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L'Opinione

di Loris Palmerini

September 7, 2010, 6:58 pm
  • Riproduzione riservata
  • Analisi del voto elettorale veneto e di Venetie

    Analisi del voto elettorale veneto e di Venetie

    Finalmente ci siamo: i veneti hanno deciso che qualcosa deve cambiare.

    Questo fatto inoppugnabile che si rileva dal voto per le europee e per le province venete  del 6 e 7 giugno 2009,  è un fatto che ha conseguenze che vanno ben al di là della realtà veneta.

    Infatti, è sempre stato che quando i veneti decidono di cambiare, a ruota segue l’Italia. E’ successo fino al 1992 con il voto alla DC. E’ successo nel 1993 quando i veneti hanno mollato la  DC e si sono rivolti al centro destra e alla Lega.

    In questa tornata il cambiamento non è stato espresso con un cambio di referente, ma si è riaffermato che il centro sinistra e Di Pietro non sono soggetti che rispondono alle esigenze dei veneti e si è dato ulteriore potere a un soggetto che è già al governo.

    Dunque i veneti da una parte hanno dato forza, ancora e più di prima, a un soggetto al governo, ma allo stesso tempo si è votato per un soggetto che in campagna elettorale ha affermato chiaramente e ripetutamente di voler dare, proprio e solo ai veneti, alcuni diritti , ossia l’autogoverno fiscale,  il bilinguismo, la giustizia amministrata direttamente da giudici  veneti eletti da veneti.

    Così il verdetto elettorale.maraffa-al-congresso-nazionale-dellmpa

    Quello che i veneti non sanno è che le tematiche espresse dalla lega sono state in realtà imposte da un soggetto a loro sconosciuto.

    Infatti il bilinguismo, l’autogoverno fiscale e della giustizia sono cose che alcuni veneti hanno imposto all’italia attraverso un ricorso internazionale, di cui si è parlato anche nel consiglio regionale veneto.

    http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=56&c=3&p=56&e=60&t=0&key=1298

    Allora , non sapendo, i veneti hanno dato preferenza a chi hanno creduto essere il promotore di queste istanze.

    Ma una piccola minoranza, al massimo 30.000 persone, forse 50.000, hanno saputo invece chi direttamente propone queste cose.

    E’ così successo che,  a parte la Lega, c’è  stato un generale abbattimento dei movimenti veneti tranne la microscopica ma evidente nascita di un nuovo soggetto.

    Sto parlando di quel soggetto, nato solo a febbraio 2009, ha cominciato a raccogliere firme solo ad aprile, ha speso solo 3000 euro di propaganda, eppure ha raccolto gli stessi voti di soggetti come PNV che hanno lavorato per quasi 2 anni. Con la notevole differenza che mentre PNV ha avuto intere pagine di giornali e articoli, questo nuovo soggetto e’ stato, unico in assoluto, completamente censurato da tutti i giornali
    stampati.

    Questo soggetto, Venetie per l’Autogoverno, ha vinto le elezioni, ottenendo, pur ostacolato e censurato e senza storia, un successo da confrontare con tutti gli altri soggetti.

    Allora  a questo punto c’è da dire che a vincere è stata una idea politica, quella dell’autogoverno immediato del popolo veneto esercitato attraverso un fisco indipendente, giudici veneti, e bilinguismo.

    E dato che di questa idea sono stato il primo promotore fin dal 1998, e grazie a persone e soggetti come la LIFE, questa idea si è diffusa fino ad arrivare a Strasburgo,  nel consiglio  regionale , e nelle bocche
    della Lega, io non mi sento per nulla sconfitto da questa prima  e unica tornata che con i collaboratori abbiamo fatto in prima persone.

    Mi dispiace per i soggetti come PNE che dal 5% sono scesi al 0,6 % Mi dispiace per i soggetti come PNV che hanno preso una manciata di voti più di noi pur avendo loro lavorato 2 anni e  non 2 mesi, e  molti articoli di giornale invece che nessuno come noi.

    Mi dispiace per i movimenti come i Veneti che hanno mostrato chiaramente il loro intento di sinistra ma hanno preso poco o nulla anche all’interno di un movimento come Intesa Veneta che ha speso 300.000 euro.

    Ma i fatti sono questi.

