Analisi del voto elettorale veneto e di Venetie
Finalmente ci siamo: i veneti hanno deciso che qualcosa deve cambiare.
Questo fatto inoppugnabile che si rileva dal voto per le europee e per le province venete del 6 e 7 giugno 2009, è un fatto che ha conseguenze che vanno ben al di là della realtà veneta.
Infatti, è sempre stato che quando i veneti decidono di cambiare, a ruota segue l’Italia. E’ successo fino al 1992 con il voto alla DC. E’ successo nel 1993 quando i veneti hanno mollato la DC e si sono rivolti al centro destra e alla Lega.
In questa tornata il cambiamento non è stato espresso con un cambio di referente, ma si è riaffermato che il centro sinistra e Di Pietro non sono soggetti che rispondono alle esigenze dei veneti e si è dato ulteriore potere a un soggetto che è già al governo.
Dunque i veneti da una parte hanno dato forza, ancora e più di prima, a un soggetto al governo, ma allo stesso tempo si è votato per un soggetto che in campagna elettorale ha affermato chiaramente e ripetutamente di voler dare, proprio e solo ai veneti, alcuni diritti , ossia l’autogoverno fiscale, il bilinguismo, la giustizia amministrata direttamente da giudici veneti eletti da veneti.
Così il verdetto elettorale.
Quello che i veneti non sanno è che le tematiche espresse dalla lega sono state in realtà imposte da un soggetto a loro sconosciuto.
Infatti il bilinguismo, l’autogoverno fiscale e della giustizia sono cose che alcuni veneti hanno imposto all’italia attraverso un ricorso internazionale, di cui si è parlato anche nel consiglio regionale veneto.
http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=56&c=3&p=56&e=60&t=0&key=1298
Allora , non sapendo, i veneti hanno dato preferenza a chi hanno creduto essere il promotore di queste istanze.
Ma una piccola minoranza, al massimo 30.000 persone, forse 50.000, hanno saputo invece chi direttamente propone queste cose.
E’ così successo che, a parte la Lega, c’è stato un generale abbattimento dei movimenti veneti tranne la microscopica ma evidente nascita di un nuovo soggetto.
Sto parlando di quel soggetto, nato solo a febbraio 2009, ha cominciato a raccogliere firme solo ad aprile, ha speso solo 3000 euro di propaganda, eppure ha raccolto gli stessi voti di soggetti come PNV che hanno lavorato per quasi 2 anni. Con la notevole differenza che mentre PNV ha avuto intere pagine di giornali e articoli, questo nuovo soggetto e’ stato, unico in assoluto, completamente censurato da tutti i giornali
stampati.
Questo soggetto, Venetie per l’Autogoverno, ha vinto le elezioni, ottenendo, pur ostacolato e censurato e senza storia, un successo da confrontare con tutti gli altri soggetti.
Allora a questo punto c’è da dire che a vincere è stata una idea politica, quella dell’autogoverno immediato del popolo veneto esercitato attraverso un fisco indipendente, giudici veneti, e bilinguismo.
E dato che di questa idea sono stato il primo promotore fin dal 1998, e grazie a persone e soggetti come la LIFE, questa idea si è diffusa fino ad arrivare a Strasburgo, nel consiglio regionale , e nelle bocche
della Lega, io non mi sento per nulla sconfitto da questa prima e unica tornata che con i collaboratori abbiamo fatto in prima persone.
Mi dispiace per i soggetti come PNE che dal 5% sono scesi al 0,6 % Mi dispiace per i soggetti come PNV che hanno preso una manciata di voti più di noi pur avendo loro lavorato 2 anni e non 2 mesi, e molti articoli di giornale invece che nessuno come noi.
Mi dispiace per i movimenti come i Veneti che hanno mostrato chiaramente il loro intento di sinistra ma hanno preso poco o nulla anche all’interno di un movimento come Intesa Veneta che ha speso 300.000 euro.
Ma i fatti sono questi.
I fatti sono che se solo avessimo lavorato altrettanto degli altri, o soltanto avessimo avuto la visibilità degli altri, o almeno un articolo di giornale,anche presentandoci in soli 2 mesi noi avremmo potuto fare il consigliere provinciale al primo turno!
Adesso si parla molto, da parte dei perdenti, della unificazione delle microforze venete, e certamente io sono disponibile, anzi, negli ultimi 5 anni sono stato uno dei principali artefici dei tentativi.
Ma tutto è sempre fallito perché le invidie personali hanno sempre impedito l’adozione di un progetto credibile, organico e alternativo.
Adesso io sono ancora disponibile, ma solo ed esclusivamente sulla base di un programma politico che abbia l’immediato riconoscimento del diritto di autogoverno del popolo veneto quale diritto immediatamente esercitabile. Senza il riconoscimento di questo diritto che perfino la legge italiana ci riconosce, non può esistere alcuna base di discussione.
Ma è quello che in effetti fa Venetie per l’Autogoverno, che a breve costituirà 2 nuove rappresentanze provinciali, ed insieme lavoreremo sul territorio come sempre hanno fatto quelli che mi hanno seguito, senza tante smanie per la stampa o la TV.
Bisogna lavorare sul territorio e fra la gente. Lo dico da molti anni.
Gli altri possono stare a fare tutti i ragionamenti e le ipotesi che
vogliono, alle quali volentieri partecipiamo in spirito costruttivo.
Ma se qualche mese fa l’idea di Autogoverno immediato era snobbata anche sulla base dei numeri, oggi questo atteggiamento non è più né ragionevole né utile a costruire quella mitica, e forse irrealizzabile,
unità dei veneti. Arrivati a questi risultati, secondo me l’unità è irrealizzabile perché le mamme degli stupidi sono sempre incinta, ma non specialmente in veneto come affermava Biagi.
Forse, alla fine conviene che ciascuno confronti i vari progetti, misuri la credibilità e la capacità effettiva dei proponenti, e si metta a lavorare molto umilmente con passione per il soggetto più efficace, indipendentemente dai mezzi di cui dispone.
Quello che è certo è che Venetie per l’Autogoverno non è né meno importante, né con meno seguito degli altri soggetti politici dello 0 virgola, o che hanno ottenuto 1% spendendo centinaia di migliaia di euro.
Non siamo tutti sconfitti uguali.
E comunque, i venetisti che fino ad oggi hanno condotto i giochi rifiutando l’unione, hanno portato al risultato che in Veneto il secondo partito autonomista è dei siciliani. Complimenti davvero.
Articoli correlati:



Commenti(4)

di Eugenio Benetazzo (10/09/2008 10.22)