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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 7:16 pm
  • Riproduzione riservata
  • La ricetta di Bush alla crisi è una truffa criminale.

    Ho già raccontato di quel principe africano che, poiché i suoi sudditi erano senza soldi, fece stampare un bel po’ di banconote e li distribui’ alla gente.
    Non ho mai saputo se questo abbia poi portato il paese al benessere, oppure ad una spirale di debito verso il governo, o peggio alla guerra. Immagino alla guerra.

    Comunque, che piaccia o no, la ricetta di Bush per risolvere la crisi è la stessa: vuole che la Federal Reserve stampi 7 miliardi di banconote da 100 dollari (il che viene a costare circa 5 centesimi a pezzo) e li distribuisca.

    Ma ci sono diverse aggravanti criminali a questo piano rispetto a quello del principe africano.

    1) queste banconote non verranno date al popolo americano e a coloro che non riescono più a pagare il mutuo, ma verranno date ai banchieri e alla banche che hanno falsificato i bilanci, speculato sugli stati svalutando le loro monete, dato proiezioni sbagliate o appositamente false sull’economia, portando il paese alla bancarotta: questa è una associazione alla truffa criminale che fino a oggi essi hanno condotto
    2) il dollaro subirà una super svalutazione che lo porterà probabilmente a un cambio di 2 dollari per euro, con il risultato che il Barile schizzerà a 200 dollari (sempre corrispondenti a 100 euro)

    Infatti, che al denaro non corrisponda alcun oro o metallo prezioso in cassaforte o a Fort Knox è cosa che ho già spiegato, ma che già 10 anni fa Grillo spiegò in maniera molto efficace e trovate nel video più sotto.

    Il problema della operazione di Bush sono gli effetti collaterali che potrebbe produrre :

    3) con la svalutazione del dollaro, i cinesi potrebbero incazzarsi a morte perché hanno capannoni di dollari di cui non sanno cosa fare, e potrebbero decidere di garantire il loro credito con vari tipi di ritorsione fino ad una occupazione militare degli Stati Uniti ormai sul lastrico
    4) la Russia , forte del suo Rublo e del suo petrolio, potrebbe rivalutare il costo del gas portando alla recessione anche l’Europa.
    5) l’Europa, senza energia, e con una moneta senza fondi come il dollaro, potrebbe entrare in una profonda recessione pur avendo una produzione reale di beni, e sprofondare nel debito insieme agli USA, dovendo quindi entrare in guerra con essa oppure entrare in una alleanza politica e militare con la Russia o la Cina che ne diventerebbero i padroni.
    6) nel frattempo mi sembra che da tempo qualcuno tenti di scatenare una guerra dell’Islam con Israele, come già annunciato oltre un secolo fa nel progetto dei Rosa Croce

    Allora, se qualcuno non ferma Bush, siamo veramente nei pasticci tutti, spero di non essere l’unico a capire queste cose. Forse è vero che lui proprio non capisce quello che fa ed è guidato da altri.Prima di lasciarvi al video di Grillo, vorrei sottolineare che sono un ex fan di Grillo, perché poi mi hanno fatto capire che, pilotato o meno, lui è il Giullare del regime. Un giullare a volte dice solo barzellette, come quelle che diceva sul computer o sull’idrogeno. Ma se lo si prende per il suo ruolo, non quello di guidare, ma di far riflettere ( operazione che comprende il beneficio del dubbio) allora può essere utile. In questo video, lo è in maniera esemplare.

    [youtube CJJ9rzReXso nolink]

    Shangai Cooperation Organization

    Cosa nasconde il collasso del sistema.

    Che cosa è il Signoraggio – l’inizio

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    Se la sanità italiana fosse come quella Lombardo-Veneta, si risparmierebbero 4,3 miliardi di euro (circa 9000 miliardi di lire)

    Un altro primato dei veneti (perché la regione Lombardia è mezza veneta)

    Se la sanità nelle regioni fosse gestita come in Lombardia e Veneto , si risparmierebbero 4,3 miliardi di euro (circa 9000 miliardi di lire).

    Lo fa sapere via adnkronos il ministro Sacconi “Le due Regioni del Settentrione sono state prese ad esempio in una simulazione ” e conti alla mano, si otterrebbe “un risparmio di 4,3 miliardi di euro l’anno adottando, da un estremo all’altro dello Stivale, il costo medio standard del modello sanitario lombardo-veneto. ”

    Sappiamo anche che , dati Eurostat, Veneto e Lombardia sono il Gigante Economico d’Europa, con una produzione pro-capite di circa il doppio della media Europa.

    Se Lombardia e Veneto uscissero dall’Unione Europa, essa vedrebbe calare il suo PIL di circa il 10% !

    Questo gigante grande 5 volte la Baviera contribuisce per circa il 30% del prodotto italiano, con solo un quinto della popolazione.

    A fronte di questi dati, i cittadini lombardo veneti sono i più penalizzati.

    Per essi si spende di meno che per il resto dei cittadini, compresi quelli del Nord come Trentino, Val d’Aosta, Friuli, ecc, ma anche Piemontesi , Toscani.

    Nonostante questo si dice (ma secondo me non è vero) che la sanità è ai vertici della qualità

    Il calcolo matematico di Sacconi ci dimostra che se le altre regioni FUNZIONASSERO nella sanità come Lombardia e Veneto si risparmierebbero 4,3 miliardi di euro. E questi soldi vengono proprio da Lombardia e Veneto, come ci dice Eurostat.

    Ecco quindi che è giusto affermare che i cittadini del Lombardo Veneto hanno il diritto a imporre regole alle altre regioni, per salvaguardare i propri giusti interessi, tanto più che essi spendono meno oltre a versare di più.

    Siamo di fronte alle formiche depredate dalle cicale.

    I cittadini del Lombarod-Veneto e i loro amministratori hanno IL DIRITTO di pretendere che i loro soldi non vengano spesi male, e che si aumenti la qualità dei servizi nei loro territorio ANCHE OLTRE la soglia di qualità che ci sono nelle altre regioni perché se gli altri spendono male è un problema loro.

    Hanno certamente diritto a imporre che ogni regione spenda gli stessi soldi pro capite per ogni cittadino, cosa che non è con i cittadini di Bolzano e della Sicilia praticamente assistenzializzati con uno stipendio gratis (oltre 10.000 euro/anno di spesa pro capite)

    Il fatto che per ogni cittadino veneto e lombardo di spende MOLTO meno che per gli altri cittadini è una dimostrazione della discriminazione verso di essi, che sono cittadini di serie B.

    Questo ci dice dei fatti oggettivi:   i più bravi vengono penalizzati

    Allora quale lezione dobbiamo trarne?

