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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 7:19 pm
  • Riproduzione riservata
  • Presentazione dei diritti del Popolo Veneto

    volantino/manifesto dell evento

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    Un alba ineluttabile - lettere di Segato dal Carcere

    Un alba ineluttabile - lettere di Segato dal Carcere

    Bepin Segato, l’ambasciatore dei Serenissimi, patì più carcere del dovuto per essersi rifiutato di incastrare me (Loris Palmerini) e Luciano Franceschi.

    E’ quanto è scritto nelle “lettere dal carcere” pubblicate da Editoria Universitaria e in circolazione limitata.

    Segato, Franceschi ed io, su mia proposta e concezione, fondammo l’autogoverno del popolo veneto nel periodo luglio-settembre 1999.

    Segato tuttavia lo aveva pensato più che altro come un mezzo di propaganda internet, ma concludendo dopo 1 anno che internet era inidoneo allo scopo

    Solo un mese dopo però, il 7 settembre 2000, scrive dal carcere che l’indizione delle prime elezioni nazionali di autogoverno (indette il 3 settembre 2000 ) potevano forse smascherare lo Stato, e che  le denunce di attentato alla Costituzione verso Palmerini e Franceschi avrebbero fatto un effetto boomerang.

    Una settimana più tardi, il 18 settembre, Segato scrive di aver subito pressioni o ricatto dal magistrato dello Stato affinché ci incastrasse per poter così distruggere l’Autogoverno e a pagina 64 dice :

    Il magistrato voleva che agissi legalmente contro Franceschi e Palmerini.
    e ancora “Il magistrato però desiderava una azione concreta e immediata contro i due. Non l’ho fatta e mi ha spedito dentro. Avrebbe voluto anche che in QUALSIVOGLIA modo li fermassi. Pura follia, sarebbe stato come ammettere una organizzazione strutturata, altro che gioco internettaro. Ho parlato con il mio avvocato di tutto ciò: ho deciso che l’Italia se li arresti, se vuole“.

    Con l’ultima frase Segato ci conferma che non inventò accuse e preferì pagare con il carcere piuttosto che fare false denunce come altri.

    Queste poche frasi ed altre nel libro confermano nettamente i fatti e la pericolosità per lo Stato del Autogoverno del Popolo Veneto, tanto da voler incastrare in ogni modo Franceschi e Palmerini e non scontare il carcere a Segato.

    Con questi  documenti vengono ulteriormente confermate che le recenti diffamazioni a mezzo stampa nei miei confronti fatte da alcune persone e movimenti sono bestialità utili solo all’occupante italiano.
    Sono calunnie del tutto infondate fin dall’inizio, e che possono essere utili, se non smentite, solo allo Stato Italiano che già nel 2000 ha cercato delatori e accusatori contro l’ideatore dell’Autogoverno, che sono io. Ma NULLA, Segato mi ha protetto.

    Mi aspetto le scuse pubbliche da questi signori, con ampio risalto, e se non le fanno il lettore sa che razza di persone sono o per chi lavorano.

    Riguardo al libro, non lo ho ancora letto ma lo trovo un libro interessante che parla di molte cose.
    Sono lettere a singole persone ancora viventi, discorsi politici di Segato sull’attualità, considerazioni varie ….

    Per me quello che ho letto è stato un po’ come risentire vivo un mio amico, che provvidenzialmente ha scritto quelle poche righe che incastrano i calunniatori, i collaboranti e lo Stato.

    Adesso occorre denunciare questo magistrato e chiamare Amnesty: la giustizia italiana perseguita i patrioti onesti come me.

    Mi aspetto anche che qualche consigliere comunale, qualche sindaco, che qualcuno faccia una interrogazione su questi documenti.

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    Il mito dei Celti

    Chi dice che la pianura padana fu colonizzata dai Celti dice una stupidaggine storica. I celti non penetrarono mai nel territorio dei Veneti, ossia da Bergamo verso est, perché Bergamo e Brescia, abitati dai galli cenomani, erano interamente venetizzati, e uniti con i veneti contro i celti  anche fu necessario  salvare Roma dalle invasione celtaica.

    Ma ecco un altro dei molti esempi di una non dominanza dei celti nella pianura padana

    Ben poco si sa degli antichi abitatori della Valsesia: solo grazie alla particolare struttura geologica del Monte Fenera l’unica possibilità per la ricostruzione della preistoria della valle dai suoi albori.
    Le cavità che si aprono nella parete ovest, hanno infatti reso moltissimi resti di un’antica fauna e le tracce dell’uomo di Neanderthal e dei gruppi umani che si sono succeduti per millenni.
    Le popolazioni più antiche di origine certe appartennero al ceppo dei liguri, che si fusero con gli “indigeni” della valle, chiamati anche Sicciani. Come tutte le altre genti alpine condussero dapprima vita nomade, alla ricerca di pascoli, dedicandosi alla caccia e alla pastorizia, trovando nella valle le condizioni adatte al loro sviluppo. La leggenda racconta che i Sicciani, di temperamento forte e coraggioso, grazie anche alla posizione geografica del territorio valsesiano privo di vie di collegamento, lottarono accanitamente contro ogni violenta invasione delle tribù celto-galliche, che, nonostante le lunghe lotte tentarono invano di usurpare il loro territorio.

    da http://www.valsesia.it/STORIA/preistoria.htm

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    Entro 3 anni tribunali gestiti dai veneti e bilingue
    .
    I tribunali delle Venetie saranno presto direttamente gestiti dal Popolo Veneto, e saranno bilingue in tutte le province venete, cioè comprese quelle di Bergamo, Brescia e Cremona.
    Questo è il risultato di una serie di azioni che abbiamo intrapreso, saliti ieri alle cronache di Corriere, Gazzettino, il Mattino di Padova.
    In realtà non si tratta di nulla di nuovo, semmai l’unica novità è il fatto che a presentare l’istanza è stato uno studio di avvocati normali.
    Ma d’altra parte gli avvocati curano gli interessi del cliente, e se le leggi permettono questo, e sono leggi internazionali, ecco che l’azione diventa di portata costituzionale ed internazionale.
    Questi diritti infatti derivano dalla dimostrazione che il Lombardo-Veneto nel 1866 è stato invaso e non è legalmente italiano, dimostrazione che ho fatto nel 2006 e scritto nel libro “La Repubblica Mai Nata” del 2007.
    Legalmente il Lombardo-Veneto non è italia. Quindi anche a Milano, Lecco, Como, Pavia, Sondrio e Varese potranno avere tribunali propri, ma in Lingua Lombarda. A Mantova il Mantovano.
    Non solo, ho dimostrato nello stesso libretto che il Referendum del 1946 non è legalmente valido, è nullo, poiché non votarono i cittadini italiani di Istria, Dalmatia, oltre che quelli di Udine, Pordenone, Belluno, Bolzano e altri ancora.
    Su queste questioni, il Tribunale di Venezia interrogato nel 2006 si è pronunciato nel 2008, e ha sentenziato che sul “Lombardo-Veneto” c’è il “difetto assoluto di giurisdizione”, esattamente come per le basi americane.
    Per i non addetti questo significa che il Lombardo-Veneto non è un territorio che il Governo Italiano può pretendere come suo, e che la Giustizia deve essere autoctona e gestita dai locali, perché così stabilisce la legge internazionale.
    Infatti come può essere imparziale il giudice di una amministrazione abusiva fin dall’inizio ?
    Insomma è solo per ignoranza dei propri diritti che i cittadini delle Venetie pagano le tasse a Roma e si fanno gestire dall’Amministrazione Italiana.
    Tanto più che l’amministrazione è legalmente già in mano ai veneti anche secondo un dispositivo di leggi italiane che prevedono in effetti un loro autogoverno. Le leggi vigenti infatti prevedo fin dal 1971 che il “popolo veneto” esiste ed ha diritto di “autogoverno”, ossia il diritto al trattenimento al 100% delle tasse nelle Venetie, come fanno a Bolzano, Aosta e Palermo. Ma “Autogoverno” è anche quello della Giustizia, tanto più che la Lingua Veneta è internazionalmente riconosciuta e gli italiani non la riconoscono.
    In ogni caso le leggi internazionali prevalgono su quelle di Roma, e le leggi internazionali riconoscono ad ogni popolo il diritto a proprie Istituzioni.
    Ecco perché noi veneti, a partire dal 1999, abbiamo invece usato le leggi internazionali, con le quali, essendo popolo sovrano, abbiamo costituito delle nostre Istituzioni, una anagrafe, un Governo, un Parlamento, un Tribunale.I cittadini delle Venetie iscritti alla anagrafe del popolo veneto, possono chiedere di essere giudicati da un giudice “naturale” ( dall’art.6 L.n.848/1955).
    Già nel 2003 sono stati fatti i primi tentativi di far valere questi diritti, ma a volte nella forma non corretta, a volte trovando giudici sovversivi che hanno violato la legge, a volte mancandoci i soldi per pagare gli avvocati , noi, il popolo fra i più produttivi d’Europa, siamo senza soldi.
    E certamente hanno contribuito a rallentare queste azioni, e a farci mancare il supporto popolare, tutte quelle forze politiche che portano avanti il federalismo, l’autonomia e l’indipendenza con fantasmagorici referendum di vario tipo.
    Ma perché chiedere a Roma quello che è già scritto nelle leggi?
    Corriere della Sera veneto 6 ottobre 2009. Articolo per l'autogoverno del popolo veneto.
    Insomma, le genti delle Venetie vogliono l’autogoverno, compresi gli immigrati che avrebbero lo stipendio più alto.
    Ma la causa principale del non raggiungimento dell’Autogoverno sono proprio quei veneti che non sanno fare struttura e coalizzarsi intorno all’unica via possibile e già iniziata, quella dell’autogoverno diretto.
    Chi nega il diritto ad un autogoverno immediato, o è un incapace, o è in mala fede, smanioso di potere personale a costo di frenare il processo di autogoverno e autodeterminazione nel rispetto delle leggi internazionali e venete.
    Tuttavia , la china è oltrepassata.
    Non si tratta più di “se” ci saranno i tribunali veneti , ma solo di “quando”.
    Certamente un magistrato potrebbe anche negare questi diritti, tanto più e lo ha già fatto in passato.
    Ma chi può dire se fra 1, o 2 anni, o fra 5 o 10 anni , un tribunale sovrano veneto lo chiamerà a rispondere dei proprio reati.
    Perché negare questi diritti è un reato, una violazione della Costituzione Italiana e delle leggi internazionali, con pene molto gravi.
    E le leggi sono uguali per tutti, tanto più per i magistrati che le devono applicare.
    De Pieri è uno dei primi cittadini veneti che chiede il rispetto di questi diritti. Il suo diritto al giudice imparziale è intangibile, protetto da una sfilza di leggi e dalla Costituzione, e questo è il Tribunale del Popolo Veneto, che ha propri magistrati, e giurie popolari imparziali.
    Saranno loro a decidere se De Pieri è colpevole e di che cosa. Non spetta a me o ai giudici italiani giudicarlo per i suoi comportamenti.
    Io stesso ho chiesto le stesse cose nel 2008, ma non mi hanno mai risposto, hanno congelato tutto piuttosto. Allora quest’anno ho chiesto a Strasburgo di condannare l’Italia perché non mi ha ancora risposto. De Pieri farà lo stesso fra 6 mesi.
    Se la giustizia dovesse rispondere negativamente a questi diritti, verrà chiesto a Strasburgo di condannarla perché nega questi diritti!
    Nei fatti noi siamo già uno stato sovrano, e il governo italiano è impotente rispetto a questo, può solo tacere e sperare che non cresca la consapevolezza dei veneti.
    Quello che è certo è che chi invoca questi diritti ha visto svanire negli anni i procedimenti giudiziari che li riguardavano, e tutto va in prescrizione.
    De Pieri stesso ha visto svanire una condanna in primo grado che è andata in prescrizione perché si è chiesta la giurisdizione.

