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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 8:37 pm
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    Zaia non sa che esiste una grammatica della lingua veneta

    Al gazzettino del 18 settembre 2009 il ministro italiano dell’agricoltura ha dichiarato che il veneto non è una lingua perché ad esempio non ha una grammatica.

    luca zaia dichiara al gazzettino : il veneto non è una linguazaia-fotoAllego la foto di una delle tante grammatiche venete, di cui esistono testi fin dal 1300, questa è del 1993. Uno che vagamente si intende  di agricoltura ne sa per certo anche di lingue? Naturalmente il gazzettino, dell’editore Caltagirone, suocero di Casini, è andato a nozze con una dichiarazione del genere, e ne ha fatto una pagina piena con richiamo in prima. Il Gazzettino da diverse settimante fa una campagna razzista e mistificatoria sulla storia e sulla cultura dei veneti, ma da anni ha pubblicato  articoli falsificatori sulle iniziative dell’Autogoverno del Popolo Veneto e attuato la censura totale dei candidati politici che nelle provinciali 2009 portavano avanti il diritto di autogoverno del popolo veneto. I veneti non lo comperino più come nemmeno il mattino di Padova.

    gramadegaZaia-Gramadega

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    Giudice di nazionalità e lingua veneta: ricorso in tribunale firmato da 345 persone

    prima pagina ricorso

    Quello di cui vado a parlare non è una iniziativa politica, ma una iniziativa assolutamente basata sul diritto e sulle leggi, internazionali per prime.

    Il 4 settembre 2009 ho presentato a Strasburgo un ricorso che in pochi anni darà ai veneti di tutte le Venetie il diritto ad avere processi giudicati da un “giudice naturale” ( cioè veneto), dentro il tribunale del popolo veneto, svolto in lingua veneta. Il ricorso è sostenuto da 345 firme di veneti che mi hanno dato la delega a rappresentarli, ma se ne possono aggiungere.

    Ecco da dove arriva . Due anni fa sono andato a vedere un processo tributario in una “commissione tributaria”, cioè a vedere uno di quei procedimenti simile ad un processo si decide di questioni fiscali e tributarie delle persone.

    Ma in effetti è tutto falso, perché le “commissioni tributarie” furono istituite dal fascismo ma la costituzione del 1948 ne ha imposto lo scioglimento entro 5 anni ( v. nota 1).

    Come non bastasse, in questi processi il “giudice” non è un magistrato ordinario come imposto dalla Costituzione all’art.102 (v. nota 2).

    Tutto questo è una vergogna per la civiltà occidentale ,  grave anche per la nostra storia veneta perché commessa in quella che Manzoni descriveva come “terra di S.Marco, terra di libertà” .

    Ero lì, e guardavo il disgraziato di turno (sono molti)  che cercava di difendersi, ma dato che il commercialista lo aveva scaricato all’ultimo i finti giudici non gli davano nemmeno il diritto di parlare, gridandogli “STIA ZITTO LEI!!!” quando questi ci provava.

    Allora dopo un po’ sono emerso dal pubblico e sono intervenuto chiedendo se loro, i finti giudici, erano magistrati ordinari come previsto dalla costituzione, e se quella era una ” sezione specializzate per materie presso l’ organo giudiziario ordinari, come previsto dall’art.102 c2 della Costituzione, e non un tribunale istituito dal fascismo.

    Il burocrate della Camera di Commercio (altro ente di fondazione fascista) che faceva l’accusa sostenne che tutto era legale, che il “tribunale” speciale “commissione tributaria” era legittimata dalla legge tacitamente.

    Io ribattei che invece  tutto era fuori legge, che la costituzione andava rispettata, e che loro stavano commettendo un crimini, che dovevano sospendere il processo e “sollevare la questione di fronte ad un giudice costituzionale”, come previsto dalla procedura.

    Mi intimarono di andarmene, ma io insistetti, dicendo che mi opponevo alla violazione delle leggi costituzionali, e che se lo continuavano io avrei chiamato i carabinieri per farli arrestare in flagranza di reato per attentato alla costituzione.

