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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 9, 2010, 12:35 pm
  • Riproduzione riservata
  • Sul carbone, anche Google sconfessa Bersani e l’amministrazione Enel

    Mulini a Vento a CophenaghenGoogle, il noto e famoso colosso mondiale di Internet, ormai sta diventando un soggetto di cambiamento globale.
    Non solo internet, servizi online, commercio elettronico e pubblicità prodotti. Ora anche ricerca, innovazione e business industriale.

    Ad esempio ha da poco messo in palio 10 milioni di dollari di premi in una competizione internazionale per realizzare il software più innovativo per i palmari basati sul sistema Android (c’è il link sotto su questa storia). Escludendo dal concorso Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, Birmania (Myanmar) e altri 2 o 3 paesi non affidabili fra cui l’Italia. E’ vero, siamo un paese assimilato alle dittature.

    Google però, ora punta ad essere innovatore tecnologico anche nel campo delle energetiche alternative. Larry Page, uno dei fondatori di Google, ha dichiarato che intendono produrre 1 gigawatt di energia da fonti rinnovabili, ma ottenendola con costi inferiori a quelli sostenuti producendola dal Carbone. Per intenderci, è quanto consumano circa 350.000 famiglie.
    Se è vero che il 40% dell’elettricità mondiale è prodotta dal carbone, realizzare un obbiettivo del genere vorrebbe dire spazzare via le ombre sull’esaurimento delle risorse. Infatti si stima che per il carbone sarà esaurito in 50 anni.

    Il Carbone, produce una gran quantità di gas inquinanti e cancerogeni.

    Sarò un affare colossale, e Google ritiene di riuscire nell’impresa in pochi anni, non in decenni. Google non lo farebbe altro che come investimento, non come beneficenza.

    “Ci aspettiamo che questo sia anche un buon affare per noi”, dice Larry.
    Io certamente finanzieri un brevetto su questo.

    Verranno stanziati decine di milioni di dollari nel 2008.

    Invece in italia il ministro Bersani, (quello che si è attribuito dei meriti non suoi sulla questione costi di ricarica), ha proposto l’incremento dell’uso del carbone. Ma “pulito”.

    Ancora pochi giorni fa l’amministratore Enel proponeva la soluzione Carbone, con centrali “pulite”.

    Tutte cose che Google ritiene meno interessanti economicamente e per l’ambiente che non investire in tecnologie alternative.

    Insomma, questo governo è sconfessato anche in queste politiche.

    Bisogna che quelli di sinistra guardino la realtà in faccia. Questo governo, che finanzia le guerre e fa politiche Berlusconiane, è salito al potere con i soldi rubati agli operai con le cooperative rosse, come dimostrato dalla recente inchiesta di Report.

    Ma non solo. Questi signori sono anche incapaci di creare futuro, e ce ne propongono uno pieno di fumi di carbone, mentre il mondo va nell’altra direzione.

    Per non parlare dei comunisti che sono stati i maggiori assassini di popoli, come è stato dichiarato da tutti i paese del Consiglio d’Europa.

    Insomma, è un governo perfino dannoso per l’umanità.

    Se uno è di sinistra dovrebbe avere un po’ di dignità e dimettersi da questa gente. Non bisogna aiutarli con un rinnovo generazionale , perché così restano ancora al potere.

    Sul Gigawatt Google
    http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2007/11/28/google_scommette_sull_ecotech
    Sul carbone
    http://www.aprileonline.info/3077/lenel-bersani-e-il-carbone-pulito
    Sulla esclusione dell’Italia dal concorso Android
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2113769

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    Speriamo di scampare ad un governo di Veltroni

    Veltroni quando era nel Partito ComunistaSe un qualunque genitore di Roma manda il figlio all’asilo, un asilo privato, paga circa 500 Euro al mese. E’ una follia, ma l’asilo si occupa di tutto.

    Il Comune di Roma, invece di fare degli asilo e gestirli direttamente, ha scoperto che costava molto meno affittarli, e per fare economia su queste spese, ha deciso anche lui di prendere dei posti in asili privati. E così anche il Comune di Roma ha preso in affitto dei posti come un privato, insomma come un genitore qualunque, per poi darli alle persone bisognose. La responsabile del comune era particolarmente felice e soddisfatta dei notevoli risparmi ottenuti con questo sistema. Ma sapete qual’è la faccedenda? Che invece di 500 euro, come gli altri genitori, il comune paga 80 Euro per lo stesso servizio privato!

