In questi giorni mi domandavo in quale abisso sia sprofondata la “società civile” italiana. O meglio, la sua “pubblica opinione”.
Ritengo che non sia più in coma irreversibile, ma morta del tutto. Non può essere che così perché non vedo altra spiegazione alla totale assenza di reazione o di insofferenza verso alcuni fenomeni vergognosi che la meritano.
Prendiamo per esempio l’indicazione di Berlusconi riguardo alla crisi: secondo lui essa è colpa dei cittadini consumatori e delle loro paure, tanto è che si risolverà quando essi usciranno dalla paura e ricominceranno a consumare.
Io mi chiedo se siamo di fronte allo sproloquio di un vecchio rincoglionito, oppure se è un alieno che vive su di un altro pianeta, oppure se siamo alla impudenza e impunità più totale priva anche di buon senso.
Certo, si sa che ad un certo punto i vecchi perdono anche il pudore, ma qui siamo alla negazione della realtà e della storia.
Come fa un uomo che è stato al governo 8 anni negli ultimi 9 a dare la colpa ai consumatori del crollo del sistema mondiale della finanza? E sarebbe saggio per i consumatori ignorare tutto questo?
Lo sapevano tutti che il sistema capitalistico è una fandonia nella quale ogni giorni si scambiano in borsa 50 volte la quantità di merci realmente prodotte.
Lo sapevano tutti che i controlli sul sistema fiscale sono lacunosi e mirati a colpire i piccoli produttori mentre i grandi restano impuniti per 100 volte le colpe.
Lo sanno tutti che sono le piccole e medie imprese con i propri dipendenti la produzione reale e la spina dorsale dell’economia, e però nella realtà a questo settore non si è mai riservata alcuna attenzione né per i finanziamenti, né per la rappresentanza politica, né per i beneficio del proprio prodotto.
Abbiamo grandi imprese che controllano l’informazione, condizionando il consumo, quindi la produzione e la moda, e guadagnano da questa ignoranza delle cose numericamente certe.
Abbiamo grandi banche che mangiano le piccole banche locali svuotandone le casseforti piene di risparmio reale per gettarlo in grandi speculazioni senza controllo, ora collassate e denudate nella loro inconsistenza.
Il sistema, finanziario, che è un catena di San Antonio dove incredibilmente il debito diventa un credito da vendere in borsa, prima o dopo arriva sempre alla fine, perché si arriva al momenti in cui il ciclo sul quale si regge non può compiersi per mancanza di “platea” a cui rivolgersi.
Tutto qui, siamo arrivati alla fine di un ciclo e l’economia non tornerà più quella di prima, è tecnicamente impossibile.
Queste cose sono preannunciate da anni da molte voci. Già i premi nobel dell’economia indicavano nel modello Veneto il modello ideale per il futuro (e in effetti anche del passato).
Ma senza sforzarsi troppo bastava ascoltare anche un Burlone di Corte come Beppe Grillo per almeno farsi assalire dal dubbio che qualcosa non andava nel sistema economico.
Da almeno 10 anni io stesso ho indicato tante criticità che facevano prevedere il risultato come certo, e sebbene abbia sottovalutate alcune variabili, tutto avrebbe indotto alcuni cambiamenti e politiche che si potevano fare per “attenuare” il danno.
A fronte di questi fenomeni si potevano prendere delle precauzioni che per altro erano dovute anche solo da un punto di vista etica e della giustizia.
Per esempio, i tanti sprechi che da sempre si sono visti nell’amministrazione italiana, non sono state punto combattuti negli ultimi 10 anni. Anzi, oggi si danno 9 anni di cassaintegrazione ai dipendenti di Alitalia !! Una politica che nemmeno Bertinotti si sarebbe sognato.
Ditemi un paese dove fenomeni come il libro “la casta” o un Beppe Grillo vengono semplicemente ignorati. Nemmeno nei paesi del terzo mondo questo succede, anche lì quando si parla di certe cose e si denuncia un sistema diffuso poi lo si cambia per migliorarlo. In Italia no, tutto resta immutabile come i vecchi governanti che sempre immobili sulla sedia ci restano anche quando sono già con un piede nella fossa. Il mondo è governato dai 45-enni e l’italia ha i vertici di anni 80,73,65 e 70? Gente evidentemente incapace di capire il cambiamento, quindi di anticiparlo per ridurne i fenomeni dannosi e salvaguardare la nazione. Quale nazione poi? La guerra di bande a cui assistiamo giornalmente?
