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=375834

    Da non sottovalutare il problema ambieantale.

    Guarda altri video su YouTube

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    L’Italia ospiterà il nuovo Stato d’Israele ?

    new_europe.jpgLo stato di Israele nasce ufficialmente quale parziale compensazione agli ebrei del genocidio perpetrato dalla Germania Nazista nella seconda guerra mondiale .

    Al genocidio ebreo hanno partecipato sì la Germania, ma anche l’Italia e altri paese suoi alleati fra i quali la prima repubblica Croata. Eppure questi non hanno condiviso le responsabilità del genocidio, e poco o nulla si è parlato dei campi di sterminio per esempio Italiani. (Aggiunta del 28 ottobre – Mi riferisco ai campi italiani in Istria, Dalmatia, Arbe ecc, che erano di sterminio e programmati militarmente dagli italiani)
    I paesi arabi, che ad esso non parteciparono, videro invece costituito lo Stato di Israele in terra di Palestina, allora divenuta etnicamente araba.

    In fin dei conti, che cosa avevano fatto gli arabi contro gli ebrei per essere puniti con l’imposizione di uno Stato occidentale? Perché non sono stati puniti gli occidentali? Perché lo Stato di Israele non è stato fatto in Germania o in Italia ?

    Il mondo arabo non ha mai capito l’imposizione internazionale di uno Stato ebreo là dove massacri non ce n’erano stati, insomma sulle spalle di “senza colpe” .

    Al di là della discussione sulla effettiva portata del genocidio ( c’è chi lo mette in dubbio), questa concezione è un sentimento arabo molto diffuso, anche se in occidente mai nemmeno si nomina. Ad esso, piaccia o no, da voce il presidente dell’Iran Ahmadinejad. In settembre ha detto ‘Non riconosciamo Israele perche’ e’ un regime basato sulla discriminazione e l’occupazione’.

    Il 5 ottobre 2007, parlando all’ONU, ha rimesso sulla scena internazionale l’ipotesi di spostare lo Stato d’Israele, sostenendo che “la creazione, la continua esistenza e l’illimitato sostegno a questo regime e’ un insulto alla dignita’ umana”, in quanto una imposizione contro i diritti umani dei palestinesi.

    Da diversi anni Ahmadinejad sostiene l’impossibilità di permanenza di Israele lì dove si trova, e certamente il convegno voluto da Ahmadinejad per dimostrare che il genocidio ebreo è stato almeno un po’ ingigantito, serve a confermare quello che da anni egli dice, ossia che il regime di Israele è temporaneo e non può sopravvivere lì dove si trova perché non ne ha il diritto.

    Ahmadinejad ha proposto di spostare Israele “nelle vaste terre” in Canada o in Alaska, chiedendo agli Europei di espellere tutti gli ebrei per mandarli in uno di quei vasti territori oltre oceano.

    Più recentemente Ahmadinejad ha detto “La nostra proposta è questa: Mettete un pezzo di terra a disposizione in Europa, negli Stati Uniti, in Canada o in Alaska, così che (gli ebrei) possano creare il loro Stato”. Fra i vari candidati europei ci sono la Polonia, l’Italia, e la terra fra Austria e Germania.

    Il suo “cancellare dalla carta geografica” non era una ipotesi di distruzione con le armi nucleari, perché egli si riferiva invece all’intervento della “provvidenza” così come previsto da Khomeini. Una provvidenza che, secondo lui, ha già fatto cadere l’Unione sovietica ed altri imperi del male, senza l’intervento degli arabi.

    Ovviamente io non sto dicendo che abbia ragione, non posso farlo.

    Ma secondo alcuni studiosi ebrei esiste una questione demografica per cui Israele tornerà araba comunque, e dunque, oltre a questa volontà araba, esistono altri motivi per spostare in Europa lo Stato d’Israele. Per gli stessi ebrei è una ipotesi da considerare, non del tutto infondata per fatti demografici e opportunità politiche.

    Questa questione delicata potrebbe vederci presto coinvolti perché, se Israele viene spostato, dove verrà spostato?

    L’Italia è appunto uno dei migliori candidati, perché è un paese all’asta, fallito dai debiti. E’ in mano alla usura bancaria del signoraggio.