    Come ci fosse una legge fisica, in Italia ogni buona idea messe nelle mani dei nostri prolitici si  trasforma sempre in merda, ed ecco che il comune di Roma paga ben 800 Euro i posti all’asilo, pur risparmiando rispetto allo spreco precedente. Lo ha riferito la trasmissione Report su Rai 3 del 25 novembre 2007.

    Per altro, siccome i posti presi dal comune sono tanti,in regime di mercato potrebbe tranquillamente  contrattare anche un prezzo sotto i 500 euro. Invece no. Il Comune di Roma guidato dal tanto osannato Veltroni ha deciso di gettare i soldi pagando 1 volta e mezzo quello che paga un qualunque genitore.

    Ma allora, io ridico quello che proponoveno ben 12 anni fa: date i soldi agli utenti che si arrangiano da soli, e faranno certo meglio dell’amministrazione !

    Certo bisogna riconoscere che Veltroni (nella foto quando era nel PCI ) ora è gran un liberista. Infatti non contento ha deciso di aumentare la concorrenza anche nel servizio taxi, aumentando le licenze comunali. Però, da buon uomo di sinistra, siccome ci saranno più tassisti e dunque lavoreranno meno, ha deciso di aumentare anche la tariffa, così che i tassisti guadagneranno gli stessi soldi di prima. Che genio! Riesce a fare tutti contenti.

    Tranne gli utenti che saranno danneggiati dalle tariffe più alte.

    Il risultato finale sarà che grazie a Veltroni a Roma ci saranno ancora più persone sottoimpiegate e semi assistite, i tassisti. Gli utenti pagaranno di più, e se il comune incasserà di più dalle licenze, facendo risultare bello il bilancio, meglio per il Comune.

    Veltroni è un genio, ha inventato il liberismo socialista, ossia il liberismo che produce gli stessi effetti del socialismo reale.

    Se si prosegue così l’italia potrebbe rimpiangere perfino il socialismo reale originale, che almeno tutti sapevano come stavano le cose e non venivano presi per il culo.

    Qualcuno dirà: “Dio ci scampi da un governo guidato dagli stessi principi.”

    Purtroppo è troppo tardi, ci siamo dentro.

    Dalla puntata di report di domenica 25 novembre 2007 (consiglio la visione accompagnata da 2 amari digestivi), viene fuori tutto un sistema di cooperative che fa capo al centro-sinistra e alla compagnie delle opere. Che siano i catto-comunisti ?

    In pratica le coop non pagano le tasse, e invece di rigirare i vantaggi ai soci , di fatto sono i primi a sfruttare i loro associati sottopagandoli anche rispetto alle normali tariffe di mercato. E’ evidente che il sistema delle cooperative è deviato dagli scopi costituzionali ed è meglio eliminarlo del tutto piuttosto che conservarlo così. Anche perché genera precariato.

    Insomma la sinistra ha deciso di non perdere voti aumentando i poveri lavoratori, sfruttandoli lei per prima.

    Chi potrebbe mai modificare questo sistema folle? Il centro sinistra stesso ? Impossibile.
    Sarà allora il Centro Destra appena sceso dal governo ? Forse, se non gli capita da fare un altro grande inciucio sulle banche come l’ultima volta.

    Vedi, non c’è via di scampo.

    I partiti sono sempre le stesse persone, loro, che cambiano nome e colori, ma si autoeleggono e si autoassolvono. Per altro i vecchi partiti non spariscono, e continuano a percepire i rimborsi elettorale per anni anche quando non si ripresenta più !!

    A chi pensa alla rivoluzione armata , sebbene io la rifiuti per una questione di opportunità,  ma vorrei convincere i sostenitori che comunque essa non è possibile, anche perché loro (la casta) coglierebbero l’occasione per mascherarsi da rivoluzionari essi stessi , in modo fregare i rivoluzionari e guadagnare dalla ricostruzione.

    Considerando che il paese è in bancarotta, la ragione vuole che non resti che 1 sola possibilità: la divisione del ex-paese italia, che loro stessi hanno distrutto, e il ripristino dei vecchi stati pre-unitari.

