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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 6:35 pm
  • Riproduzione riservata
  • Il non voto è una presa per il culo

    voto.jpgOpps, forse culo non è simpatico, ma tanto parliamo di politica.

    Parliamo della campagna per il non voto che sta circolando:
    e’ una presa per i fondelli e serve solo a rafforzare i partiti “maggiori”. Ecco perché.

    Avete presente il parlamento? E’ fatto di 630 persone elette alla Camera e 315 elette al Senato (Lasciamo perdere i senatori a vita che non vengono eletti da nessuno e il fatto che sono i partiti a nominare i candidati).

    Indipendentemente da quanti votano, quelle 945 sedie verranno comunque riempite.

    Cioé, se il 100% degli elettori andrà a votare, ci saranno 945 eletti.
    Se solo il 40% degli elettori andrà a votare, ci saranno lo stesso 945 eletti.

    Supponiamo che il popolo voti così:
    Bianchi 20%
    Gialli 20%
    Rossi 20%
    Blu 20%
    Neri 20%

    Allora ci saranno 126 Deputati e 63 Senatori per ogni colore (Bianchi, Gialli, Rossi, Blu e Neri)

    Ma vediamo un po’ cosa cambia con il non voto.

    Se per esempio NON andranno a votare 1000 (o 1.000.000) di persone in meno per ogni colore, non cambierà nulla.

    Ma se invece non andranno a votare tutti quelli che votano giallo, la presenza parlamentare sarà a vantaggio dei rimanenti
    Bianchi 25%
    Gialli 0%
    Rossi 25%
    Blu 25%
    Neri 25%

    Siccome i gialli sono coloro che sono schifati da tutto, ossia gli unici propensi a votare nuovi partiti, ecco che il non voto favorirà di fatto i partiti maggiori con una più alta rappresentanza, fasulla per altro.

    IL NON VOTO NON FA ALTRO CHE FAVORIRE I SOLITI VECCHIACCI
    Per rompere le uova nel paniere dei soliti vecchiacci di mestiere, bisogna andare a votare e votare un partito medio piccolo, così da favorire il ricambio.

    Oppure votare giovani (io non faccio propaganda per le donne perché ritengo vadano votate solo se lo meritano al pari degli altri, e non perché ce l’hanno e i maschi no – anzi trovo discriminatorie le quote rose a danno dei maschi).

    Ecco perché i maggiori leader stigmatizzano il voto alle formazioni minori, sono l’unica variabile di elezioni per altro preconfezionate.

    E’ del tutto evidente che anche queste sono elezioni illegali.Per esempio, qualcuno mi può spiegare perché un nuovo partito deve raccogliere le firme per le candidature e i soliti vecchiacci di mestiere si sono AUTO esentati violando la costituzione ?

    Questo rende impari il confronto. Per non dire i possessori di TV che si fanno pubblicità per loro soli escludendo gli altri.

    Come dissi nel 1999, Vai a votare e vota un partito che non hai mai sentito prima.

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    Milano è sovrana. Ecco perché.

    milano_old.jpgPer inquadrare la situazione di cui parlo e’ utile leggere http://www.palmerini.net/blog/?p=62

    Ora ripeto che nel 1866 le attuali “regioni” lombardia, veneto e friuli-venezia-giulia erano amministrate dall’Impero Austro Ungarico, ed erano fra le regioni più floride di esso (oggi lo sono dell’Italia e dell’Europa).

    Questa area veniva chiamata “regno lombardo-veneto” e più o meno corrispondeva al territorio suddetto.

    Nel 1866, a seguito della guerra fra l’Impero e l’asse Prussia-Italia, tradendo la Prussia l’Italia ottenne di avere questa terra pur avendo perso tutte le battaglie per terra (Custoza) e per mare (Lissa)

    Dopo pochi mesi si ebbe invece un plebiscito con il quale si dice che il popolo veneto si unì all’italia (ottobre 1866).

    La realtà è tutt’altra, e coinvolge anche lombardi, friulani e mantovani
    Non entro nei particolari già detti, ma si sappia che ci furono brogli e fu una finzione, perfino ci fu il risultato proclamato giorni prima dello svolgimento.

    Il fatto è che c’era un trattato, e questo trattato non fu rispettato.
    Non è una questione di lana capriana, ma fatti che rendono illegale il possesso italiano del regno, che spetta per primo al suo principale popolo , il popolo veneto, non a caso riconosciuto anche da una legge costituzionale italiana.