    I fatti sono che se solo avessimo lavorato altrettanto degli altri, o soltanto avessimo avuto la visibilità degli altri, o almeno un articolo di giornale,anche presentandoci in soli 2 mesi noi avremmo potuto fare il consigliere provinciale al primo turno!

    Adesso si parla molto, da parte dei perdenti, della unificazione delle microforze venete, e certamente io sono disponibile, anzi, negli ultimi 5 anni sono stato uno dei principali artefici dei tentativi.

    Ma tutto è sempre fallito perché le invidie personali hanno sempre impedito l’adozione di un progetto credibile, organico e alternativo.

    Adesso io sono ancora disponibile, ma solo ed esclusivamente sulla base di un programma politico che abbia l’immediato riconoscimento del diritto di autogoverno del popolo veneto quale diritto immediatamente esercitabile. Senza il riconoscimento di questo diritto che perfino la legge italiana ci riconosce, non può esistere alcuna base di discussione.

    Ma è quello che in effetti fa Venetie per l’Autogoverno, che a breve costituirà 2 nuove rappresentanze provinciali, ed insieme lavoreremo sul territorio come sempre hanno fatto quelli che mi hanno seguito, senza tante smanie per la stampa o la TV.

    Bisogna lavorare sul territorio e fra la gente. Lo dico da molti anni.

    Gli altri possono stare a fare tutti i ragionamenti e le ipotesi che
    vogliono, alle quali volentieri partecipiamo in spirito costruttivo.

    Ma se qualche mese fa l’idea di Autogoverno immediato era snobbata anche sulla base dei numeri, oggi questo atteggiamento non è più né ragionevole né utile a costruire quella mitica, e forse irrealizzabile,
    unità dei veneti. Arrivati a questi risultati, secondo me l’unità è irrealizzabile perché le mamme degli stupidi sono sempre incinta, ma non specialmente in veneto come affermava Biagi.

    Forse, alla fine conviene che ciascuno confronti i vari progetti,  misuri la credibilità e la capacità effettiva dei proponenti, e si metta  a lavorare molto umilmente con passione per il soggetto più efficace, indipendentemente dai mezzi di cui dispone.

    Quello che è certo è che  Venetie per l’Autogoverno non è né meno importante, né con meno seguito degli altri soggetti politici dello 0 virgola, o che hanno ottenuto 1% spendendo centinaia di migliaia di euro.

    Non siamo tutti sconfitti uguali.

    E comunque, i venetisti che fino ad oggi hanno condotto i giochi rifiutando l’unione, hanno portato al risultato che in Veneto il secondo partito autonomista è dei siciliani. Complimenti davvero.

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    Tutto crolla ma qualcosa nasce

    184-crollo-delle-certezze.jpg184-crollo-delle-certezze.jpgCi siamo, il crollo economico che avevo previsto da almeno 3 anni si sta realizzando (se vuoi vedere cosa dicevo clicca qui )

    Ma se credete di aver già visto il peggio vi sbagliate di molto. Il rallentamento globale dell’economia reale che viviamo sulla pelle è il risultato  solamente della prima ondata d’urto che si è scatenata nell’agosto del 2007 .

    Restano da smaltire le ondate di Novembre 2007, il denaro regalato dalla BCE Dicembre 2007 , e tutti gli scossoni del 2008. (aggiornamento, e degli scandali finanziari del 2009 e del crollo di borsa del 2010.

    Per poi finire con la grande ecatombe, cioé quando pagheremo i 1500 miliardi di dollari che sono stati bruciati solo ieri 15 settembre 2008, almeno 4 volte capitali bruciati nel 2007.

    Tutto continuerà fino a quando non si accetterà che il dollaro è carta straccia (per altro anche la BCE stampa euro senza relazioni con l’economia).
    Io affermo che sono le stesse Banche centrali a produrre la catastrofe conomica, e penso anche che lo facciano appositamente per rendere il mondo schiavo del sistema del Signoraggio. (aggiornamento 2010 – una conferma di questo è il fatto che dietro il cosidetto “default” della Grecia si è invece nascosta una operazione di creazione di un “debito pubblico” dell’Unione Europea verso la Banca Centrale Europea, signoraggio su tutta l’Unione).