    Puntata di Rai Report del 25 novembre 2007

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    La rivoluzione di Berlusconi non serve

    2001 odissea - hal lascia fuoriBerlusconi ha fatto una mossa da gran maestro della politica.

    In un sol colpo è riuscito a riprendere il centro della scena mettendo i politicanti di lungo corso nell’angolo. Ma è solo per un po’.

    C’era Fini, un politico di mestiere da 50 anni, che l’aveva superato nei sondaggi, e ormai puntava dritto dritto al governo del paese .
    Fini era pronto dopo essersi sdoganato dal passato missino andando in Israele a pregare. Aveva perfino detto di voler dare il voto agli immigrati tanto caro al globalismo. E si era sbarazzato dei facinorosi dalle firme false e dalla moglie con relativo scandalo tangenti.

    Bello che pronto, invece Fini si ritrova in un sol giorno condannato a fare quello che è sempre stato: il partito del 5%. Peccato che dovrà strapparlo alla “La Destra” che Berlusconi ci venderà in televisione come l’ultima crema necessaria a una Italia di vecchi.

    Fini si è fatto fregare come un pivello politico, ed ora sbraita come una amante lasciata e addirittura si schiera con la sinistra per risolvere il “grande” problema del conflitto di interessi.

    Ma non poteva Fini svegliarsi quando era al governo e Gasparri firmava la legge sulle Tv senza nemmeno leggerla?

    Il problema è che chi ha le Tv di fatto controlla la democrazia.
    Fini non aveva capito che Berlusconi fa fare strada ai fedeli servitori, come Confalonieri, Dell’Utri, Galan ecc, ma i servitori devono sempre stare un gradino sotto del nano, altrimenti quello si incazza e ti manda ai rovi.

    Certo che un grande politico non dev’essere se non ha capito questa elementare evidenza. Al 5% per sempre!

    Ma Berlusconi si sta illudendo pure lui.

    Egli sa che è condannato a essere ricordato come quello che si è risolto i suoi problemi, rientrando dei 5000 miliardi di debiti e non scontando la prigione, ma che per il paese non ha fatto nulla di nulla.

    E sa che questo solo resterà di lui perché il giudice non sarà né rosso né il popolo, ma il signor Tempo.

    Infatti Berlusconi è del 1936, ha 71 anni. Se ad elezioni si andasse fra 3 anni egli avrebbe quasi 75 anni, mentre l’andropausa si comincia già ad intravedere nonostante i nuovi capelli.

    Il popolo è stanco dei vecchi al governo e di Presidenti dai discorsi triti e ritriti tipici dei vecchi. Sta montando nel paese la voglia di vedere 40 e 50-enni al governo, come a suo tempo Blair, come Sarkosy che è del ‘55, con Aznar che era al governo a 50 anni.

    Come il Presidente della Regione Sardegna Soru, del ‘57, che sta, lui sì, smantellando il parassitismo e dando una sferzata di efficienza.

    Berlusconi, Fini e Bossi potevano farlo, ma hanno preferito riconsegnare il paese ai comunisti di 70 anni. Hanno perso il loro turno.

    Nemmeno Prodi sarà il riformatore, perché ha la forza per restare al governo, ma non quella per fare riforme.

    C’è Veltroni, che è del ‘55 e potrebbe giocare un ruolo anche di “giovane”.

    Allora , per non fare il gioco Veltroni-Fini, Berlusconi con la sua mossa, ha scompigliato tutto, perché lui è uno che se non può vincere allora rovescia il tavolo.

    Ma non riuscirà ugualmente ad arrivare ad elezioni prima del 2009, o perfino nel 2011, a 75 anni suonanti.

    Infatti prima del 2009 i parlamentari non maturano pensione, come ha detto Tremonti, e dunque state tranquilli che lo sbraìto continuo di Berlusconi sul tema elezioni era solo un mezzo per frenare la caduta di popolarità rispetto a Fini.

    Però rovesciando il tavolo e ponendo la politica nella nuova prospettiva di lotta fra PD e PDL, anziché fra Destra e Sinistra, Berlusconi farà un favore al paese, cioè quello di togliere potere ai partitini del 1 e 2 %.