    Comunque il trattato internazionale che stabiliva l’annessione prevedeva un plebiscito in tutto il regno Lombardo Veneto. A quel tempo si usava ratificare la volontà dei governati con dei “plebisciti”, oggi non fanno più nemmeno quelli se si pensa alla nuova carta costituzionale europea del 2007 !

    Fu una operazione di politica internazionale fatta senza alcuna volontà del popolo.

    La cosa su cui voglio porre l’attenzione è che Milano fu annessa senza plebiscito, così come le altre città lombarde.

    Con città lombarde non intendo Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, perché esse sono venete, e Mantova che fa popolo a sè. Esse infatti votarono.

    Ecco cosa racconta nel suo memoriale sulla cessione il commissario Thaon de Revel:

    Giorno 19 ottobre 1866, ore 7 del mattino:… Consegna di Venezia e del regno Lombardo-Veneto dall’Austria alla Francia. Tale documento in doppio originale venne firmato dai rispettivi commissari incaricati, Moering e Leboeuf, furono testimoni alle die firme il gen Alemann ed il cav. Gaspari, ff. di podestà. (199) Vera commedia (ma da che parte si trovano i burattini?)!
    Il regno Lombardo-Veneto, dunque anche Milano era solo allora ceduto dall’Austria e chi riceveva la Lombardia era la Francia (costui aveva dimenticato l’art. 4 del trattato e la guerra del 1859 vinta dai francesi a Solferino!). Meno male che questo si passasse in una camera d’albergo con poche persone presenti!

    Insomma, già questo di per sè rende nullo il plebiscito perché le terre cedute non votarono tutte come previsto.

    Milano è libera per sé stessa, ma il treno a cui agganciarsi è il Governo del Popolo Veneto http://www.statoveneto.net
    Su Custoza http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Custoza_(1866)

    Su Lissa http://www.beggiato.itgo.com/lissa.htm

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    NON E’ PIU’ SICURO CHE IL LOMBARDO-VENETO SIA ITALIANO !!!

    leonpadova04.jpgNON E’ PIU’ SICURO CHE IL LOMBARDO-VENETO SIA ITALIANO !!! Una sentenza epocale per l’indipendenza dei veneti è stata fatta dal Tribunale di Venezia il 20 febbraio 2008 . Sarà pubblicata a giorni. La lettura è stata pubblica e alla presenza di circa 15 veneti presenti.

    In sintesi, nel dubbio la conseguenza è che legalmente

    SI POSSONO PAGARE LE TASSE ALL’AUTOGOVERNO DEL POPOLO VENETO AL POSTO DI PAGARLE ALLO STATO ITALIANO.

    Le parole usate dal giudice ovviamente non sono queste, ma lo sono gli effetti. Vediamo perché.

    Il procedimento di fronte al giudice italiano è stato iniziato dalla associazione “Life Treviso” nel 2006.

    LIFE chiedeva di accertare che il Lombardo-Veneto tutto intero (comprendente tutta la terra veneta da Bergamo a Udine oltre a Mantova) non è territorio italiano, in quanto la cessione del territorio del 1866 non fu legittima, cioé legalmente invalida. Inoltre, sostiene la Life, dal 1999 le autorità e uniche legali sul territorio lombardo-veneto sono quelle di “Autogoverno del Popolo Veneto” fondate nel 1999 da Luciano Franceschi, Loris Palmerini e Giuseppe Segato (morto nel 2006).

    In effetti già la magistratura di Padova, indagando nel 2002 sulle elezioni democratiche svolte per l’autogoverno del popolo veneto, non aveva avuto nulla da ridire, tanto più che il diritto di Autogoverno del Popolo Veneto è esplicitamente affermato da una legge costituzionale,dunque questa idea era già implicita in quel fatto

    Inoltre sono circa 3 anni che la LIFE ha un territorio di “Autogoverno del popolo veneto” nel quale è stato impedito l’accesso alla polizia, una specie di Campanile di S.Marco da 3 anni, o un piccolo stato .

    A riprova della pretesa NON ITALIANITA’ del territorio lombardo-veneto, nel 2007 la Life ha depositato il libro “La repubblica mai nata” scritta da me che oltre a spiegare la NULLITA’ della cessione del 1866 , spiega anche la NULLITA’ del referendum monarchia-repubblica del 1946.
    Oltre al libro, un documento di 17 pagine che spiega tutti i diritti di legge del popolo veneto, secondo legge internazionale e pure italiana, oltre ai fatti che li hanno resi effettivi (autodeterminazione già iniziata).

    Se fossero mancati dei requisiti di legge per la pretesa sovranità, il giudice avrebbe ovviamente risposto che mancava qualche cosa negando il diritto.