Si sapeva e si sa che alcuni grandi cambiamenti sono necessari, che non riguardano la Costituzione o le leggi, ma la loro efficacia. Si possono fare tutte le costituzioni che si vuole, ma se non vengono applicate tanto vale non toccare nulla. A meno che non si sia bugiardi e ingannatori abituati al teatro che nulla cambia nella realtà.
Le ruberie della casta, gli sprechi e l’inefficienza dello stato sono il primo dei problemi dell’Italia e della sua popolazione, lo sono sempre stati. Purtroppo sono anche i fondamenti della Repubblica stessa, la quale nasce dall’usurpazione dei poteri.
Senza tanti discorsi basterebbe un minimo di umanità e di onestà per capire che ogni spreco e ruberia della amministrazione in realtà finisce con il togliere il pane agli affamati, le cure agli ammalati, il sussidio ai disoccupati ….
Come fa un uomo come Berlusconi a non parlare mai di queste cose ? Ignorante della materia o abile complice? E quali cambiamenti ha fatto ? Quelli sul falso in bilancio ?
D’altra parte ormai la condanna storica su di lui è certa, perché egli non ha modo di giustificare il non aver fatto assolutamente nulla negli ultimi 8 anni su questi temi e molti altri.
E allora se i nodi dell’economia sono arrivati al pettine, come fa un teatrante come lui a togliersi dalle proprie responsabilità, lui che è stato il capo del governo dell’ultimo decennio ?
Semplice: da la colpa ai consumatori che hanno “paura” di essere normali come prima!!
Non vorrei fosse un caso di infantilismo tardivo, perché anche i bambini fanno così: quando sono colpevoli e vengono scoperti danno la colpa a qualcun altro, anche a costo di inventare l’uomo nero o l’amico inesistente. Non è un caso raro anche in età adulta, abbiamo visto che, secondo le sentenze, anche la Franzoni, parente di Prodi, ha fatto qualcosa del genere, sono casi di deresponsabilizzazione e allontanamento da sé delle proprie colpe, semplice come le tecniche usate dai bambini.
Certo, la “sinistra” non può cantar vittoria di questa condanna storica di Berlusconi, perché essa ha sempre taciuto nelle manovre che faceva, anche adesso che si lasciano nel panico le aziende ma si salvano le banche con sanatorie e fondi senza alcuna contropartita. Anche questo silenzio sugli aiuti alle banche è assordante. Che sia dovuto al fatto che salvare le banche è convenuto a Berlusconi che possiede gran parte di Banca Mediolanum (colpita da diversi crack) e la Sinistra è la Banca delle Coop?
Sta di fatto che certamente chi ha governato e fatto opposizione non può ora dire che è colpa dei cittadini consumatori che invece finalmente affrontano la realtà.
Per diversi anni i consumatori hanno finto che tutto andava bene, ma sapevamo che non era vero. Alcuni hanno preferito la follia di fare un mutuo per farsi le vacanze, sperando che cambiasse qualcosa, qualche volta semplicemente plagiata dai continui messaggi di ottimismo dell’ammaliatore Berlusconi.
Il consumatore ora però sa che ci sono dei gravi problemi, che il futuro è molto incerto. E tanto più odora che questo viene taciuto per non ingenerare il panico, tanto più si spaventa.
Il sistema per anni parlava di “ripresa” che doveva arrivare, e non è mai arrivato nulla.
Sebbene non creda più alla propaganda, il consumatore ora da che ci sono di fronte anni di vera crisi.
E questa percezione è tanto più forte quanto il dillenttantismo e l’impotenza della politica è evidente .
Cosa vuole che pensi il consumatore a cui gli è stato detto prima che la crisi doveva durare qualche mese, poi che sarebbe durata tutto il 2009, ora che durerà anche il 2010…..