    Per me è semplice e lampante: non esiste una uguaglianza dei cittadini, ma solo cittadini di serie A che vivono dl prodotti altrui, e cittadini di serie B sottoposti a SFRUTTAMENTO , cittadini che pur producendo e dimostrando di essere i più bravi in quasi tutto, e pagando più tasse, vengono pure penalizzati con meno risorse e meno servizi.

    Quale meritocrazia esiste in questo stato se i gruppi di cittadini più bravi sono i più penalizzati nei servizi?

    Nessuna, anzi si premiano gli incapaci e i zozzoni  al seguito di camorristi.

    Se non vogliamo negare questi numeri vi è la certezza che il Lombardo-Veneto è una colonia sfruttata da un mondo di parassiti che la circonda, e sta affondando con il “sistema italia”, governata come è da burocrati italiani e politicanti di bassa risma.

    [youtube KLAWnIQRrjE]

    Non è l’individualismo dei veneti ha mantenerli schiavi: essi sono i primi in generosità e solidarietà.

    E l’egoismo e l’individualismo dei politicanti imposti dall’italia che la rendono inerme, proprio come si fa con ogni colonia, con tanto di nemici travesti da amici, in modo che il cambiamento venga ricondotto nel sistema attuale.

    E tutto ciò nel complesso si dimostra come RAZZISMO ETNICO., iniziato con l’invasione del 1866, contraria hai trattati. Non mi interessa l’esito del plebiscito del 1866: il territorio era già invaso e dunque mancava la libertà per svolgerlo: E’ INVALIDO.

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    How to config an automatic backup of an Ubuntu server to an USB external hard disk
    How to config an automatic backup of an Ubuntu server to an USB external hard disk 
    
    First plug in the disk to an usb port so that Linux mount it.
    I read from https://help.ubuntu.com/community/RenameUSBDrive
    "Labeled devices that automount will be mounted in the /media directory using their label as the mount point, /media/<label>. ex: /media/my_external"
    
    The usb drive is auto mounted an I find out the device using:
    df
    
    or find out the device descriptor with
    mount
    
    I see /dev/sdc1 on /media/VERBATIM type vfat (rw)
    
    anyway I can identify my device also if not mounted with
    fdisk -l
    
    My device is /dev/sdc1 and the label is VERBATIM
    
    The USB disk is a VFAT filesystem, and I want to keep it that way .
    The backup will be performed by sbackupd, it will do a full backup every 21 days and daily it will do an incremental backup.
    
    Unfortunately, if another external disk is plugged before the mine, the /dev/sdc1  will be another FS of another disk.
    This will happen especially if You do not change the label to the disk
    
    The problem is to assure that the usb-disk (Vfat Fs) is mounted correctly before the backup in the right place.
    Unfortunately VFAT do not support UUID, so it's not possibile to verify if a Vfat FS is mounted via the "ls -l /dev/disk/by-uuid" command.
    
    Sure We can use the /etc/mtab, but it's possible the fs is mounted in the wrong position due to USB plug-in mechanism.
    The problem is that /dev/sdc1 it's not necessary the right disk , especially with a label like "verbatim"
    I should change the label of  the disk to something unique so that  to  assure  sbackupd copy  the data in the right place.
    (In theory I should also implement a check and mount every available disk and verify it But I will not do here !)
    
    Below http://embraceubuntu.com/2006/03/01/editing-fat32-partition-labels-using-mtools/
    
     I  assure a label to the disk
    
    # Install mtools:
    sudo apt-get install mtools
    
    #change the label to the disk ( must it be mounted before?)
    mlabel -i /dev/sdc1 -s ::SERVERCOPY
    
    Now We should modify  /etc/mtools.conf to specify a windows-like drive letter:
    
    echo "" >> /etc/mtools.conf
    echo "# # backup USB  disk" >> /etc/mtools.conf
    echo "drive p: file=\"/dev/sdc1\"" >> /etc/mtools.conf
    echo "" >> /etc/mtools.conf
    
    The disk is p:
    
    So now verify again the label of the disk
    
    mlabel -s p:
    Volume label is SERVERCOPY 
    
    Ok, You should do it, I will not do beacouse I have already configured SBACKUP to copy data in /media/VERBATIM.
    
    So, form now on, please use Your disk label instead of VERBATIM
    
    Now let do the script that will verify /dev/sdc1 is mounted on /media/SERVERCOPY or VERBATIM or whatever is Your disk label.
    
    mount /dev/sdc1 /media/VERBATIM
    
    Now let's do a script that verify all conditions and start sbackup  notice I'm poor in bash
    
    # --------------------- cut the code from here
    #!/bin/bash
    # Loris Palmerini 2009 - copyright http://www.mozilla.org/MPL/MPL-1.1.html
    # This bash script verify that a certain VFat filesystem is mounted in a certain mount point
    # Vfat Fs have a label, and on Ubuntu usb disk  it's mount on /media/"label"
    #
    # So the mounting is verified also against the label and umounted if mounted elsewhere
    # if it's not possible to mount the FS correctly, send an email to admin
    # if correctly mounted start sbackup
    # if sbackup is not present , send an email
    
    mountpoint="/media/VERBATIM"; # sbackup is configured for that destination
    deviceid="/dev/sdc1";
    label="SERVERCOPY";
    
    # the "date" of today in form of YYmmDDhhMMss
    todayis=$(date +%Y%m%d%H%M%S)  # See date command
    
    # script to send simple email from here http://theos.in/shell-scripting/send-mail-bash-script/
    SUBJECT="Backup filed to mount the device"
    FROMEMAIL="server@yourdomain.info"
    DESTEMAIL="youremail@adminsite.info"
    EMAILMESSAGE="/tmp/emailmessage.txt"
    echo "Error in mounting backup FS "$deviceid" on "$mountpoint" with volume label "$label   > $EMAILMESSAGE
    echo "Today is "$todayis" . Please verify that the unit is properly connected or backup will not be done" >> $EMAILMESSAGE
    
    # umount device
    if grep $deviceid /etc/mtab > /dev/null 2>&1; then
    umount $deviceid
    fi
    # umount any device in the mount point
    if grep $mountpoint /etc/mtab > /dev/null 2>&1; then
    umount $mountpoint
    fi
    # umount the fs if mounted automatically
    if grep $label /etc/mtab > /dev/null 2>&1; then
    umount $label
    fi 
    
    # mount the device on the rigth place
    if ! mount -v -t vfat $deviceid $mountpoint > /dev/null 2>&1; then
     #   echo "not able to mount -  send an  email to admin"
     # send an email using /bin/mail
     /usr/sbin/sendmail -f $FROMEMAIL $DESTEMAIL < $EMAILMESSAGE
     exit 1
    fi
    