    Io ho denunciato da tempo che le banche stanno operando un impoverimento mirato della popolazione, e come tutti abbiamo visto in Striscia la Notizia di lunedì 15 , le banche si sono riunite in associazioni ed aziende le quali partecipano alle aste dove ricomprano i beni dei loro stessi debitori che loro stesse hanno portato alla bancarotta con politiche apposite di fallimento mirato per categorie.
    E che cosa possiamo dire degli altri paesi candidati per diventare la nuova sede dello Stato d’Israele? Anche gli Stati Uniti sono molto indebitati, come ci insegna la questione “subprime”, ossia la questione che molti americani hanno molti debiti che non sono in grado di ripagare e dunque sono soggetti a usura bancaria perché deboli.

    Gli Stati Uniti sono un ottimo potenziale stato ospitante anche perché, secondo le classifiche attuali riprese dal “The Chicago Jewish News”, molti fra le persone più influenti negli Stati Uniti sono ebree ed essi non hanno più bisogno di preoccuparsi di essere visibili e influenti. Chiunque sia stato a New York sa bene quanto essi contino.

    A dimostrazione che non vi è nessun antisemitismo in questo fatto, basta ascoltare le parole che il nuovo presidente di Israele, Shimon Peres, ha detto il 10 ottobre all’incontro con gli imprenditori a Tel Aviv: «L’economia di Israele prospera. [..] E’ possibile fondare imperi senza installare colonie e usare la forza militare. […] Gli uomini d’affari israeliani investono in tutto il mondo, l’economia israeliana non ha mai avuto tanto successo. Abbiamo conquistato la sovranità economica. Attualmente ci stiamo comprando Manhattan, la Polonia e l’Ungheria»

    Per cui gli Stati Uniti sono di fatto il paese più probabile e bastrebbe un pezzo del tanto deserto o di terre da pascolo per dare pace e prosperità ai rifugiati delle colonie.

    Le stesse condizioni, non si hanno in Canada, perché, seppure la terra non manchi e la popolazione sia molto scarsa, il Canda gode di ottima salute sociale ed economica.

    Tornando all’Europa, l’ipotesi dello Stato di Israele in Italia deve confrontarsi con la Polonia, la quale sembra essere la prima candidata come investimenti attuali. Per altro moltissimi ebrei fuggirono da essa nella seconda guerra mondiale e dunque esiste anche un retroterra storico più forte. Storicamente infatti, in Italia gli ebrei erano trattati da cittadini euguali solo nella Repubblica Veneta, mentre altrove erano perseguitati a causa della interdizione della Bibbia al prestito di denaro dietro interessi (usura).
    Ma comunque non c’è da stare tranquilli sul futuro dell’Italia, perché un paese così indebitato prima o dopo qualcuno se lo compra all’asta comunque. Magari con i petro-rubli o qualche altra moneta araba.

    Dopo aver riflettuto su questi fenomeni carsici sono però ora più tranquillo sulla questione della guerra atomica, perché quell’Iran un po’ troppo teatrale conta oggi sull’appoggio-guinzaglio della Russia, ma anche della Cina.

    Dunque non solo il nucleare Iraniano non verrà usato per distruggere Israele, i Russi e i Cinesi non sarebbero d’accordo, ma nemmeno il nucleare Americano potrà essere sganciato sull’Iran, perché questo produrebbe la reazione di Cina e Russia in una distruzione globale. Siamo tornati alla Guerra fredda !
    E’ dunque probabile che non ci sarà alcuna guerra nucleare perché con questi presupposti sarebbe l’ultima guerra per tutti. E certo nuocerebbe troppo agli affari.

    http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/esteri/iranucle2/olocausto/olocausto.html

    http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2007/10_ottobre/13/usa_classifica_vanity_fair_100_piu_della_meta_sono_ebrei,13289565.html?pmk=rss

    http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1191257286817&pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull

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    una firma per la tua libertà

    Magari ti basta una piccola sottoscrizione in rete per toglierti dalle scarpe qualche sasso.
    Allora ti propongo 3 cose da firmare a tua scelta , e ci metti 5 minuti in tutto, e gratis.