Il consumatore sa che la crisi durerà anni, nulla sarà più come prima, e la politica è del tutto incapace e impotente.
Il consumatore non fa finta che tutto vada bene perché così il PIL resta alto e il debito pubblico può essere ripagato. Il consumatore sa che la festa è finita.
Il consumatore invece non sa che in primavera ci saranno centinaia di miliardi di BOT e CCT che non potranno essere venduti. Se lo sapesse non avrebbe comperato nemmeno uno stuzzicadenti per fare un regalo di natale.
Il consumatore non sa, ma il Governo sì, e farebbe meglio a preoccuparsene ora invece di incolpare domani “gli investitori” e gli speculatori.
Trovo francamente allucinante che Berlusconi dia la colpa ai consumatori, alla gente, colpe che sono invece proprie del Governo, delle politiche degli ultimi 10 anni (le sue) e della opposizione fasulla che ha retto il sacco.
Forse è un modo infantile per non accettare le proprie colpe. Tipo quando si dice che ogni popolo ha i governanti che si merita, ed invece quasi mai è così, specie nei paesi, come l’Italia, nati da colpi di stato dove la legge è solo quella del più forte, non quella scritta e del diritto.
Quando ho sentito quelle sconcertanti frasi di Berlusconi, sono rimasto stordito, non capendone né l’utilità né lo scopo. Servono ad aiutare l’economia ? No di certo, i consumatori sanno quello che devono fare.
Servono a iniziare a cambiare il sistema ? No, anzi si chiede di tornare a quello precedente.
A cosa serve? Serve a dare la colpa agli altri del proprio fallimento. Serve a reprimere la rivoluzione necessaria che dovrà travolgere questa gente.
A chi dobbiamo dare la colpa della attuale situazione se non a chi è stato al governo per quasi tutto il tempo negli ultimi 10 anni?
Cosa ha fatto per evitarlo?
Tuttavia, mandato ora al macero Berlusconi come un fallimento storico, il sintomo più grave è tutto il silenzio o l’inconsistenza che hanno circondato quelle frasi
Questo silenzio ha dimostrato che l’Italia è un paese ad encefalogramma piatto, non è più in coma come prima, l’Italia è morta e sepolta, non c’è più nemmeno la capacità di reazione.
Ormai l’impazzimento istituzionale determinato dalla impunità giudiziaria della casta è arrivato a collassare le istituzioni, non esiste più una opposizione.
Se la forza dell’opposizione in qualche maniera ci dice la forza del governo (le deve essere migliore), in italia non esiste più l’opposizione, controprova che il governo è fallimentare e nullo. oppure che si tratta di una unica cosca.
Da ora in poi per il cambiamento temo che restino solo i colpi di mano dei militari, le escalation argentine e cilene, la guerriglia urbana dei gruppi mafiosi (i militari sono già pronti) e cose del genere.
Penso che nemmeno la terza guerra mondiale possa salvare l’italia da un periodo oscuro peggiore delle invasioni barbariche, che per altro non erano poi nemmeno così male.
Con le frasi di Berlusconi e il silenzio che le ha contornate, siamo di fronte alla perdita anche della verità dei fatti. La crisi economica è colpa dei consumatori ? O di chi ha governato e non ha vigilato? O di chi ricatta il governo con il debito pubblico e lo fa tacere per non subire la condanna?
Per fortuna c’è ancora il canale aperto, la rete internet, ma è già sotto l’occhio della censura, di quel Frattini eletto a Padova nel 1996 con brogli elettorali .
Frattini vuole censurare Internet, ci ha già provato quando era vice presidente della commissione europea.
Frattini, l’uomo del pool di Falcone nel quale c’era una talpa che non si è mai trovata, Frattini oggi pretende di filtrare tutta l’informazione circolante non avendo trovato la talpa, e non sa guardarsi allo specchio.
E Berlusconi, che fino a pochi mesi fa non sapeva cosa era internet, ora lo ha capito e vuole censurarla pure lui: non c’è controllo alle Web TV.
E allora, cosa vi aspettate per il 2009?