    # now verify the label of the mounted disk
    commandstring="mlabel -s p:"
    X=$($commandstring)
    Y=" Volume label is "$label" "
    if [ "$X" != "$Y" ]; then
     echo "not able to mount volume label "$label" send an  email to admin"
     # send an email
     /usr/sbin/sendmail -f $FROMEMAIL $DESTEMAIL < $EMAILMESSAGE
     exit 1
    fi
    # Let's verify if sbackup is installed
    if [ -x /usr/sbin/sbackupd ]; then
     /usr/sbin/sbackupd
    else
     echo "sbackup not found -  send an email using sendmail"
     EMAILMESSAGE="The sbackup utility is not properly installed.Please install it"
    #    /usr/sbin/sendmail -f $FROMEMAIL $DESTEMAIL < $EMAILMESSAGE
     exit 1
    fi
    
    # --------------- END OF SCRIPT CUT TO HERE
    
    Now , save the file in the root directory , suppose as the name mount_and_sbackup.sh
    You can change the /etc/cron.d/sbackup file that way
    
    0 3 * * *       root    if [ -x /root/mount_and_sbackup.sh ]; then /root/mount_and_sbackup; fi;
    
    -------------------------- Loris Palmerini
    How-to reference
    Little guide to bash
    
    http://www.panix.com/~elflord/unix/bash-tute.html
    
    on exit status
    
    http://tldp.org/LDP/abs/html/exit-status.html
    
    concerning the labelling of a Vfat and fat32 disk
    
    https://help.ubuntu.com/community/RenameUSBDrive
    
    http://embraceubuntu.com/2006/03/01/editing-fat32-partition-labels-using-mtools/
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    Bocciata la via referendaria regionale Basca per l’autodeterminazione: inutile e infondato il tentativo (vale anche per i veneti)

    118650-basque.jpgServe richiedere l’indipendenza attraverso un referendum popolare organizzato da un ente di Stato?

    La risposta chiara e sonante che arriva da tutte le parti è NO, e questa inutilità viene mostrata in maniera cristallina dalla vicenda basca che vado ad analizzare

    Il 27 giugno scorso il parlamento regionale Basco (ossia della regione Spagnola “basca”) aveva chiesto di fare un referendum per l’autodeterminazione, ma il parlamento nazionale spagnolo oggi ha bocciato la richiesta di referendum .

    D’altra parte, il Governo spagnolo aveva chiaramente detto di essere contrario e di considerare illegale un tal referendum.

    Infatti, come può uno stabilimento periferico di una azienda dichiararsi azienda indipendente? Non può farlo, e anche la Corte Costituzionale italiana nel 2007 ha dichiarato che le regioni possono esercitare solo le funzioni loro conferite dallo Stato

    Bisogna mettersi in testa che le “regioni” degli Stati (intendo di tutti gli Stati non “confederali” stile Svizzera) sono niente di più che braccia amministrative del rispettivo Governo nazionale, senza alcun potere politico internazionale. Anche alcuni “Governatore” regionali (governatori  per Roma ) sono stati bocciati varie volte dalla Corte Costituzionale italiana, per aver tentato l’accordo con enti territoriali fuori dallo stato (su materie affini) , cosa per altro che oggi invece è possibile grazie alla disintegrazione degli stati operata dalla Unione Europea. Oppure sono stati bocciati per l’assegnazione autonoma di poltrone di potere. Insomma già da tempo abbiamo già tutte le bocciature che ci dimostrano il principio, perfino dimostrato su questioni di ben poco conto rispetto all’ autotederminazione, della quale non si è vista nemmeno l’ombra anche nei Governatori apparentemente più “forti”. L’unica eccezzione è stata quella della Regione Sardegna che ha prodotto la sentenza costituzionale che dimostra il principio. E non parliamo della Provincia di Bolzano che ha minacciata la secesssione se gli veniva toccata l’autonomia, perché sappiamo che Bolzano è di fatto uno stato indipendente con potere di secessione che non gli conviene esercitare.

    In pratica i Presidenti di Regione, in Italia come in Spagna, Francia ecc, non sono altro che dei mandatari del governo centrale, “governatori” appunto, tant’è che il governo centrale può bloccare la loro azione quando vuole e  in qualunque momento anche attraverso procedendo al commissariamento attraverso  il “Commissario del Governo alla Regione”, e non c’è alcun pericolo di secessione.

    E’ un illuso o un ignorante chi crede che nel corso dei 150 anni di vita degli Stati centralisti come l’Italia, il governo centrale non si sia posto e non abbia risolto il problema della possibile indipendenza dei territori regionali, specie per quei territori come il Lombardo-Veneto acquisiti illegalmente con una invasione militare illegale. Ma perfino al tempo dell’Impero Romano o della Repubblica Veneta queste erano questioni nella agenda di governo molto spesso.

    L’unica possibilità reale di diritto dei popoli alla indipendenza si è aperta invece solo dal 1965, per il fatto che le Nazioni Unite hanno riconosciuto il diritto di ogni popolo all’autodeterminazione. Ma è un diritto dei popoli, non dei governanti mandatari del governo centrale. Cioè è un diritto per governi che ancora non esistono, non per quelli esistenti.

    Dunque, per effettuare l’autodeterminazione i giochi sono diversi, e la stra-grande maggior parte dei politici con oltre 30 anni nemmeno sa che cosa voglia dire, perché sono cose di cui si è cominciato a parlare quando l’età della formazione per loro era già finita .

    Oggi la conferma arriva dai Paesi Baschi : niente referendum organizzato dalla regione basca.
    In molti invocano  come precedente il Kosovo o l’Ossetia dimenticando 2 particolari di importanza non secondaria : la Guerra e l’appoggio di una potenza mondiale.

    Il Kosovo era protettorato dell’ONU, di fatto era uno stato indipendente già prima di dichiararlo, e comunque esso rimane ancora non riconosciuto perché la rottura del diritto internazionale che esso ha provocato è talmente pericolosa che nessuno stato, a parte D’Alema, ha osato riconoscerlo.

    Invece per l’Ossetia, l’Assemblea ONU la settimana scorsa ha dato ragione alla Russia: la Georgia aveva violato la carta ONU , ossia stava facendo uno stupro della popolazione, e la Russia è intervenuta in difesa della Carta ONU e dei diritti umani, e la Georgia ha perso il diritto al territorio come hanno perso la faccia l’Italia, la Francia e la Nato

    Esteso ai Baschi o ai Veneti, significherebbe che se i governi occupanti cominciassero a torturare i cittadini, allora sì ci sarebbe un diritto di intervento da parte di uno stato estero. Lo stesso principio usato per l’Irak, sebbene sappiamo che quella della dittatura di Saddam non era l’unica motivazione reale.

    Ma insomma, non è difficile : poiché il diritto di autodeterminazione spetta ai popoli e non agli enti amministrativi, è il popolo a guidare il processo di autodeterminazione . Come ?

