in Diritti Umani, Economia

Arriva la bancarotta….. anzi no!…. forse ….paura…..sì dai….no

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Ecco perché la bancarotta non arriverà mai: essa non conviene al potere.

Se invece la situazione restasse sempre ad un filo dalla bancarotta, la propaganda di regime avrebbe sempre modo di dare la colpa agli “speculatori”, facendo distogliere lo sguardo del popolo verso i problemi che hanno generato il debito pubblico.

Invece di guardare alla cause strutturali, che sono la corruzione dello stato, le mafie, il parassitismo statale, l’evasione fiscale di ampi territori, lo spreco pubblico, converrà far credere (con l’uso pilotato dei mass media) che c’è un “attacco all’italia”.

Nulla sull’incapacità di tutto il governo italiano come amministrazione pubblica storica, fatta da bande di potere ladrone ed incapaci che già all’inizio del 1900 ci portarono alla bancarotta e all’impoverimento.

Anzi, grazie al mito dell’attacco esterno si tenterà di rafforzare il “sentimento nazionale”, e con esso si giustificheranno provvedimenti di emergenza (opps lo stann ogià facendo), con i quali in effetti si attuerà la soppressione graduale dei diritti civili, la cancellazione delle regole democratiche, ma sopratutto si spolperanno le generazioni future con la precarietà resa cronica (opps è già così), e quelle passate con l’impoverimento inflattivo le si costringerà’ a svendere il loro unico bene, la casa. Tutto questo non farà perdere il serbatoio di voti del parassitismo specie meridionalista, che è il vero cancro dei meridionali onesti. Anzi andrà a costituire nuovi serbatoi di voti derivanti dal malcontento, dall’impoverimento, dal “bisogno”.

Pensare alla bancarotta, sperarci, è quanto meno un bel sogno per molti, perché in un certo senso si potrebbe dire “ora è finita e si ricomincia”. Invece no, troppo comodo purtroppo. Se si ipotizza questo non si è capita la genesi ed il vero obbiettivo dell’Italia unita, che non è nata dalla volontà popolare, nemmeno in parte. Carlo Cattaneo ci ha svelato il vero intento delle 5 giornate, che non era fare l’Italia come non lo era l’Indipendenza della Repubblica di San Marcodel 1949. Credere che Garibaldi e 1000 soldati militarmente sfigati possano aver conquistato la sicilia che solo a Palermo aveva 25.000 soldati è quanto meno da deficienti intellettuali, se non fa ignoranti della personale storia dell’inglese Patterson.

Il milione e 500.000 morti meridionali ammazzati dall’Italia perché si opposero all’Unità sono lì a reclamare dignità, come i morti infoibati di Istria e Dalmatia, come i veneti che fra fratelli si sparavano l’un l’altro dalle opposte sponde del Piave entrambe occupate da bandiere straniere.

Allora perché l’Italia si fece ?

L’Italia è un prodotto finanziario, concepito per rendere servi i popoli che la popolano, per avere il massimo di sfruttamento del popolo ignorante soggiogato dalla spirale del debito .

Per questo la bancarotta , comportando una sorta di “liberazione”, non verrà: non sarebbe finanziariamente utile a chi “possiede” l’Italia, i banchieri internazionali che ne hanno finanziato la nascita.

Tenerci un governo corrotto ed incapace, con un bel po’ di zavorra statale ricattabile, rientra perfettamente in questo disegno. Un governo onesto potrebbe opporsi allo sfruttamento bancario, e alla fine libererebbe dal debito i popoli.

No!, la bancarotta è da scongiurare per il sistema di potere reale, essa significherebbe aver perso una grande rendita gratuita data dall'”interesse”, dall’usura, che attraverso il fasullo debito pubblico si attua.

Coerente con questo schema, sempre un attimo prima della bancarotta ci salveremo, così da poter ululare allo Stellone, quello che con la ruota dentata e molti altri simboli massonici è in bella evidenza sulle carte d’identità, di cartone rinnovato.

Grazie allo “stellone” , il popolino tirerà un gran respiro di sollievo, ma nella realtà ci scaveranno ogni volta un altro po’ la buca già profonda.

Nei libri di storia scriveranno che “la speculazione internazionale” ha prodotto la miseria e la povertà che per generazioni gli “italiani” dovranno subire. Questo è pure vero.

I nostri conti erano esatti, parlando di me e dei “cassandra” che da anni prevedevano il nefasto esisto del sistema italiano.

E se tuttavia il peggio deve ancora arrivare, io sono più pessimista dei miei compagni virtuali: la bancarotta conclamata non ci sarà.

Ci sarà invece la lenta agonia snervante che ci attanaglia, una piccola crisi dietro l’altra, con piccoli brevi intervalli di quiete interrotti da crisi poco più grosse.

La fine del sistema capitalistico? Nemmeno per sogno, è la conclamazione del sistema usuraio, del sistema che regala i soldi a poche mani lorde di sangue: la visura dei bilanci della FED dimostra che alcune persone stanno insanguinando il mondo con le loro manovre perché si regalano fra loro il denaro in quella che è la divisa mondiale di fatto, il dollaro.

Adesso c’è solo da trovare il modo di raccogliere il malcontento per invertire la tendenza storica e riportare i popoli alle loro giurisdizioni precedenti.

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