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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 9, 2010, 12:46 pm
  • Riproduzione riservata
  • Gli eredi degli stupratori e ladri francesi minacciano violentemente chi svela il segreto storico.

    Basta recarsi al Louvre di Parigi per vedere una quantità enorme di opere artistiche venete di immenso valore rubata dai francesi alla repubblica con la loro invasione del 1797. Ma sono una piccola parte del bottino, che vide perfino i muri della basilica di San Marco grattati, il Bucintoro raschiato, le statue distrutte …. e ancora oggi esse sono oggetto di compravendita alle aste dopo essere state tenute nascoste per oltre 200 anni.

    Bisogna ricordare che nel 1797 la Repubblica Veneta era l’unica repubblica esistente degna di quel nome, tanto che il popolo non era per nulla oppresso ed anzi regnava la pace, la prosperità, la giustizia, e a riprova sono  i molti moti veneti di liberazione dall’invasione straniera che furono numerosissimi, sia contro i francesi nel 1797, sia contro gli Austriaci nel 1816 e nel 1848, ed anche contro gli Italiani si combatté volentieri nel 1866 in difesa degli austriaci, vincendo come a Custoza e Lissa.

    Insomma, quando nel 1797 si stava distruggendo un paese dove le libertà civili affermati dalla rivoluzione erano nei fatti le più ampie e realizzate al mondo da diversi secoli, il ladro Napoleone, finanziato dall’usura mondiale che si arricchisce con le guerre, non sapeva dare ai suoi le regioni di un tal atto, ma la abbatté senza remore;  probabilmente Napoleone aveva allora già deciso di dichiararsi “imperatore” come in effetti fece poco tempo dopo contraddicendo completamente tutti i presunti ideali che avevano animata la rivoluzione, o forse il progetto internazionalista aveva come scopo proprio quello di abbattere uno stato che batteva moneta da sé senza debito verso il popolo.

    Se tiriamo le somme, la rivoluzione francese in effetti non migliorò nulla per le popolazioni, nemmeno la francese, ed anzi aprì le porte ad un lungo periodo di guerre e contro-rivoluzioni europee che ancora oggi in qualche maniera rendono instabile l’assetto politico europeo dato che gli strascichi sono ancora aperti, e ritorneranno prepotenti in futuro come per esempio sta succedendo con la “questione veneta”.

    Tornando al 1797, non solo Napoleone svaligiò la Repubblica Veneta, ma numerosissimi furono gli stupri di massa, le esecuzioni di piazza, chiunque gridasse “W San Marco” poteva venire, e veniva, fucilato sul posto.

    Le popolazioni venete comunque, ben consapevoli che i Giacobini non erano portatori di libertà, combatterono contro di essi a più riprese per recuperare la loro libertà, tanto più che venivano spesso derubati, razziati e subivano violenze private di ogni sorta.

    Ma purtroppo le insorgenze nascevano spontanee e dunque senza un coordinamento, tanto più che la classe veneta dirigente , gli ex  nobili,  si era già arresa e venduta in gran parte al nuovo potere, diventando essa stessa per lo più giacobina. Sebbene gli eredi dei giacobini sono oggi i partiti socialisti di sinistra e di destra “sociale”, e quindi essi sono ancora al potere, ai  nobili veneti meritò l’estinzione, in quanto essi si videro in seguito  portar via a più riprese tutti i loro beni fino ad essere smembrati e ridotti a vago ricordo anche fra i loro discendenti odierni, che miseramente a volte godono ancora di corsie preferenziali nel potere attuale senza nemmeno saperne il perché.

    Quindi i veneti insorsero, e spesso, ma senza coordinamento, tuttavia non senza grandi pagine come quella delle Pasque Veronesi. Fu questa una pagina molto sanguinosa di resistenza popolare all’invasione barbarica dei Francesi, che si concluse con fucilazione pubblica a Porta Nuova di Verona dell’allora sindaco (Provveditore di Comun) Francesco degli Emilei assieme ad altri insorti .

    Furono fucilati dai francesi per imperio della “Repubblica Italiana” fondata da Napoleone, che usava lo stesso tricolore usato oggi dalla sua continuazione morale che è la Repubblica Italiana residua dall’ invasione più tarda del 1866, quella volta mascherata con un plebiscito il cui risultato fu pubblicato 3 giorni prima dello svolgimento.

    Oggi quella contrapposizione storica sempre taciuta ai veneti in onore della “unità” d’Italia, riemerge nelle contraddizioni della cronaca.

    Infatti succede ancora a Verona, che il Comitato per la commemorazione delle Pasque Veronesi venga anche quest’anno impedito in qualche modo dal ricordare i propri morti e impedito di far loro una messa tradizionale di rito latino, recentemente sdoganata dal Papa, violando le convenzioni internazionali sulle libertà del culto, sebbene si facciano volentieri le moschee.