    In italia è già RECESSIONE e l’inflazione promette di arrivare al 12% (DODICI) entro la primavera prossima (lo dico io, vedremo di quanto sbaglio – previsione del 2009, confermate errate ma molte finanziarie attuano il 10 percento di interessi a debito)

    Anche il veneto e la sua primaria industria del turismo cominciano ad affondare con la bancarotta italiana. (c’è un interessante articolo di Benettazzo ) – aggiornamento 2010 veneto +66% di fallimenti.

    Infatti lo Stato continua ad incassare sempre di più, a dare sempre meno servizi, e ugualmente non riesce a frenare il debito pubblico: E’ BANCAROTTA TECNICA (aggiornamento giugno 2010 – il debito pubblico si mangia tutte le tasse – la manovra dimezzerà i servizi pubblici).

    In attesa della conclamazione (che nessuno farà in puro stile mafioso), mentre tutto crolla, qualcosa nasce, è il Forum dei Veneti, un nuovo soggetto in grado di sostituirsi ai falsi gestori degli interessi dei Veneti (aggiornamento 2010- il Forum è affondato per il tentato colpo di mano di vecchie cariatidi politiche ).

    E’ la prima volta che succede nella storia veneta (infatti anche la Lega Nord nacque dai soldi dai dalla Liga Veneta)  (aggiornamento 2010 – proprio per questo anche PNE lo ha fatto affondare)

    E sopratutto per la prima volta si parte dalla consapevolezza che la sovranità del Popolo Veneto è un diritto legale innegabile. Ecco l’articolo su questo (aggiornamento 2010 – la consapevolezza c’è ma i politicanti preferiscono parlare di quello che il regime gli lascia dire)

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    convergono sui propri interessi : nasce il Forum dei Veneti

    sito Forum dei VenetiCOMUNICATO STAMPA del Consigliere Regionale Veneto Cancian.

    Movimenti Veneti di vario tipo che vogliono l’autonomia e la sovranià del popolo Veneto hanno reso concrete le discussioni avvenute attorno ad un tavolo: un evento storico mai realizzatosi prima.

    Si è discusso per delineare dei percorsi comuni, e dopo molti mesi si è giunti alla firma di un documento di intenti che ufficializza la nascita del ” FORUM DEI VENETI”.

    Sono enti eterogenei quelli che ne fanno parte, quali (in ordine di sottoscrizione ) Liga Veneta Repubblica, PNE ve, Tera Veneta, Tribunale del Popolo Veneto, Isole Sparse , e lo stesso Comitato Promotore che già raggruppava alcune forze.

    Sono in attesa le adesioni di altri movimenti storici e neonati del Veneto, comprese sindacati e associazioni culturali, che però necessitano di alcuni passaggi formali interni per apporre la loro firma e quindi non ci pare corretto rendere pubblico il loro nome.

    Già oggi l’organizzazione può poggiare su una rappresentanza sociale e istituzionale di rilievo, di certo il più grosso contenitore per autonomisti ed indipendentisti Veneti,certamente si vuole avere una unica Voce che parli facendosi sentire e valere, facendo diventare potenti i piccoli strilli che finora si disperdevano nel vento senza arrivare alla gente Veneta.

    L’organizzazione oltre alla attività politiche si applicherà anche a quelle culturali e sindacali, per coinvolgere il maggior numero di Veneti che vogliono partecipare al Forum

    Questo è solo l’inizio di una cosa che potrebbe ( ha dichiarato il portavoce provvisorio Antonio Zanchin 3393644630 ) con la buona volontà di tutti, diventare il vero riferimento della gente veneta e degli interessi del Veneto. Il Forum parteciperà a tutti gli eventi che riguardano il Veneto,cercando di portare la voce degli interessi dei Veneti per dare la possibilità che i ns. figli abbiano un futuro migliore e come meritano.