    Ecco la soluzione: se i Baschi vogliono l’autodeterminazione devono cominciare da subito a costituire PUBBLICAMENTE un proprio Governo nazionale basco, in sostituzione di quello Regionale , e creare le istituzioni di autogoverno.

    In pratica, i baschi devono dichiarare un proprio Autogoverno del Popolo Basco, e poi creare le Istituzioni parallele che diventeranno lo Stato Basco.

    Poi, attraverso un procedimento di inclusione delle componenti sociali, devono organizzazione in proprio, e da soli, elezioni di tipo democratico in autogoverno.

    Legittimate le Istituzioni di Autogoverno, dovranno poi organizzare un referendum per l’indipendenza, un referendum che dovrò svolgersi liberamente dato che non è detto che il popolo basco voglia l’indipendenza. Mi spiego. Dato che sono i popoli che hanno il diritto di autodeterminazione, bisognerà chiederlo ai baschi se vogliono uno stato indipendente, e potrebbero  pure dire NO!.

    Ma siccome è il popolo basco nella sua interezza a dover votare al referendum (che è altra cosa dai “residenti” nella regione spagnola), dovranno votare anche quella parte del popolo basco che sta in territorio Francese, e che sono governati da un altro stato. Se non sarà possibile altrimenti dovranno poter votare nello stesso seggio dei baschi in Spagna, ma dovranno poter votare.

    Dunque, la negazione del Referendum ai Baschi da parte del Governo Spagnolo, è una posizione di diritto formalmente corretta , perché rivendica al popolo basco nel suo insieme il diritto all’autogoverno e all’autodeterminazione , e non ad un ente territoriale dello Stato spagnolo, fatto che normalmente è vietato dalle costituzioni.

    Il Governo regionale Basco ha annunciato di voler presentare al Consiglio d’Europa un ricorso contro il governo centrale, per denunciare “il rifiuto di Madrid di autorizzare la convocazione di un referendum locale sul futuro del territorio” ; ma sarà inutile, perché il Consiglio d’Europa non si occupa di Autodeterminazione dei popoli, ma solo dei diritti umani previsti dalle convenzioni che il Consiglio d’Europa stesso ha creato, null’altro. L’autodeterminazione è una questione ONU o semmai compentenza della Corte Internazionale di Giustizia, non della Corte del Consiglio d’Europa .

    Oltretutto, che valore ha un ricorso proposto dal governo regionale basco ? Che diritti lesi può lamentare un ente di stato a cui non spettano certo i diritti umani che spettano alle persone?

    Sarebbe invece utile per i Baschi (come insieme di popolo) presentare alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo un ricorso per avere giudici naturali e imparziali (cioè “baschi”, esattamente come fatto il 2 giugno 2008 dai veneti), ma per farlo ci vuole sempre quell’autogoverno del popolo che abbia propri tribunali da rimpiazzare a quelli dello Stato Occupante.

    Il processo di autodeterminazione descritto è esattamente quanto fatto dall’Autogoverno del Popolo Veneto a partire dal 1999. Da prima abbiamo fondato le Istituzioni nazionali. Nel 2000 abbiamo svolto le prima elezioni nazionali, riconosciute legali anche dalla magistratura italiana. Poi il lavoro di inclusione delle componenti sociali che, durato anni, trova nel recente “Forum dei Veneti” la prima sostanza.

    Si dovrà ora puntare ad un referendum dei veneti votato dai soli veneti per decidere l’indipendenza o meno, gestito dall’autogoverno.

    Insomma i Veneti dell’autogoverno del popolo veneto stanno mostrando agli altri popoli oppressi quale e’ la strada per l’indipendenza nel mondo d’oggi, che deve essere perseguita per vie pacifiche e legali.

    E se gli altri non imparano peggio per loro, come dimostra la storia basca.

    Il terrorismo non si deve fare, ma occorre dire che , esaurite le vie legali date dal diritto internazionale, il diritto internazionale stesso legittima l’uso della forza per l’autodeterminazione , ma non prima. Fin quando c’è spazio per la pace essa va salvaguardata. Cosa che la Nato sembra aver dimenticato con l’Afghanistan.

    Certamente, gli enti amministrativi dello Stato Occupante, come il Governo regionale Basco, possono agevolare e aiutare il processo di autodeterminazione, anzi ne sarebbero obbligati per diritto internazionale.

    Ma resta solo ai popoli il diritto di esercitare l’autodeterminazione, attraverso proprie istituzioni di autogoverno autodeterminate secondo il diritto internazionale .

    Quando dico popolo non intendo un singolo individuo, né un partito, né un ente amministrativo. Nè un dittatore né un gruppetto di Nobili.

    E quando dico popolo non intendo che ne facciano parte tutti i residenti di una certa regione , né solo una parte dei residenti di quella regione, perché appartengono per forza a quel popolo e di diritto anche i cittadini nazionali che vivono in territorio a volte anche di altri stati come nel caso dei Baschi in Francia.

    Cioè in altre parole, gli immigrati non hanno il diritto di votare al referendum per l’autodeterminazione, ossia tutti coloro che non appartengono al popolo che si autodetermina e che non hanno la nazionalità del popolo, non voteranno e se vogliono possono anche tornare a casa loro, ma certo non hanno, come nemmeno gli stati occupanti, il diritto di decidere per conto ed in sostituzione dei popoli che si autodeterminano. Altrimenti in che cosa consisterebbe il diritto di autodeterminazione ? E d’altra parte forte sarebbe la tentazione di pilotare una immigrazione di massa per “annacquare” la popolazione, cosa che invece fallisce proprio perché gli “annacquatori” non avranno comunque il diritto di votare al referendum per l’indipendenza.

    Sono 10 anni che fatico e ripeto queste 4 hacca in croce riguardante il percorso di autodeterminazione, ma purtroppo il grosso problema è che gli interessi di partito  e i privilegi politici prevalgono sistematicamente sugli interessi del popolo veneto.

    E purtroppo si sono aggiunti anche il problema di alcuni movimenti animati da smanie di potere che preferiscono non sentire questi fatti del diritto internazionale, limitandosi a dire che “non sono vere” o perfino seminando bugie sul mio conto e falsità atte a screditare il mio operato. E’ bene che la gente riconosca questi loschi figuri e li emargini, se non vuole poi trovarseli nel governo del nuovo stato.

    Ma sono sicuro che il punto di non ritorno verso l’autogoverno del popolo veneto è stato superato da un pezzo e presto avremmo lo stato sovrano, già nato, non più occupato ed effettivo nel territorio.

    Loris Palmerini
    Presidente del Tribunale del Popolo Veneto

    http://community.girlpower.it/paesi-baschi-referendum-autodeterminazione-vt119391.html

    http://www.agi.it/estero/notizie/200809220835-est-rt11010-art.html

    http://www.asca.it/moddettnews.php?i…DETERMINAZIONE

    http://quotidianonet.ilsole24ore.com…utorizza.shtml

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    POSSIAMO DECIDERE… SE LO VOGLIAMO.