    La commemorazione delle Pasque è da tempo a Verona un grande evento molto seguito con centinaia di figuranti in maschera, e dunque mi sembra naturale che il sindaco della Città ne sappia qualcosa.  Ma succede invece che l’attuale  Sindaco di Verona, il leghista Tosi, in odore di presidenza regionale,  pretenda di festeggiare la commemorazione dei morti delle Pasque imponendo proprio per l’occasione l’esposizione del tricolore  proprio là dove essi furono fucilati sotto e a causa di quella stessa bandiera tricolore. Eppure , come si vede nel video, 10 anni fa anche lui era con il Comitato.

    Ignoranza storica o la Lega dalla secessione è passata a ricercare l’unificazione d’Italia ?

    [youtube OZ9lX9naxG0 nolink]

    Ma non bastasse, alcuni ignavi eredi orfani di Alleanza Nazione, cioè eredi dei giacobini della destra sociale,hanno quest’anno minacciato fisicamente il comitato e il loro seguito popolare di bambini ed anziani fino a quasi arrivare alle mani tanto da rendere necessario l’intervento della polizia. A riprova che sono eredi dei giacobini, basta ricordare che l’anno scorso furono ad impedire la manifestazione furono invece gli eredi dei giacobini della sinistra sociale, cioè quelli dei centri sociali.

    Per i dettagli della vicenda rimando ai siti che ne parlano, ma certo è che la rivoluzione francese non ha portato né libertà maggiori, né pace, né intelligenza e cultura, e che di tutto questo la Repubblica Italiana ne è orgogliosa erede, anche perché essa stessa deriva da stupro di popolazioni come quelle Libiche, Istriane, Dalmate, Albanesi, Greche  e Venete, fatti storici sempre più noti e conosciuti che inevitabilmente porteranno tutti a riscoprire le radici sane pre-unitarie e a ripudiare i frutti marci della rivoluzione francese come questa Repubblica di puttanelle, drogati, ladri, mafiosi, pedofili e usurai. E’ proprio da loro che la rivoluzione francese fu cavalcata per arrivare al potere.

    E tuttavia, non si deve essere superficiali come loro e mettere nella stessa risma coloro che quasi sempre nulla sanno di tutto questo e magari in buona fede si sono iscritti ai partiti loro eredi, fra i quali per oggi ci tocca mettere anche la Lega.

    Comitato Pasque Veronesi
    Comunicato stampa del Comitato Pasque
    Pasque_Veronesi su Wikipedia
    Il museo del Louvre su Wikipedia
    Battaglia_di_Custoza_(1866)
    Battaglia_di_Lissa_(1866)

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    Protezione della Privacy o protezione del crimine ?

    berlusconiz-conpleanoSecondo un principio giuridico ben noto, in casa propria uno può anche girare nudo, ma c’è anche un limite.

    Succede così che se qualcuno guarda appositamente dentro casa nostra, allora non può certo lamentarsi di essere scandalizzata/o per il fatto di averci visti nudi .

    Tuttavia, se da dentro casa nostra ci mettiamo tutti nudi ad una  finestra che da  su una piazza frequentata, allora i passanti potrebbero anche giustamente risentirsi, tanto più se ci abbandoniamo ad atti sessualmente espliciti: in quel caso il diritto alla privacy decade.

    Dunque esiste il diritto alla privacy, ma non è un diritto assoluto perché deve anche tenere conto della percezione altrui e dei diritti degli altri.

    Per esempio, c’è il diritto alla privacy quando un uomo in casa propria stupra una donna, anche se sua moglie, o peggio, un bambino? Ovviamente no. Dunque non si deve confondere il diritto alla “privacy” del proprio domicilio con un “diritto” alla violenza privata, o allo stupro, o a commetter abusi sessuali.

    In questi casi i fatti sono di tale gravità che sono sanzionati come “reati” ed è un preciso dovere dello stato intromettersi nella vita familiare per impedirne la ripetizione, perché altrimenti la parte debole continuerà a subire violenza ed abuso, e non può esistere “privacy” che lo impedisca.

    Ora supponiamo a livello teorico che Berlusconi si sia effettivamente abbandonato ad atti sessuali con giovani donne minorenni, ovviamente nell’ambito di una sua abitazione (se fosse stato in pubblico sarebbe stato immediatamente arrestato).

    In molti pensano che a 16 o  17 anni molte femmine sono già donne mature, e di fatto non hanno nulla da invidiare per formazione ed esperienza a donne molto più adulte e maggiorenni ma magari prive di esperienza.