    Il Forum ha già un sito per informarsi, tenersi aggiornati, contattare e partecipare.

    http://www.forumdeiveneti.org

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    BRONTOLO, PISOLO E JESOLO

    Panoramica di Jesolo (VE)di Eugenio Benetazzo (10/09/2008 10.22)

     Cominciamo a fare un bilancio a consuntivo sulla fine dell’ultima stagione turistica e vediamo se troviamo dei punti di tangenza con il più grande salvataggio finanziario della storia americana sui due colossi Fannie Mae e Freddie Mac.  In prima battuta abbiamo i mass media che sembrano non accorgersi di come in Italia ci sia stato un crollo delle presenze turistiche, stiamo parlando di un milione di turisti in meno, corrispondenti a un – 35 % per le giornate feriali ed un – 15 % nei weekend. Dati che fanno decisamente crollare una delle industrie più floride che avevamo un tempo in Italia: quella turistica. L’incoming turistico si è ormai modificato già da qualche anno, trasformandosi in orde di famiglie morte di fame dell’Europa dell’Est (unite a quelle italiane) che passano una settimana nella Riviera Adriatica in alberghi da 20 euro a notte. Prendete Rimini (una volta la capitale del turismo italiano) e guardate come si è trasformata progressivamente in nemmeno dieci anni. 

     

    A fronte di una barbarica orda di morti di fame (che acquista la mortadella e la birra al supermercato per consumarle nelle camere di alberghi ormai fatiscenti) si contrappongono copiose schiere di miliardari russi (con le loro accompagnatrici dai facili costumi) che rappresentano l’essenza del capitalismo marcio del nuovo secolo: da Cortina a Capri, da Forte dei Marmi alla Costa Smeralda, da Taormina al Lido di Venezia, sono ormai gli unici che fanno la bella vita, sperperando all’inverosimile capitali e risorse che mai hanno meritatamente quadagnato. Sono loro che stanno sostenendo il mercato immobiliare, soprattutto nelle aree turistiche, comprando alla cieca il nuovo ed il vecchio, senza badare al prezzo. Forse perchè l’esigenza primaria non è l’investimento immobiliare ma il riciclo di denaro di dubbia provenienza. Hanno talmente comprato spingendo i prezzi in alto, al punto da portare i miniappartamenti a Jesolo al modico importo di 500.000 euro. Vorrei conoscere l’investitore italiano (per non chiamarlo il pirla della situazione) che si compra per quell’importo un buco in una località che vive di turismo si e no due mesi all’anno, con il sole ad intermittenza, il mare che assomiglia ad una fogna a cielo aperto ed infine l’allegra compagnia di zanzare di giorno e di notte !

     

    Possiamo suddividere l’imprenditoria turistica in Italia in due grandi classi (anche se qualcuno si salva ancora, ma rappresenta una morente minoranza all’interno di prosperosa maggioranza): la classe dei Brontolo e quella dei Pisolo. La prima si lamenta, brontola appunto, di come ormai il mercato del soggiorno turistico si sia frantumato, ridotto, trasformato quasi svanito, sostituito da un puerile turismo hit and run italiano (stile mordi e fuggi) che a stento trova una sua posizione di nicchia tra le orde dei nuovi morti di fame. La seconda classe, quella dei Pisolo, è più infantile, quasi fanciullesca, infatti mentre pisola, quindi dorme, si sollazza a sognare. E sogna i decenni nel passato in cui il benessere italiano lo si misurava dalle due settimane in pensione completa di tutta la famiglia, in cui non ci si faceva mancare nulla, dai bomboloni alla crema al cono con quattro palline di gelato per i bambini in spiaggia.

     

    Sia Brontolo che Pisolo purtroppo nel pieno della loro vocazione imprenditoriale non hanno fatto i conti con le diaboliche trasformazioni socioeconomiche che lentamente si sono verificate in questi ultimi dieci anni: prima fra tutte la distruzione della capacità di risparmio. Senza risparmio non vi è futuro: da secondo popolo al mondo per propensione al risparmio siamo scivolati, per non dire piombati, miseramente sul fondo della classifica. L’Italiano medio non risparmia, anzi deve andare a prestito per evitare l’apnea finanziaria. Quando il portafoglio si contrae, si inizia a tagliare il superfluo (quindi le vacanze, anche se le vacanze di superfluo hanno veramente poco, rappresentano un momento di appagamento sociale nella vita di ognuno di noi). Comunque grazie al ricorso al debito qualche migliaia di scellerati hanno ugualmente deciso di trascorrere una vacanza, anche se non capisco che tipo di beneficio psicofisico possa avere un momento di svago realizzato con questa architettura finanziaria.