    LibertàLa prima firma:
    Anno Zero su Rai 2, il 5 ottobre, ha riportato che in Calabria sono spariti milioni di Euro per fare dei depuratori, ma i depuratori NON ESISTONO.
    In questa sparizione c’è un orrendo intreccio di Andrangheta, Politica e Istituzioni locali, compresi alcuni magistrati e 1 o 2 Procuratori della Repubblica. Anche Mastella sembra essere avere interesse a far spostare il magistrato che indaga, sebben il CSM non veda urgenze.

    Basterebbe sapere se questi depuratori ci sono oppure no per far chiarezza sulla fondatezza della cosa.

    Perché non chiedere a Striscia la Notizia di andare a vedere come fa nel suo stile ?
    FIRMA ! http://www.autogoverno.net/striscia

    Se invece (o comunque) di questa Italia politico-mafiosa proprio non ne puoi più, ecco cosa firmare .
    In Tribunale a Venezia è stata depositata una causa per far valere il fatto che il Lombardo Veneto è stato annesso illegalmente (vedi http://www.palmerini.net/blog/index.php?p=62 ).

    Queste cose sono comprovate, ma è la prima volta che qualcuno le ha portate in tribunale per farle valere. Fra le altre nella causa sono state depositati i documenti che dimostrano che il Referendum Monarchia Repubblica del 1946 è stato illegale come ho scritto http://www.palmerini.net/blog/?p=43

    Con una semplice firma puoi dare mandato e sottoscrivere anche tu la causa depositata in tribunale, e ti liberi dell’Italia intera in favore di Stati europei degni di questo nome.
    FIRMA ! http://autogoverno.net/mandato

    Per finire, se ti senti buono, così come sono stati riconosciute con legge la lingua friulana, il ladino, l’occitano, la lingua sarda ecc, puoi chiedere che venga riconosciuta anche l’antichissima lingua veneta, una volta lingua franca del mediterraneo e così ricca di letteratura. FIRMA! http://autogoverno.net/lengua/

    Se dopo questo non sei ancora contenta(o) , in rete trovi anche altre cose da firmare.
    L’immagine e di Barbarat ed è tratta da http://www.infis.univ.trieste.it/~barbarat/

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    Volevano la Repubblica Jugoslava nel Nord Italia, ovvero la balla della resistenza e della liberazione

    Penta massone

    Sono un noto Antifascista e un noto Anticomunista.
    Ho già scritto sui crimini dei Fascisti in Istria e Dalmatia . Oggi parlo di crimini comunisti, per altro già ampiamente condannati .

    Ne “il Giornale” del 1° settembre 1996, Paolo Granzotto ci riporta il proclama, del “Compagno Vanni” , che nel 1945 era commissario politico della divisione partigiana “Garibaldi” . Questi erano i famosi partigiani, italiani e comunisti. Diceva:

    Compagni! Tutti i partigiani italiani operanti nell’Italia nord orientale debbono porsi disciplinatamente alle dipendenza delle unità del maresciallo Tito. Sono nemici del popolo tutti coloro che non intendono appoggiare il movimento di adesione alla Jugoslavia progressista e federativa di Tito. I territori della Venezia Giulia sono legittimamente sloveni e sugli stessi perciò il maresciallo Tito ha pieno diritto di giurisdizione”

    Insomma, i comunisti italiani non stavano liberando la Venezia Giulia, ma la stavano annettendo alla Jugoslavia di Tito. E’ ben evidenziato che essi dichiaravano Sloveni tutta l’Italia Nord Orientale.

    stella comunista

    Come noto furono migliaia i morti infoibati ordinati da Tito, il quale, pur essendo un monarchico finanziato dalle massonerie, realizzò il comunismo in Jugoslavia. Fra i morti anche i partigiani italiani non comunisti, ossia liberali, monarchici, repubblicano, popolari ecc .

