Presentazione dei nuovi diritti del popolo veneto con la legge regionale 28 del 2016

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I veneti da Bergamo a Udine, ma anche Trento e Trieste possono rivendicare i diritti di nazione minore, secondo il modello di Bolzano, non solo con i posti riservati nell’amministrazione pubblica e il bilinguismo dove si riconoscono delle lingue, ma con il trattenimento anche dell’IVA e dei 9 decimi delle tasse. Questo in maniere legale e senza arrivare all’indipendenza.

Sono i nuovi diritti fondamentali umani riconosciuti dalla legge regionale veneta n° 28 del dicembre 2016.

Vieni a scoprire i tuoi nuovi diritti di popolo il 12 febbraio a Grisignano(Vi).

Il 6 dicembre 2016 la Regione Veneto ha riconosciuto che spettano al popolo veneto i diritti umani di nazione “sorella” ( tecnicamente “minoranza nazionale”, per intenderci i diritti che hanno le popolazioni di Bolzano).

Questo riconoscimento è stato dato a tutto il popolo veneto, quindi non solo per la Regione Veneto, ma a tutto il territorio veneto storico, quindi da Bergamo a Udine. Non farti confondere: le popolazioni storicamente venete sono di cultura e storia venete, e hanno questi diritti anche se parlano diverse lingue e non la veneta. Ed anche quelle che sono venete di cultura e lingua come Trento e Trieste possono ottenere questi diritti.

Ma come ha potuto la Regione riconoscere diritti anche al di fuori del proprio territorio? In quel frangente la Regione deliberava come “potere dello stato” in virtù della Costituzione (art.117 comma 4), ed è imposto dalla legge internazionale “Convenzione Quadro sulle Minoranze nazionali”
che i diritti siano estesi a tutto il popolo veneto, cioè nel suo territorio storico e di influenza. La Regione ha solo riconosciuto che questi diritti si applicano al Popolo Veneto, ma la legge “Convenzione Quadro” è stata ratificata dallo stato (Legge n°.302 del 1997).

Vieni il 12 febbraio a Grisignano Vi, ore 10.30 Hotel Venice (di fronte al Casello dell’Autostrada),
scoprirai i tuoi nuovi diritti fondamentali non più cancellabili, e scoprirai come ottenerli

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A Venezia il Consiglio regionale decide l’Europa che vogliono

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europa-popoli1Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009 l’Unione Europea è diventata più forte, capace di sottoscrive patti vincolanti come il CETA.
Una rivoluzione giuridica quella del 2009 che ha visto gli stati sempre meno indipendenti e sempre più ridotti al rango di stati federati, anche se ancora con il diritto di “exit”.

I vincoli sempre più stringenti e il ruolo del governo europeo, a forte tendenza tedesca, ha portato alla rinascita dei nazionalismi, che per ora vengono domati, ma che rischiano di far saltare il coperchio.

Tutto ciò era stato previsto, per cui i trattati hanno anche resa più facile la migrazione delle persone e una valvola di compensazione per le identità storiche minori, alle quali vengono riconosciuti i diritti che spesso gli Stati dell’unione, di nascita ottocentesca, negano per non implodere.

L’articolo 6 del Trattato se Lisbona infatti Continua a leggere

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Ecco perché si insegnerà il “dialetto” a scuola, comunque

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promo-linguaNonostante le guerre, l’Europa e il mondo stanno andando verso un sempre maggior rispetto dei diritti umani. Non a caso l’Unione Europea ha dovuto congelare il processo di adesione della Turchia a causa della repressione successiva al fallito colpo di stato che viola i diritti umani. La Turchia per altro è anche il paese che da tempo primeggia in Europa nella violazione dei diritti umani. A ben guardare lo stato turco ha una lunga tradizione in queste violazioni, e prima ancora quello ottomano. Insomma, la storia attuale era un esito prevedibile, si comincia con il lasciar correre, e poi …..

Purtroppo quello che non si tiene presente abbastanza è che dopo la Turchia il paese che da anni è il secondo più denunciato per violazione di diritti umani è l’Italia. Gli italiani hanno Continua a leggere

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Sul Progetto di Legge n° 116, Finozzi chiede un approfondimento

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marino-finozziSul Progetto di Legge n° 116, il presidente Finozzi chiede un approfondimento.

Il giorno 3 novembre c’è stata la seconda audizione nella I Commissione in Consiglio Regionale.
Per farla breve, non si è andati al voto ma ad un rinvio, senza alcuna data fissata.
Infatti il presidente della Commissione, Marino Finozzi (nella foto), ha chiesto degli approfondimenti sulla questione finanziaria e sulla applicazione della convenzione quadro in Europa.

Comunque non ci sono state obiezioni di sorta sul piano tecnico e giuridico, nemmeno da parte delle opposizioni.

Anzi , Finozzi stesso ha Continua a leggere

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