     

    Brontolo e Pisolo non si stanno ancora rendendo conto di quello che sta accadendo nel loro settore ed attorno a loro, più che brontolare sulla attuale situazione congiunturale e sognare le geste di un passato che non rivedranno mai più, oltre non sanno fare. Proprio come tanti altri imprenditori italiani in altri settori dell’economia che hanno prosperato sin tanto che la torta era grande per tutti, vi era risparmio generato ogni mese e la globalizzazione non aveva ancora fatto capolino. Diverso è avere vocazione e spirito imprenditoriale dall’essere un imprenditore. Proprio per questo motivo oggi abbiamo aziende che si sforzano scioccamente a stare in piedi quando non comprendono che sono innanzi ad un mutamento di scenario epocale, e per questo dovrebbero quanto prima abbandonare la nave prima che essa trascini quel poco messo da parte nel fondo dell’abisso.

     

    Quanto è accaduto con il salvataggio di Fannie Mac e Freddie Mae non si discosta molto dalla lettura sin qui proposta: che sia un albergo nell’adriatico o qualsiasi altra attività imprenditoriale il destino è tristemente segnato. Il debito e la sua facilità di accesso ha consentito a molti paesi di continuare a consumare come se nessuno si stesse accorgendo di quanto stava accadendo. Dall’acquisto della prima casa con i mutui ad intervento integrale, alle vacanze a rate, alle carte di credito revolving (la prossima bolla che scoppierà entro un anno), tutto questo ha portato ad una saturazione finanziaria nel lungo termine insostenibile.

    Crollo dell’incoming turistico e salvataggio delle due grandi banche americane vengono affrontati dai mass media con lo stesso approccio: l’importante è nascondere e non far trafugare la sostanzialità del problema (ovvero che ci troviamo innanzi ad una depressione economica senza precedenti). Tutti i mass media sono in pole position per magnificare il salvataggio finanziario che permetterà al sistema (o forse dovremmo definirlo il malato moribondo) di continuare a stare in piedi. Nessuno si sofferma a sottolineare come i relativi titoli azionari si siano ormai polverizzati (solo Lunedì 8 Settembre le quotazioni hanno collassato oltre l’80 %) e di come queste mega iniezioni di liquidità si ripercuoteranno sulle spalle e sui portafogli del popolo americano, andando a peggiorare ulteriormente lo scenario socioeconomico della scassata locomotiva statunitense.

     

    Assistiamo ormai da un anno ad interventi straordinari da parte di tutte le banche centrali del pianeta nel penoso tentativo di tappare ogni falla che inizia ad aprirsi, con risultati piuttosto preoccupanti. In realtà non si fa altro che continuare a spostare in avanti il giorno del decesso.  Il PIL mondiale è palesemente in recessione, nemmeno sull’euro si crede più visto il recente crollo estivo, a dimostrazione che anche l’Europa presto avrà le sue banche in difficoltà.  A tal proposito vi consiglio di detenere sotto forma liquida più denaro possibile (nel senso di banconote cartacee).  Due anni fa venni bannato come un catastrofista dalla penna facile proprio dal personale di banca che adesso si ritrova a casa licenziato: vedete voi a chi credere d’ora innanzi. Fatevi questa domanda: chi salverà le banche europee che non possono essere salvate dalla BCE e non possono contare sugli intervento di stato ? Purtroppo l’intero pianeta è un’economia che si basa ancora sul dollaro, per quanto l’euro abbia fatto sentire in questi ultimi due anni la sua voce. Non vi è soluzione indolore al male che ha colpito l’intero sistema economico, la convergenza diabolica di quattro variabili in crisi: risparmio, investimenti immobiliari, energia e materie prime.

     

    Un sistema economico cessa di esistere quando non sono più controllabili i soggetti economici coinvolti e quando il benessere cessa di essere diffuso in maniera capillare. In molti considerano il crollo del muro di Berlino (09/11/1989) come l’evento storico che ha messo fine al comunismo o meglio come l’evento che ha spronato al cambiamento ed alla rivoluzione da un sistema economico che aveva portato e causato povertà e malessere sociale (nonostante promettesse esattamente il contrario).  Dal punto di vista puramente economico io sostengo che dovrebbe essere il Natale dello stesso anno con la fucilazione di Nicolae Ceausescu (http://www.youtube.com/watch?v=qZoqBUA7eVw), la data che individua il punto di non ritorno. Il dittatore rumeno venne barbaramente trucidato mediante fucilazione assieme alla moglie Elena in seguito alla sentenza casalinga di un tribunale volante del popolo che lo aveva accusato di aver distrutto l’economia nazionale, aver condotto la popolazione rumena alla povertà ed aver consentito ad alcune corporations di accumulare illegalmente enormi ricchezze.