    Invece loro mi anticiparono e chiamarono la polizia, la quale non volle procedere a scrivere a verbale i fatti. Poiché non volevo firmare un verbale incompleto e falso in cui io in sostanza mi autoaccusavo, mi portarono in questura.

    Fui denunciato per interruzione di pubblico servizio e altri reati.

    I giornali, il gazzettino e il mattino, scrissero il falso dicendo che avevo interrotto il processo in nome del veneto sovrano ed indipendente, cosa del tutto falsa perché facevo valere invece la illegalità del processo tributario.

    Quando poi mi è arrivata la denuncia, ho ribadito le ragioni del mio atto, chiedendo però al giudice di dichiararsi impossibilitato al giudizio, in quanto il territorio veneto è sotto un proprio autogoverno del popolo veneto per la legge costituzionale art.2 n.340 del 1971.

    Inoltre, facendo presente al magistrato che nel 1866, poiché vi era stata la violazione dei trattati internazionali di cessione del lombardo-veneto , il territorio non era stato legalmente ceduto all’Italia e quindi il giudice non poteva ( e non può) dichiararsi giudice legittimo , sia per mancanza di legittimità, sia per la legge interna, e quindi perché non può dichiararsi “giudice naturale” che è obbligatorio per la convenzione europea dei diritti dell’uomo.

    Quindi, già nel 2007 chiedevo che il giudice dichiarasse il “difetto di giurisdizione” e rinviasse al Tribunale del Popolo Veneto la questione in quanto autorità giudiziaria competente . Ma avevo fatto la stessa cosa per Segato nel 2000, e poi per altri.

    Sta volta toccava a me.

    Nel febbraio 2008 a Venezia è stata prodotta sentenza sul ricorso che ho scritto per Life e presentato dall’avv. della Luna.

    Allora, con un ricorso marzo 2008 ho ribadito al magistrato di Padova che mi indagava, che quella sentenza gli imponeva di dichiararsi giudice on terzo, in quanto di stato illegalmente presente nel territorio.

    Il magistrato, violando la legge 848/1956, che prevede il diritto al giudice naturale e il diritto di ricorso, non ha mai risposto.

    Il 4 settembre 2009 ho allora inviato a Strasburgo un ricorso per far valere il diritto ad giudice veneto (quindi del tribunale del popolo veneto) che mi faccia un processo in lingua veneta.

    Da notare che dal 5 settembre 2009 io non sono più il presidente del Tribunale del Popolo Veneto .

    Questo ricorso avrà tempi lunghi, qualche anno, ma è probabilmente questo ricorso e non quello presentato nel 2008 il motivo per cui si avrà in qualche anno questi risultati, vale a dire processi giudicati da un giudice veneto (quindi del tribunale del popolo veneto) svolti  in lingua veneta.

    Quello che dicono i partiti sono fregnacce per coprire chi sta facendo veramente il cambiamento. Così come stanno facendo i giornali mistificando la storia sulla lingua veneta e sui nostri diritti.

    Purtroppo però, sembra che il ricorso presentato alla Corte dei Diritti dell’uomo nel 2008 sia finito accorpato ad un ricorso presentato in precedenza da un’altra persona scopiazzando i nostri, e che però invaliderà tutto perché nel suo ricorso non erano fatti valere il giudice naturale.

    Questo nuovo ricorso che ho presentato, sottoscritto da oltre 300 persone, sarà però un atto a sé che Strasburgo non potrà ignorare.

    Dobbiamo mandare, ogni mese se possibile, un ricorso a Strasburgo, fino a quando non potranno più negare il diritto come vuole l’italia.

    I 345 che hanno firmato non sono parte di quelli che hanno firmato nel ricorso del 2008, e si possono mandare ulteriori firme a sostegno. Parliamone

    Nota 1 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI – VI “Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.”

    Nota 2 – Art. 102 Costituzione

    La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

    Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.

    La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia.

    Costituzione sul sito del Quirinale

    http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm

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    17 milioni di accessi in 3 anni

    Statistiche sito anni 2007, 2008, 2009 Queste sono le statistiche di accesso annuali al sito www.Palmerini.net alla data del 18 settembre 2009.