     (Varda la version in veneto)raixe.jpg
    “L’unità e la indivisibilità della Repubblica resta valore storico e principio fondamentale, di certo non negoziabile”: questo il messaggio lanciato dal presidente della repubblica italiana il 18 settembre. Parole pronunciate a Venezia, la “città dei Veneti”, per secoli capitale della Repubblica più longeva e prospera al mondo.
    Parole pronunciate dentro Palazzo Ducale, luogo simbolo della Storia del Popolo Veneto, centro di quella civiltà storico-politica che per più di 1.100 anni ha visto il nostro Popolo protagonista attivo della propria vita e del proprio destino.
    Quel Popolo, il nostro, per più di 1.100 anni ha saputo insegnare al mondo principi e valori VERI di libertà, di democrazia, di rispetto VERO della Repubblica nei contronti dei suoi cittadini e dei cittadini verso la loro Patria Veneta.
    Grazie a quello che è passato alla Storia come il “buon governo Veneto” abbiamo potuto assistere ad uno sviluppo sociale unico, dalla amministrazione politica a quella economica, dalla giustizia alle arti.
    Avendo ben chiaro davanti a noi quanto abbiamo vissuto e saputo costruire, noi Veneti, per secoli e secoli, non possiamo che provare ora un senso di profonda tristezza davanti a questa società in cui, da 140 anni, siamo costretti a vivere: un mondo degenerato, corrotto, furbesco e mafioso, in una parola “italianizzato”.
    Non vogliamo qui tirare in ballo il fatto che le terre Venete e i Veneti siano stati annessi allo stato italiano attraverso quello che Montanelli definì un “plebiscito burletta” (quello che molti storici chiamano senza problemi “plebiscito truffa” del 1866), come pure non vogliamo tornare con la memoria da nostalgici a quando potevamo vivere in uno Stato veramente Libero e rispettoso dei propri cittadini, ammirato da tutto il mondo.
    Il nostro è un grido di dolore attuale per quello che ci hanno fatti diventare: una colonia di uno stato che non ci considera se non come forza lavoro, gente sfruttata a cui non viene neppure data la possibilità di imparare la propria storia e la propria lingua a scuola. Gente trattata da razzista ed egoista, atteggiamenti che psicologicamente creano continui sensi di colpa fra la nostra gente, un Popolo che invece è primo per solidarietà, per volontariato, per donazione organi e sangue, per riciclo dei rifiuti… tutti aspetti che non hanno interesse a dirci.
    Ieri a Palazzo Ducale chi sta a capo dello stato italiano è venuto a parlarci de “unità d’Italia”, di costituzione, arrivando ad ammonire «No all’egoismo delle regioni ricche»….. Egoismo…. Pretendere che le nostre risorse non vengano bruciate e sperperate da uno stato corrotto a tutti i livelli, cosa che accade da quando l’Italia è nata, è forse egoismo? Pretendere che il frutto dei nostri sacrifici venga reinvestito nel nostro teritorio è egoismo? Pretendere che nelle scuole del Veneto venga insegnata ai nostri figli anche la NOSTRA storia Veneta, la NOSTRA cultura e le NOSTRE tradizioni, scontrandosi quindi contro la censura italiana che vieta di fatto ai Veneti di apprendere questi insegnamenti, è segno di egoismo?
    Davanti a noi abbiamo due possibilità: restare a guardare, continuando a tener la testa bassa sotto i continui e finti sensi di colpa che ogni giorno ci trasmettono, guardando sprofondare la nostra economia e i valori sociali sempre più verso il baratro, per colpa di uno sistema che ci sfrutta da 140 anni, oppure possiamo guardare all’esempio positivo e sempre vivo, nonostante la censura della “cultura ufficiale di stato”, che è stata la Repubblica Veneta, esempio di progresso e sviluppo.
    La Storia, quando l’abbiamo fatta noi, da protagonisti, ci ha visti vincenti contro tutto e contro tutti. Non dobbiamo rassegnarci in questo triste momento, non dobbiamo lasciarci vincere, abbiamo il diritto sacrosanto di poter decidere per il nostro Futuro ed abbiamo già dimostrato quanto possiamo raggiungere.
    Spetta solo a noi la scelta, se preferiamo rimanere come siamo ora o se vogliamo cambiare. Non c’è molto tempo davanti a noi, ma siamo ancora in tempo per cambiare! E questo non è egoismo, presidente, ma significa voler tornare di nuovo protagonisti della nostra vita! Da Veneti.

    Associazione Veneto Nostro – Raixe Venete
    www.raixevenete.net
    19/09/2008

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    PODEMO DECÌDARE… SE LO VOLEMO.

    raixe.jpg

    (Guarda la Versione in Italiano se vuoi)