     

    Io sto aspettando. Sto aspettando quello che presto verrà scritto nei libri di scuola nei prossimi anni: qualcuno pagherà per quello che sta accadendo in quest’epoca. Proprio come Ceausescu per la Romania con il suo regime comunista, anche oggi qualcuno ben individuato sta portando molti paesi drogati dalle false aspettative del suo regime economico (la globalizzazione) ad uno stadio di povertà, disagio e malessere sociale per tanti ed in uno spudorato arricchimento per pochi. Quando l’esasperazione economica sarà portata all’estremo, si tratterà solo di aspettare la conseguente rivoluzione sociale proclamata dai tanti Brontolo e Pisolo e la successiva quanto salutare fucilazione di un altro Ceausescu.


    www.eugeniobenetazzo.com/tour.htm

    www.youtube.com/eugeniobenetazzo

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    Il razzismo qualunquista e meridionalista

    premio_pen2007_158.JPGParlo ancora dello scrittore Saviano del quale non ho letto il libro ( né ho in programma di farlo) ma dei suoi terrificanti stereotipi a sfondo razzista di qualunquismo meridionalista.

    Lo sto guardando su Rai 3, dal sinistrorso conduttore Fazio, il quale ricorda gli “angeli custodi” (i carabinieri) che lo hanno scortato nella trasmissione. E’ uno strano caso di persona in pericolo che però si mostra facilmente in convegni e dibattiti dove potrebbe essere facilmente colpito.

    Fazio e Saviano parlano delle discariche abusive in Campania, discariche che trasmissioni come Report, Striscia la notizia hanno dimostrato di essere accumuli di spazzatura proveniente da tutta Europa.

    Il fatto è che in Campania, alla vista dei camion che scaricavano in mezzo alla strada o in mezzo a un campo per anni la popolazione non ha denunciato, non ha manifestato, non ha detto nulla. E così gli amministratori, che avrebbero invece dovuti essere arrestati dai vari commissari del governo. Invece il governo centrale di Roma ha “promosso” i vari amministratori, come usano fare gli italiani.
    Nessuno ha parlano, non la magistratura, non la polizia, non la popolazione…..nessuno.

    Invece nella trasmissione di Fazio che intervista Saviano fanno sentire una intercettazione di delinquenti che si accordano per uno sversamento in qualche parte, di bilici di pneumatici. Non si capisce se l’operazione è legittima o non legittima. Non si capisce dove verrà fatto, se in discarica abusiva o meno. Non si capisce chi, dove, come, quando e perché, gli elementi essenziali di una notizia insomma, sono mancanti.

    Però si sente uno che parla con tipico accento lombardo, il quale si raccomanda di fare le cose con discrezione, perché altrimenti i “comunisti” avrebbero fatto un gran casino e si rischiava. C’erano in ballo 2 tir al giorno, certo non un traffico “getta e scappa” come quello che oggi è un problema ma una cosa regolare.

    Ecco tanto basta per far dire a Saviano che l’accento è tipicamente veneto, Fazio lo corregge dicendo “o cumunque del nord”, ossia di quelli che hanno inquinato la campania.

    Ma come, 2 TIR al giorno e nessuno ha mai visto niente ?

    Ma non basta, si fa presente che si tratta di gente che aveva a che fare con le elezioni precedenti, ecco perché la paura dei “comunisti”, cosa della quale nemmeno si accenna alla possibile battuta o si approfondisce il discorso per chiarire i legami con le altre fazioni.

    No, si lascia tutto così, senza gli elementi che ne farebbero una notizia e si lasciano passare la tesi, in pieno periodo elettorale che :
    - i comunisti avrebbero certamente impedito lo sversamento di immondizia (sappiamo invece che destra e sinistra sono corresponsabili della questione campana)
    - i rifiuti arrivano dal “nord”, specie dal veneto (ma l’accento era lombardo)
    - nelle elezioni precedenti personaggi del nord inquinatore e della destra hanno fatto accordi con la camorra per inquinare la Campania alla faccia dei comunisti.