    Ma questo giustifica che il limite stabilito dalla legge possa essere violato ? La legge è uguale per tutti, per quanto definita astrattamente ?

    Se la legge stabilisce che solo compiuti i 18 anni un individuo è adulo e solo allora può prendere completamente le redini della propria vita, è lecito fregarsene di questo limite ?

    Che differenza c’è fra un atto di pedofilia e il fare sesso con una minorenne che va con un vecchio rancido ma molto ricco e potente come succede in Africa?

    Chiediamoci: Quando il sesso è richiesto e proposto da un uomo particolarmente ricco e potente che per la posizione sociale può aprire scenari di vita e professionali incredibili, siamo sicuri che la parte debole quasi maggiorenne sia in grado di difendersi e di fare delle scelte oculate non pentendosene un domani ?

    In ogni caso, scendendo alla realtà, se si sta parlando di presunte foto che ritraggono Berlusconi in atteggiamenti lascivi con minorenni, quando egli risponde che è stata violata la sua privacy  egli furbescamente chiama il popolino più debole alla tutela della piccola libertà di cui gode, cioè quella della casa di ciascuno di noi, e suscita qualcosa di profondo a difesa di qualcosa che noi vogliamo proteggere, la nostra “cuccia”.

    Ma così facendo Berlusconi mistifica il concetto stesso di privacy perché lo applica e lo invoca per affermare il diritto alla riservatezza anche in realtà si parla teoricamente di abuso sessuale, diritto che, come detto non esiste.

    Lo stesso tentativo di mescolare il diritto alla privacy con il diritto a commette un illecito penale denota una mancanza di percezione anche dello stesso confine fra lecito ed illecito, ossia una mancanza di etica e di rispetto della legge che però  è stato pure propagandato con tutti i mezzi.

    Vogliamo scommettere che presto la gente comune comincerà a credere e a pretendere che la propria privacy sia talmente importante che lo Stato non debba per nessuna ragione entrare in casa propria?

    Non solo, Berlusconi invocando il diritto di privacy in casa propria, che per il popolino è qualche metro quadro, sta dicendo che nella parte d’Italia che lui possiede la sovranità e la legalità  appartiene a Berlusconi stesso, non allo stato.

    Ho l’impressione che il principe africano abbia mostrato il volto, ossia il fatto che delle leggi non gli frega nulla, ma nemmeno dei diritti dei minori.

    Certamente un  danno per l’ immagine collettiva degli italiani (io non lo sono più), ma sopratutto molto molto diseducativo per molti giovani di tutto il pianeta.

    Anzi, già adesso pedofili e stupratori si sentono certamente più tranquilli e ringraziano ancora una volta.

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    Analisi del voto elettorale veneto e di Venetie

    Analisi del voto elettorale veneto e di Venetie

    Finalmente ci siamo: i veneti hanno deciso che qualcosa deve cambiare.

    Questo fatto inoppugnabile che si rileva dal voto per le europee e per le province venete  del 6 e 7 giugno 2009,  è un fatto che ha conseguenze che vanno ben al di là della realtà veneta.

    Infatti, è sempre stato che quando i veneti decidono di cambiare, a ruota segue l’Italia. E’ successo fino al 1992 con il voto alla DC. E’ successo nel 1993 quando i veneti hanno mollato la  DC e si sono rivolti al centro destra e alla Lega.

    In questa tornata il cambiamento non è stato espresso con un cambio di referente, ma si è riaffermato che il centro sinistra e Di Pietro non sono soggetti che rispondono alle esigenze dei veneti e si è dato ulteriore potere a un soggetto che è già al governo.

    Dunque i veneti da una parte hanno dato forza, ancora e più di prima, a un soggetto al governo, ma allo stesso tempo si è votato per un soggetto che in campagna elettorale ha affermato chiaramente e ripetutamente di voler dare, proprio e solo ai veneti, alcuni diritti , ossia l’autogoverno fiscale,  il bilinguismo, la giustizia amministrata direttamente da giudici  veneti eletti da veneti.

    Così il verdetto elettorale.maraffa-al-congresso-nazionale-dellmpa

    Quello che i veneti non sanno è che le tematiche espresse dalla lega sono state in realtà imposte da un soggetto a loro sconosciuto.

    Infatti il bilinguismo, l’autogoverno fiscale e della giustizia sono cose che alcuni veneti hanno imposto all’italia attraverso un ricorso internazionale, di cui si è parlato anche nel consiglio regionale veneto.

    http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=56&c=3&p=56&e=60&t=0&key=1298

    Allora , non sapendo, i veneti hanno dato preferenza a chi hanno creduto essere il promotore di queste istanze.

    Ma una piccola minoranza, al massimo 30.000 persone, forse 50.000, hanno saputo invece chi direttamente propone queste cose.

    E’ così successo che,  a parte la Lega, c’è  stato un generale abbattimento dei movimenti veneti tranne la microscopica ma evidente nascita di un nuovo soggetto.

    Sto parlando di quel soggetto, nato solo a febbraio 2009, ha cominciato a raccogliere firme solo ad aprile, ha speso solo 3000 euro di propaganda, eppure ha raccolto gli stessi voti di soggetti come PNV che hanno lavorato per quasi 2 anni. Con la notevole differenza che mentre PNV ha avuto intere pagine di giornali e articoli, questo nuovo soggetto e’ stato, unico in assoluto, completamente censurato da tutti i giornali
    stampati.

    Questo soggetto, Venetie per l’Autogoverno, ha vinto le elezioni, ottenendo, pur ostacolato e censurato e senza storia, un successo da confrontare con tutti gli altri soggetti.

    Allora  a questo punto c’è da dire che a vincere è stata una idea politica, quella dell’autogoverno immediato del popolo veneto esercitato attraverso un fisco indipendente, giudici veneti, e bilinguismo.

    E dato che di questa idea sono stato il primo promotore fin dal 1998, e grazie a persone e soggetti come la LIFE, questa idea si è diffusa fino ad arrivare a Strasburgo,  nel consiglio  regionale , e nelle bocche
    della Lega, io non mi sento per nulla sconfitto da questa prima  e unica tornata che con i collaboratori abbiamo fatto in prima persone.

    Mi dispiace per i soggetti come PNE che dal 5% sono scesi al 0,6 % Mi dispiace per i soggetti come PNV che hanno preso una manciata di voti più di noi pur avendo loro lavorato 2 anni e  non 2 mesi, e  molti articoli di giornale invece che nessuno come noi.

    Mi dispiace per i movimenti come i Veneti che hanno mostrato chiaramente il loro intento di sinistra ma hanno preso poco o nulla anche all’interno di un movimento come Intesa Veneta che ha speso 300.000 euro.

    Ma i fatti sono questi.

    I fatti sono che se solo avessimo lavorato altrettanto degli altri, o soltanto avessimo avuto la visibilità degli altri, o almeno un articolo di giornale,anche presentandoci in soli 2 mesi noi avremmo potuto fare il consigliere provinciale al primo turno!

    Adesso si parla molto, da parte dei perdenti, della unificazione delle microforze venete, e certamente io sono disponibile, anzi, negli ultimi 5 anni sono stato uno dei principali artefici dei tentativi.

    Ma tutto è sempre fallito perché le invidie personali hanno sempre impedito l’adozione di un progetto credibile, organico e alternativo.

    Adesso io sono ancora disponibile, ma solo ed esclusivamente sulla base di un programma politico che abbia l’immediato riconoscimento del diritto di autogoverno del popolo veneto quale diritto immediatamente esercitabile. Senza il riconoscimento di questo diritto che perfino la legge italiana ci riconosce, non può esistere alcuna base di discussione.

    Ma è quello che in effetti fa Venetie per l’Autogoverno, che a breve costituirà 2 nuove rappresentanze provinciali, ed insieme lavoreremo sul territorio come sempre hanno fatto quelli che mi hanno seguito, senza tante smanie per la stampa o la TV.

    Bisogna lavorare sul territorio e fra la gente. Lo dico da molti anni.

    Gli altri possono stare a fare tutti i ragionamenti e le ipotesi che
    vogliono, alle quali volentieri partecipiamo in spirito costruttivo.

    Ma se qualche mese fa l’idea di Autogoverno immediato era snobbata anche sulla base dei numeri, oggi questo atteggiamento non è più né ragionevole né utile a costruire quella mitica, e forse irrealizzabile,
    unità dei veneti. Arrivati a questi risultati, secondo me l’unità è irrealizzabile perché le mamme degli stupidi sono sempre incinta, ma non specialmente in veneto come affermava Biagi.

    Forse, alla fine conviene che ciascuno confronti i vari progetti,  misuri la credibilità e la capacità effettiva dei proponenti, e si metta  a lavorare molto umilmente con passione per il soggetto più efficace, indipendentemente dai mezzi di cui dispone.

    Quello che è certo è che  Venetie per l’Autogoverno non è né meno importante, né con meno seguito degli altri soggetti politici dello 0 virgola, o che hanno ottenuto 1% spendendo centinaia di migliaia di euro.

    Non siamo tutti sconfitti uguali.

    E comunque, i venetisti che fino ad oggi hanno condotto i giochi rifiutando l’unione, hanno portato al risultato che in Veneto il secondo partito autonomista è dei siciliani. Complimenti davvero.

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