    Facendo la somma degli accessi annuali si ottiene la cifra di oltre 17,4 milioni di accessi a partire dal gennaio 2007, data di inizio effettivo del blog. In realtà si tratta di circa 50.000 persone che hanno letto 1,8 milioni di pagine. Clicca sull’immagine per il dettaglio

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    lampadine a basso consumo: contengono mercurio e cancerogene a breve distanza

    Le lampadine a basso sono probabilmente più dannose per la salute umana di quanto non siano benefiche per l’ambiente . A rilanciare l’allarme anche Euronews del 16 settembre 2009.

    Emergono vari dati e studi che le incriminano di danno ambientale a causa del contenuto di mercurio, ma anche danni da inquinamento elettromagnetico corresponsabile nell’insorgenza di tumori, oltre che di patologie quali mal di testa, elettrosensitività, scarsa concentrazione,squilibri ormonali e distrurbi del sonno, fino all’epilessia nei soggetti predisposti.

    Da diversi anni si denunciava il pericolo costituito dal contenuto di mercurio he nelle lampade a basso consumo si aggira sui 5 milligrammi. Il mercurio, recentemente bandito dai termometri, è un elemento che se ingerito produce serissimi danni al sistema nervoso, ma il prevedibilissimo smaltimento non corretto lo porterà nella catena alimentare tant’è che da tempo è  presente nei pesci degli oceani che noi mangiamo, e più sono grandi più ne hanno accumulato.

    La Commissione ha dimenticato di ordinar che queste lampade vengano assolutamente smaltite nei rifiuti speciali, non con la normale spazzatura, perché il mercurio contenuto è devastante per la salute, ritornerà in circolo a grande vantaggio concreto dell’industria del farmaco.

    Emergono però altre evidenze scientiche, come per i cellulari queste lampadine sono delle piccole bombe ambientali che minacciano seriamente la nostra salute. Emettono dei campi elettromagnetici che alla distanza di circa 1 metro possono favorire l’insorgenza di cancro, proprio dove solitamente viene impiegata come sopra la tavola della cucina oppure sui comodini della camera. Quindi da vietare l’uso in queste situazioni, ma specialmente in presenza di donne in gravidanza e bambini come per ogni fonte di inquinamento elettromagnetico. Per alcuni l’effetto elettromagnetico può trasmettersi anche attraverso l’impianto elettrico a causa anche del trasformatore incorporato, cooperando in questo ai mille apparecchi dotati di trasformatore come computer, televisore, lampade alogene, caricabatterie, Wi-FI  ecc.

    Ma non bastasse la luce delle lampade a basso consumo,essendo “filtrata” e innaturale, oltre all’insorgenza di mal di testa e difficoltà di concentrazione tanto da sconsigliarne l’uso negli uffici, sfaserebbe la produzione di melatonina che regola il sonno andando ad intaccare l’equilibrio ormonale e quindi la salute, tanto da sconsigliarne l’uno nelle case.

    La commissione europea le ha imposte per legge, mandando fuori produzione quelle ad incandescenza entro il 2012, che tuttavia effetti collaterali non ne hanno mai mostrati.

    Si è detto che farebbero risparmiare un sacco di soldi di energia, riducendo il consumo di carburanti fossili salvando il clima, ma sono lampade molto costose da acquistare, e poi siamo sicuri che non spenderemo molto di più per le cure mediche e per l’energia consumata per curare le malattie? Io oggi le ho tolte dal tavolo di lavoro e della cucina, passerò direttamente al LED. Che dovessero amortizzare una tecnologia fallimentare ?

    http://codenamejumper.wordpress.com/2009/09/07/lampadine-a-basso-consumo/

    http://www.wikio.it/article/125262582

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=186&ID_articolo=851&ID_sezione=378&sezione=

    http://www.luigiboschi.it/?q=node/24420

    http://www.aamterranuova.it/article3502.htm

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    Statistiche del sito

    Ecco quanto è stato  letto questo sito fino al 6 settembre 2009

    Statistiche del sito (esclusi proxy) al 6 settembre 2009

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    Quando il denaro privato vale più della missione pubblica.

