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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 9, 2010, 12:57 pm
  • Riproduzione riservata
  • la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico

    palmerini-loris-2010-veneziaPalmerini racconta in pubblico la sua storia personale e politica, dalle  prime denunce sull’ineleggibilità di Berlusconi   e sui brogli elettorali nel 1996, passando per Serenissimi, Autogoverno, Segato,  lingua veneta e Raixe Venete,  Life, e le recenti calunnie, fino al prossimo appuntamento del 7 luglio 2010,  descrivendo la rivoluzione del pensiero veneto che sta operando nell’ambito storico e politico insieme con i compagni attuali.

    La registrazione comincia con lui che parla di un dossier, reperibile  nel sito http://www.italia.8m.com/salva/
    Il sito di “Rinassimento veneto” è  http://www.repubblica.org/rinassimento/

    Il blog di Palmerini con i documenti sul plebiscito del 1866, referendum 1946, Beppe Grillo e altro è http://www.palmerini.net

    Cllica qui per l’audio
    ————————- SINTESI DEL PERCORSO RACCONTATO

    La vera storia di Palmerini raccontata in pubblico
    Le cose che ha fatto su Par Conditio, pubblicità nei telegiornali, decadenza Santer
    Denunce dal 1996 al 1997 brogli elettorali, firme false,
    L’ascesa dei Serenissimi e la nascita dell’autogoverno, le illazioni LIFE
    Le denunce e le botte prese dai Carabinieri
    I rapporti con Life e Raixe Venete
    La nazionalità veneta e l’Autogoverno
    Beppe Grillo e l’ineleggibilità di Berlusconi
    La prigionìa di Segato e la sua scarcerazione ordinata dall’Autogoverno
    Franceschi e la prigionia di Segato
    La magistratura che cerca di incastrare Palmerini con i Serenissimi
    Cittadinanza, nazionalità, identità e diritti civili
    L’uso delle armi e la legge internazionali
    Elezioni di popolo, i ricorsi contro l’IRAP,  rivendicazione della lingua veneta fin dal 2000
    L’agguato dei Carabinieri che lo picchiano e la magistratura che archivia
    Il processo su giudici tributari (in corso) e l’abuso della magistratura
    Gli studi sul lombardo-veneto e sul referendum del 1946
    La storica sentenza del 2008 basata sugli studi di Palmerini
    Il libro di Beggiato sul 1866 e le nuove scoperte di Palmerini, discussione con Gardin
    L’invalidità dell’intero plebiscito per il mancato voto della Lombardia
    Il difetto di giurisdizione italiana: non è terra italiana.
    Il partito di Venetie per l’Autogoverno che riconoscono l’AUTOGOVERNO
    La Censura della Stampa nelle provinciali di Padova
    Le regionali del 2010 e il Bilinguismo, i diritti di Minoranza dello Stato
    Il ricorso in Consiglio di Stato: chi rappresenta il “popolo veneto” ?
    Zaia e il “faccio io l’Autogoverno del Popolo Veneto”: perché solo ora ?
    Il libri bilingui veneto-italiano durante il fascismo
    il principio della risoluzione 42 del 1998 in discussione a Consiglio di Stato
    I prossimi ricorsi  internazionali in Consiglio d’Europa e Corte internazionali
    La repubblica Veneta che rinasce
    I generali armati e l’arte della guerra di Quaglia.
    L’Italia che deve pagare i danni.

    la storia di Palmerini documentata e raccontata in pubblico
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    Zaia giura l’Autogoverno del popolo Veneto: una distrazione di massa

    zaia-fotoPer quelli a cui non fosse arrivata la notizia, Luca Zaia, presunto eletto alla presidenza della regione veneto, vuole realizzare l’Autogoverno del Popolo Veneto.  il 5 maggio 2010, di fronte al Consiglio Regionale del Veneto, ha giurato fedeltà alla Costituzione Italiana, alle leggi e ha giurato di realizzare l’Autogoverno del Popolo Veneto secondo la volontà del popolo veneto.

    Mi hanno detto che, come faceva il Doge, ha giurato anche fedeltà a S.Marco, ma non era certo di fronte ad una sua reliquia né ha indossato il corno ducale, né è stato nominato dal parlamento nazionale del popolo veneto.

    Purtroppo  come al solito devo spegnere i facili entusiasmi dicendo che molto probabilmente  è un inganno, una arma di distrazione.
    Insomma, c’è un trucco in tutto questo, un imbroglio al popolo veneto, e ve lo spiego.

    Prima però mi permetta il lettore di fargli sapere che l’Autogoverno del Popolo Veneto, sulla base di un mio progetto giuridico,  l’ho fondato  legalmente nel 1999 con  Bepin Segato, purtroppo deceduto, e Luciano Franceschi, ritiratosi a vita privata.

    In seguito ho portato al’Autogoverno alla ribalta  con iniziative legali quali il rilascio di permessi di soggiorno del popolo veneto, riconosciuti legali, ma anche i buoni di stato veneto e altri procedimenti. Voglio prendermi il merito ma per dare modo di leggere la realtà a chi viene ingannato dai media che tacciono sul diritto del popolo veneto.

    Infatti, occorre notare che di certo, se solo ora Zaia riconosce l’esistenza del diritto di Autogoverno del Popolo veneto, significa che qualcuno si è svegliato molto tardi. Perché allora abbiamo perso 11 anni ? Perché Galan non ha mai realizzato l’Autogoverno come gli è stato chiesto per vie legali ?

    Dove erano Zaia e la Lega quando noi dell’Autogoverno organizzavamo le elezioni nazionali del popolo veneto nel 2000 e nel 2009?

    Perché quando nel 2000 ci hanno imputato l’attentato alla costituzione, reato da ergastolo, la Lega e Zaia hanno taciuto?
    (L’imputazione è stata archiviata come tutte le altre 5 o 6 che ho avuto, sono tuttora incensurato).

    Perché quando i Carabinieri hanno picchiato me e l’allora ministro dell’Interno veneto la Lega, al Governo, ha taciuto?

    Torniamo a Zaia.

    Abbiamo chiesto l’annullamento delle elezioni regionali del 2010 perché il sistema elettorale regionale non riservava dei posti al popolo veneto, come si fa in Istria e Dalmazia per le minoranze.

    Infatti il popolo veneto è riconosciuto dalla legge del 1971, ma dal 1997, per la legge n.302, ha anche dato diritto al bilinguismo negli uffici, nelle scuole, sui cartelli stradali,  canali TV e giornali in lingua veneta ecc,

    Di fronte a tutto questo la regione veneto guidata da Lega e PDL non ha fatto nulla. Non è riuscita nemmeno a far riconoscere alla Stato che la lingua veneta è un diritto. Zaia stesso l’anno scorso ha dichiarato che il veneto non è una lingua !

    Sono loro che tengono schiacciati i diritti del popolo veneto, non sono la soluzione, sono stati il problema.

    Io rappresento l’Autogoverno del Popolo Veneto, legalmente, ma rappresento anche il partito Venetie per l’Autogoverno, espressione politica proprio di quel popolo veneto che la legge riconosce, in quanto popolo di nazionalità diversa da quella italiana, cioè “minoranza nazionale” nei termini legali.

    La giunta regionale nel nel e nel  2009 è stata richiesta di rispettare i diritti dell’Autogoverno, che con il Trattato di Lisbona dal 1 dicembre 2010 sono diventati diritti inalienabili, da rispettare obbligatoriamente da parte dello Stato.

    Quindi giusto che il presunto presidente della Regione Zaia dica che rispetterà i diritti di autogoverno del popolo veneto.

    Ma proprio perché riconosce che esistono, riconosce anche che le elezioni regionali 2010 non sono state valide, perché fatte senza riconoscere alcuna riserva di seggi al popolo veneto o garanzie di partecipazione come previsto dalla legislazione sulle minoranze .

    Il 7 di luglio ci sarà in Consiglio di Stato una seconda udienza per il processo di annullamento delle elezioni regionali. Che vanno comunque annullate perché il governo, modificando la legge elettorale, ha violato l’art.122 della Costituzione.

    Quindi, come mai questa uscita di Zaia?

    Secondo me lui si aspetta come noi che le elezioni regionali vengano annullate, e prepara il terreno per la nuova campagna elettorale.
    Se le elezioni regionali non verranno annullate l’Italia perderà la legalità sul territorio Lombardo-Veneto perché in violazione dei diritti umani.

    Qualche uccellino mi ha detto che l’uscita di Zaia è motivato da uno scandalo di corruzione che  deve scoppiare ma mi rifiuto di accettare questa ipotesi vergognosa.

    Quello che è certo è che Zaia non rappresenta il Popolo Veneto: la Corte Costituzionale ha già chiarito  che una “regione”, in quanto ente strumentale dello Stato, non può rappresentare un “popolo”, lo ha detto con la sentenza n.365 del 2007 quando la regione Sardegna tentò la costituente del Popolo Sardo.

    D’altra parte, mi pare evidente che il governo autonomo di un popolo lo fa il popolo stesso, e il popolo veneto è presente anche nel Friuli VENEZIA Giulia, come nelle ex terre venete. Zaia non è altro che un “governatore” del sistema romano, non ha i poteri di rappresentare il popolo veneto.

    Il popolo veneto attualmente lo rappresento io, mi ha nominato il parlamento nazionale veneto, otato da tutti i cittadini veneti che volevano votare in tutte le Venetie.

    Tuttavia, se Zaia vuole “realizzare” l’Autogoverno, che è già legalmente costituito dal 1999, deve necessariamente passare attraverso le nostre istituzioni. Ma non ha che da alzare il telefono, e faremo  i passi necessari e legalmente dovuti per raggiungere l’obbiettivo.
    Si potrebbe anche conferirgli il potere legale di rappresentare il popolo veneto, e attuare un programma di trasferimento di potere fra legislazioni, dando all’Autogoverno le funzioni di ente Autonomo e Autogovernato nello Stato italiano, come Livigno e Bolzano, insomma gli possiamo dare anche il salvacondotto da ogni inchiesta giudiziaria.

    Ma sappia Zaia che per fare l’Autogoverno occorre essere come diamanti, trasparenti e puri negli intenti, duri nel perseguire gli scopi.
    E’ un fatto che quelli che hanno tentato senza queste doti sono tutti finiti in disgrazia. Non è una cosa con cui si gioca, perché vale circa 150 miliardi di Euro l’anno di Prodotto interno. Stiamo parlando del territorio più produttivo d’Europa, che viene derubato dell’80% del prodotto.

    Se non si è in grado, o gli scopi sono altri, meglio dedicarsi e fare la testa di legno del regime come certe altre giunte, è molto più salutare.

    io per esempio anche in questo periodo sono sotto processo, ho fatto valere che i “giudici tributari” sono vietati dalla Costituzione, e ci sono pure le registrazioni audio di quella giornata, speriamo che il giudice italiano le accetti dopo aver rifiutato le carte sull’invasione illegale del 1866.