    Da questo documento, e da molti altri, ci si rende conto che parlare di Resistenza o di Liberazione è una finzione, perché fu in realtà una tentata annessione al Regime Comunista che fallì sebbene per circa 2 mesi Tito ebbe il controllo di Trieste e il Friuli. Per lo stesso motivo Istria, Dalmatia e buona parte della Venezia Giulia non votarono al referendum del 1946.
    Oggi bisognerebbe incarcerare chi festeggia la “liberazione” in quanto è come un “incitamento alla rivoluzione comunista”, che però fallì.
    Simbolo Repubblica ItalianaPurtroppo, mezza Venetia andò persa, con la illegale cessione di Istria e Dalmatia autorizzata da De Gasperi ( anche egli finanziato da alcune massonerie) . Paradossalmente si è così realizzato il disegno che i partiti comunisti avevano intrapreso già negli anni 20 in vari congressi: staccare dal popolo veneto la sua terra originaria. Infatti Istria e Dalmatia sono come il Kossovo per i Serbi, ossia sono la terra originaria dei Veneti, tanto che furono terre venete ben prima di Vicenza, Padova, Verona ecc, e lì tutto è veneto nella maniera più intima.
    Curiosamente, gli archeologhi Sloveni di oggi comprovano che quelle sono sempre state terre venete. Anzi, si dice che gli Sloveni sono Veneti, confermando al contrario quello che dicevano i comunisti Titini.

    Invece no, oggi l’Italia dichiara a gran voce l’Italianità delle Terre del “Nord Est”, e i più contrari alla sua indipendenza sono proprio gli stessi comunisti che 50 anni fa la volevano terra slovena. Sono proprio i comunisti come Napolitano che oggi riempiono i discorsi di italianità fasulla ad affermare il contrario di quello che loro stessi o i loro padri predicavano e attuavano con il mitra.

    Ma basta ricordare che solo 40 anni prima della fallita annessione comunista gli Austriaci dichiaravano tedesca la stessa terra, per capire come giri il vento. E basta sapere che il Lombardo Veneto è diventato italiano perché l’Italia tradì i patti con la Prussia per capire che si tratta solo di demagogia.
    Quei comunisti sono ancora al potere, sopratutto in Italia, sebbene il comunismo sia stato condannato dal Consiglio d’Europa.

    pentagramma universaleMa c’è un filo conduttore in tutto ciò: è la Stella a 5 punte massonica o Pentalfa. Contrassegnava la «Rivoluzione bolscevica», compariva sullo stemma delle «Brigate Rosse», dell’’ex PCI e su quello dell’’ex PDS. Non contando gli stati ex-comunisti che ce l’anno ancora come Cina, Cuba, Nord Corea, Vietnam, essa però campeggia già da prima del comunismo sulla bandiera degli USA, e su quella di Algeria, Tunisina, Marocco, Somalia, così come sulla bandiera di molti altri. E’ dal 1871 che simbologia l’Italia, prima sulle divise militari, per volontà dell’allora Ministro della Guerra, Cesare Ricotti-Magnai, noto massone, oggi sullo stemma della Repubblica italiana .
    I veneti erano contro le massonerie, le quali erano vietate come i partiti politici. Allora si capisce che proprio i veneti sono stati quelli che hanno patito il maggior danno dalla “lotta di liberazione” dei “partigiani” (che erano rivoluzionari comunisti), e dunque non trovo nulla di strano che la festa della liberazione (fallita annessione) si festeggi proprio il giorno di S.Marco, festa millenaria dei veneti.

    Parlare di “Resistenza” è falso e demagogico, è una inversione della realtà a fini propagandistici in vero stile “imperialista”. Certamente, non era una lotta di liberazione, ma di occupazione comunista. Nel mio libro “La Repubblica mai nata” parlo anche del proclama di Togliatti per l’annessione alla Jugoslavia.

    Questa mia prospettiva Antifascista e Anticomunista è molto diffusa nella Venetia, e non è così forte in altri teritori a noi molto vicini. Non ci posso fare niente se sono veneto e dunque amo e coltivo la libertà sincera e la giustizia onesta. Noi veneti lo facciamo da millenni, io in parte ne sono il prodotto.