    “L’unità e la indivisibilità della Repubblica resta valore storico e principio fondamentale, di certo non negoziabile”: sto qua el xe stà el mesajo lancià dal presidente de la republica italiana el 18 de setenbre. Parole dite a Venesia, la “sità dei Veneti”, par secoli capitale de la Republica pì longa e prospera al mondo.
    Parole dite rento a Palàso Ducale, posto sìnbolo de la Storia del Popolo Veneto, centro de quela siviltà storico-politica che par pì de 1.100 àni gà visto el nostro Popolo protagonista ativo de la so vita e del so destìn.
    Quel Popolo, el nostro, par pì de 1.100 àni el gà savudo insegnar al mondo principi e valori VERI de libartà, de democrasia, de rispeto VERO de la Republica verso i so’ citadini e de i citadini verso la só Patria Veneta.
    Sóto quelo che xe pasà a la Storia come el “bon governo Veneto” par nialtri ghe xe stà on svilupo sociale unico, da la ministrasión politica a quela economica, da la justìsia al canpo de le arti.
    Avendo ben ciaro davanti quanto ghemo visudo e costruìo, nialtri Veneti, par secoli e secoli, no podemo che provar on senso de tristésa profonda davanti a la socetà indove, dopo solo 140 àni, semo costreti a vìvare: on mondo dejenerà, coroto, furbesco e mafioxo, inte na parola “italianixà”.No volemo gnanca tirare in balo el fato che le tère Venete e i Veneti i xe stà tirà rento al stato italian co quelo che Montanelli el gà definìo on “plebiscito burletta” (quelo che tanti stòrici i ciama sensa problemi “plebiscito truffa” del 1866), come no volemo in sto momento ritornar co la memoria a quando vivévimo inte on Stato veramente Lìbaro e rispetoxo dei só citadini, amirà da tuto el mondo.
    El nostro el xe on sigo de dolore atuale par quelo che i ne ga fato deventàr: na colonia de on stato che no ne considera se non come fòrsa lavoro, xente sfrutà a cui no ghe vien dà gnanca la posibilità de inparare la só storia e la só lengoa a scola. Xente tratà da rasisti e egoisti, atejamenti che psicolojicamente crea continui sensi de colpa fra la nostra xente, on Popolo che invése xe primo pa solidarietà, par volontarià, pa donasión dei organi e del sàngoe, pa riciclo de le scoàse… tute robe che no i gà intarèse a dirne.
    Ieri a Palàso Ducale chi che stà a capo del stato italiàn el xe vegnù a parlare de “unità de l’Italia”, de costitusion, rivando a dir «No all’egoismo delle regioni ricche»….. Egoismo…. Pretèndare che le nostre risorse no le vegna magnà da on stato coróto a tuti i liveli come da quando che xe nata l’Italia sucede, xelo forse egoismo? Pretèndare che el fruto dei nostri sacrifici el vegna reinvestìo intel nostro teritorio xelo egoismo? Pretèndare che inte le scole del Veneto se ghe insegni ai nostri fioi anca la NOSTRA storia Veneta, la NOSTRA cultura e le NOSTRE tradisión, ndando quindi contro la censura italiana che vieta de fàto che i Veneti i conosa ste robe, xelo egoismo questo?
    Ghemo davanti dó posibilità: star a vardare, continuando a tegner la testa bàsa sóto i continui sensi de colpa finti, che ne vien trasmési ogni dì, sprofondando come economia e valori sociali tirà bàso da on stato che ne sfruta da 140 àni, opur vardàr a l’exenpio poxitivo e senpre vivo, nonostante la censura de la “cultura ufficiale di stato”, che xe stà la Repùblica Veneta, exenpio de progrèso e svilupo.
    La Storia, quando la ghemo fata nialtri, da protagonisti, ne ga visti vìnsare contro tuto e contro tuti. No stemo rasegnarse in sto momento tristo, no stemo lasàrse vìnsare, ghemo el dirito sacrosanto de poder decìdare pal nostro Futuro e ghemo xà dimostrà quanto che podemo fare.
    Sta solo a nialtri decìdarlo, se ne va ben star cusì o se volemo canbiare.
    Ancora par poco, ma semo ncora in tenpo pa canbiar! E questo no xe egoismo, presidente, ma tornàr de novo protagonisti de la nostra vita! Da Veneti.

    Asociasión Veneto Nostro – Raixe Venete
    www.raixevenete.net
    19/09/2008

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    Tutto crolla ma qualcosa nasce

    184-crollo-delle-certezze.jpg184-crollo-delle-certezze.jpgCi siamo, il crollo economico che avevo previsto da almeno 3 anni si sta realizzando (se vuoi vedere cosa dicevo clicca qui )

    Ma se credete di aver già visto il peggio vi sbagliate di molto. Il rallentamento globale dell’economia reale che viviamo sulla pelle è il risultato  solamente della prima ondata d’urto che si è scatenata nell’agosto del 2007 .

    Restano da smaltire le ondate di Novembre 2007, il denaro regalato dalla BCE Dicembre 2007 , e tutti gli scossoni del 2008. (aggiornamento, e degli scandali finanziari del 2009 e del crollo di borsa del 2010.

    Per poi finire con la grande ecatombe, cioé quando pagheremo i 1500 miliardi di dollari che sono stati bruciati solo ieri 15 settembre 2008, almeno 4 volte capitali bruciati nel 2007.

    Tutto continuerà fino a quando non si accetterà che il dollaro è carta straccia (per altro anche la BCE stampa euro senza relazioni con l’economia).
    Io affermo che sono le stesse Banche centrali a produrre la catastrofe conomica, e penso anche che lo facciano appositamente per rendere il mondo schiavo del sistema del Signoraggio. (aggiornamento 2010 – una conferma di questo è il fatto che dietro il cosidetto “default” della Grecia si è invece nascosta una operazione di creazione di un “debito pubblico” dell’Unione Europea verso la Banca Centrale Europea, signoraggio su tutta l’Unione).

    In italia è già RECESSIONE e l’inflazione promette di arrivare al 12% (DODICI) entro la primavera prossima (lo dico io, vedremo di quanto sbaglio – previsione del 2009, confermate errate ma molte finanziarie attuano il 10 percento di interessi a debito)

    Anche il veneto e la sua primaria industria del turismo cominciano ad affondare con la bancarotta italiana. (c’è un interessante articolo di Benettazzo ) – aggiornamento 2010 veneto +66% di fallimenti.

    Infatti lo Stato continua ad incassare sempre di più, a dare sempre meno servizi, e ugualmente non riesce a frenare il debito pubblico: E’ BANCAROTTA TECNICA (aggiornamento giugno 2010 – il debito pubblico si mangia tutte le tasse – la manovra dimezzerà i servizi pubblici).

    In attesa della conclamazione (che nessuno farà in puro stile mafioso), mentre tutto crolla, qualcosa nasce, è il Forum dei Veneti, un nuovo soggetto in grado di sostituirsi ai falsi gestori degli interessi dei Veneti (aggiornamento 2010- il Forum è affondato per il tentato colpo di mano di vecchie cariatidi politiche ).

    E’ la prima volta che succede nella storia veneta (infatti anche la Lega Nord nacque dai soldi dai dalla Liga Veneta)  (aggiornamento 2010 – proprio per questo anche PNE lo ha fatto affondare)

    E sopratutto per la prima volta si parte dalla consapevolezza che la sovranità del Popolo Veneto è un diritto legale innegabile. Ecco l’articolo su questo (aggiornamento 2010 – la consapevolezza c’è ma i politicanti preferiscono parlare di quello che il regime gli lascia dire)

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    convergono sui propri interessi : nasce il Forum dei Veneti

    sito Forum dei VenetiCOMUNICATO STAMPA del Consigliere Regionale Veneto Cancian.

    Movimenti Veneti di vario tipo che vogliono l’autonomia e la sovranià del popolo Veneto hanno reso concrete le discussioni avvenute attorno ad un tavolo: un evento storico mai realizzatosi prima.

    Si è discusso per delineare dei percorsi comuni, e dopo molti mesi si è giunti alla firma di un documento di intenti che ufficializza la nascita del ” FORUM DEI VENETI”.

    Sono enti eterogenei quelli che ne fanno parte, quali (in ordine di sottoscrizione ) Liga Veneta Repubblica, PNE ve, Tera Veneta, Tribunale del Popolo Veneto, Isole Sparse , e lo stesso Comitato Promotore che già raggruppava alcune forze.

    Sono in attesa le adesioni di altri movimenti storici e neonati del Veneto, comprese sindacati e associazioni culturali, che però necessitano di alcuni passaggi formali interni per apporre la loro firma e quindi non ci pare corretto rendere pubblico il loro nome.