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    Elezioni della Regione Veneto incompatibili con il Trattato di Lisbona (e incostituzionali)

    tunnelIl 1 dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona. Con esso lo Stato Italiano si è ridotto a semplice “regione” di un Super Stato che si chiama “Unione Europea”. Infatti le principali materie che connotano uno “Stato”, come la difesa, la giustizia e la moneta, sono diventate competenza primaria ed esclusiva dell’Unione Europea.

    L’Unione ha oggi le competenze di “sicurezza e giustizia senza frontiere interne”, “libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto
    concerne i controlli alle frontiere esterne” , l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima, il mercato interno, la stabilità dei prezzi, un’economia sociale di mercato

    fortemente competitiva, combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni, e promuove la giustizia e la protezione
    sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore, la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri, le diversità culturali e linguistiche, unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro, la tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla
    rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della
    Carta delle Nazioni Unite.

    Insomma sicurezza interna ed esterna, la giustizia, l’economia e la concorrenza dei mercati, la moneta, la socialità, il lavoro e tante altre sono oggi funzioni principali dell’Unione Europea. Basti pensare che esiste ora un solo ministro degli esteri per tutta l’Unione, per cui gli ex ministri sono solo stipendi rubati. E ancora di più, gli Stati hanno firmato la rinuncia a fare causa alla Unione fuori dall’Unione, ossia hanno rinunciato alla personalità internazionale.

    Un altro grande cambiamento che ha portato il Trattato di Lisbona è il fatto che l’Unione ha aderito al Consiglio d’Europa, cioè ha di fatto messo a livello costituzionale degli importanti meccanismi di protezione dei diritti umani, e risponde per i danni e le violazioni dei diritti umani di sé stessa, ma anche degli stati membri per le materie comuni. Nel 1998 avevo segnalato alla stessa Commissione questa grave lacuna, e avevo minacciato la secessione interna dei Veneti quando la Costituente Europea minacciava di violare perfino i diritti ONU. Adesso possiamo invece stare tranquilli sul fronte interno. Ben più di prima dato che l’Italia non ha mai rispettato i diritti umani dei veneti in concreto, ma solo sulla carta. Non a caso l’Italia ha la in-giustizia perfino peggiore del Gabon, e viene sistematicamente condannata peggio dei Turchi.

    Insomma, è morta l’Italia, W l’Italia.

    Adesso però si gioca duro. Con il trattato di Lisbona le “minoranze nazionali” sono diventate un soggetto di diritto protetto dalla stessa Unione, materia d’Unione insomma.

    Il “popolo veneto” come noto, è riconosciuto dalla legge costituzionale art.2 L.n.340/1977, che gli riconosce anche il diritto di “autogoverno”, una minoranza nazionale dunque.

    L’Italia se ne è sempre sbattuta, in quanto Stato invasore fin dall’inizio. Ed ora ? Sarà disponibile l’Unione a pagare i danni prodotti ancora oggi dagli italiani ?

    Ad esempio, recentemente ho trovato una legge che protegge il popolo veneto in quanto minoranza, una legge del 1997 che garantisce diritti molto ampi, come il bilinguismo, anche nelle scuole e negli uffici pubblici, la cartellonistica stradale bilingue, diritto a giudici in lingua, diritto di esporre scritte in lingua veneta, diritto a spazi riservati alla comunicazione in lingua e anche intere frequenze televisive e giornali in lingua. Non solo, canali preferenziali per la partecipazione politica e la certezza di essere presenti ad ogni gestione degli affari che li riguardano, riforme comprese.

    Viene da sorridere (o piangere) a ripensare anche alle recenti manifestazioni organizzate per “chiedere” questi diritti, e la grande enfasi data al “riconoscimento” della lingua veneta fatta nel 2007 del Consiglio Regionale Veneto: tutto dovuto e per altro INUTILE.

    Quello che è stato chiesto dai veneti negli ultimi 13 anni era GIA’ LEGGE DAL 1997 !

    Per coloro che mi seguono, sto dicendo qualcosa di nuovo , che certamente accelererà ancora di più gli eventi e il raggiungimento dei diritti. Sono cose che ben presto vedrete professate dai soliti parassiti mistificatori politici, ma senza che essi possano giustificare questi 13 anni di inerzia.

    Tutto questi diritti sono ovviamente negati, ossia vi è la violazione della normativa del Consiglio d’Europa sulla protezione delle minoranze. Abbiamo l’evidenza che i diritti del popolo veneto vengono sistematicamente calpestati da oltre 13 anni.

    Dato che c’è questa legge ed essa si applica al popolo veneto, già una ventina (23 !) magistrati hanno preferito negare che esista una legge che riconosce il popolo veneto, dicendo che la frase “Autogoverno del Popolo Veneto” in realtà si riferisce ai residenti!

    La prova che l’Italia non rispetta le sue stesse leggi, ma in realtà poiché i residenti sono anche gli immigrati senza diritto di voto, i magistrati hanno comunque riconosciuto che l’Autogoverno del Popolo Veneto non è l’Autogoverno della Regione Veneto. Insomma, anche se in maniera del tutto ridicola, questa interpretazione dei magistrati legittima ancora di più le pretese dell’autogoverno del popolo veneto , ossia il diritto di rappresentarsi da sé stessa con proprie istituzioni, al di là e oltre l’amministrazione regionale, perché viene riconosciuto come l’unico ente in grado di rappresentare il popolo veneto nella sua completezza (i residenti) , mentre la regione rappresenta solo i residenti cittadini italiani votanti !

    Resta comunque il fatto che la legge elettorale regionale non è compatibile con la normativa del 1997 del Consiglio d’Europa in quanto non garantisce al “popolo veneto” di essere presente con liste proprie come è dovuto.

    Il 30 dicembre 2009 ho richiesto alla Giunta Regionale a guida Galan il rispetto della legge internazionale sulle minoranze, specificando anche che la legge elettorale regionale viola le convenzioni internazionali che proteggono il “popolo veneto” come minoranza in quanto non garantisce la partecipazione delle rappresentanze del popolo veneto al processo elettorale con un canale preferenziale come succede in val d’Aosta, sud Tirolo, Slovenia ecc.
    La Giunta del veneto, Galan, non ha agito, anche se più volte richiamata, perfino sparivano le email certificate PEC. Insomma se ne è fregata dei diritti umani dei veneti che sono invece protetti dal trattato di Lisbona, ma già prima dalla Costituzione all’art.2

    E pensare che già il Consiglio Regionale del veneto ha riconosciuto nel 1998 la personalità giuridica internazionale del popolo veneto e il suo diritto di autogoverno e autodeterminazione.

    Ha riconosciuto come preesistente, non creata. Fu la risoluzione 42/1998, e fra gli altri a firmarla ci fu proprio anche Galan ! Come noto l’era Galan si è chiusa, ma temo che la storia la condannerà come un decennio in cui diritti umani dei veneti sono stati negati, anche sul piano internazionale, sempre che non emergano nel frattempo altri fatterelli .

    E’ venuto alla luce dopo qualche tempo che già i Cimbri, i Ladini e le altre minoranze avevano chiesto la stessa cosa a Galan nel 2008, venendo del tutto ignorati. Quindi si dimostra una prassi.

    Comunque, per un certo momento ho avuto il dubbio che a gestire la questione della legge elettorale dovesse essere il Consiglio regionale, è così l’8 febbraio 2010 ho chiesto anche al Consiglio regionale di modificare la legge elettorale per renderla compatibile con il disposto della legge suddetto. Improvvisamente invece, presi da una strana fretta, hanno deciso di chiudere la legislatura ben 4 giorni in anticipo, giorni che erano disponibili per affrontare e risolvere tranquillamente il problema. Peccato, però in compenso non si anche proceduto ad alcune delibere su discariche e varie altre che sarebbero state una tragedia ecologica per il veneto.

    Vista questa reazione, preso dall’enfasi del ciclostile, ho scritto anche al Presidente della Repubblica il 20 febbraio, informandolo che, essendo diritto-dovere della Repubblica porre rimedio in supplenza dell’ente regionale, la mancata applicazione della convenzione internazionale rendeva nulle le elezioni regionali del veneto.

    Come sappiamo, non solo Scalfaro (Napolitano) non ha rispettato di diritti umani dei veneti, ma ha perfino permesso al Governo di mettere mano alla legge senza che però risolvesse il problema.

    Il TAR non ha sentito ragioni, ed adesso la questione è al Consiglio di Stato, che sentenzierà il 23 aprile.

    Ecco ci siamo, la domanda è: se Palmerini chiede deve essere ascoltato ?

    Che cosa legittima Palmerini a chiedere l’annullamento delle elezioni ?

    La tematica “chi rappresenta il popolo veneto” è stata chiarita dalla Corte Costituzionale nel 2007. Quando la regione Sardegna tento l’autodeterminazione di una costituente del popolo sardo, la Corte Costituzionale ha sancito definitivamente che una “regione” è solo un ente periferico dello Stato, vincolato negli scopi e nei compiti dalla legge statale, e pertanto non può rappresentare un “popolo”; infatti i popoli, come il popolo veneto, sono soggetti di diritto internazionale, non di diritto interno.

    Ecco perché solo l’Autogoverno del Popolo Veneto può rappresentare il popolo veneto in sede interna ed internazionale, e quale nazione diversa da quella maggioritaria nella Repubblica italiana .

    In base alla convenzione internazionale firmata dalla Repubblica oltre 10 anni fa e ratificata con legge n.302/1997, il “popolo veneto” ha diritto alle stesse protezioni che sono riconosciuti ai sud tirolesi di Bolzano, vale a dire:
    un sistema elettorale protetto per i rappresentanti che aderiscono alla anagrafe del popolo veneto
    il diritto a giornali, frequenze TV e radio in lingua veneta
    cartellonistica stradale bilingue
    scuole e amministrazioni bilingue con riserva di posti per i veneti
    diritto a gestire le politiche di immigrazione.
    Altro ancora

    La legge prevede specifici atti dovuti per l’amministrazione, atti che Giunta e Consiglio regionale in tutti questi anni anno ignorato.

    Ecco perché stiamo attendendo l’annullamento delle elezioni, che il Consiglio di Stato sentenzierà il 23 aprile.

    Qualcuno di certo sorriderà sulla possibilità concreta di far annullare le elezioni regionali.

    Ma mi tocca togliergli il sorriso ricordandogli che con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona sono stati fortemente rafforzati i diritti umani e i diritti delle minoranze, che vengono tutelate direttamente nel trattato. Con esso il popolo veneto ha molte possibilità in più di vedere riconosciuti i propri diritti, e finalmente anche la Repubblica Italiana sarà costretta a rinunciare alle colonie.

    Infatti anche l’Unione è ora competente per la tutela del popolo veneto, e credo che i tedeschi non abbiano interesse a mantenere l’oppressione culturale, legale ed economica sui veneti e sul lombardo-veneto, perché dal punto di vista europeo, l’Autogoverno del Popolo Veneto è solo un giro di conto della contabilità interna. Vorrà dire che i nostri soldi arriveranno comunque all’Europa, anche se non dovremmo più pagare il parassitismo di una Italia che comunque è fallita e prossima alla bancarotta. Credo che gli europei siano convinti che conviene salvare il salvabile, il motore produttivo d’Europa, il Lombardo-Veneto sotto amministrazione di Autogoverno.

    Insomma, il popolo veneto ha ora un futuro verso i propri diritti grazie al trattato di Lisbona che li ha rafforzati di molto.

    Sarà insomma grazie all’azione che sta compiendo l’Autogoverno del Popolo Veneto se presto si avranno il bilinguismo, TV e giornali in lingua veneta, e una importante presenza della componente veneta nell’amministrazione e nella politica. Basta plagi e bandierine verdi.

    Il popolo veneto si esprime e si rappresenta attraverso le sue proprie istituzioni di autogoverno, e l’Autogoverno operando quale rappresentante del soggetto sovrano “popolo veneto” agisce in seno alla legalità interna ed internazionale quale unico rappresentante legale e legittimo del popolo veneto dallo stesso riconosciuto.

    I presidenti di Regione, se lo mettano in testa, non sono governatori, ma si e no dei sub-prefetti del governo, dico “sub” perché esiste pure un vero Prefetto regionale che si chiama Commissario al Governo della Regione, il quale non ha nemmeno la rogna di dover gestire gli affarucci dell’amministrazione ordinaria, è un vero governatore lì per impedire che i presidenti di ente regionale facciano qualche strappo: ai presidenti di regione non è concesso nemmeno la gestione regionale di un farmaco, figurarsi il resto .

    Lo Stato italiano potrebbe dire che spetta a lui la rappresentanza del Popolo Veneto
    in quanto il territorio del lombardo-veneto è suo, ma ho già scritto nel 2006 nel mio sito www.palmerini.net e pubblicato nel 2007 la dimostrazione che il plebiscito del 1866 sul lombardo-veneto è nullo nel diritto internazionale, e per molti motivi. Un motivo, ad esempio, è che nel 1866 non votò l’intera “Lombardia” in violazione del trattato, ed era la maggioranza della popolazione.

    A qualcuno certamente non piace l’idea che il popolo veneto possa autogovernarsi, ed abbiamo assistito ed assistiamo a tutta una serie di tentativi di far passare il concetto che lo Stato Veneto sarà grande come l’attuale Regione Veneto, fermo restando che si vogliono convincere le genti di varie aree che non sono veneti e che starebbero meglio con il Friuli o con il Trentino.

    Ma so bene invece che quando queste genti capiranno che noi stiamo solo riprendendo la storia di un governo che non li ha mai oppressi, certamente non crederanno a queste pie illusioni.

    In ogni caso nessuno ha il diritto di opporsi all’autogoverno del popolo veneto negando i diritti umani dei veneti come quelli al bilinguismo negato da 13 anni in sfregio delle leggi del Consiglio d’Europa. Qualcuno ha il coraggio di dire che non fu chiesto ?

    E’ certo che i veneti vedranno presto i loro diritti, perché continuare a negarli produrrebbe una catastrofe mondiale sul piano del diritto. Di fronte alla loro comprovata negazione, cosa direbbero le altre dittature quando accusate delle stesse nefandezze ?
    Ad esempio, cosa dirà l’Iran di fronte alla richiesta di rispetto della “legalità” internazionale quando sarà noto che la legge internazionale non vale per il popolo veneto che viene tenuto schiavo e costretto a cedere il suo redditto nazionale per il 70%?

    Cosa direbbe la Cina di fronte alla richiesta americana di rispettare i “diritti umani” dei tibetani?

    Se il Consiglio di Stato il 23 aprile dirà no all’ annullamento delle elezioni del Veneto, mostrerà palesemente che l’Italia non ha legge interna e se ne sbatte di quella internazionale. Ma l’Italia è già morta, non ha più nemmeno la funzione esteri. E’ l’Unione che parla per tutti.

    Ecco perché quando sarà il turno del Tribunale del Consiglio d’Europa di decidere se i diritti umani sono qualcosa di esistente o solo panzane da rifilare agli arabi e ai cinesi, si giocherà la credibilità di tutto l’Unione e dell’occidente stesso.

    Anche perché se saremo costretti ad andare al Tribunale dei diritti dell’Uomo, allora porteremo anche la questione che il Governo e il presidente della Repubblica hanno violato la Costituzione mettendo mano alla legge elettorale regionale, che invece è riservata alle Regioni dall’art.122 della Costituzione .

    Insomma , il Consiglio d’Europa verrà chiamato da una parte ad annullare tutte le elezioni del Veneto dal 1997 in poi per violazione dei diritti della minoranza nazionale “popolo veneto”, ma verrà anche chiamato all’annullamento delle elezioni 2010 di Lombardia, Lazio e delle altre regioni che non hanno deliberato una propria legge elettorale, perché il governo ha travalicato le loro competenze violando la “Carta Europea dell’Autogoverno del Popolo Veneto”. Se vi sembrano stupidaggini, quest’ultima legge è rispettata perfino in Russia, e ha permesso che con il federalismo si impedisse la dissoluzione della Russia dopo il 1990.

    Cosa farà il Consiglio d’Europa ?

    Perderà la faccia gettando la maschera per l’intero occidente ? Legittimerà così l’abuso di ogni dittatore gettando il mondo nel Caos ?

    L’intero occidente è disposto a perdere la sua unica legittimità derivante dai principi fondamentali di “stato di diritto”, “diritti umani” e “democrazia” pur di negare i diritti umani dei veneti?

    La Questione Veneta è il cardine d’Europa, così come la Repubblica Veneta è la sua stessa radice culturale molto più di quella cristiana. Infatti, se fosse per la Chiesa il Papa sarebbe il presidente dell’Unione Europea

    Per i Veneti invece è sempre stato vero che la Chiesa debba essere tenuta in debito conto e nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma sottoposta ai bisogni dello Stato che deve essere laico per non diventare dittatura. Questo è quello che noi abbiamo praticato per molti secoli insegnandolo al mondo.

    L’Europa e l’occidente sono disposti a negare tutta la loro storia per negare la storia del Popolo Veneto e il suo diritto di Autogoverno ?

    Il Papa ha capito che è un momento di svolta, il tempo di un “esodo culturale”.

    Sta per finire un’era di staticità e negazione dei diritti da parte della politica, sta finendo un modo criminale di concepire le istituzioni. Anche la crisi economica indotta dalle nefandezze bancarie ci impone di riconsiderare i meccanismi della Zecca di Stato che erano della Repubblica Veneta.

    Il popolo veneto non solo ha difronte a sé un radioso futuro nel diritto ma verrà presto riconosciuto che una volta era molto più sviluppano di quanto non lo sia la contemporaneità.

    Per il popolo veneto stesso però vi è invece la necessità che si immedesimi in sé stesso e nella sua identità di popolo, e unito o meno che sia ad un regione europea come l’Italia agisca come soggetto sovrano che non sta alle regole fasulle tagliate addosso per annichilirlo ma invochi invece i diritti di tutti i popoli. Se non lo farà, sbarazzandosi anche dei parassiti che cercano di rappresentarlo per asservirlo, finirà come gli altri “popoli superflui” di cui qualcuno già parla.

    Loris Palmerini
    Autogoverno del Popolo Veneto /Anagrafe del popolo veneto
    www.statoveneto.net

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    TAR del Veneto: il “popolo veneto” non esiste !

    tar-venetoIl TAR del Veneto, chiamato a condannare la Regione Veneto per il mancato rispetto dei diritti del “popolo veneto” previsti dalla L.n.302/1997, ossia il bilinguismo e altri diritti delle nazioni “minori”,  ha detto che le parole dello Statuto regionale “autogoverno del popolo veneto”   (art 2) non significano nulla, ed indicano solamente i residenti del territorio regionale.

    Questa interpretazione contraddice del tutto gli atti preparatori dello Statuto regionale ma anche quanto ha affermato del Consiglio regionale del veneto nel 1998 con la risoluzione 42, nella quale il “popolo veneto” veniva  riconosciuto invece quale soggetto capace anche di Autodeterminazione e di referendum.

    Questa interpretazione di 3 magistrati del TAR del Veneto segue e conferma il giudizio di altri 20 magistrati di vari Tribunali e Corte d’Appello, tutti chiamati negli ultimi in 15 giorni a giudicare le istanze di riconoscimento del popolo veneto grazie al meccanismo elettorale.

    Essendo passato tutto sotto giustizie diverse, la risposta mostra chiaramente che per lo Stato i veneti non hanno alcun diritto all’autonomia, e nemmeno al bilinguismo.

    Di fatto lo Stato disconosce ai veneti qualunque identità, cioè per lo Stato i Veneti non hanno né storia, né lingua, né diritto ad alcuna autonomia o al bilinguismo, tanto meno ad un referendum. Tutte cazzate quindi anche quelle dalla Risoluzione 42 che aveva riconosciuto invece anche un diritto all’autodeterminazione.

    Muore quindi ogni speranza ad uno statuto speciale per il Veneto, in quanto per il TAR i veneti non hanno alcuna specialità, sono cittadini come quelli delle altre regione, e per ciò non potranno mai avere un riconoscimento di regione “speciale”, sopratutto in un periodo in cui, a causa del bilancio, si tagliano i fondi anche  alle regioni a statuto speciale.

    Sono dunque vuote anche le promesse dei partiti come la Lega, solo 2  giorni fa Zaia, dato per vincente, ha proprio fatto riferimento allo stesso articolo dello Statuto per dire che si farà il federalismo prima in Veneto che altrove.  Per il TAR sono fandonie, non ci sarà mai un federalismo per i veneti prima che per le altre regioni.

    Anche gli altri partiti che puntano ad un referendum per l’indipendenza sanno ora che non sarà mai possibile in quanto lo Stato non riconosce alcuna identità degna di essere identificata.

    Forse fra molti anni, ridotti al lastrico, i veneti avranno un po’ di decentramento, ma solo quando il parlamento di Roma già oggi pieno di leghisti, ne farà gentile concessione, oppure quando le bombe ( a cui non si inneggia) porranno il problema come in Trentino. Ma considerando che i veneti d’oggi non sono guerrieri, e che  nessun parassita ha mai lasciato volontariamente libero l’organismo che uccide succhiandogli le energie, un tal giorno non si vede nemmeno nell’immaginario.

    La sentenza del TAR rende palese la volontà dello Stato, perché è il frutto di un intenso scambio di esclusioni e ricorsi del partito “Venetie per l’Autogoverno” che ha portato a sostegno le leggi, compreso il recente trattato di Lisbona, per far valere i diritti della nazione veneta.

    30 magistrati hanno valutato i diversi ricorsi, distribuiti fra Tribunali, Corte d’Appello e TAR.

    Messi alle strette sulle leggi, comprese le leggi sulle minoranze, il trattato di Lisbona, la legge elettorale ecc, al TAR non è rimasto che negare la stessa esistenza del popolo veneto e quindi qualunque riconoscimento di legge.

    Le parole usate dal TAR sono queste

    “… quanto statuito dallo dall’art.2 dello Statuto della Regione Veneto (“L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alla caratteristiche e tradizioni della sua storia”) non sia idoneo ad identificare quale entità soggettiva autonoma il “popolo veneto” [..] in quanto la dizione ivi utilizzata non consente di identificare una minoranza autoqualificata, essendo più correttamente riferibile alla popolazione residente nell’ambito territoriale della Regione Veneto, senza specifiche distinzioni connesse alla discendenza;”

    Insomma,  i residenti della Regione Veneto sono il “popolo veneto”, non sono solo i “cittadini”, quindi, ma a anche gli  immigrati, e  tanto più ce ne sono, tanto più  cambia anche il “popolo veneto”.

    Quanto affermato dal TAR va certamente ad annullare il senso anche della cosiddetta “festa del popolo veneto” istituita dalla regione, e pure il riconoscimento della Lingua Veneta, che non è degna di alcuna tutela se non pochi spiccioli per qualche associazione di colore che organizza sagre paesane.

    E’ evidente che questo dimostra chiaramente che lo Stato Italiano, per mezzo dei suoi magistrati quasi tutti del sud Italia, attua la pratica della Assimilazione della popolazione, con una politica e una pratica razzista per quanto sottile e fino ad ieri non manifesta.

    Invece, ora tutto cambia, il giorno stesso della sentenza un nostro attivista infatti, che da solo camminava per Venezia con la bandiera della Serenissima, è stato fermato per il solo fatto. Vorrei vedere chi verrebbe fermato se camminasse per Roma con un’asta portante la bandiera dell’Impero o della Città .

    Questa sentenza dimostra che lo Stato Italiano non intende trattare nulla con i veneti, e per cui, non resta altro che annullare l’annessione del Lombardo-Veneto del 1866 per le violazioni di diritto internazionale che ho descritto nel mio sito dal 2006 e nel mio libro “La repubblica mai nata” del 2007.

    W la terra di San Marco, terra di Libertà.

     Chiamati a giudicare su certe inadempienze della Regione Veneto i
    giudici del TAR hanno detto: 
    
    - "autogoverno del popolo veneto" scritto nello statuto non significa
    nulla 
    
    - "popolo veneto" significa "residenti della regione" 
    
    - i residenti non hanno diritto al bilinguismo nè sono degni di
    tutela speciale
    
    Grazie al meccanismo elettorale, in 15 giorni le istanze di
    riconoscimento del popolo veneto sono passate sotto il giudizio di 30
    magistrati di 3 giustizie diverse, e la risposta mostra chiaramente
    che per lo Stato i veneti non hanno alcun diritto all'autonomia, e
    nemmeno al bilinguismo, se non a Roma piacendo, il che vuole dire
    MAI.
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    Sono veneto, non pago le tasse allo stato !

    Ho presentato un “interpello” alla agenzia delle entrate. L’interpello è una sorta di ricorso con valore di interrogazione, che si può utilizzare quando esiste un dubbio di tipo legale.

    Ovviamente il dubbio deve essere fondato, scaturente da leggi contraddittorie, o come in questo caso, quando una sentenza di tribunale crea una possibile interpretazione della legge che va contro la comune prassi seguita fino ad oggi. Tanto per fare un esempio, la recente sentenza della corte costituzionale in merti all’IVA sui rifiuti è una di queste situazione, e il contribuente può presentare un “interpello” ai singoli comuni per far valare il suo diritto.

    Nel mio caso, che può essere seguito da ciascun veneto, io chiedo all’agenzia delle entrate il riconoscimento del fatto che i veneti hanno già NELLE LEGGI  il diritto all’autogoverno fiscale, e che al territorio di Lombardia, Veneto e FVG spettano i diritti dei comuni di Livigno e Campione, che non pagano tasse allo Stato. Tanto più che una sentenza del tribunale di Venezia ha creato un oggettiva condizione di dubbio poiché il giudice, sentenziando il “difetto assoluto di giurisdizione” ha di fatto sancito che non c’è certazza sulla competenzadello Stato a riscuotere le tasse, cosa che succede anche a Livigno e Campione, che sono territori della Repubblica ma non dello Stato.

    Sono oltre 10 anni che sostengo queste cose, ma adesso ci sono tutti i tasselli legali per pretendere questi diritti.

    Presentando interpello , il contribuente  propone anche una soluzione  secondo la sua lettura della legge.

    Se l’agenzia non risponderà, la soluzione proposta verrà considerata valida. Altrimenti il contribuente dovrà attenersi alla soluzione che l’agenzia comunicherà , ma non potrà comunque essere sanzionato o aggravato o multato.

    Allora nel mio interpello in attesa della risposta, io NON PAGO LE IMPOSTE allo Stato Italiano, perché le dovrò semmai versare all’Istituzione di Autogoverno e  non potrei farlo se pago le tasse oggi allo stato italiano.

    Non si tratta di una “provocazione” ma di una iniziativa legale dl tutto legittima

    Per chi vuole  l’interpello è costituito di sole 3 pagine, usando il modello standard dato dalla  stessa agenzia delle entrate.

    Le ragioni legali che stanno a fondamento della pretesa sono il frutto di 10 anni di lavoro di studio, di scavo nelle leggi, di ricorsi, di azioni pacifiche e legali per far valere questi diritti, anche di esposizione a varie indagini, tutte archiviate dimostrando la legalità.

    Ecco sintetizzato i fondamenti legali (sono spiegati più in dettaglio nel ricorso-interpello):

    1) per l’art.2 legge n.340/1971 il “popolo veneto” ha diritto di “Autogoverno”
    2) per la legge n.289/1986  il diritto di autogoverno comprende anche il diritto di gestione delle finanze
    3) per la legge n.881/1977 il popolo veneto ha diritto di gestire il proprio territorio, le proprie finanze e farsi le proprie leggi
    4) i diritti precedenti sono stati riconosciuti anche dal Consiglio Regionale del veneto nel 1998, e tuttavia la Corte Costituzione ha sancito con la sentenza n.365/2007  che non spetta agli enti “regione” rappresentare i “popoli”
    5) al plebiscito del  1866 per l’annessione del Regno Lombardo- Veneto al Regno d’Italia non ebbero modo di votare i lombardi e la maggioranza dei veneti, invalidando il risultato per il diritto internazionale ma anche per il diritto italiano del tempo
    6) al referendum del  1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, non fu permesso di votare ai cittadini italiani in Istria, Dalmazia, isole Ioniche ecc, ma nemmeno alle province di Udine,Pordenone, Belluno, Bolzano ecc  rendendo inefficace il risultato del referendum
    7)  sulla base di quanto sopra, il Tribunale di Venezia non ha potuto dimostrare la “giurisdizione” italiana sul lombardo-veneto, e pronunciando il “difetto assoluto di giurisdizione” ha riconosciuto  che è dubbia l’italianità del lombardo-veneto, ossia che sia “territorio dello stato” italiano
    8) per il DPR 633/1972 sull’ IVA, essa si paga nel “territorio dello Stato”, e il lombardo veneto non è certo lo sia
    9) per la costituzione italiana articoli 2 e 10 , i diritti umani, economici e sociali riconosciuti ai popoli come il veneto  prevalgono sul diritto interno, come riconosciuto dalla Cass Pen 21/3/1975
    10) l’Autogoverno del Popolo Veneto è stato praticato fin dal  1999, e la magistratura di Padova, Venezia, Treviso e altre non ha ravvisato alcun reato in questo.
    11) alle Istituzioni di autogoverno del popolo veneto spettano per legge n.881/1977  il diritto di gestione del territorio e delle finanze.

    Ho scritto alla agenzia delle entrate, che poiché esiste un legittimo dubbio su chi sia l’ente legittimato a ricevere il pagamento delle tasse secondo la normativa, per il momento non pago nulla, e in seguito, se non vi sarà negazione di questo diritto, pagherò all’autogoverno del popolo veneto come da art.2 L.n.340 /1971 e L.n.881/1977.

    Eventualmente, lo statuto del contribuente e l’interpello, prevedono che non ci saranno sanzioni!

    Inoltre, anche il silenzio dell’agenzia darà il consenso a quanto da me affermato.

    E sono sicuro che l’Agenzia non possa negare i diritti umani e costituzionali che spettano ai veneti senza esporsi alla condanna internazionale.

    Tuttavia l’interpello è individuale e non segnerà un precedente valido per tutti, in teoria, ma in pratica lo sarà.

    Quindi, per intanto, chi fa interpello ottiene di sospendere il pagamento delle tasse senza sanzioni.

    Prima o dopo si dovrà riconoscere che lo stato italiano percepisce le tasse dai veneti in maniera illegittima per le sue stesse leggi.

    Lo Stato si mantiene in piedi a danno dei diritti economi ed umani dei veneti , cioè  violando la costituzione .

    Insomma, mancano 120 giorni al pagamento delle imposte all’Autogoverno del popolo veneto.

    Mandate queste informazioni alle aziende in crisi !
    Chi vuole presentare ricorso-interpello, mi telefoni al numero 347 1416187

    Loris Palmerini

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    Comunicato Stampa dell’ Autogoverno del Popolo Veneto /Stato delle Venetie

    Nelle cronache dei giornale del 5,6  novembre sono stati associati a noi persone e fatti che ci vedono del tutto estranei.

    Al fine di tutelare il nostro diritto di immagine chiediamo a tutti di  pubblicare integralmente il seguente comunicato di Palmerini Loris, Capo del Governo del Popolo Veneto.

    L’articolo 2 della Legge Costituzionale numero 340 del 1971 riconosce  testualmente il diritto all’”autogoverno del popolo veneto” .

    Questo diritto va però esercitato seguendo il procedimento di cui alla legge n.881 del 1977 e secondo quanto stabilito dal diritto internazionale.

    Il diritto internazionale richiede che gli Istituti di autogoverno di un popolo rispettino questi limiti:
    -  essi svolgano elezioni democratiche, trasparenti e veritiere dei cittadini
    - vengano riconosciuti i diritti umani, quindi la parità dei sessi, il rispetto delle leggi interne (stato di diritto) e gli istitutio protetti internazionalmente dalle leggi dell’ONU
    - la magistratura di autogoverno possa agire secondo la legge in maniera indipendente dal potere politico
    - venga fatto il massimo sforzo per preservare la pace
    - molte altre regole che garantiscono la legittimità delle Istituzioni e la possibilità di essere riconosciute come stato sovrano.

    Nel 1997 ho scoperto nelle leggi questa via di esercizio del diritto di autogoverno del popolo veneto, via che si percorre senza attendere alcun consenso da parte dell’Italia che anzi deve modificare il suo ordinamento per rendere effettivi questi diritti di autogoverno e autodeterminazione come è scritto nella legge n.881/1977 .

    Dunque noi popolo veneto abbiamo il diritto di autogoverno in quanto la stessa legge vigente in Italia ci riconosce questi diritti. Ma nel 2006 ho dimostrato anche che il plebiscito del 1866 è invalido e nullo perchè il plebiscito di tutto il lombardo-veneto fu fatto senza il voto dei lombardi e dei veneti di Bergamo e Brescia. Oltretutto il Governo Italiano allora prese il territorio in consegna non dai veneti ma da 3 suoi prestanome senza titolo, e questo lo riportò lo stesso Commissario che gestì l’annessione. Tutto ciò però non da diritto a nessuno di creare istituzioni di autogoverno che non corrispondano al diritto internazionale o di imbracciare le armi senza autorizzazione di Istituzioni conformi al diritto internazionale.

    Lo scrivente, Loris Palmerini, ha lavorato fin dal 1998 per convincere sempre più veneti ad esercitare i nostri diritti di popolo seguendo il diritto internazionale, seguendo attentamente i procedimenti e i requisiti legali lì richiesti, sempre in forma pacifica e mai inneggiando all’uso delle armi o alla violenza privata .

    Nel 1999, ai sensi dell’art.2 L.n.340/1971 e ai sensi del diritto di cui agli artt.1,2,3 della L.n.881/1977 sono state autodeterminate prima l’anagrafe del Popolo Veneto, poi il Governo e l’Assemblea, infine il Tribunale del Popolo Veneto che ho presieduto fino al 5 settembre 2009.

    Negli anni il loro esercizio è stato riconosciuto legale dalle magistrature di Padova e Venezia, oltre che dalla Presidenza della Repubblica e dal Governo italiano stesso, notificato a mezzo di tutte le sue prefetture del lombardo-veneto fin dal 2000.

    Oggi ci troviamo di fronte ad una grande errore o mistificazione della Stampa e dello Stato Italiano che vogliono associare le Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto a persone che con l’Autogoverno non hanno nulla a che fare.

    Infatti è falso che alla nascita e alla fondazione dell’Autogoverno abbiano partecipato la Life o qualche altro partito, né l’Autogoverno deriva in qualche modo da qualcuno. Né l’Autogoverno del Popolo Veneto è sul piano del “governo Serenissimo” che è incompatibile con il diritto internazionale su diversi dei punti sopra detti.

    Né questi movimenti né le persone alle cronache dei giornali di oggi hanno a che fare con la decennale e pacifica azione di rivendicazione legale dei diritti di cui sono stato l’artefice primario.

    E’ vero però che nel 2006 la LIFE TV, e non già tutta la Life, ha presentato una istanza al tribunale di Venezia, sostanzialmente inspirata da me Palmerini Loris e con allegati miei suoi studi storici e di diritto, che hanno costretto il giudice dello Stato Italiano nel 2008 ad affermare la non esistenza della sua stessa giurisdizione nel lombardo veneto nella storica sentenza del 20 febbraio, tecnicamente dichiarandosi in “difetto assoluto di giurisdizione” (Sent. Trib. Civ. Venezia 20 febbraio 2008 Giudice Zacco). Mi aspetto legittimamente che ogni procuratore sappia queste cose.

    Con questo non si vuole assolutamente dire che è diritto di chiunque imbracciare le armi: NO, le cose devono farsi secondo le regole istituzionali di Autogoverno come noi abbiamo sempre fatto.

    Se nel 2008 Quaglia è stato compatto membro della iniziative legali e pacifiche, tanto che insieme abbiamo presentato a Strasburgo un ricorso volto a far valere i diritti di autogoverno e del giudice naturale (sostanzialmente ideato e scritto da me), purtroppo nel 2009 Quaglia ha dimostrato una totale mancanza di rispetto delle leggi di Autogoverno, finendo con il venire dichiarato decaduto con tutto il governo dall’Assemblea riunitasi straordinariamente per il 29 agosto, la quale lo interdetto a vita insieme ai suoi ministri Bortotto, Franceschi, Zanatta ed altri.

    Purtroppo essi a quel punto hanno continuato a disconoscere le stesse leggi di autogoverno ed hanno iniziato ad usurpare insegne, simboli, nomi e funzioni a partire dal 18 agosto 2009, violando anche la proprietà intellettuale e i marchi dello scrivente e della Istituzione che rappresento.

    E’ chiaro che dalle notizie di giornale che vengono pubblicate, le prime vittime di questo furto d’immagine sono proprio le Istituzioni di Autogoverno del popolo Veneto e che dobbiamo tutelare l’immagine istituzionale con una azione legale, anche contro altri movimenti che hanno attuato pratiche simili nel recente passato, e lo faremo già nei prossimi giorni.

    Quindi, nel chiedere che venga pubblicato integralmente questo comunicato, avvertiamo che considereremo un danno ogni notizia in qualunque forma atta ad associare le Istituzioni di Autogoverno del Popolo Veneto da me legalmente rappresentate con persone che non centrano anche quando per loro conto erroneamente interpretano le leggi e il messaggio politico pacifico che noi portiamo.

    Il sito ufficiale delle Istituzioni di Autogoverno del popolo Veneto è www.statoveneto.net, e comprende, quali insegne e marchi di fatto le diciture “autogoverno del popolo veneto”, “Stato delle Venetie” , “Governo del Popolo Veneto”, “Tribunale del Popolo Veneto”, e il simbolo del leone in “moeca” utilizzato fin dal 2002.

    Padova ,6 novembre 2009
    Loris Palmerini
    Presidente del Governo del Popolo Veneto
    Autogoverno del Popolo Veneto /Stato delle Venetie
    v.Rossi 73 − 35030 Rubano, PD – Venetie
    Tel 347 1416187 Fax: 049 7964835

    Email: governo#statoveneto.net

    Sito: http://www.statoveneto.net/

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    Entro 3 anni tribunali gestiti dai veneti e bilingue
    .
    I tribunali delle Venetie saranno presto direttamente gestiti dal Popolo Veneto, e saranno bilingue in tutte le province venete, cioè comprese quelle di Bergamo, Brescia e Cremona.
    Questo è il risultato di una serie di azioni che abbiamo intrapreso, saliti ieri alle cronache di Corriere, Gazzettino, il Mattino di Padova.
    In realtà non si tratta di nulla di nuovo, semmai l’unica novità è il fatto che a presentare l’istanza è stato uno studio di avvocati normali.
    Ma d’altra parte gli avvocati curano gli interessi del cliente, e se le leggi permettono questo, e sono leggi internazionali, ecco che l’azione diventa di portata costituzionale ed internazionale.
    Questi diritti infatti derivano dalla dimostrazione che il Lombardo-Veneto nel 1866 è stato invaso e non è legalmente italiano, dimostrazione che ho fatto nel 2006 e scritto nel libro “La Repubblica Mai Nata” del 2007.
    Legalmente il Lombardo-Veneto non è italia. Quindi anche a Milano, Lecco, Como, Pavia, Sondrio e Varese potranno avere tribunali propri, ma in Lingua Lombarda. A Mantova il Mantovano.
    Non solo, ho dimostrato nello stesso libretto che il Referendum del 1946 non è legalmente valido, è nullo, poiché non votarono i cittadini italiani di Istria, Dalmatia, oltre che quelli di Udine, Pordenone, Belluno, Bolzano e altri ancora.
    Su queste questioni, il Tribunale di Venezia interrogato nel 2006 si è pronunciato nel 2008, e ha sentenziato che sul “Lombardo-Veneto” c’è il “difetto assoluto di giurisdizione”, esattamente come per le basi americane.
    Per i non addetti questo significa che il Lombardo-Veneto non è un territorio che il Governo Italiano può pretendere come suo, e che la Giustizia deve essere autoctona e gestita dai locali, perché così stabilisce la legge internazionale.
    Infatti come può essere imparziale il giudice di una amministrazione abusiva fin dall’inizio ?
    Insomma è solo per ignoranza dei propri diritti che i cittadini delle Venetie pagano le tasse a Roma e si fanno gestire dall’Amministrazione Italiana.
    Tanto più che l’amministrazione è legalmente già in mano ai veneti anche secondo un dispositivo di leggi italiane che prevedono in effetti un loro autogoverno. Le leggi vigenti infatti prevedo fin dal 1971 che il “popolo veneto” esiste ed ha diritto di “autogoverno”, ossia il diritto al trattenimento al 100% delle tasse nelle Venetie, come fanno a Bolzano, Aosta e Palermo. Ma “Autogoverno” è anche quello della Giustizia, tanto più che la Lingua Veneta è internazionalmente riconosciuta e gli italiani non la riconoscono.
    In ogni caso le leggi internazionali prevalgono su quelle di Roma, e le leggi internazionali riconoscono ad ogni popolo il diritto a proprie Istituzioni.
    Ecco perché noi veneti, a partire dal 1999, abbiamo invece usato le leggi internazionali, con le quali, essendo popolo sovrano, abbiamo costituito delle nostre Istituzioni, una anagrafe, un Governo, un Parlamento, un Tribunale.I cittadini delle Venetie iscritti alla anagrafe del popolo veneto, possono chiedere di essere giudicati da un giudice “naturale” ( dall’art.6 L.n.848/1955).
    Già nel 2003 sono stati fatti i primi tentativi di far valere questi diritti, ma a volte nella forma non corretta, a volte trovando giudici sovversivi che hanno violato la legge, a volte mancandoci i soldi per pagare gli avvocati , noi, il popolo fra i più produttivi d’Europa, siamo senza soldi.
    E certamente hanno contribuito a rallentare queste azioni, e a farci mancare il supporto popolare, tutte quelle forze politiche che portano avanti il federalismo, l’autonomia e l’indipendenza con fantasmagorici referendum di vario tipo.
    Ma perché chiedere a Roma quello che è già scritto nelle leggi?
    Corriere della Sera veneto 6 ottobre 2009. Articolo per l'autogoverno del popolo veneto.
    Insomma, le genti delle Venetie vogliono l’autogoverno, compresi gli immigrati che avrebbero lo stipendio più alto.
    Ma la causa principale del non raggiungimento dell’Autogoverno sono proprio quei veneti che non sanno fare struttura e coalizzarsi intorno all’unica via possibile e già iniziata, quella dell’autogoverno diretto.
    Chi nega il diritto ad un autogoverno immediato, o è un incapace, o è in mala fede, smanioso di potere personale a costo di frenare il processo di autogoverno e autodeterminazione nel rispetto delle leggi internazionali e venete.
    Tuttavia , la china è oltrepassata.
    Non si tratta più di “se” ci saranno i tribunali veneti , ma solo di “quando”.
    Certamente un magistrato potrebbe anche negare questi diritti, tanto più e lo ha già fatto in passato.
    Ma chi può dire se fra 1, o 2 anni, o fra 5 o 10 anni , un tribunale sovrano veneto lo chiamerà a rispondere dei proprio reati.
    Perché negare questi diritti è un reato, una violazione della Costituzione Italiana e delle leggi internazionali, con pene molto gravi.
    E le leggi sono uguali per tutti, tanto più per i magistrati che le devono applicare.
    De Pieri è uno dei primi cittadini veneti che chiede il rispetto di questi diritti. Il suo diritto al giudice imparziale è intangibile, protetto da una sfilza di leggi e dalla Costituzione, e questo è il Tribunale del Popolo Veneto, che ha propri magistrati, e giurie popolari imparziali.
    Saranno loro a decidere se De Pieri è colpevole e di che cosa. Non spetta a me o ai giudici italiani giudicarlo per i suoi comportamenti.
    Io stesso ho chiesto le stesse cose nel 2008, ma non mi hanno mai risposto, hanno congelato tutto piuttosto. Allora quest’anno ho chiesto a Strasburgo di condannare l’Italia perché non mi ha ancora risposto. De Pieri farà lo stesso fra 6 mesi.
    Se la giustizia dovesse rispondere negativamente a questi diritti, verrà chiesto a Strasburgo di condannarla perché nega questi diritti!
    Nei fatti noi siamo già uno stato sovrano, e il governo italiano è impotente rispetto a questo, può solo tacere e sperare che non cresca la consapevolezza dei veneti.
    Quello che è certo è che chi invoca questi diritti ha visto svanire negli anni i procedimenti giudiziari che li riguardavano, e tutto va in prescrizione.
    De Pieri stesso ha visto svanire una condanna in primo grado che è andata in prescrizione perché si è chiesta la giurisdizione.

    Articolo il mattino di Padova del 6 ottobre 2009

    Articolo il mattino di Padova del 6 ottobre 2009

    Ma non si illudano coloro che pensano di poter sfruttare questa vulnerabilità del sistema italiano per non pagare le proprie colpe.
    Il diritto non è quello all’impunità, ma quello a giudici imparziali costituiti per legge. Non c’è il diritto di farsi un proprio tribunale con giudici amici.
    Negli Statuti delle Istituzioni di Autogoverno solo il Tribunale del Popolo Veneto è la legittima istituzione di Giustizia, ed è per statuto indipendente dal Governo.
    Chi pensa di fare i propri porci comodi senza leggi, o di cavalcare le Istituzioni per godere di impunità, verrà sonoramente punito dalla realtà, e certo noi non faremo nulla per proteggere questi qualora gli italiani volessero punirli per i reati che loro ritengono.
    Adesso è il tempo che tutti si uniscano nelle Istituzioni di Augoverno , che concentrino tutte le energie e quello che stanno facendo verso di esse.
    Si devono portare avanti questi diritti anche nell’ambito fiscale, e culturale, e politico.
    Quelli che ancora negheranno questi diritti verranno sempre più emarginati e messi alla berlina, forse un giorno puniti per l’ostacolo posto all’autodeterminazione.
    Ma i giusti non debbono avere paura della giustizia veneta: sarà serenissima.
    I tribunali delle Venetie saranno presto direttamente gestiti dal Popolo Veneto, e saranno bilingue in tutte le province venete, cioè comprese quelle di Bergamo, Brescia e Cremona.
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    Giudice di nazionalità e lingua veneta: ricorso in tribunale firmato da 345 persone

    prima pagina ricorso

    Quello di cui vado a parlare non è una iniziativa politica, ma una iniziativa assolutamente basata sul diritto e sulle leggi, internazionali per prime.

    Il 4 settembre 2009 ho presentato a Strasburgo un ricorso che in pochi anni darà ai veneti di tutte le Venetie il diritto ad avere processi giudicati da un “giudice naturale” ( cioè veneto), dentro il tribunale del popolo veneto, svolto in lingua veneta. Il ricorso è sostenuto da 345 firme di veneti che mi hanno dato la delega a rappresentarli, ma se ne possono aggiungere.

    Ecco da dove arriva . Due anni fa sono andato a vedere un processo tributario in una “commissione tributaria”, cioè a vedere uno di quei procedimenti simile ad un processo si decide di questioni fiscali e tributarie delle persone.

    Ma in effetti è tutto falso, perché le “commissioni tributarie” furono istituite dal fascismo ma la costituzione del 1948 ne ha imposto lo scioglimento entro 5 anni ( v. nota 1).

    Come non bastasse, in questi processi il “giudice” non è un magistrato ordinario come imposto dalla Costituzione all’art.102 (v. nota 2).

    Tutto questo è una vergogna per la civiltà occidentale ,  grave anche per la nostra storia veneta perché commessa in quella che Manzoni descriveva come “terra di S.Marco, terra di libertà” .

    Ero lì, e guardavo il disgraziato di turno (sono molti)  che cercava di difendersi, ma dato che il commercialista lo aveva scaricato all’ultimo i finti giudici non gli davano nemmeno il diritto di parlare, gridandogli “STIA ZITTO LEI!!!” quando questi ci provava.

    Allora dopo un po’ sono emerso dal pubblico e sono intervenuto chiedendo se loro, i finti giudici, erano magistrati ordinari come previsto dalla costituzione, e se quella era una ” sezione specializzate per materie presso l’ organo giudiziario ordinari, come previsto dall’art.102 c2 della Costituzione, e non un tribunale istituito dal fascismo.

    Il burocrate della Camera di Commercio (altro ente di fondazione fascista) che faceva l’accusa sostenne che tutto era legale, che il “tribunale” speciale “commissione tributaria” era legittimata dalla legge tacitamente.

    Io ribattei che invece  tutto era fuori legge, che la costituzione andava rispettata, e che loro stavano commettendo un crimini, che dovevano sospendere il processo e “sollevare la questione di fronte ad un giudice costituzionale”, come previsto dalla procedura.

    Mi intimarono di andarmene, ma io insistetti, dicendo che mi opponevo alla violazione delle leggi costituzionali, e che se lo continuavano io avrei chiamato i carabinieri per farli arrestare in flagranza di reato per attentato alla costituzione.

    Invece loro mi anticiparono e chiamarono la polizia, la quale non volle procedere a scrivere a verbale i fatti. Poiché non volevo firmare un verbale incompleto e falso in cui io in sostanza mi autoaccusavo, mi portarono in questura.

    Fui denunciato per interruzione di pubblico servizio e altri reati.

    I giornali, il gazzettino e il mattino, scrissero il falso dicendo che avevo interrotto il processo in nome del veneto sovrano ed indipendente, cosa del tutto falsa perché facevo valere invece la illegalità del processo tributario.

    Quando poi mi è arrivata la denuncia, ho ribadito le ragioni del mio atto, chiedendo però al giudice di dichiararsi impossibilitato al giudizio, in quanto il territorio veneto è sotto un proprio autogoverno del popolo veneto per la legge costituzionale art.2 n.340 del 1971.

    Inoltre, facendo presente al magistrato che nel 1866, poiché vi era stata la violazione dei trattati internazionali di cessione del lombardo-veneto , il territorio non era stato legalmente ceduto all’Italia e quindi il giudice non poteva ( e non può) dichiararsi giudice legittimo , sia per mancanza di legittimità, sia per la legge interna, e quindi perché non può dichiararsi “giudice naturale” che è obbligatorio per la convenzione europea dei diritti dell’uomo.

    Quindi, già nel 2007 chiedevo che il giudice dichiarasse il “difetto di giurisdizione” e rinviasse al Tribunale del Popolo Veneto la questione in quanto autorità giudiziaria competente . Ma avevo fatto la stessa cosa per Segato nel 2000, e poi per altri.

    Sta volta toccava a me.

    Nel febbraio 2008 a Venezia è stata prodotta sentenza sul ricorso che ho scritto per Life e presentato dall’avv. della Luna.

    Allora, con un ricorso marzo 2008 ho ribadito al magistrato di Padova che mi indagava, che quella sentenza gli imponeva di dichiararsi giudice on terzo, in quanto di stato illegalmente presente nel territorio.

    Il magistrato, violando la legge 848/1956, che prevede il diritto al giudice naturale e il diritto di ricorso, non ha mai risposto.

    Il 4 settembre 2009 ho allora inviato a Strasburgo un ricorso per far valere il diritto ad giudice veneto (quindi del tribunale del popolo veneto) che mi faccia un processo in lingua veneta.

    Da notare che dal 5 settembre 2009 io non sono più il presidente del Tribunale del Popolo Veneto .

    Questo ricorso avrà tempi lunghi, qualche anno, ma è probabilmente questo ricorso e non quello presentato nel 2008 il motivo per cui si avrà in qualche anno questi risultati, vale a dire processi giudicati da un giudice veneto (quindi del tribunale del popolo veneto) svolti  in lingua veneta.

    Quello che dicono i partiti sono fregnacce per coprire chi sta facendo veramente il cambiamento. Così come stanno facendo i giornali mistificando la storia sulla lingua veneta e sui nostri diritti.

    Purtroppo però, sembra che il ricorso presentato alla Corte dei Diritti dell’uomo nel 2008 sia finito accorpato ad un ricorso presentato in precedenza da un’altra persona scopiazzando i nostri, e che però invaliderà tutto perché nel suo ricorso non erano fatti valere il giudice naturale.

    Questo nuovo ricorso che ho presentato, sottoscritto da oltre 300 persone, sarà però un atto a sé che Strasburgo non potrà ignorare.

    Dobbiamo mandare, ogni mese se possibile, un ricorso a Strasburgo, fino a quando non potranno più negare il diritto come vuole l’italia.

    I 345 che hanno firmato non sono parte di quelli che hanno firmato nel ricorso del 2008, e si possono mandare ulteriori firme a sostegno. Parliamone

    Nota 1 – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI – VI “Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.”

    Nota 2 – Art. 102 Costituzione

    La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

    Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.

    La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia.

    Costituzione sul sito del Quirinale

    http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm

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    10 anni di autogoverno: genesi e storia di un successo

    Loris PalmeriniQuando nel 1996 ho cercato di candidarmi al parlamento italiano, ho subìto degli abusi d’ufficio, dei reati, che mi impedirono la candidatura.
    Questo mi spinse a fare delle denunce alla magistratura tanto più importanti quanto circostanziate da prove, ma avevo anche scoperto un sistema di firme false, violazioni della costituzione, ineleggibilità ecc che di fatto rendevano le elezioni un gioco per le mafie.