    L’italia non è più il paese del “conflitto di interessi” . E’ il paese della mercatizzazione  dell’interesse pubblico, cioé del conflitto di interessi diventato regola. Anche questo sarà un lascito del periodo Berlusconiano che sarà molto duro a morire, tanto è istituzionalizzato.

    Dopo i fondi alle banche fraudolente invece che alle aziende produttive, ecco  la conclamazione.

    L’università di Padova ha scoperto che una semplice preparazione a base di Aloe è una eccezionale cura anticancro.

    Tuttavia, invece di mettere a disposizione la cura negli ospedali provinciali, dove si cura ancora con la Chemioterapia spesso dannosa se non inutile, ha venduto il brevetto ad una multinazionale del farmaco per un compenso miliardario.

    La notizia ha del vergognoso, ma per fortuna il sito che l’ha diffusa fornisce anche la ricetta per farsi la cura in casa, tanto essa è semplice.

    Si tratta in realtà di una formula di antica origine che si è diffusa per molti anni, e recentemente anche grazie alla pubblicità del missionario veneto Padre Zago, che fu anche inquisito per questo. L’uso dell’aloe è infatti molto diffuso nel sud america dove Egli sembra la imparò.

    Adesso arriva la dimostrazione scientifica della validà di questa cura. Dire “dimostrazione scientifica” significa che si è dimostrato “scientificamente”  che la cosa funziona, cioé semplicemente è stato fatto il conteggio dei casi di successo in una situazione controllabile. . Ma ragioniamoci, anche chi l’ha usata in passato sapeva che la cura funziona, e lo sapeva sulla base delle molte testimonianze, un conteggio appunto, quindi sarebbe anche il tempo di mettere in discussione che non sempre “scientificamente” significa nuovo, e sopratutto che la scienza ufficiale non è necessariamente sempre al servizio dell’umanità, perché anche essa è controllata dalle lobby e dai media della scienza. Insomma, benvenuta alla comunità scientifica in ritardo di almeno 20 anni.

    Insomma, una cura medica a bassissimo costo che serve all’umanità, è negata nelle strutture pubbliche
    e viene impedita persino nella stessa città (Padova) dove essa viene verificata scientificamente, con la conseguenza che anche oggi e domani qualcuno morirà negli ospedali per non aver usato questa cura nei casi utili.

    Questa storia vergognosa ci dimostra quanto ormai l’amministrazione pubblica italiana sia nemica dei suoi cittadini. Personalmente credo che l’amministrazione italiana nasce come progetto di sfruttamento dei popoli d’Italia, contro di essi, come ormai gli archivi di storia svelano sempre più.

    Il caso Padova dimostra che non solo al sud italia, ma ormai dovunque vi sia il “governo italiano”  è omertosamente accettato e applicato che lo scopo dell’amministrazione pubblica non è perseguire il bene della popolazione, ma è invece quello di servire chi detiene le redini della società.

    Insomma lo “stato” serve a “loro” per restare in sella del potere facend e sfruttare i cittadini, e ovviamente fanno finta di essere uno stato democratico e solidale, mentre invece si persegue sistematicamente lo sfruttamento della popolazione. Chi dice che “tutto il mondo è paese” vada a vedere come funzionano Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Canada, Austrialia e molti altri paesi, e si rassegni che “tutto il mondo è paese” è un mito che serve al governo italiano per legittimarsi.

    Ci sono ovviamente governo maligni, che terrorizzano la popolazione quando essa non è consenziente a certi affari sporchi che gli interessi superiori vogliono perseguire, è questo è quello che ha fatto il Governo Americano sotto l’amministrazione Bush, come ha confermato un illustre dirigente dei servizi segreti USA.

    Torniamo all’Italia, e ricordiamo per esempio il fondo salva banche, fatto fregandosene del fatto che le aziende sane chiudano a causa delle banche, con la conseguenza che le famiglie vanno in crisi, a volte vengono sterminate da parte del rispettivo disoccupato, gente che va alla disperazione e al suicidio, ormai una catena impressionante di lavoratori. Ma per il governo italiano l’importante è dare i soldi al “mercato” i cui tutori sono le banche, che ci hanno cacciato nella situazione attuale.

