Il “popolo veneto” non è più solo una idea, c’è una definizione

Condividi:

Il “popolo veneto” adesso non è più una idea senza significato, c’è una definizione

Si capirà solo nel tempo la profonda rivoluzione giuridica, semantica e politica che con il PDL 116/2016 (ora L.r.Veneto n.28/2016) ha preso avvio e che si realizzerà.

Sono già in tanti che stanno saltando sul carro del vincitore, e il nostro problema è semmai quello di frenare l’assalto alla diligenza.

Infatti perfino quelli che hanno osteggiato ed ostacolato il PDL 116 ora ne vogliono i frutti e cercano di ottenere dei vantaggi personali. Certo che fa schifo, ma è solo la dimostrazione che la mentalità italiana del cambio casacca all’occorrenza è presente anche negli arrivisti politici del mondo veneto come ho sempre detto, e che alcuni sono lupi travestiti da pecore. Bastava guardare ai loro atti per capirlo. Il paradosso è che cercando di salvarsi questi politicanti in realtà stanno Continua a leggere

Condividi:

Intervista sulla stroncatura del libro di Beggiato da parte di Stella

Condividi:

Il giornalista Pier Luigi Pellegrin di Radio Padania mi ha intervistato a proposito della stroncatura del libro di Ettore Beggiato “1866: la grande truffa” da parte di Gian Antonio Stella. Il libro parla dell’annessione del 1866 del Veneto, in realtà del Lombardo-Veneto, e ne ho scritto anche io nel mio “la Repubblica mai nata” . E’ una intervista in cui rendo noto alcune informazioni non note al grande pubblico sul vergognoso passaggio del 1866.

 

Condividi:

Le possibilità di indipendenza aumentano con il progetto di legge n° 116/2016

Condividi:

uomo_vitruvianoAlcuni commentatori hanno sostenuto che con l’approvazione del progetto di legge n° 116 /2016 in regione veneto diminuiscono le possibilità di indipendenza del popolo veneto, o perfino la si impedisce del tutto: questo è del tutto privo di fondamento, tanto è vero che non viene spiegato perché ci sarebbe questo effetto. E’ invece vero il contrario e qui di seguito spiego perché le possibilità concrete e sostanziali future aumentano e di molto.

Intanto occorre sapere che il progetto di legge regionale veneto PDL 116/2016 per la prima volta fa riconoscere alla Repubblica Italiana che esiste una nazione veneta, seppure riconoscendo che essa non è la nazione principale ma una nazione numericamente minore nella repubblica italiana (fatto ovvio).

Ho usato l’espressione “repubblica italiana” e non regione, perché, in termini tecnici, la regione parlerà in nome dell’intera repubblica sfruttando l’ attribuzione di competenza residuale che Continua a leggere

Condividi:

Siamo stati conquistati: come riprenderci la libertà?

Condividi:

Questo è un estratto da una conversazione in una chat riguardante il tema di come liberarsi dalla cosca dei banchieri che ci ha già resi servi da anni.

…… Non possiamo semplicemente riconquistare il nostro stesso territorio con le armi, perché oltre che fallimentare è anche impossibile sul piano legale. Infatti il diritto di conquista di uno stato non vale più dal 1840 (motivo per cui si fecero i falsi plebisciti di annessione degli stati preunitari alla famiglia Savoia), per cui per tornare liberi dobbiamo riferirci alla situazione preunitaria fra il 1840 e il 1861 (per l’Italia) e 1866 per il solo lombardo-veneto. Da questo punto di vista i “popoli” (per i fini legali) non sono quelli identificati per lingua e cultura (come vorrebbe il principio di autodeterminazione), ma vanno presi come Continua a leggere

Condividi:

LORIS PALMERINI – LE BUGIE SVELATE E LE CALUNNIE

Condividi:

Nel video svelo le bugie e le calunnie di Daniele Quaglia, Sergio Bortotto, Gabriele De Pieri, Gianluca Busato, e siccome sanno che non mento sono sicuro che non mi quereleranno.

La spiegazione delle prove

httpv://www.youtube.com/watch?v=v1L1Tyg-_Gc

LORIS PALMERINI – LE BUGIE SVELATE E LE CALUNNIE

Continua a leggere

Condividi:

Bon dì e Bon Prinsipio (Cao d’ano veneto del 1 marzo)

Condividi:

Oggi è 1 marzo, ed è il primo dell’anno nel Millenario Capodanno Veneto.

Il risveglio di questa festività va dato a Bepin Segato e al Comitato per le belle Costumanze Venete che insieme operammo per anni e che poi ho portato avanti dopo la sua morte. Abbiamo cominciato nel 2002, ed oggi non siamo più dei simpatici nostalgici, ma un evento culturale ed economico sempre più illustre.