Forse è meglio godersi un po’ questo ultimo periodo di quiete e poi indossare mutande di metallo.
Se mani pulite ha portato alla situazione d’oggi, credo che ci vorrà un carrarmato in parlamento per poter cambiare qualcosa nella direzione giusta.
Cosa intendo con “giusta”? La verità dei fatti.
Buon natale e felicità con i vostri cari e gli amici.
Come mai Istria e Dalmazia non sono più con il resto delle Venezie ?
Semplice: i comunisti italiani, fra i quali Togliatti, erano d’accordo con i Comunisti Jugoslavi per “annettere” quelle terre, anche a costo di una pulizia etnica stile Stalin
Il fatto è provato da molti elementi storici e documentali.
Intanto già nel ‘33 l’internazionale comunista aveva sancito che quelle terre dovevano essere annesse.
Inoltre il proclama dell’8 settembre aveva chiaramente affermato la volontà di prendere i poteri costituzionali facendo eversione dell’ordinamento monarchico dello Stato.
Poi nel ‘45, mentre Tito avanzava a Trieste infoibando migliaia di persone, Togliatti e altri inneggiarono ai partigiani che tutta la Venezia , in quanto legittimamente slovena, doveva mettersi al servizio di Tito, chiamandolo “liberatore”.
Infine , poiché gli accordi con gli alleati imperino la nascita della Repubblica Jugoslava del Nord Italia, i comunisti al governo d’Italia impedirono che Istria e Dalmazia votassero al referendum del ‘46 , negando loro i diritti di cittadinanza, e riconoscendo di fatto la occupazione e la pulizia etnico-politica che Tito portava avanti , più tardi anche con i trattati.
Adesso un altro documento storico che conferma questa storia è emerso dagli archivi : già dal ‘43 erano pronte le liste delle persone da epurare, redatte da comunisti italiani e jugoslavi insieme.
A dirlo lo storico sloveno Leskovar, il quale ha affermato che «già nel 1943 esistevano liste di vittime potenziali a Lubiana e a Trieste, queste ultime elaborate insieme da comunisti italiani e sloveni».
Tuttavia, non si può ignorare la volontà di sterminio etnico che ha sempre animato quelle terre, tanto più alla luce dei campi di concentramento e l’epurazione volute dagli italiani. Insomma, ci fu una epurazione politica dei comunisti , specie contro i fascisti che si erano macchiati di crimini contro l’umanità, ma non si può sottovalutare la componente etnica che da secoli voleva scacciare i veneti dalle proprie terre, e non volerlo ammettere vuol dire non voler fare i conti con le proprie responsabilitàdi popolo.
Lascio il lettore all’articolo del messaggero del 4 dicembre 2008, ma faccio una domanda: se l’Italia repubblicana ha “ceduto” Istria e Dalmazia alla Jugoslavia , dato che lo stato jugoslavo non esiste più e non ha eredi, su quale base di diritto Slovenia e Croazia hanno questi territori ? E il diritto di referendum che era sancito nei trattati ?
La risposta è nota: gli attuali stati non hanno alcun diritto sul territorio , e lo sanno pure, ma come ci conferma Lacota in questa intervista http://www.luigigandi.com/index.php?mod=none_Fdplus&fdaction=guarda&url=sections/01_Orizzonti_Blu/90-anni-prima-guerra-2.flv
l’attuale situazione è voluta dal governo italiano.
Deportati, liste già pronte nel ‘43 (Messaggero Veneto 04 dic)
lunedì 08 dicembre 2008
Ricercatore di Lubiana afferma: furono preparate da comunisti italiani e jugoslavi La tragedia a guerra finita è stata al centro di un convegno svoltosi a Venezia
Storici italiani e sloveni si sono ritrovati a Venezia per il convegno “1943-1956-Dalle foibe .all’esodo-Il perché del silenzio dei vivi”, organizzato dal Centro studi e ricerche storiche Silentes Loquimur di Pordenone e moderato dal giornalista del Tg5, Daniele Moro.