    Lo dicevo nel 1994 che era meglio il sistema proporzionale con lo sbarramento al 5%, stile tedesco, magari al 4% per l’Italia. Ma state tranquilli che i politicanti di razza lo vorranno al 3% o al 2%. Anche perché con il 4% resterebbe fuori anche la Lega lasciando l’indipendentismo senza false illusioni.
    Insomma, temo che sia del tutto inutile, perché i politicanti torneranno alla prima repubblica con il sistema delle Tangenti, ora che la magistratura è di nuovo al guinzaglio corto , vedi caso Mastella – Prodi.

    La soluzione resta sempre e solo quella di fare tabula rasa del Parlamento Italiano, che non serve più a nulla in Europa Unita, e fare stati confederati che stanno in Europa.

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    Ecco come salvare il pianeta dal disastro ecologico

    Copertina del manuale 50 regoleCome salvare il pianeta dal collasso ecologico?

    L’Agenzia per l’Ambiente inglese ha messo i maggiori esperti mondiali a discutere. Ed essi hanno dato la risposta mettendo assieme le soluzioni coordinandole in 50 regole. Sono regole che i governi debbono applicare e non quelle altre 50 regole che ciascuno di noi può applicare e di cui si è parlato nell’ultimo anno.

    Dal prontuario si ricava che salvare il pianeta è possibile. Ma allora per quale ragione i governi non dovrebbero impegnarsi a farlo? E’ venuto il momento per loro obbligatorio di prendere la via del risanamento, perché i diritti umani, come quello alla salute, debbono prevalere. E’ la carta dell’ONU, quindi del prototipo di governo mondiale, che impone la salvaguardia dei diritti umani, e dunque non ci possono essere scuse o tentennamenti. So bene che l’ONU è imperfetto e fallace, ma non abbiamo altro al momento.
    Certamente gli interessi economici di alcuni governi, (pochi), multinazionali (di più), e individui (??), si opporranno a questa svolta in tutte le maniere, perché è una svolta di progresso eco-compatibile nell’interesse generale. Ma seguendo le 50 regole ora possiamo facilmente riconoscere costoro che perseguono un loro meschino tornaconto anche a costo della distruzione della vita umana.
    Si tratta dunque di “inculcare” negli amministratori i semplici concetti elencati, ed obbligarli a rispettare queste 50 regole perché ne va del “bene comune”.

    Facciamo un esempio:la regola 40, la quale dice che “le grandi strutture consumano molto di più delle piccole”. L’ esempio fornito è che, anziché una scuola per 3000 alunni, è preferibile costruire 10 scuole per 300 alunni ciascuna. Stessa cosa per ospedali, stazioni ecc.. Piccolo è bello.
    In pratica si da lo stop a mega complessi in favore di strutture dislocate SU PIÙ EDIFICI PICCOLI armonicamente collegati e ciascuno costruibile anche da piccoli costruttori. Questo è certamente a svantaggio dei grossi costruttori, ma in fin dei conti garantisce una efficienza economica maggiore .

    In pratica si deve andare verso un modello reticolare di servizi e di opere, e dunque una complessità maggiore nella gestione, ma anche una maggiore diffusione di competenze e responsabilità.

    Si va verso un sistema reticolare che certamente funziona come è dimostrato dal modello delle Venetie, un modello non a caso studiato dai premi nobel per l’Economia.

    E’ un modello che può essere ecologicamente più efficiente come ci dicono ora gli scienziati. Ma che diventa problematico da gestire se l’amministrazione è come quella italiana, che produce invece disastri come il Vajont, il Polesine, il porto Marghera ecc ecc.
    Bocciate dunque quelle regioni che stanno accorpando i piccoli ospedali spesso molto efficienti ed economici in grandi megacomplessi.
    La regola 40, come le altre, ci dice anche qualcosa di “filosofico”, ossia che la manìa per le grandi opere pubbliche, comunea ideologie come l’Impero Romano,il Comunismo e il Fascismo, in realtà sono megalomanìe dannose oltre che per l’umanità, anche per l’ambiente. Infatti gli stermini di popoli sono state realizzate solo da quelle civiltà che hanno in comune una concezione unica dell’uomo.
    Insomma, si torna scientificamente nei fatti e nei principi verso una armonia fra uomo e ambiente che in realtà era comune nel periodo del rinascimento fino alla rivoluzione francese. Una armonia per le opere a misura di uomo che regnava splendida nella Terra di S.Marco.