    Ma ESSENDOCI TUTTI, negare il diritto lo avrebbe esposto alla persecuzione internazionale come crimine penale internazionale .

    Perciò il giudice ha sentenziato che egli stesso non ha “giurisdizione”, vale a dire che non poteva giudicare , e non lo può fare nè lui nè un altro giudice italiano (non è una questione di “competenza” per materia o territorio).

    Eppure, il codice prescrive che se chi ha chiesto il giudizio è sul suolo italiano, e la causa verte su qualche cosa avvenuta lì, il giudice ha la “giurisdizione”.

    Ma se domani si verificasse che NON E’ territorio italiano ?
    Anche rispondere no avrebbe comunque dato inizio al processo internazionale.

    Il giudice ha fatto come Pilato, ma senza mandare alla croce nè Gesù nè Barabba. Sarà il giudice internazionale a decidere.

    Dunque, se il territorio lombardo -veneto non è o potrebbe non essere “italiano”, ecco che il giudice giustamente deve astenersi dal giudizio.

    Con questa sentenza in mano, ogni veneto nel Lombardo-Veneto può pagare le tasse all’Autogoverno del Popolo Veneto/Stato delle Venetie invocando la situazione di incertezza ora determinatasi.

    Ma è solo incertezza procedurale perché è ben sicuro che il popolo veneto è già indipendente legalmente.

    Insomma, ieri sono successi 3 fenomeni originali a Venezia
    Non solo una bassa marea eccezionale e una eclissi di luna.

    Anche una sentenza epocale .

    Purtroppo nello stesso giorno l’Italia si appresta a negare i violare i trattati ONU riconoscendo l’indipendenza ad uno Stato che lo stesso Segretario ONU ha detto non è da riconoscere.

    Allego commento dell’avvocato Della Luna sulla sentenza

    IMPORTANTE PASSO AVANTI SULLA VIA DELL’INDIPENDENZA
    Il 20.02.08 il Tribunale di Veneza, in pubblica udienza, si è pronunciato sulla causa promossa da Life con l’avv. Marco Della Luna contro l’o Stato Italiano per la dichiarazione di nullità dell’annessione delle Venezie al Regno di Sardegna, avvenuta col falso plebiscito del 1866.

    Il Giudice ha formalmente dichiarato che la magistratura italiana non ha il potere di decidere sulle domande proposte da Life, e di prendere i conseguenti provvedimenti.

    Grazie a questa decisione, Life ha ottenuto, da parte dello Stato italiano, la confessione che il detto Stato non può e non vuole attuare nè rispettare il diritto internazionale nè il diritto interno in questo materie, nè accertare la verità storica.

    Questa confessione di impotenza consente ora a Life di rivolgersi agli organi di giustizia internazionali e all’ONU per reclamare il rispetto dei trattati.

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    Trasmissione sulle Foibe
    14 febbraio 2008 21:00a23 febbraio 2008 21:00

    Sarò ospite di Tele Nord Est in una trasmissione sull’argomento delle Foibe e della giornata del ricordo, condotta da l giornalista Luigi Gandi.luigigandi.jpg

    Giovedì 14 febbraio 2008 ore 21.00.

    Presenti anche rappresentanti di diverse associazioni degli esuli e dello Stato Libero di Fiume.

    Per approfondire il tema

    http://www.palmerini.net/blog/?p=162

    http://www.palmerini.net/blog/?p=88

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    L’Italia in un buco nero senza tempo

    L’Italia è risucchiata in un buco nero dove è finita anche la dimensione “tempo” (intimamente legata a quella dello “spazio”) .

    Così in un reiteare sempre uguale a sé stesso che conduce all’annientamento, si sta silenziosamente consumando la distruzione perfino del senso nell’intimità delle coscienze .
    Mi ha sconcertato questo video, che fa stupire di quanto male siamo messi. Guardatelo fino in fondo però.
    [youtube I7xaGmv5FMs http://it.youtube.com/watch?v=I7xaGmv5FMs]

    Bertozzo su Youtube

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    10 febbraio – giornata del ricordo del genocidio Giuliano e Dalmato

    foibe.jpg

    Queste pagine sono estratte dal mio libro  “La repubblica mai nata” del 2007 . Nessun editore si è dimostrato disponibile alla pubblicazione a costi ragionevoli.