    Per saperne di più:

    Storia Partigiane e sulle Foibe

    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=146645

    Sulla strage della Osoppo

    Tratto da Morto il “compagno”  Vanni

    E’ morto Vanni Padoan, chiese scusa per Porzus- (03 gennaio 2008)

    CORMÒNS. Un pezzo di storia se ne è andato con la scomparsa di Giovanni Padoan, morto a 98 anni nella sua casa di Cormòns. Noto con il nome di battaglia di Vanni, commissario politico della divisione Garibaldi-Natisone, è stato protagonista nel 2001 della storica riappacificazione tra partigiani comunisti e osovani per la vicenda di Porzus, la malga friulana dove nel 1945 una ventina di partigiani verdi della Osoppo fu uccisa dai gappisti comunisti guidati da Mario Toffanin. L’ultimo saluto a quello che è stato uno dei protagonisti della lotta di Liberazione sarà dato domani, in una cerimonia civile che si svolgerà, alle 14.30, nel municipio del centro collinare. Nato a Cormòns il 25 giugno del 1909, Vanni Padoan emigrò insieme alla famiglia in Francia nel 1924, dove lavorò come carpentiere. Al rientro in Italia, nel 1935, fu condannato a 16 anni di carcere perché comunista. Dopo l’armistizio del 1943 che segnò la fine del conflitto con gli angolo-americani e l’invasione dell’Italia da parte dell’esercito tedesco, organizzò la resistenza sul Collio, in qualità di commissario politico della più grossa formazione partigiana italiana, la divisione Garibaldi-Natisone, che combattè anche in Jugoslavia nel 1945 nel IX Corpus, l’esercito guidato dal maresciallo Tito che aveva mire su Gorizia, Trieste e anche il Friuli. Nel dopoguerra fu processato e condannato per l’eccidio di Porzûs, ma non andò in carcere perché riparò prima in Cecoslovacchia e poi in Romania: qui lavorò come redattore di trasmissioni radiofoniche. Amnistiato, Padoan fu emarginato dal partito comunista, perché considerato «poco malleabile e diplomatico». Nel 2001, all’età di 92 anni, Padoan ha fatto ammissione di colpa, abbracciando in un gesto che è diventato storico l’ottantottenne don Redento Bello, detto “Candido”, padre spirituale degli osovani. Dopo mezzo secolo, i due si sono incontrati ad Attimis, davanti al mausoleo che ricorda la strage: Vanni Padoan, senza nascondere la commozione, si è scusato con gli eredi delle vittime «di un crimine di guerra che esclude ogni possibilità di giustificazione». Il cormonese ha proseguito la sua ammissione riconoscendo che avrebbe dovuto avvenire prima. «Benché il mandante di tale eccidio sia stato il Comando sloveno del IX Corpus, gli esecutori erano gappisti dipendenti anche militarmente dalla federazione del Pci di Udine, i cui dirigenti si resero complici del barbaro misfatto. Siccome i Gap erano formazioni garibaldine, quale dirigente comunista d’allora e ultimo membro vivente del comando raggruppamento divisioni Garibaldi-Friuli, assumo la responsabilità oggettiva a nome mio personale e di tutti coloro che concordano con questa posizione e chiedo formalmente scusa e perdono agli eredi delle vittime del barbaro eccidio. Questa dichiarazione l’avrebbe dovuta fare il comando raggruppamento divisioni Garibaldi-Friuli quando era in corso il processo di Lucca. Purtroppo, la situazione politica da guerra fredda non lo rese possibile». Va, peraltro, aggiunto che, nel corso degli ultimi anni, Giovanni Padoan prese parte a numerosi incontri, seminari e convegni imperniati sulla storia che sancì la fine del secondo conflitto mondiale e che, in queste terre, fu caratterizzata da momenti di particolare crudeltà. Contribuì al dibattitto sulla riappacificazione con tesi e argomenti frutto della propria esperienza. La riappacificazione fa tuttora discutere, dal momento che non è stata completamente accolta dai vertici dell’Apo, l’Associazione partigiani Osoppo. Vanni Padoan ha scritto diversi libri e articoli, in cui ha raccontato la sua esperienza. «È una scomparsa che lascia un grande vuoto. Non se ne è andato solo un protagonista della guerra di Liberazione, ma anche una persona saggia ed equilibrata», ha commentato la nipote di Vanni Padoan, Eva, che abitava con lui in via Filanda a Cormòns. E ha aggiunto: «Sto ripetendo a tutti che non mi ha lasciato un’eredità materiale, ma qualcosa che nessuno mi potrà mai togliere: una grande saggezza». Oltre alla nipote, lascia la moglie Sima, la figlia Nives, il nipote Raul e il pronipote Michele.

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