    La Rivoluzione francese, aprendo la strada alle grandi ideologie di massa, segnò una grande involuzione verso una monocultura che è contraria all’uomo, che genera nelle architetture e nell’ambiente delle devastazioni, così come il sistema giuridico centralizzato fu una involuzione giuridica per molti popoli già da secoli federali e pacifici.
    Ora la scienza ci dice che possiamo salvarci dalla catastrofe ambientale invertendo la tendenza iniziata con la rivoluzione francese, e ragionando all’opposto in maniere armonica con la situazione locale, anche se in prospettiva globale.

    Agire localmente pensando globalmente, uno dei principi dell’Autonomia e della millenaria cultura veneta.
    Le 50 Regole

    http://blogs.guardian.co.uk/ethicalliving/2007/11/the_environment_agencys_50_thi.html

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    Un dollaro debole ci porta alla bancarotta

    pipelinesSembra che finalmente i media abbiano deciso di avvicinarsi alla realtà sul petrolio.

    Non sarebbe un problema se il petrolio costasse anche 100 dollari al barile se nel frattempo il dollaro continua a costare sempre meno euro. Cosa che succede.

    Ecco perché non esiste un caro petrolio, e semmai si tratta di un dollaro debole.

    Il petrolio a 93 dollari il barile costa circa 61 Euro.
    Quando il petrolio era a 35 dollari, in realtà lo pagavamo circa 44 Euro.

    Considerando poi che esistono anche il gas, e le fonti alternative, il problema non è così grave, anzi ci spinge a investire in fonti alternative e nella ricerca preparando l’avvento di un futuro più pulito e con meno guerre.

    Ma allora perché i politici italiani si arrabbiano per il super euro (che non esiste)?

    Semplice: un dollaro debole (o un Euro forte a suo confronto) ci porterà alla bancarotta. Ma solo l’Italia.

    Il problema nasce dal fatto che per decine di anni si sono affrontati i problemi del “sistema italia” con la svalutazione.

    Negli anni in cui Ciampi era governatore della Banca d’Italia, appena si avvicinava una crisi economica si procedeva a svalutazione della lira. In questa maniera i prodotti italiani erano meno costosi sul mercato estero, e dunque si riusciva a far andare avanti la barca così com’era, vale a dire con privilegi per la casta, industriali assistiti, corruzione, parassitismo statale, ecc ecc.

    Però, con la svalutazione, si rinunciava anche a migliorare il sistema per renderlo più efficiente e competitivo. E il problema dell’impoverimento che deriva dalla svalutazione veniva scaricato sul debito pubblico.

    E così i problemi che dovevano essere risolti 20 anni fa si sono tutti accumulati, e sono da risolvere oggi!

    Il risultato già oggi evidente è che i 40-enni vengono chiamati “ragazzi” e gli si da la colpa se non hanno uno stipendio . I loro padri invece , si sono fatti 2 case lasciando i debiti da pagare.

    Si può dire che Ciampi abbia nociuto al paese in maniera mostruosa, condannando 2 o 3 generazioni al precariato, alla povertà e alla servitù alla casta.

    Inoltre, grazie alla svalutazione, sono sopravissute a sé stesse molte industrie decotte, condannate a morire comunque per la globalizzazione .

    E si è insistito nel tenere in piedi industrie ormai obsolete anche con la manodopera a basso costo degli immigrati.

    Il risultato è che quelle industrie sono oggi aziende fabbrica debiti, e hanno lasciato alla collettività solo il problema di una immigrazione selvaggia che ha distrutto la socialità e perfino la sicurezza degli indigeni.

    Dunque, ora succede che il dollaro debole fa aumentare le esportazioni americane, ma oltre a quelle americane aumentano le esportazioni di India, Cina ecc che sono valutate in dollari.

    In pratica, se continua così, cioè una concorrenza ancora più forte di prima delle merci cinesi e indiane, da qui a qualche anno il sistema produttivo italiano sarà rasato al suolo salvo poche eccellenze .
    E continuerà così perché gli USA hanno bisogno che il dollaro resti debole per esportare. I cinesi si stanno sbarazzando dei dollari e questo aumenterà ancora la svalutazione del dollaro , rischiando di far scivolare la cosa dalle mani americane.