    Queste mie denunce, anche in Tv come Canale Italia mi sono costate una censura totale che solo oggi, al tempo di internet, è meno pressante, perché le informazioni circolano comunque.

    Tanto per chiudere questo discorso, ecco ancora una volta il dossier con le prove (clicca)
    Naturalmente non furono perseguiti questi crimini del regime che oggi tutti chiamano casta. Ma le mie denunce circolavano con la rete a migliaia di persone.Qualcuno disse che la violazione delle firme che denunciavo c’erano state.Le mie denunce scoperchiavano un sistema talmente diffuso da farlo coincidere con lo stato italiano stesso e colpivano anche il presidente della Repubblica Scalfaro, per cui si procedette alla depenalizzazione…. ma può un parlamento eletto con brogli rendere legali i brogli stessi ? Può un dittatore dire “io sono la legge” ?

    Insomma da alcuni magistrati di Padova, a quelli di Venezia e Milano e Roma, in molti magistrati hanno sovvertito la costituzione non perseguendo quei reati, forse per carità di patria, forse perché il sistema è una dittatura occulta, ma dimostrando che la magistratura spesso fa politica, anche se non tutta.

    Quando poi in seguito  dimostrai la connessione di alcuni fenomeni sovversivi con Scalfaro, mi ritrovai io stesso denunciato per offese al presidente, salvo il fatto che  tutto fu poi archiviato quando chiesi il processo con le prove in mano, dimostrando che in verità le mie accuse erano fondate: Scalfaro sovvertì effettivamente la costituzione in associazione con la mafia politica.

    Insomma da allora viviamo in uno stato sovvertito dalla mafia, ma anche fin dal 1993. Per la regola che ad una azione segue una reazione, purtroppo le mie denunce hanno prodotto, insieme a quelle di qualche altro, l’effetto opposto a quello voluto, ossia poiché hanno forzato il regime a produrre leggi di depenalizzazione e di auto-assoluzione che tutti conosciamo, di fatto abbiamo rafforzato il regime stesso.   E che cosa fare ? Non denunciare?

    Oggi tutti noi vediamo che il parlamento italiano è una associazione di auto-nominati e auto-assolti, fatta per il 30% di drogati ricattabili dalle mafie, di una buona fetta di corrotti e corruttori, di ineleggibili, di puttanieri e puttane …. insomma si salvano in pochi e tutto l’insieme non vale più di una associazione privata orgiastica. Ma il fargli perdere la maschera non è valso a indebolire il regime, anzi oramai è una dittatura più che palese pronta a scatenare la guerra civile ai primi disordini perché la guerra civile rafforza il regime, dandogli il modo di fare leggi speciali. Ecco cosa fu il G8, un primo tentativo.

    Mentre quello che dico è oggi in parte una percezione frequente, a volte perfino comune, 12 anni fa naturalmente venivo preso per pazzo.

    Posso dire che “avevo ragione” o  debbo negare a me stesso anche il diritto alla proprietà delle mie idee ? Per esempio, dato che da anni preannunciavo la crisi economica, posso dire che avevo ragione e che non sparlavo? (nota:il peggio della crisi deve ancora cominciare)

    Comunque, in tutte quelle denunce ho sempre cercato di far valere il principio della veridicità delle elezioni e il rispetto dei diritti dell’uomo, e per dimostrare che elezioni italiane erano e sono del tutto truccate e incompatibili con i principi fondamentali delle democrazie, ho passato anni a studiare le leggi sia italiane che internazionali, sopratutto quelle sulle norme fondamentali, sulle costituzioni, sui diritti umani.

    Così come in precedenza avevo studiato la Costituzione, il diritto pubblico, le norme penali anche militari, il diritto pubblico e amministrativo ecc, nel 1998 stavo appunto studiando quelle leggi fondamentali come il “Patto Internazionale sui diritti civili e politici”, oppure la “Convenzione Europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”, che al tempo non venivano nemmeno riportate nei manuali universitari, ma che di fatto sono più importanti delle leggi dello stato e perfino della costituzione.

    Sto dicendo che all’università ancora oggi non si fa capire agli studenti che le leggi internazionali ratificate, come i “Patti” ratificati con la L.n.881 del 1977, prevalgono anche sulla costituzione e sulle leggi ordinarie, e a riprova ci sono anche diverse sentenze costituzionali che lo dimostrano.

    Quello che sto dicendo è che se si chiede al governo italiano di rispettare una norma di legge che esso viola, di prassi il governo italiano cambia la legge e annulla la violazione. Cioè, per esempio, dato che il Cavaliere tromba delle minorenni, scommetto che presto verrà portata la minore età a 16 anni, così  il problema sarà risolto assieme alla legalizzazione dei bordelli (il cavaliere mi invii 1 milione di Euro per il suggerimento, grazie). Ci sono dei pedofili in parlamento o fra i preti ? Basta scarcerare tutti i pedofili . E così via.

    Piaccia o meno, questa è l’Italia, il paese dove un Tanzi fotte i risparmiatori e non paga nulla, e il figlio chiede il risarcimento dei danni alla azienda truffata.

    Io invece, fino ancora al 1997, ignaro allievo della sc*uole del regime, mi credevo italiano, studiavo come far rispettare quei principi come il diritto a “elezioni veritiere”, oppure il diritto alla “irretroattività della legge penale”, ecc.

    Da quello studio venni a conoscere delle leggi internazionali sul diritto di autodeterminazione dei popoli, sul diritto di indipendenza dei popoli, sui diritti umani del singolo che appartiene ad un popolo ecc ecc. Si potrebbe discutere fino a domani su che cosa è un popolo, ma non finiremmo mai se non quando da qualche parte non troveremmo un riferimento preciso e inconfutabile che lo stabilisca per legge.

    Il “valore della legge” è un principio che fu fondante della prima repubblica moderna, la repubblica veneta, ed oggi viene chiamato lo “stato di diritto”, ossia quel principio per cui uno stato deve rispettare le sue stesse leggi, lui per primo e prima dei cittadini. Questo concetto è del tutto assente nella repubblica italiana. Se un capo del governo italiano violenta una minorenne in casa sua, non prevale la legge penale e lo si arresta, prevale il principio politico e astratto della “privacy” con il quale si ritirano le foto che non dovrebbero contenere nulla, ma delle quali si chiede il sequestro non si sa per nascondere cosa (se non c’è nulla da nascondere …).

    Se oggi faccio un riferimento alla storia veneta, e mi difendo meglio dagli abusi del governo italiano, non è perché l’Italia mi ha educato a questo. Lo devo ad un risveglio lento e graduale .

    Quando nel 1997 i Serenissimi “Liberarono” il  campanile di San Marco, dentro di me, come in milioni di veneti nacque una domanda:  perché?
    In molti aspiravano all’indipendenza, ma non sapevano nemmeno il perché, anzi si sentivano anche un po’ in colpa per quel volere un po’ “egoista”.

    Io come gli altri, plagiato ed “educato” dalla s*cuola italiana non capivo quel gesto, e così è rimasto per il 99% della popolazione, anzi, la repressione culturale e simbolica che ne seguì portò al più lungo periodo di allontanamento dalla causa veneta che solo ora sta per finire.

    Io come gli altri veneti non sapevo di essere appartenente ad un popolo,  credevo che veneto significasse  appartenente ad una “regione” dell’Italia. Nulla mi era mai stato spiegato della mia storia.Le peggiori profezie di Orwell che sono state realizzate sul popolo veneto è il più cancellato dalla storia pur essendo fra le più importanti e longeve civiltà della storia del mondo, il popolo più censurata di ogni altro al mondo.

    Non so se al mio risveglio contribuirono di più i Serenissimi (che comunque ringrazio) o alcune amicizie (che comunque ringrazio) oppure io stesso (in molti non si sono risvegliati), ma certo da allora ho letto diversi libri di storia, diventando oggi uno di quelli che ne sa qualcosa in un deserto culturale desolante ancora oggi fra gli stessi venetisti. Un deserto ovviamente da loro non voluto e non noto ma che dimostra la censura di  cui sopra.

    Ma sta di fatto che quando, leggendo di storia, e di diritto, scoprii quella legge che dice  “L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia.” Art.2 Legge Cost. 22 maggio 1971, n. 340,
    avevo ben presente i termini del discorso, ed anche la volontà espressa dai Serenissimi prendeva un’altra valenza giuridica (che non fu mai fatta valere in tribunale) , e intuii la possibilità di iniziare un nuovo stato autodeterminandolo e facendo valere questi diritti “con le leggi”.

    Per  questo mio “credere nelle leggi” sono stato sempre ridicolizzato, ancora oggi deriso in un paese senza legge reale, ma quando si deride questo si deride l’essere veneto nell’anima.

    In quel tempo che iniziai a ricercare qualcuno per fondare le Istituzioni di Autogoverno, si sappia per la cronaca, io avevo la bandiera italiana alla finestra, che tolsi quando la polizia italiana mi sfrattò di casa, inviata da un magistrato collega di stanza della proprietaria dell’immobile che avevo in affitto, anche essa magistrato “onorario” cioè fuori costituzione. E tutto per un affitto non dovuto con un contratto senza firme per le clausole vessatorie.

    Dal 1998 ho  cercato per oltre un anno qualcuno che come me fosse disposto ad iniziare questo nuovo ordinamento giuridico, quello dell’Autogoverno del Popolo Veneto. Quando nel 1999 trovai in Segato e Franceschi le persone disposte a fare un percorso, con molta calma , con molta discussione, con tanta storia che ci ricordasse chi siamo e da dove veniamo, cominciammo a fare i passi necessari e il 31 luglio 1999 fondammo il governo del popolo veneto.

    Oggi tutto corre più veloce, gli eventi precipitano, il Veneto conosce 5000 disoccupati in più al mese …….

    Allora ci fu invece quel momento di armonia e fiducia reciproca per cui …. iniziò un nuovo stato. Fummo indagati dalla magistratura e ….. archiviati.

    Di strada da allora ne abbiamo fatta tanta, dal fare le elezioni nazionali venete, al fare leggi, al regolamentare l’immigrazione come oggi l’Italia si è adattata a fare, all’aprire relazioni internazionali, al fare ambasciatori, polizie, schierare poliziotti ecc ecc.

    Sono stati 10 anni nei quali ho giocato il ruolo di garante imparziale dei ruoli, lavorando con personaggi di rilievo ed altri assolutamente scarsi o in malafede, come succede sempre nella vita direi.

    Oggi io festeggio 10 anni di autogoverno, che nel frattempo ho dimostrato essere non un nuovo stato, ma il recupero di diritti precedenti, perché nel 2006 ho dimostrato che il plebiscito del 1866 non era legalmente valido e non costituisce titolo di possesso per l’italia, e non bastasse, ho dimostrato nel 2007 che il referendum del 1946 non è legalmente valido per il mancato voto di Istriani, Dalmati e molti altri cittadini fino a rendere  non certo il risultato pro-repubblica.

    Queste ultime cose più recenti sono quelle che segneranno ancora più pesantemente la fine dell’Italia, che è uno stato abusivo nato per tenere servi i popoli italici, e smettiamola di chiamarli italiani.

    Oggi io festeggio 10 anni di indipendenza dello Stato delle Venetie, che è uno stato sovrano dal 1866 ma è militarmente occupato.

    Non ha nessuna importanza quello che dicono gli occupanti abusivi: le nostre terre non sono loro. Per quanto essi siano d’accordo insieme, e traggono dalle nostre terre e dalle nostre genti il loro massimo profitto, le Venetie sono dei Veneti, che siano Veneti, Friulani, Istriani o altro, le loro terre appartengono solo a loro sotto il segno di San Marco.

    So che manca ancora molto perché questo sia evidente, ma intanto, con le mie teorie astruse, con il mio idealismo, con il mio parlare al vento come questa email, sono riuscito a portare, grazie ad altri che mi hanno aiutato, molte persone a definirsi “stato”, “nazione”, Popolo veneto, e seppure io non dovessi più esserci, questo ormai è fatto.

    Ho compiuto una trasformazione semiotica, ed oggi i veneti sanno a decine di migliaia, che sono liberi, che sono e posso essere sovrani nella loro terra.

    Queste cose, questa magia della trasformazione simbolica, io non la devo a nessuno, a nessuna massoneria o mafia o religione. La devo semmai ai veneti prima di me, che a loro volta la ricevettero  da altri prima di loro, e così nei millenni, in una indipendenza originaria che nasce dall’aver strappato il territorio alle acque e non ad altri popoli.

    Fra poco lascerò il mio ruolo di garante di questo nuovo sistema, di questo ordinamento giuridico, e lo deporrò nelle mani del titolare, il popolo veneto stesso, e spero che verrà ben gestito, perché potrebbe anche diventare la catena a morte del popolo veneto se gestito in maniera errata. Ma sarò lì a vigilare ancora, combattendo dal di dentro contro le facili ubriacature da potere.

    In questi 10 anni ho sacrificato molto, per esempio ho ricevute molte denunce, però tutte archiviate a dimostrare la mia legalità e la giustezza delle mie tesi. Per uscirne pulito ho dovuto fare una vita praticamente monacale, diventando infine monaco, ma non mi è pesato perché animato dall’amore per la verità, da quell’atteggiamento filosofico che si può leggere in quello che scrivo, e sopratutto perché sono sempre rimasto pulito fin dall’inizio.

    Questi 10 anni di autogoverno hanno segnato una svolta nella storia veneta, e sono contrassegnati dal mio personale contributo giuridico e storico condensato nella scrittura del ricorso presentato a Strasburgo che già oggi impone nel dibattito politico concetti come lingua veneta, autogoverno, giudici veneti ecc.

    Certo, chi si loda si inbroda, ma io oggi voglio lo stesso festeggiare questo: ho concepito come creare uno stato, qualcuno mi ha creduto, e oggi quello stato esiste e cresce. Nessuno potrà mai negare questo, nemmeno con le bugie. Illudersi di eliminare questa mia impronta dal panorama della storia veneta è una pia illusione di  politici falliti che mai hanno combinato qualche cosa nella vita.

    Loris Palmerini
    Presidente del Tribunale del popolo veneto ( fino al 5 settembre 2009)

    venerdi di repubblica 31 luglio 2009fondazione autogoverno del popolo venetofondazione autogoverno popolo veneto parte 2

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    Gli eredi degli stupratori e ladri francesi minacciano violentemente chi svela il segreto storico.

    Basta recarsi al Louvre di Parigi per vedere una quantità enorme di opere artistiche venete di immenso valore rubata dai francesi alla repubblica con la loro invasione del 1797. Ma sono una piccola parte del bottino, che vide perfino i muri della basilica di San Marco grattati, il Bucintoro raschiato, le statue distrutte …. e ancora oggi esse sono oggetto di compravendita alle aste dopo essere state tenute nascoste per oltre 200 anni.

    Bisogna ricordare che nel 1797 la Repubblica Veneta era l’unica repubblica esistente degna di quel nome, tanto che il popolo non era per nulla oppresso ed anzi regnava la pace, la prosperità, la giustizia, e a riprova sono  i molti moti veneti di liberazione dall’invasione straniera che furono numerosissimi, sia contro i francesi nel 1797, sia contro gli Austriaci nel 1816 e nel 1848, ed anche contro gli Italiani si combatté volentieri nel 1866 in difesa degli austriaci, vincendo come a Custoza e Lissa.

    Insomma, quando nel 1797 si stava distruggendo un paese dove le libertà civili affermati dalla rivoluzione erano nei fatti le più ampie e realizzate al mondo da diversi secoli, il ladro Napoleone, finanziato dall’usura mondiale che si arricchisce con le guerre, non sapeva dare ai suoi le regioni di un tal atto, ma la abbatté senza remore;  probabilmente Napoleone aveva allora già deciso di dichiararsi “imperatore” come in effetti fece poco tempo dopo contraddicendo completamente tutti i presunti ideali che avevano animata la rivoluzione, o forse il progetto internazionalista aveva come scopo proprio quello di abbattere uno stato che batteva moneta da sé senza debito verso il popolo.

    Se tiriamo le somme, la rivoluzione francese in effetti non migliorò nulla per le popolazioni, nemmeno la francese, ed anzi aprì le porte ad un lungo periodo di guerre e contro-rivoluzioni europee che ancora oggi in qualche maniera rendono instabile l’assetto politico europeo dato che gli strascichi sono ancora aperti, e ritorneranno prepotenti in futuro come per esempio sta succedendo con la “questione veneta”.

    Tornando al 1797, non solo Napoleone svaligiò la Repubblica Veneta, ma numerosissimi furono gli stupri di massa, le esecuzioni di piazza, chiunque gridasse “W San Marco” poteva venire, e veniva, fucilato sul posto.

    Le popolazioni venete comunque, ben consapevoli che i Giacobini non erano portatori di libertà, combatterono contro di essi a più riprese per recuperare la loro libertà, tanto più che venivano spesso derubati, razziati e subivano violenze private di ogni sorta.

    Ma purtroppo le insorgenze nascevano spontanee e dunque senza un coordinamento, tanto più che la classe veneta dirigente , gli ex  nobili,  si era già arresa e venduta in gran parte al nuovo potere, diventando essa stessa per lo più giacobina. Sebbene gli eredi dei giacobini sono oggi i partiti socialisti di sinistra e di destra “sociale”, e quindi essi sono ancora al potere, ai  nobili veneti meritò l’estinzione, in quanto essi si videro in seguito  portar via a più riprese tutti i loro beni fino ad essere smembrati e ridotti a vago ricordo anche fra i loro discendenti odierni, che miseramente a volte godono ancora di corsie preferenziali nel potere attuale senza nemmeno saperne il perché.

    Quindi i veneti insorsero, e spesso, ma senza coordinamento, tuttavia non senza grandi pagine come quella delle Pasque Veronesi. Fu questa una pagina molto sanguinosa di resistenza popolare all’invasione barbarica dei Francesi, che si concluse con fucilazione pubblica a Porta Nuova di Verona dell’allora sindaco (Provveditore di Comun) Francesco degli Emilei assieme ad altri insorti .

    Furono fucilati dai francesi per imperio della “Repubblica Italiana” fondata da Napoleone, che usava lo stesso tricolore usato oggi dalla sua continuazione morale che è la Repubblica Italiana residua dall’ invasione più tarda del 1866, quella volta mascherata con un plebiscito il cui risultato fu pubblicato 3 giorni prima dello svolgimento.

    Oggi quella contrapposizione storica sempre taciuta ai veneti in onore della “unità” d’Italia, riemerge nelle contraddizioni della cronaca.

    Infatti succede ancora a Verona, che il Comitato per la commemorazione delle Pasque Veronesi venga anche quest’anno impedito in qualche modo dal ricordare i propri morti e impedito di far loro una messa tradizionale di rito latino, recentemente sdoganata dal Papa, violando le convenzioni internazionali sulle libertà del culto, sebbene si facciano volentieri le moschee.

    La commemorazione delle Pasque è da tempo a Verona un grande evento molto seguito con centinaia di figuranti in maschera, e dunque mi sembra naturale che il sindaco della Città ne sappia qualcosa.  Ma succede invece che l’attuale  Sindaco di Verona, il leghista Tosi, in odore di presidenza regionale,  pretenda di festeggiare la commemorazione dei morti delle Pasque imponendo proprio per l’occasione l’esposizione del tricolore  proprio là dove essi furono fucilati sotto e a causa di quella stessa bandiera tricolore. Eppure , come si vede nel video, 10 anni fa anche lui era con il Comitato.

    Ignoranza storica o la Lega dalla secessione è passata a ricercare l’unificazione d’Italia ?

    [youtube OZ9lX9naxG0 nolink]

    Ma non bastasse, alcuni ignavi eredi orfani di Alleanza Nazione, cioè eredi dei giacobini della destra sociale,hanno quest’anno minacciato fisicamente il comitato e il loro seguito popolare di bambini ed anziani fino a quasi arrivare alle mani tanto da rendere necessario l’intervento della polizia. A riprova che sono eredi dei giacobini, basta ricordare che l’anno scorso furono ad impedire la manifestazione furono invece gli eredi dei giacobini della sinistra sociale, cioè quelli dei centri sociali.

    Per i dettagli della vicenda rimando ai siti che ne parlano, ma certo è che la rivoluzione francese non ha portato né libertà maggiori, né pace, né intelligenza e cultura, e che di tutto questo la Repubblica Italiana ne è orgogliosa erede, anche perché essa stessa deriva da stupro di popolazioni come quelle Libiche, Istriane, Dalmate, Albanesi, Greche  e Venete, fatti storici sempre più noti e conosciuti che inevitabilmente porteranno tutti a riscoprire le radici sane pre-unitarie e a ripudiare i frutti marci della rivoluzione francese come questa Repubblica di puttanelle, drogati, ladri, mafiosi, pedofili e usurai. E’ proprio da loro che la rivoluzione francese fu cavalcata per arrivare al potere.

    E tuttavia, non si deve essere superficiali come loro e mettere nella stessa risma coloro che quasi sempre nulla sanno di tutto questo e magari in buona fede si sono iscritti ai partiti loro eredi, fra i quali per oggi ci tocca mettere anche la Lega.

    Comitato Pasque Veronesi
    Comunicato stampa del Comitato Pasque
    Pasque_Veronesi su Wikipedia
    Il museo del Louvre su Wikipedia
    Battaglia_di_Custoza_(1866)
    Battaglia_di_Lissa_(1866)

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