    Ma d’altra parte, uno pieni di debiti è sempre servo schiavo della Banca e lo Stato italiano è pieno di debiti, cioé servo e schivo del Sistema bancario.

    Insomma, arrendiamoci all’evidenza: non importa quali siano gli scopi istituzionali ufficiali, ormai l’importante anche per gli amministratori è conformarsi alle regole dell’economia di mercato fregandosene della missione pubblica, magari con qualche bustarella per sotto.

    Questo “malaffare” è ormai diventato sistema, prassi consolidata anche là dove una volta si praticava il virtuosismo dell’interesse pubblico come nel “veneto” coloniale.

    Certamente il veneto era virtuoso, ma purtroppo oramai si è “italianizzato” nel senso del governo centrale, assumendo sempre più il profilo sociologico e culturale del meridione d’Italia che consacra a Venezia la Sicilia come la sua capitale culturale e di riferimento. Ma è così o si tratta di parassitismo diventato potere ?

    Apice ed avanguardia di questo processo degenerativo delle Venetie è Padova.  Sono molti anni che dico che Padova è diventata il buco del culo del veneto, perché in quanto enclave italiana nella terra veneta si è trasformata in una città meridionale seppure nel continuo sbigottimento dei nativi.

    Non serve un genio per verificare che Padova, dai primi 20 posti nella qualità della vita all’inizio degli anni ‘90 è oggi scesa agli ultimi d’Italia, e tutto nell’ultimo decennio, ed è diventata una città di malaffare, di corruzione, di disservizi, di criminalità, e a dimostrarlo sono le statistiche sulla qualità della vita. Ancora qui adesso anche una cura dei cittadini malati di cancro viene venduta come brevetto e non messa a disposizione nemmeno negli ospedali provinciali dove è stata scoperta.

    Addio pudicizia.

    Ecco la pagina originale di quanto segue http://www.salvelocs.it/aloe.htm

    Aloe nella terapia antitumorale

    aloe,aloe arborescens,tumore,aloidina,aloe vera Si sta diffondendo sempre di più l’uso dell’Aloe nella terapia antitumorale, recenti studi stanno confermando quest’attività. È stato dimostrato che uno dei principi attivi dell’Aloe (Aloe-emodina) si concentra soltanto nelle cellule tumorali, dove manifesterebbe un’azione molto complessa chiamata “Apoptosi” (blocco della trasformazione della cellula sana in cellula maligna). Sono stati confermati risultati positivi sia in “vitro” che su animali da esperimento. Il professor Giuseppe D’Alessio, direttore del dipartimento di Chimica Organica e Biologica dell’Università Federico II di Napoli, ha compiuto numerose ricerche sugli effetti dell’Aloe arborescens, riuscendo a dimostrare l’efficacia dell’aloe nel distruggere le cellule tumorali. L’Università di Padova ha stretto un accordo miliardario, con una multinazionale del farmaco, per il brevetto dell’aloe-emodina.

    La dimostrata efficacia dell’Aloe non deve indurre in nessun modo i possibili pazienti ad abbandonare le tradizionali cure, ed intraprendere strade non ancora pienamente esplorate senza aver prima consultato il medico curante o lo specialista oncologo.

    Le notizie sulla preparazione e i dosaggi dell’Aloe vera sono state riportate unicamente per evitare fenomeni speculativi.


    Ricetta Aloe vera

    Materie prime da utilizzare:

    -Aloe arborescens 350g.

    -Miele biologico 500g.

    -Grappa 50 ml.

    La pianta dell’Aloe deve:

    -Avere 5 anni d’età.

    -Essere cresciuta a sole pieno.

    -Raccolta qualche giorno di distanza dall’ultima pioggia.

    Le foglie devono essere tagliate di notte e utilizzate per la preparazione nel più breve tempo possibile.

    Apparecchiature necessarie:

    -Frullatore con cestello d’acciaio (Bimby Vorwerk).

    -Recipienti ermetici all’aria e alla luce da 300 ml.