    Il 27 ottobre 1943 il maggiore Linn M. Farish (americano) consegna al Servizio Operazioni Strategiche (O.S.S.) a Bari la relazione della sua missione sugli obiettivi politici e militari di Tito, dandogli ampio credito e affermando la necessità di prestargli aiuto. Secondo lui gli anglo-americani avano già fatto un errore il mese prima quando non avevano sostenuto i partigiani durante la loro occupazione di Spalato. Da quel momento, molte isole e ampi tratti della costa dalmata, già controllate dai partigiani titini ebbero rifornimenti via area e via mare. Farish aveva chiesto “un limitato appoggio aereo lungo la costa dalmata al fine di proteggere le linee di rifornimento” , ma si ritenne che Zara, ad oltre 200 chilometri in linea d’aria, fosse una minaccia, e così già a partire da novembre gli anglo-americani cominciano a bombardarla insieme all’Istria. Invece Zara non era nemmeno collegata alla ferrovia, e non aveva che una strada poco praticabile per oltrepassare le alpi che la separano dal resto della Jugoslavia. Infatti a Zara e nel circondario non vi erano più di 1200 soldati tedeschi nel momento di massima occupazione. Il fatto è che Tito voleva far bombardare Zara sebbene non ve ne fosse necessità militare1 .

    Alla fine della guerra i bombardamenti alleati saranno stati 54 e causa di numerosissime vittime civili2.

    Tra il 29 e il 30 novembre 1943 – 142 delegati popolari giunti da varie parti della Jugoslavia a Jaice, proclamarono la costituzione della “Repubblica Federativa Popolare Jugoslavia”. Tito viene posto a capo del governo con il grado di “Maresciallo di Jugoslavia”. A questa nuova repubblica vengono annesse unilateralmente l’Istria, Fiume, Zara e il litorale sloveno e croato. Essi poi vengono supportati dagli alleati i quali agirono su informazioni titine.

    Anche in virtù della suddivisione dei Balcani operata a Yalta i titini poterono avanzare da Sud, e fino all’arrivo a Trieste nel maggio 1945, l’esercito titino, considerato regolare, attuò una forma di pulizia etnica in tutta la Jugoslavia ma specialmente in Istra e Dalmatia, nella maggioranza dei casi a danno di veneti che in quanto cittadini italiani erano identificati come fascisti. Si trattò dunque di una pulizia etnica che si giustificò anche con motivazioni politiche ideologiche (il comunismo) ma che divenne anche occasione per alcune rivalse personali, così come numerosi furono coloro che colsero l’occasione per salire sul carro del nuovo regime anche come spie e delatori.

    Questa pulizia si realizzò con torture, fucilazioni, infoibamenti, e di molte foibe se ne è persa persino la traccia e recuperate pochissimi resti. Infatti le foibe a volte sono state richiuse con una semplice esplosione che ne chiudeva l’accesso. Certo è che la pratica durò tanto a lungo da convincere 350.000 persone ad abbandonare la terra degli avi, la patria, abbandonando ogni bene e ogni parentela.

    La pulizia etnico-politica tramite foibe fu particolarmente grave a Trieste, Gorizia ed in Istria in particolare nei 45 giorni successivi il 1 maggio ‘45 quando Tito entrò a Trieste con il suo esercito.

    I partigiani comunisti della Garibaldini erano stati dirottati verso Lubiana e dietro ordini titini rientrarono in Istria soltanto dopo venti giorni, ormai a “pulizia” fatta. Gli ordini di Tito e del suo ministro degli esteri Kardelj erano di “Punire con severità tutti i fomentatori dello sciovinismo e dell’odio nazionale”, “Epurare subito”3. Tito e i comunisti slavi,ma anche quelli italiani della Brigata Garibaldi su su fino a Togliatti (ministro di giustizia)  pensavano alla Venetia (allora  legalmente chiamata Venezia-Giulia ) come una legittima proprietà di ascendenza, questa volta slava: i veneti erano sloveni, non italiani. L’esatto simmetrico di quanto fatto dai Fascisti in Slovenia e nella Venetia. Con la stessa curiosa dinamica psicologica che abbiamo visto per i fascisti, la carneficina non risparmiò nemmeno gli antifascisti come quelli della Brigata Osoppo, che tuttavia erano di chiara fede italiana, e perfino alcuni membri del CLN partigiano furono infoibati in quanto non slavi. Così come i fascisti avevano fatto in Slovenia infoibando veneti non italiani, venne data caccia all’autoctono, questa volta “italiano”, e vi furono esecuzioni sommarie, deportazioni, infoibamenti. Ma non è corretto vedere la cosa come una semplice ritorsione, perché sono pochi gli esseri umani che avendo perso un parente in un omicidio politico trovano giustizia nel vedere ucciso un poveretto qualunque sebbene di altra cultura. Si tratta di massacro etnico politico.