    Mi pare di capire :
    - il nord inquina il sud, specie i veneti di destra
    - i comunisti combattono gli inquinatori, specie in Campania
    - Saviano è un grande uomo che da solo si è opposto a queste cose rischiando la vita

    Tutto ciò è un qualunquismo razzista del tutto inaccettabile e spiego perché.

    Siamo tutti d’accordo che per il fatto che alcuni del sud sono mafiosi non significa che tutti i meridionali sono mafiosi. Spero che lo siamo.

    Ma allora perché se alcuni del nord inquinano significa che tutti i settentrionali sono inquinatori? Per Saviano e Fazio è così, specialmente se hanno l’accento veneto o lombardo.

    Non c’è dubbio : c’è razzismo, oltre che qualunquismo privo di logica.

    Temo che fino a quando il sud verrà rappresentato da certe persone il futuro sarà triste per il sud. Il qualunquismo razzista non è certo un buon viatico per il futuro.

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    Se Galan vuole l’autonomia riconosca la lingua veneta.

    Leggo da un giornale che “nei vicini ambienti friulani alla richiesta di specialità che viene avanti dal Veneto” si obbietta che “”Il Veneto non può accampare minoranze da tutelare per richiedere una sua specialità come regione, così come non ha situazioni delicate di confine”. Si parla delle minoranze linguistiche.

    Non bastasse Illy e numerosi politici friulani e triestini hanno ricordato a Galan come le Regioni a Statuto speciale esistano sin dalla nascita della Repubblica italiana per ragioni geografiche specifiche – Sardegna e Sicilia sono due isole – e perché sui loro territori sono presenti consistenti minoranze linguistiche.

    Con questo Illy fa 2 brutte figure, in quanto la regione FVG venne istituita con la legge Cost. n.1 del 1963, 25 anni dopo la Repubblica, e i veneti sono un popolo riconosciuto dall’art.2 L.n.340/1971. Ma non possiamo fare una colpa a Illy di questa seconda cosa, dato che sembra ignorarla o non volerla nemmeno Galan che ci vorrebbe tutti trentini.
    Illy ha aggiunto che «Per consentire una adeguata tutela a queste minoranze e una adeguata convivenza sono state istituite le specialità e a fronte di maggiori risorse corrispondono, nel caso nostro, certamente maggiori oneri».

    Contrario al concetto di veneti anche il sindaco di Udine, terra storicamente veneta se pure nella sua specificità.

    Tutti questi signori sembrano dimenticare che la loro regione si chiama “Friuli-Venezia-Giulia”, dove la “Venezia” è in realtà l’80% del territorio, e dove il Friuli (altro 15%) è sempre stato veneto.

    Con Galan sembrano fare a gara per cancellare la storia dei veneti, non oso pensare che sono il frutto dell’ignoranza o il prodotto di governare per conto degli italiani che la storia non la vogliono nemmeno nei libri di storia.

    Ma come si fa a dimenticare i 400 anni che i Friulani fecero da Veneti nello Stato Veneto? Come si fa a dimenticare il comune destino del Lombardo Veneto che venne occupato illegalmente dai Savoia violando i trattati internazionali e che costarono una guerra fraticida fra veneti e veneti sulle rive del piave?

    Comunque è interessante il pensiero del Sindaco di Udine, che ci conferma che “Non solo un Comune deve decidere di cambiare Regione, ma questo deve essere accolto dalla Regione di destinazione”, cosa che non succederà mai, perché da che mondo è mondo, i privilegiati difficilmente condividono i loro privilegi.

    Devo anche dare atto a Mirko Spacan, rappresentante della minoranza slovena o slo-veneta (lo dicono gli sloveni), che “Fare del cambio di Regione una questione di interessi economici è sbagliato. Il Friuli Venezia Giulia è una Regione con minoranze, in primis slovena, che andrebbero valorizzate ancor meglio per favorire il dialogo con gli Stati vicini. Lo stesso bilinguismo è una ricchezza di questa terra. Ragionare invece come fa il Veneto, mi pare un semplice pensiero di economia “corta”, riduttivo».
    Ha ragione in quanto mette l’accento sul discorso del Bilinguismo, della identità che motiva l’autonomia.