Era presente anche il presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Eduard Ballaman. Il confronto che si è sviluppato ha avuto come base di partenza il volume dello storico Marco Pirina, il cui titolo ha dato il nome al convegno. Fra le altre ha destato scalpore la tesi, in particolare, del ricercatore di Lubiana, Matej Leskovar, traduttore, peraltro, dei libri di Oriana Fallaci. Secondo Leskovar, la tragedia delle foibe non può essere considerata una
resa dei conti tra Sloveni e Italiani ma dovrebbe essere inserito nella volontà di espansione del comunismo e per questo motivo ci furono anche vittime slovene. Leskovar ha evidenziato che «già nel 1943 esistevano liste di vittime potenziali a Lubiana e a Trieste, queste ultime elaborate insieme da comunisti italiani e sloveni».
Proprio recentemente il libro di Pirina aveva sollevato notevole clamore a Gorizia, in quanto riporta il fatto che alcuni deportati nell’ex Jugoslavia sarebbero stati ancora vivi numerosi anni dopo il loro sequestro e fra loro anche alcuni goriziani.
Affermazione che ha nuovamente riproposto il problema dell’apertura di tutti gli archivi riguardanti l’ancora oscuro periodo del dopoguerra, con le centinaia di cittadini goriziani prelevati dalle loro abitazioni e deportati. A dire il vero, qualche anno fa, all’epoca dell’amministrazione Brancati, un elenco di nomi fu reso pubblico e in Prefettura si decise si aprire un ufficio (in funzione ancora oggi) a disposizione di quanti volessero chiedere informazioni.Ma torniano ai deportati rinchiusi nelle carceri dell’ex Jugoslavia a guerra finita: di loro, tranne quelli che riuscirono in qualche modo a fuggire, i familiari non seppero più nulla e per decenni hanno chiesto non vendetta e, in fondo, neppure giustizia, ma semplicemente di sapere dove sono sepolti i loro congiunti, Una richiesta che, dopo tante promesse, non è ancora stata esaudita. (p.a.)
Come noto il popolo veneto ha chiesto risarcimento parziale dei danni prodotti dallo Stato Italiano per l’occupazione abusiva iniziata nel 1866. Il ricorso è stato presentato a Strasburgo il 2 giugno , scavalcando tutte le pastoie italiote. (vdi http://www.palmerini.net/blog/?p=245)
In quella sede sono stati chiesti 400 miliardi di Euro per il solo periodo 2004-2008.
Ora una iniziativa analoga è stata presa dal partito del Sud nel comune di Gaeta e mi onoro di avere da sempre i loro leader come lettori del mio blog .
Al di là della personalizzazione delle Istituzioni nazionali venete che alcuni fanno per sminuirle, allora bisogna riconoscere che la via dello Stato delle Venezie iniziata con l’Autogoverno viene imitata anche da nazioni estere
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| L’evacuazione del Borgo di Gaeta durante l’armistizio (digilander.libero.it/carandin) |
LATINA – Il Consiglio comunale di Gaeta con il solo voto della maggioranza di centrosinistra ha dato mandato alla giunta, guidata dal sindaco Antonio Raimondi, di avviare un’azione legale contro gli eredi di Casa Savoia. La causa, proposta dal leader del partito del Sud e assessore del comune pontino, Antonio Ciano, punta a chiedere i danni causati dai piemontesi durante l’assedio a quella che fu l’ultima roccaforte del Regno delle due Sicilie, nel 1861. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 220 milioni di euro.
MOMENTO STORICO – «Si tratta – ha affermato il sindaco Antonio Raimondi a margine della seduta del Consiglio – di un momento storico per la città perchè finalmente potremo fare una istanza forte, se non altro per il riconoscimento morale, di quanto accaduto dal novembre 1860 fino al 13 febbraio 1861. Per questo chiederemo anche un risarcimento danni anche se è l’aspetto storico, voglio sottolinearlo, che ci interessa. Gaeta – ha aggiunto il sindaco – ha pagato allora, in termini di crimini contro l’umanità perchè ci furono bombardamenti sanguinosi, e perchè da allora la mia città ha vissuto un inesorabile impoverimento a causa della decisione di demanializzare molti tratti del territorio. Impoverimento che paghiamo ancora oggi».
06 dicembre 2008