    Già oggi l’organizzazione può poggiare su una rappresentanza sociale e istituzionale di rilievo, di certo il più grosso contenitore per autonomisti ed indipendentisti Veneti,certamente si vuole avere una unica Voce che parli facendosi sentire e valere, facendo diventare potenti i piccoli strilli che finora si disperdevano nel vento senza arrivare alla gente Veneta.

    L’organizzazione oltre alla attività politiche si applicherà anche a quelle culturali e sindacali, per coinvolgere il maggior numero di Veneti che vogliono partecipare al Forum

    Questo è solo l’inizio di una cosa che potrebbe ( ha dichiarato il portavoce provvisorio Antonio Zanchin 3393644630 ) con la buona volontà di tutti, diventare il vero riferimento della gente veneta e degli interessi del Veneto. Il Forum parteciperà a tutti gli eventi che riguardano il Veneto,cercando di portare la voce degli interessi dei Veneti per dare la possibilità che i ns. figli abbiano un futuro migliore e come meritano.

    Il Forum ha già un sito per informarsi, tenersi aggiornati, contattare e partecipare.

    http://www.forumdeiveneti.org

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    BRONTOLO, PISOLO E JESOLO

    Panoramica di Jesolo (VE)di Eugenio Benetazzo (10/09/2008 10.22)

     Cominciamo a fare un bilancio a consuntivo sulla fine dell’ultima stagione turistica e vediamo se troviamo dei punti di tangenza con il più grande salvataggio finanziario della storia americana sui due colossi Fannie Mae e Freddie Mac.  In prima battuta abbiamo i mass media che sembrano non accorgersi di come in Italia ci sia stato un crollo delle presenze turistiche, stiamo parlando di un milione di turisti in meno, corrispondenti a un – 35 % per le giornate feriali ed un – 15 % nei weekend. Dati che fanno decisamente crollare una delle industrie più floride che avevamo un tempo in Italia: quella turistica. L’incoming turistico si è ormai modificato già da qualche anno, trasformandosi in orde di famiglie morte di fame dell’Europa dell’Est (unite a quelle italiane) che passano una settimana nella Riviera Adriatica in alberghi da 20 euro a notte. Prendete Rimini (una volta la capitale del turismo italiano) e guardate come si è trasformata progressivamente in nemmeno dieci anni. 

     

    A fronte di una barbarica orda di morti di fame (che acquista la mortadella e la birra al supermercato per consumarle nelle camere di alberghi ormai fatiscenti) si contrappongono copiose schiere di miliardari russi (con le loro accompagnatrici dai facili costumi) che rappresentano l’essenza del capitalismo marcio del nuovo secolo: da Cortina a Capri, da Forte dei Marmi alla Costa Smeralda, da Taormina al Lido di Venezia, sono ormai gli unici che fanno la bella vita, sperperando all’inverosimile capitali e risorse che mai hanno meritatamente quadagnato. Sono loro che stanno sostenendo il mercato immobiliare, soprattutto nelle aree turistiche, comprando alla cieca il nuovo ed il vecchio, senza badare al prezzo. Forse perchè l’esigenza primaria non è l’investimento immobiliare ma il riciclo di denaro di dubbia provenienza. Hanno talmente comprato spingendo i prezzi in alto, al punto da portare i miniappartamenti a Jesolo al modico importo di 500.000 euro. Vorrei conoscere l’investitore italiano (per non chiamarlo il pirla della situazione) che si compra per quell’importo un buco in una località che vive di turismo si e no due mesi all’anno, con il sole ad intermittenza, il mare che assomiglia ad una fogna a cielo aperto ed infine l’allegra compagnia di zanzare di giorno e di notte !

     

    Possiamo suddividere l’imprenditoria turistica in Italia in due grandi classi (anche se qualcuno si salva ancora, ma rappresenta una morente minoranza all’interno di prosperosa maggioranza): la classe dei Brontolo e quella dei Pisolo. La prima si lamenta, brontola appunto, di come ormai il mercato del soggiorno turistico si sia frantumato, ridotto, trasformato quasi svanito, sostituito da un puerile turismo hit and run italiano (stile mordi e fuggi) che a stento trova una sua posizione di nicchia tra le orde dei nuovi morti di fame. La seconda classe, quella dei Pisolo, è più infantile, quasi fanciullesca, infatti mentre pisola, quindi dorme, si sollazza a sognare. E sogna i decenni nel passato in cui il benessere italiano lo si misurava dalle due settimane in pensione completa di tutta la famiglia, in cui non ci si faceva mancare nulla, dai bomboloni alla crema al cono con quattro palline di gelato per i bambini in spiaggia.

     

    Sia Brontolo che Pisolo purtroppo nel pieno della loro vocazione imprenditoriale non hanno fatto i conti con le diaboliche trasformazioni socioeconomiche che lentamente si sono verificate in questi ultimi dieci anni: prima fra tutte la distruzione della capacità di risparmio. Senza risparmio non vi è futuro: da secondo popolo al mondo per propensione al risparmio siamo scivolati, per non dire piombati, miseramente sul fondo della classifica. L’Italiano medio non risparmia, anzi deve andare a prestito per evitare l’apnea finanziaria. Quando il portafoglio si contrae, si inizia a tagliare il superfluo (quindi le vacanze, anche se le vacanze di superfluo hanno veramente poco, rappresentano un momento di appagamento sociale nella vita di ognuno di noi). Comunque grazie al ricorso al debito qualche migliaia di scellerati hanno ugualmente deciso di trascorrere una vacanza, anche se non capisco che tipo di beneficio psicofisico possa avere un momento di svago realizzato con questa architettura finanziaria.

     

    Brontolo e Pisolo non si stanno ancora rendendo conto di quello che sta accadendo nel loro settore ed attorno a loro, più che brontolare sulla attuale situazione congiunturale e sognare le geste di un passato che non rivedranno mai più, oltre non sanno fare. Proprio come tanti altri imprenditori italiani in altri settori dell’economia che hanno prosperato sin tanto che la torta era grande per tutti, vi era risparmio generato ogni mese e la globalizzazione non aveva ancora fatto capolino. Diverso è avere vocazione e spirito imprenditoriale dall’essere un imprenditore. Proprio per questo motivo oggi abbiamo aziende che si sforzano scioccamente a stare in piedi quando non comprendono che sono innanzi ad un mutamento di scenario epocale, e per questo dovrebbero quanto prima abbandonare la nave prima che essa trascini quel poco messo da parte nel fondo dell’abisso.