    Ad IIlly che nega l’esistenza della lingua veneta Galan dovrebbe ricordare che esiste una minoranza linguistica in veneto. L’ISTAT ci dice invece che il 66% di veneti parla veneto a casa come sul lavoro, con gli amici come nelle occasioni di incontro pubblico.
    Che la minoranza veneta non sia stata riconosciuta dallo stato italiano, che ha riconosciuto più volentieri le minoranze albanesi e Serbe del sud, dimostra solo la vera natura del rapporto fra veneti e italia: occupazione e sfruttamento.

    Ma il concetto è chiaro: niente autonomia senza lingua veneta.

    Galan vuole autonomia? Ha la soluzione in mano, si chiama riconoscimento della lingua veneta. In Consiglio regionale sono depositate 2 proposte di riconoscimento della lingua veneta, una della provincia di Vicenza, l’altra della Provincia di Treviso.

    Il 15 ottobre e’ stata fatta anche una manifestazione a Venezia per il riconoscimento della lingua, e pur nella censura,migliaia di persone hanno chiesto direttamente o via posta, che la lingua veneta venga riconosciuta.

    Insomma, riconosciuta la lingua si potrà avere la legittimità per l’autonomia, ma io credo che il parlamento italiano non riconoscerà mai l’autonomia ai veneti facendo karakiri finanziario.

    Galan potrebbe quindi richiedere al Consiglio regionale il riconoscimento della lingua veneta, sperando che quelli di sinistra non siano come Illy, e poi cominciare a ragionare sulla scorta del concetto di “minoranza linguistica” della Costituzione sul come rivendicar la sua specificità.

    Altrimenti, senza riconoscimento della lingua veneta le rivendicazioni di autonomia sono solo esercizio propagandistico. Ma vorrei frenare gli entusiasmi: anche con la lingua riconosciuta l’autonomia non arriverà o lo stato crolla finaziariamente. I veneti farebbero meglio ad addarsi al loro stato di servi. Si potrebbe anche dire “Sei italiano? Paga!”
    Aspettarsi che Galan si muova in tal senso e sappia fare qualcosa è una illusione, perché già nel 2000 ricevette una formale istanza di riconoscimento dell’amministrazione di “autogoverno del Popolo veneto” previsto perfino dallo statuto della Regione (art.2). E personalmente gliene ho parlato ben 2 volte, ma una delle 2 mi sembrava brillo.

    Forse tutto questo dibattito e l’intento di Galan sono quello di portar via i voti a qualche altro autonomista come PNE, oppure è l’intento è di scatenare un dibattito dove tutti dicono “i veneti non sono una minoranza, non sono un popolo, non hanno una lingua, nemmeno i trentini e i friulano li vogliono …..”.

    Forse lo scopo vero del dibattito è solo quello di stendere una cortina di fumo su quello che sta realmente montando nella censura dei media, ossia l’esercizio concreto dell’autogoverno del popolo veneto.

    A Conegliano, Borgoricco, Rubano ci sono dei territori che sono di “esclusiva legislazione veneta”, dove i funzionari italiani non possono entrare e dove la legge che regna è stata prodotta dalle istituzioni di autogoverno del popolo veneto.

    Ci sono solo 2 altri esempi di questo : la dichiarazione di Repubblica Veneta di Manin del 1848, la dichiarazione di Governo Veneto dei Serenissimi nel Campanile di S.Marco nel 1997.

    Ora abbiamo nella storia i territori di Autogoverno del Popolo Veneto, iniziati nel 1999.
    Questo esercizio è tremendo nelle conseguenze, basti ricordare che solo 10 giorni fa la Life ha “scacciato” la polizia e gli agenti pignoratori della Camera di Commercio di Treviso.

    E’ solo questione di tempo. Galan lo sa, e forse ha paura delle conseguenze penali della sua omissione, perché legalmente egli è obbligato a passare le redini dell’amministrazione all’autogoverno del popolo veneto, lo dice la legge n.881/1977. E non lo fa dal 2000. Forse ha troppi scheletri nell’armadio per poterlo fare.
    Insomma, che non voglia o che non sappia fare, Galan non è certo l’uomo che porterà a casa qualcosa, sa solo far confusione per suoi motivi .
    Ora pagherà anche dei costituzionalisti con i soldi dei contribuenti per farci diventare tutti “trentini”.
    E questo sarebbe il governatore dei Veneti? Dixighe che’l se sconda.

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