    -Lampada rossa da camera oscura

    Preparazione in farmacia

    Tutte le operazioni di preparazione devono avvenire al buio, oppure con lampada rossa (sono particolari lampade che usano i fotografi in camera oscura). Si puliscono le foglie con un panno asciutto, si tagliano a pezzetti dopo aver asportato le parti rovinate e gli aculei. Si versano nel frullatore tutti i componenti della preparazione: aloe g 350, miele g 500, grappa 50 ml. Si frulla fino a completa omogeneizzazione. La crema verde ottenuta andrà versata nei tre barattoli da 300 ml, che saranno posti immediatamente in frigo. Un’altra accortezza sarebbe quella di operare in atmosfera inerte (azoto gassoso), si potrebbe saturare con tale gas sia il frullatore durante l’omogeneizzazione e sia contenitori della crema d’aloe vera. Questa particolare procedura di lavoro potrà essere utilizzata solo in farmacie particolarmente attrezzate e con personale laureato preparato. Per le preparazioni casalinghe bisognerà seguire un’altra metodica, vale a dire quella di preparare porzioni più piccole in modo da avere un composto sempre fresco ed efficace.

    Preparazione casalinga

    Materie prime da utilizzare:

    -Aloe arborescens 120g.

    -Miele biologico 165g.

    -Grappa 15 ml (corrispondenti ad un cucchiaio abbondante da minestra).

    Apparecchiature necessarie:

    -Frullatore commerciale con il cestello rivestito con pellicola d’alluminio.

    -Recipienti di vetro scuro con bocca larga da 125 ml, da rivestire con pellicola d’alluminio, si acquistano in farmacia.

    -Lampada rossa da camera oscura, oppure qualsiasi fonte luminosa a bassa potenza rivestita con pellicola di plastica rossa.

    Prima di avventurarsi nella preparazione vera, sarà necessario fare delle prove per vedere se tutto funziona alla perfezione. Per le dosi non bisognerà essere particolarmente precisi, la bilancia da utilizzare dovrà avere una sensibilità di almeno 10 g. Sono ottime quelle elettroniche da cucina che offrono la possibilità di eseguire la tara, si trovano nei supermercati a prezzi modici. Per la preparazione bisognerà procedere in modo da essere veloci ma rigorosi nell’esporre il minor tempo possibile l’aloe alla luce diretta.

    Dosi e somministrazione

    La crema d’aloe va assunta al buio, o in luce attenuata (lampada rossa).

    Di giorno occorrerà operare in una stanza buia, con porte e finestre chiuse.

    Il preparato va assunto a digiuno, non bisognerà mangiare e bere per un’ora dopo averlo ingerito.

    Il preparato va rimescolato prima di ogni assunzione.

    Dosi:

    2 cucchiai 3 volte al giorno oppure 3 cucchiai 2 volte al giorno, fino alla fine del contenitore da 350 g oppure dei 3 da 125 g.

    Dopo la fine del primo ciclo bisognerà osservare 3 giorni d’interruzione, per poi cominciarne uno nuovo.

    I cicli dovranno susseguirsi senza nessuna interruzione fino alla remissione completa della malattia, la cui scomparsa dovrà essere accertata dal medico curante mediante esami diagnostici. La cura dovrà essere proseguita per almeno tre mesi dopo la guarigione.

    Avvertenze

    -Il succo d’Aloe nei dosaggi terapeutici sopra riportati non dovrebbe avere nessun effetto lassativo.

    -Il preparato potrebbe cambiare sapore e diventare più amaro.

    -Chi ha problemi di glicemia può ridurre la quantità di miele, ciò comporterà un aumento del sapore amaro della preparazione e una riformulazione del dosaggio.

    -Durante la terapia con Aloe bisognerà seguire un regime alimentare tale da favorire la guarigione.

    Alimentazione consigliata

    Alimenti sconsigliati: grassi animali, carni grasse, insaccati, formaggi stagionati, fritture, dolci, cibi preconfezionati. Come dolcificante è consigliabile usare il miele o il fruttosio.

    Alimenti consigliati: verdure, ortaggi, legumi, frutta fresca, cereali, pasta, pane, carni magre, pesce fresco.

    I prodotti alimentari dovranno essere assolutamente naturali e d’origine biologica.

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