    Ma ai tedeschi e ai francesi, ormai globalizzati finanziariamente, la cosa non interessa.

    Una moneta forte è normale, lo era anche il marco tedesco.
    Tutt’al più i tedeschi diventeranno sempre più capaci di comperare anche quei pochi rimasugli buoni della fallimentare economia del sistema italia.

    Perciò, un dollaro debole rispetto ad un euro “forte”, unito al parassitismo e al debito pubblico ci manderà in bancarotta. Senza parlare della casta inamovibile ed incapace che non sa fare nulla come dimostrano le cronache.
    Però, se per assurdo dovessero aumentare i tassi di interesse americani, allora il dollaro si rivalutera rispetto all’euro. Purtroppo però questo farebbe aumentare in maniera pazzesca gli interessi da pagare sui debiti dello Stat, il quale già ora non riesce a pareggiare i conti sebbene si sforzi.

    Dunque, a me pare che siamo tecnicamente falliti, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. O quasi.

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    Che cosa è il Signoraggio – l’inizio

    banconota lire 1000

    Nei dialoghi con le persone reali ho però constatato che alcune mie metafore sono servite a fissare la questione a chi non sapeva nulla del problema.

    Dunque ecco una mia piccola introduzione sul “Signoraggio”, ovviamente dal mio punto di vista.

    Immagina di avere oro, argento o altri metalli preziosi, e di volerli mettere al sicuro.
    Allora vai da un orefice o da una banca e gli dici “ti lascio qui questi preziosi se mi assicuri che in caso di furto mi pagherai il loro valore”. (da questo momento tralasciamo le differenze e chiamiamo “banco” chi accetta i tuoi metalli preziosi). Il Banco ti risponde dicendo che “sì”, assicura il tuo oro, ma ti dice che il tuo oro vale solo una certa cifra perché “usato”. Notare che questo meccanismo è quello del pegno, e notare che l’oro usato è sempre oro, e non si deperisce con il tempo.

    Comunque il Banco ti rilascia una speciale “nota di deposito”, che prende il nome di Banconota. Da quel momento tu giri con la tua banconota in tasca, felice di sapere di avere la tua ricchezza al sicuro.

    Un giorno passi davanti ad un negozio di Automobili, e ti innamori di una automobile fatta proprio come la desideravi da tempo. Il prezzo è eccezionale, ed è rimasta l’ultima. Decidi di comperarla al volo. Il venditore ti chiede : “Scusi, come intende pagare”. E tu: “Guardi questa banconota, dimostra che posso permetterlo. Se aspetta mezza giornata, vado dal Banco, mi faccio dare del denaro o il mio metallo, e poi glielo porto subito”. “Benissimo!” dice il commerciante “visto che paga subito Le faccio lo sconto. Però , se porta il denaro o il metallo prezioso con sé, potrebbe essere derubato. Allora , se preferisce, a me va bene anche una banconota del Banco con scritto che il proprietario del metallo depositato sono io. Cosa ne dice?”. “Ma certo”, rispondi tu, “meglio essere cauti”. Senza volerlo hai inventato l’ “Assegno”, una speciale banconota con la quale il destinatario può andare dal banco e ritirare il metallo.

    Il venditore di auto, con il suo bel assegno, il giorno dopo si reca dal sarto a pagare il vestito da sposa della figlia, e dice al sarto: “ senti, invece di darti denaro ti do’ questo assegno, te lo “giro” con una mia firma che dimostra che il banco deve dare a te il metallo prezioso e non a me.” Il sarto accetta. E il giorno dopo si reca dal banco il quale, finalmente, tira fuori il metallo prezioso e lo da al sarto. Il sarto però ci riflette e dice “Non può tenerlo e farmi una nota di deposito ?”. Il banco accetta.

    Tutto chiaro fino a qui? Passano il tempo e gli anni, e tutti trovano comode le “banconote” come se fossero l’equivalente reale dell’oro. Ormai nessuno va più a ritirare il metallo, ed anzi è pure felice di avere delle banconote leggere leggere al posto del metallo.