     

    Quanto è accaduto con il salvataggio di Fannie Mac e Freddie Mae non si discosta molto dalla lettura sin qui proposta: che sia un albergo nell’adriatico o qualsiasi altra attività imprenditoriale il destino è tristemente segnato. Il debito e la sua facilità di accesso ha consentito a molti paesi di continuare a consumare come se nessuno si stesse accorgendo di quanto stava accadendo. Dall’acquisto della prima casa con i mutui ad intervento integrale, alle vacanze a rate, alle carte di credito revolving (la prossima bolla che scoppierà entro un anno), tutto questo ha portato ad una saturazione finanziaria nel lungo termine insostenibile.

    Crollo dell’incoming turistico e salvataggio delle due grandi banche americane vengono affrontati dai mass media con lo stesso approccio: l’importante è nascondere e non far trafugare la sostanzialità del problema (ovvero che ci troviamo innanzi ad una depressione economica senza precedenti). Tutti i mass media sono in pole position per magnificare il salvataggio finanziario che permetterà al sistema (o forse dovremmo definirlo il malato moribondo) di continuare a stare in piedi. Nessuno si sofferma a sottolineare come i relativi titoli azionari si siano ormai polverizzati (solo Lunedì 8 Settembre le quotazioni hanno collassato oltre l’80 %) e di come queste mega iniezioni di liquidità si ripercuoteranno sulle spalle e sui portafogli del popolo americano, andando a peggiorare ulteriormente lo scenario socioeconomico della scassata locomotiva statunitense.

     

    Assistiamo ormai da un anno ad interventi straordinari da parte di tutte le banche centrali del pianeta nel penoso tentativo di tappare ogni falla che inizia ad aprirsi, con risultati piuttosto preoccupanti. In realtà non si fa altro che continuare a spostare in avanti il giorno del decesso.  Il PIL mondiale è palesemente in recessione, nemmeno sull’euro si crede più visto il recente crollo estivo, a dimostrazione che anche l’Europa presto avrà le sue banche in difficoltà.  A tal proposito vi consiglio di detenere sotto forma liquida più denaro possibile (nel senso di banconote cartacee).  Due anni fa venni bannato come un catastrofista dalla penna facile proprio dal personale di banca che adesso si ritrova a casa licenziato: vedete voi a chi credere d’ora innanzi. Fatevi questa domanda: chi salverà le banche europee che non possono essere salvate dalla BCE e non possono contare sugli intervento di stato ? Purtroppo l’intero pianeta è un’economia che si basa ancora sul dollaro, per quanto l’euro abbia fatto sentire in questi ultimi due anni la sua voce. Non vi è soluzione indolore al male che ha colpito l’intero sistema economico, la convergenza diabolica di quattro variabili in crisi: risparmio, investimenti immobiliari, energia e materie prime.

     

    Un sistema economico cessa di esistere quando non sono più controllabili i soggetti economici coinvolti e quando il benessere cessa di essere diffuso in maniera capillare. In molti considerano il crollo del muro di Berlino (09/11/1989) come l’evento storico che ha messo fine al comunismo o meglio come l’evento che ha spronato al cambiamento ed alla rivoluzione da un sistema economico che aveva portato e causato povertà e malessere sociale (nonostante promettesse esattamente il contrario).  Dal punto di vista puramente economico io sostengo che dovrebbe essere il Natale dello stesso anno con la fucilazione di Nicolae Ceausescu (http://www.youtube.com/watch?v=qZoqBUA7eVw), la data che individua il punto di non ritorno. Il dittatore rumeno venne barbaramente trucidato mediante fucilazione assieme alla moglie Elena in seguito alla sentenza casalinga di un tribunale volante del popolo che lo aveva accusato di aver distrutto l’economia nazionale, aver condotto la popolazione rumena alla povertà ed aver consentito ad alcune corporations di accumulare illegalmente enormi ricchezze.

     

    Io sto aspettando. Sto aspettando quello che presto verrà scritto nei libri di scuola nei prossimi anni: qualcuno pagherà per quello che sta accadendo in quest’epoca. Proprio come Ceausescu per la Romania con il suo regime comunista, anche oggi qualcuno ben individuato sta portando molti paesi drogati dalle false aspettative del suo regime economico (la globalizzazione) ad uno stadio di povertà, disagio e malessere sociale per tanti ed in uno spudorato arricchimento per pochi. Quando l’esasperazione economica sarà portata all’estremo, si tratterà solo di aspettare la conseguente rivoluzione sociale proclamata dai tanti Brontolo e Pisolo e la successiva quanto salutare fucilazione di un altro Ceausescu.


    www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm

    www.youtube.com/eugeniobenetazzo

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    Indipendenza del Veneto senza Padania? il Ministro Zaia è d’accordo

    Luca  Zaia alla festa dei VenetiAlla annuale festa di Raixe Venete svoltasi a Cittadella (PD) domenica 7 settembre, è salito sul palco per fare la sua ormai annuale apparizione alla festa Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali.

    Immediatamente un gruppo di indipendentisti ha srotolato uno striscione che recitava “Siamo una Nazione – Indipendenza! La Venetia non è Itaglia ne Padana “(nella foto) insomma che chiedeva l’indipendenza del Popolo veneto, senza Italia e senza Padania.

    Il Ministro dal palco lo ha letto ad alta voce nel microfono, e ha dichiarato in lingua veneta “E allora ? Qua siamo tutti d’accordo”.

    Escluso dunque che non avesse letto bene il cartello che rifiutava la identità Padana.

    Un applauso delle circa 2000 persone che lo ascoltavano, ha confermato il loro gradimento alla sua affermazione, ed è prova che il sentimento indipendentista veneto è diffuso.

    Tuttavia, subito dopo una contestazione è partite all’indirizzo del Ministro da parte di un gruppo di produttori del latte, che sulla questione delle multe a loro dire ha tradito nella sostanza la loro fiducia .

    Il ministro ha più volte chiesto ad uno dei contestatori del latte di salire sul palco, ma questi non se l’è sentita, lasciando spazio per un monologo del Ministro.

    E’ vero anche che a me, che da 1 metro di distanza ai piedi del palcoscenico ho chiesto più volte di salire per spiegare la questione delle multe illegali, pur notato dal ministro e dall’organizzatore della festa non è stato permesso rappresentare le ragioni dei produttori con i quali sto in effetti preparando un ricorso al Consiglio d’Europa per far dichiare illegalità le multe. Parliamo di miliardi di Euro.

    Comunque mi rallegro che un principio di indipendentismo veneto è sorto in Zaia. Spero non sia stata una svista politica o una buffonata dettata dal contesto.

    Ma lo sapremo presto, perché , in base all’art.2 L.n340 del 1971 e L.n.881 del 1977, dovrebbe passare le competenze del Ministero al suo omologo del Governo del Popolo Veneto che da anni le richiede a norma di legge delle dette leggi.

    Loris Palmerini
    Presidente del Tribunale del Popolo Veneto

    www.statoveneto.net

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