    Articolo il mattino di Padova del 6 ottobre 2009

    Articolo il mattino di Padova del 6 ottobre 2009

    Ma non si illudano coloro che pensano di poter sfruttare questa vulnerabilità del sistema italiano per non pagare le proprie colpe.
    Il diritto non è quello all’impunità, ma quello a giudici imparziali costituiti per legge. Non c’è il diritto di farsi un proprio tribunale con giudici amici.
    Negli Statuti delle Istituzioni di Autogoverno solo il Tribunale del Popolo Veneto è la legittima istituzione di Giustizia, ed è per statuto indipendente dal Governo.
    Chi pensa di fare i propri porci comodi senza leggi, o di cavalcare le Istituzioni per godere di impunità, verrà sonoramente punito dalla realtà, e certo noi non faremo nulla per proteggere questi qualora gli italiani volessero punirli per i reati che loro ritengono.
    Adesso è il tempo che tutti si uniscano nelle Istituzioni di Augoverno , che concentrino tutte le energie e quello che stanno facendo verso di esse.
    Si devono portare avanti questi diritti anche nell’ambito fiscale, e culturale, e politico.
    Quelli che ancora negheranno questi diritti verranno sempre più emarginati e messi alla berlina, forse un giorno puniti per l’ostacolo posto all’autodeterminazione.
    Ma i giusti non debbono avere paura della giustizia veneta: sarà serenissima.
    I tribunali delle Venetie saranno presto direttamente gestiti dal Popolo Veneto, e saranno bilingue in tutte le province venete, cioè comprese quelle di Bergamo, Brescia e Cremona.
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    Buone nuove: il Burka non è islamico

    Dall’Egitto una buona notizia per tutti: portare il niqab (sorta di Burka), non è un precetto islamico o del corano, né ha a che fare con esso.

     niqab e burqa

    niqab e burqa

    A sostenerlo è Mohamed Tantawi, la più alta autorità Mussulmana dell’Egitto, il quale, visitando una scuola al Cairo, ha chiesto ad una ragazza di togliersi il niqab (sorta di Burka) che la copriva integralmente. Alle obiezioni della ragazza Mohamed Tantawi ha risposto che il niqab (come il Burka), sono il portato di un costume locale che non ha connessione con i precetti del Corano.

    A riportare la notizia è la BCC online, che riprende il giornale “al-Masri al-Yom”.

    Il niqab, vestito integrale egiziano, ha avuto recentemente un aumento della diffusione, e come fa il Burka in uso nell’Afghanistan, mortifica ugualmente la donna nascondendola sotto un velo totalmente nero. D’altra parte, chi considera quelle tradizioni come semplici tribalismo o sintomi di sottosviluppo si interroghi bene se non siano ugualmente  discutibili anche i nostri usi spesso troppo mercificatori della donna, dalla quale non solo si pretende una continua esibizione di bellezza e turgidi particolari a costo della chirurgia, ma spesso la si riduce a cosciotti in esposizione come in macelleria chiamandole “veline”.

    Ma per carità, meglio la libertà di esporre piuttosto che il divieto assoluto, che per altro spesso è solo verso le proprie donne ma non verso le straniere.

    La buona nuova è insomma che da oggi nessuno può più legittimamente chiedere che venga consentito l’uso del Burka e simili costumi in Europa e nel mondo, perché non ha un fondamento in una fede e si tratta di semplici costumi.

    Niente di nuovo in questo divieto, allo stesso modo che non consentiamo ad una persona di uccidere il proprio figlio o privarlo delle cure anche se la sua religione glielo impone (potremmo pensare ad un nuovo Abramo), e così dobbiamo eticamente vietare il burka, perché in effetti, non solo è una minaccia per la democrazia, ma è anche mortificatorio per la persona che non può godere nemmeno di uno dei fondamenti della identità, l’immagine pubblica di sé .

    Adesso voglio vedere cosa dirà la sinistra del relativismo culturale che ha praticato l’uguaglianza delle culture, ma che in pratica  significa non aver nessun pensiero. Voglio vedere cosa dirà il “pensiero debole” che dietro la incapacità di leggere la dignità dell’essere umano ha finito col rinunciare ad essere pure lui.

    Tempi nuovi si avvicinano, anche se non saranno immediatamente visibili.

    L’articolo della BCC http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8290606.stm

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