    Naturalmente non vennero risparmiati i militari e i civili italiani, ma per le stesse logiche dei fasciste, stavolta anche civili sloveni e croati non comunisti furono vittime. Molti vennero uccisi a martellate per non far rumore e non scatenare la reazione della popolazione. Le cifre disponibili ci dicono che solo a Trieste furono deportate circa 8000 persone in soli 45 giorni. La sola Foiba di Basovizza è stimata contenere oltre 2.000 persone, calcolati in base ai 300 metri cubi di corpi e ossa ammassati all’interno. Eppure tutto ciò si sarebbe potuto evitare almeno in parte se il 2 e il 3 maggio, quanto gli alleati arrivarono a Trieste, essi vi fossero rimasti invece di tornare a Monfalcone.

    Solo il 9 giugno 1945 Tito e il generale Alexander definirono 2 zone di occupazione. Solo allora agli Alleati toccò Trieste, mezza Gorizia e mezza Istria4 e si rinviò la definizione della regione tramite un referendum fatto a guerra finita per l’eventuale Autogoverno. Tito si ritirò nella zona B a sud, e in vista del voto la persecuzione dei non slavi durò almeno fino al ‘47.

    Particolare luce prende la distruzione di Zara e la pulizia etnica della città. In base al censimento austroungarico del 1910 Zara era popolata per il 70% della popolazione da italiani, ed il rimanente 30% erano Tedeschi, Serbi e Croati.

    Nota 1- Il gen.Carlo Ravnich era, nel 1943, maggiore comandante del battaglione Alpini “Aosta!”. L’8 settembre passo con i partigiani Titini e in “Storia Illustrata” n. 274 del settembre 1980 racconta che allora, dopo i primi accordi di collaborazione, il comando partigiano jugoslavo chiese che facessero un fonogramma a nome loro per chiedere in Italia di bombardare Zara perché, dicevano, “vi si stavano concentrando notevoli forze tedesche“. Ravnich ricorda che il fonogramma partì seppure cercarono di modificarlo in modo da renderlo inattendibile.

    Nota 2 - sui crimini comunisti in Dalmatia si veda anche http://www.dalmatia.it/dalmazia/calvario/alleati1.htm

    Nota 3 -Gianni Oliva, Foibe. “Le stragi negate della Venezia Giulia e dell’Istria”, Mondadori, Milano 2002Nota 4- confermate dal Memorandum di Londra del 1954

    Sul progetto comunista e di Togliatti di annessione del Friuli e del Veneto alla Jugoslavia si veda http://www.palmerini.net/blog/?p=88

    Per saperne di più

     

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_del_Ricordo

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    I parlamentari godono del bonus “spese sanitarie illimitate” : una vena tagliata

    I parlamentari italiani hanno il privilegio delle spese sanitarie gratis.medicocieco.jpg

    Vista così si potrebbe pensare che non è poi molto. Perché si pensa al ticket. Invece si tratta del fatto che si possono far passare per tale voce spese incredibilmente esose per il cittadino.

    Non si sta accusando nessuno, ( loro, i soldi per le querele li prendono dal cittadino e bisogna fare attenzione).

    Ma anche i parlamentari sono umani, e quindi anche fra di loro ci sarà sempre qualcuno che abuserà del privilegio.

    Per esempio:

    Quanti dei lettori conoscono medici che farebbero passare come spesa medica quella che magari è invece solo una operazione estetica ?

    Quanti alberghi di centri turistici fanno passare come cure dei soggiorni di vacanza ?

    In pratica, dietro la voce spesa medica possono passare tranquillamente migliaia di euro l’anno, senza sforzarsi di pensare alle fatture false, alle cure dei parenti intestati ai/alle parlamentari, alla vacanza con l’amante, ecc ecc.

    Bisogna porre il tetto di spesa, o meglio ancora, fargli una assicurazione privata con polizza medica, che costando non più di 3000 euro all’anno ci costerebbe sicuramente meno. Saranno così le assicurazioni stesse a vigilare sugli abusi, visto che sarebbero loro a dover pagare.

    Niente contratto globale per le polizze di tutti i parlamentari, che ci sarebbe il solito mercato, una cifra fissa per tutti e si arrangino. Ma se sulle fatture false resterà l’immunità ecco che le truffe andranno a danno delle assicurazioni che le scaricheranno sugli altri assicurati.

    Quindi niente immunità per i reati fiscali connesse alle spese mediche, come tutti i cittadini devono essere terrorizzati (o meno) dalla finanza.

    Loris Palmerini

    (spedito ai media l 08 ottobre 2004 )

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