    Con il tempo si trova perfino utile avere delle banconote “standardizzate”, ossia senza nome del proprietario, e con sopra dei valori determinati come 5, 10, 20, 100, 500, 1000 ……. unità. Così , al momento del pagamento non c’è nemmeno più il problema di firmare la “girata”. E’ stata invitata la “moneta”, che per comodità si trasforma anche essa in carta o “cartamoneta”.

    Tu, il venditore d’auto, il sarto ecc ecc. vivete pensando che ad ogni banconota e moneta corrisponda un certo “deposito” reale. Per tutti è una dato scontato che da qualche parte l’oro C’E’.

    Un giorno, venite a sapere che in realtà il banco non ha tutto l’oro depositato, ma solo una piccola parte o “riserva frazionaria”, perché anche il banco ha dato in deposito il suo metallo ad un banco più sicuro, con grandi depositi vigilati, che viene chiamato “banco centrale” : lì perfino il Governo mette i soldi. Vi sentite ancora più sicuri e usate le banconote con ancora più fiducia.

    Bene. Succede però che il banco ad un certo punto si trova esposto perché ha fatto costruire delle case per venderle, ma non riesce a venderle da anni. Il banco ha già pagato una parte dei lavori, ma il costruttore vuole essere pagato completamente. Insomma manca del denaro, e se il banco dovesse restituire tutto il metallo equivalente alle banconote circolanti non ne avrebbe a sufficienza.

    Il banco pensa però di dare al costruttore delle banconote con le quali dichiara che il metallo depositato e della stessa banca. Il costruttore le usa con altri fornitori e nessuno si accorge di un fatto semplice: IL BANCO NON HA DEPOSITATO ALCUN ORO SUO !

    Dopo un po’ il Banco, capisce che il gioco regge, e per simulare meglio decide allora di fare una ulteriore cosa poco onesta: scrive nel registro dei depositi che egli ha depositato l’oro, e poi scrive nel registro dell’oro mandato al banco centrale che una certa quantità è stata depositata. Ecco fatto.

    Il fatto che la banca, in maniera fraudolenta e falsa, dichiara di avere dei “valori” depositati nel banco centrale, è la creazione di moneta dal nulla, ossia uno degli aspetti del Signoraggio.

    Grazie a questo trucco, il banco crea tutto il denaro=banconote che vuole senza dover fare nulla in cambio. In qualche maniera trucca i conti e via.

    Dite che è impossibile ? Ebbene, la bugia è andata così oltre nel tempo e nella quantità che non solo il banco ma anche il banco centrale ha cominciato a fare della banconote di deposito sul nulla, e le casse forti del banco centrale sono completamente vuote. Oggi alla moneta circolante non corrisponde alcun bene reale, sono solo pezzi di carta.

    Il giochino si è ulteriormente evoluto con l’avvento della “moneta elettronica” , che ha permesso alle banche di eliminare anche la prova della truffa, ossia quelle banconote di autodeposito che esse facevano.

    Lo scossone finanziario dell’impero ( attualmente “americano”) di agosto 2007, è stato solo il primo shock di una serie che ci attende, perché il fatto è che il sistema monetario non regge più.

    E’ una grande catena di SantAntonio basato sull’usura di chi stampa moneta senza aver nulla in riserva (signoraggio). Grazie a questo meccanismo ora noto di “creazione di denaro dal nulla” o “Ex nihilo” si è tenuto in piedi un potere occulto di governo mondiale che da diversi secoli scatena guerre contro chiunque minaccia questo monopolio.

    La crisi delle borse viene affrontata attraverso la “immissione” di centinaia di miliardi di Euro e Dollari nel sistema finanziario: tonnellate di nuovi bigliettini stampati di Dollari ed Euro vengono fatti circolare, e vengono dati agli operatori di borsa collegati alle banche che hanno fatto investimenti sbagliati su persone ed aziende non affidabili.

    Questo sistema tiene in piedi i ladri a danno degli onesti. Le banche continuano a stampare e mettere in circolo banconote senza che ad esse corrisponda il benché minimo debito delle Banche stesse verso il popolo che dovrà pagare i debiti.

    Collegamenti

    Signoraggio su Google

    Libro Euroschiavi di Marco della Luna

    Libro Bankstein di Marco Saba

     

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