I veneti oggi festeggiano 2 capodanni, quello ufficiale, e sempre più spesso anche quello millenario del 1 marzo, un capodanno più antico dei Greci e dei Romani che lo adottarono pure loro dai veneti e dagli indoeuropei, e la prova è sotto gli occhi di tutti, nei nomi di Settembre (da 7), Ottobre (da 8), Novembre (da 9) e Dicembre (da 10), mesi non dedicati a divinità ed imperatori (come gli altri mesi) solo se si parte dalla concezione indoeuropea dello scorrere della vita, che ci fa presente che il primo mese dovrebbe essere marzo quando la vita rinasce.

Anche quest’anno, come da sempre, sono numerosi i festeggiamenti, i Batimarso, i Cenoni.

Grazie alle iniziative di vari comitati sono sempre più numerosi gli eventi del Capodanno Veneto del 1 marzo, che in realtà è anticipato da eventi nel mese di Febbraio , il mese più corto perché chiude l’anno. Ecco che a febbraio si fanno i fuochi per fertilizzare la terra e “batimarso” per scacciare l’inverno e risvegliare la vita.

La Repubblica Veneta iniziava l’anno legale il 1 marzo, “more veneto” si diceva.

Anche quest’anno il Comitato delle Costumanze Venete, il comitato promotore del “Millenario Capodanno Veneto del 1° Marzo” e primo a sorgere per risvegliar la tradizione, festeggia il capodanno .

Nel sito internet Costumanze Venete e nel gruppo e in Facebook per il capodanno veneto si elencano vari eventi.

Bon dì e bon priçipio
Loris

Condividi:

Esiste la via legale per la libertà del popolo veneto?

Condividi:

leonpadova04.jpg

Personalmente è dal 1997 che propongo ai veneti le poche soluzioni che esistono per la nostra libertà di popolo, e questi concetti sono stati scopiazzati in malo modo o perfino distorti appositamente da diversi gruppi politicie partiti ad oggi da 5 attivi ma circa 10 nel corso degli anni. (questo significa che il mio intento di diffondere dei concetti e svegliare il popolo ha avuto comunque un grande successo !!)

La risposta dunque è sì, esiste una via legale per la libertà, ma per capirla occorrono alcuni concetti di base che sono gli strumenti per capirlo . Sembreranno delle ovvietà una volta appresi, eppure questi concetti ovvi non sono compresi dai movimenti cloni, a volte appositamente distorti. E per contro, una volta appresi si sarà in grado di distinguere i percorsi validi da quelli fasulli.

Come si fa allora a distinguere ciò che è percorribile di fatto e legalmente da ciò che non lo è?

Il primo concetto da definire è il “popolo veneto”, che non è altro che il gruppo di persone che si identificano con la storia, la lingua e la storia giuridica veneta e si sentono veneti.

Infatti secondo la definizione più accreditata (Conforti) , e comunque l’unica riconosciuta, un popolo è formato da una comunità di persone che hanno usi, costumi, storia e possibilmente una lingua in comune (la lingua può anche essere diversa come nel caso degli svizzeri). Ma per essere “popolo” è necessario che vi sia anche il sentimento di appartenenza al gruppo considerato come differenziato dal resto dei cittadini dello stato di appartenenza.

Se da una parte il diritto internazionale riconosce ai popoli il diritto di autodeterminazione (e solo ai popoli, non alle regioni o ai comuni o alle famiglie!), dallìaltra non basta essere un popolo per esserlo legalmente e beneficiare di quel diritto di autodeterminazione, occorre prima di tutto “sentirsi” popolo ed agire come tale, dichiarandosi pubblicamente e perseguendo pacificamente il proprio traguardo di libertà.

Il popolo inoltre esiste o non esiste come tale indipendentemente dai confini amministrativi e/o statale. Per esempio se esiste un popolo Kurdo esso è diffuso su più stati, come potrebbero essere i Tirolesi, e come sono i Veneti.

Inoltre anche all’interno degli stati, quasi mai le “regioni” amministrative o gli enti “territoriali” sono perfettamente coincidenti con le comunità che si autoidentificano. In pratica un popolo NON è mai quello formato da tutti residenti in una regione.

Tutto questo non lo dice lo scrivente, è invece affermato e riconosciuto dai criteri internazionali sui popoli. In poche parole il popolo veneto non sono i cittadini ricompresi nella regione amministrativa “Veneto” o Istria, anche perché i “residenti” potrebbero anche non sentirsi affatto “veneti” ma bensì italiani, o croati o quello che è l’attuale stato ufficiale del territorio. Questo per altro è un fatto consequenziale Continua a leggere

Condividi: