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Oppure – Palmerini Loris
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13 Commenti

  1. S. ROMANO ieri alla Casa della cultura alla presentazione del libro ” la solitudine di Berlinguer ” ha posto criticamente in risalto l’austerita’ che predicava in contrapposizione alla crescita della ricchezza fino al 2007 ; se la torta cresceva perche’ occorreva frenarla?

  2. Da quale precetto derivi il burka o il niqad non mi è dato a sapere, certo non dal Corano, così come tantissimi antesignani precetti cattolici, per la chiesa ancora validissimi, non derivano dal Vangelo e men che mai da Dio.
    Riassumerei così la loro derivazione: la debolezza umana divisa in due sostanziali rami.
    L’uomo potente che impone, l’uomo debole e ignorante che subisce.
    In questo caso è la donna, cui è stata imposto questa specie di tendone di copertura per assecondare i peggiori istinti maschili, che vanno dalla gelosia,all’imposizione, alla sopraffazione, all’umiliazione ai fini di assoggettamento ecc.ecc.ecc..
    Questi orpelli incredibili, se non fossero veri e attuali, sono solamente funzionali ai piu’ bassi istinti egoistici e di potere degli ometti.
    Non scomodiamo Dio per queste cosucce, se c’è ritengo abbia altro da fare.
    Se abbiamo a cuore un futuro libero per i nostri figli dobbiamo impedire l’uso del burka e non solo, dobbiamo combattere “a casa nostra” comportamenti inquisitori di qualunque provenienza e difendere a spada tratta la laicità dello stato.
    “A casa loro” non dovremo invece andare, la democrazia è prima di tutto una conquista della mente.
    Impedendo l’uso del burka “qui da noi” aiuteremo pacificamente, un piccolo passo alla volta, l’evoluzione dei costumi “lì da loro”. Ho il ricordo vivo degli anni ’60, quando le nostre immigrate tornavano dalla Francia o dalla Germania vestite con le braccia scoperte e o le gonne sopra il ginocchio e i nostri amati parroci le mettevano pubblicamente alla porta delle chiese come delle donne di malaffare!!!!!
    Non mi risulta che Francia e Germania ci abbiano mandato i bombardieri.
    Forti a casa nostra, risoluti sulle nostre leggi, sui nostri usi, sui nostri costumi, sulle nostre conquiste.
    Alla prossima
    Fiorenzo Da Ros


  3. grazie che puoi continuare a scrivere sempre per la chiarificazione della nostra bella terra VENETA – sempre più numerosi portando la nostra bandiera di ideali e di buoni Veneti Liberi – cordiali saluti – Veneto Libero

  4. Questo sito fa proprio pena, è inutile, chi è sto dilettante opinionista di serie z

    ———————- commento del sito

    il mittente di questo commento ha una email romena e l’email non esiste

  5. Buona sera, ho letto attentamente la lettera riguardante il crak ipotetico. A me manca un anno alla penzione da operaio metalmeccanico , mi sono spaccato la schiena per 38 anni , ora dovrò prendere il tfr (liquidazione) . Qualcuno saprebbe indicarmi se è possibile aprire un conto corrente in inghilterra o in germania ? tutto in maniera legale si intende. esistono molti conti on line ma su alcuni che ho visto c’è scritto che ci vuole la residenza nel paese dove si vuole aprire il conto. Ma non siaamo in EUROPA!!!!!!. VI chiedo gentilmente dei consigli utili tra qualche anno il figlio più piccolo vorrebbe sposarsi e io potrei dargli un aiuto …… CRISI PERMETTENDO.
    grazie
    Sergio

  6. Salve,
    di tanti in tanto leggo le risposte, sul tuo blog, alle tue segnalazioni che invii via mail a moltissime persone in modo da informarle di ciò che stà succedendo in Italia, e per questo, almeno da parte mia, ti ringrazio.
    Ma quello che penso e che molte persone non comprendono il tuo linguaggio o meglio, gli da fastidio ciò che dici, perchè la verità fa male…..li ritengo “superficiali, struzzi….”.
    Oramai in italia manca il senso di responsabilità, manca la determinazione sulle decisioni, manca l’etica, manca la considerazione di quelle persone competenti e che hanno idee innovative e/o che sono in grado di “gestire” aziende ed enti, meglio di quelli che attualmente pensano di comandarci.
    Nessuno si domanda come mai è iniziata (da molto tempo) una “delocalizzazione selvaggia” delle aziende italiane all’estero, tanto che ora “alcuni enti” fanno presente a tutti gli imprenditori (solo ai raccomandati, agli amici) che ci sono ancora molti miliardi di euro a disposizione delle aziende per “spostare” all’estero le aziende !!!
    Poi sentiamo parlare “fantomatici politici” che in italia ci sono aziende leader mondiali in moltissimi settore di business (una volta forse), e che bisogna dare una mano ai precari convincendo le aziende (poche) ad assumere a tempo indeterminato, quando oramai di indeterminato non esiste più nulla !!
    Hanno impoverito l’italia, spostando denari all’estero, facendo chiudere società che potevano dare un alto contributo tecnologico, e ora siamo sull’orlo del baratro…..cosa faremo tra un pò ???? e soprattutto (come al solito) daranno la colpa ai lavoratori dipendenti (perchè sono loro gli evasori fiscali e questo bisogna tassarli fino a farli morire) ….

  7. Massacro di Katyń
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    Vai a: Navigazione, cerca
    Coordinate: 54°46′N 31°47′E / 54.767, 31.783
    Massacro di Katyń. Foto pubblicata dalla propaganda tedesca durante la seconda guerra mondialeIl Massacro della foresta di Katyń, noto anche più semplicemente come Massacro di Katyń, avvenne durante la seconda guerra mondiale e comportò l’esecuzione di massa, da parte dell’Unione Sovietica, di soldati e civili polacchi. L’espressione si riferì inizialmente al massacro dei soli ufficiali polacchi detenuti del campo di prigionia di Kozielsk, che avvenne appunto nella foresta di Katyn, vicino al villaggio di Gnezdovo, a breve distanza da Smolensk. Attualmente l’espressione denota invece l’uccisione di circa 22.000 cittadini polacchi: i prigionieri di guerra dei campi di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov e i detenuti delle prigioni della Bielorussia e Ucraina occidentali, fatti uccidere su ordine di Stalin nella foresta di Katyn e nelle prigioni di Kalinin (Tver), Kharkov e di altre città sovietiche.

    Molti polacchi erano stati fatti prigionieri a seguito dell’invasione e sconfitta della Polonia da parte di tedeschi e sovietici nel settembre 1939. Vennero internati in diversi campi di detenzione, tra cui i più noti sono Ostashkov, Kozielsk e Starobielsk. Kozielsk e Starobielsk vennero usati principalmente per gli ufficiali, mentre Ostashkov conteneva principalmente, guide, gendarmi, poliziotti e secondini. Contrariamente ad una credenza diffusa, solo 8.000 dei circa 15.000 prigionieri di guerra di questi campi erano ufficiali.

    L’eccidio di Katyn fa riflettere perché da esso emerge un carattere della dittatura staliniana che è stato a lungo imbarazzante riconoscere, vale a dire la sua affinità con il nazismo. Infatti, poiché il sistema di coscrizione polacco prevedeva che ogni laureato divenisse un ufficiale della riserva, il massacro doveva servire ad eliminare una parte cospicua della classe dirigente nazionale. Tutto ciò nel quadro di una spartizione della Polonia tra Germania ed URSS, due potenze che rappresentano due sistemi culturali ed ideologici opposti ed antitetici, ma che, fino al giugno 1941, furono legate da un patto di alleanza. Il 5 marzo 1940, secondo un’informativa preparata da Lavrentij Beria (capo della polizia segreta sovietica) direttamente per Stalin, alcuni membri del politburo dei Soviet – Stalin, Vyacheslav Molotov, Lazar Kaganovich, Mikhail Kalinin, Kliment Vorošilov, e Beria stesso – firmarono un ordine di esecuzione degli attivisti “nazionalisti e controrivoluzionari” detenuti nei campi e nelle prigioni delle parti occupate di Ucraina e Bielorussia. L’ampia definizione del capo d’accusa comportò la condanna a morte di una parte importante dell’intellighentsia polacca, oltre a poliziotti, riservisti e ufficiali in servizio attivo. Morirono oltre 22.000 uomini, compresi circa 15.000 prigionieri di guerra.

    La scoperta del massacro nel 1943 causò l’immediata rottura delle relazioni diplomatiche tra il governo polacco in esilio a Londra e l’Unione Sovietica. L’URSS negò le accuse fino al 1990, quando riconobbe nell’NKVD la responsabile del massacro e della sua copertura.

  8. Chi ha la TV controlla la democrazia! Andrei piano. La democrazia agli italiani post bellici non scappa di mano, si sollazzano e come gli svizzeri che dormono all’impiedi, al primo spiffero, tutti dritti ed a parte il pluralismo della informazione massmediatica e della esplosione scolastica di livello universitario.

  9. caro Loris – vedo con piacere che si stà avverando quello che non si sperava che avvenisse – ma!!! le associazioni insistono sul fare pubblicazioni per trasmigrare
    in mai a basso costo – ma noi che abbiamo alti costi – come facciamo a sbarcae il Lunario e come facciamo dare pane ai nostri NIPOTI!!!

    W il VENETO – forza –

  10. Gent.Loris,
    sono Luca XXXX della Tv YYY ,abbiamo ricevuto i Suoi messaggi,Le scrivo per chiedere se è interessato a realizzare un’intervista video,il filmato sarà pubblicato su web e/o satellite.
    Questo però non subito.
    Per qualsiasi domanda,resto in attesa.
    Distintamente saluto.
    Luca XXXXXX

    (ho rimosso i dati sensibili per la privacy)

  11. caro palmerini xe da tanto tempo che serco de informarme dove posso trovare sto libro de thaon de revel e no rieso a trovare dove che el se trova pa poerlo crompare podarissito darme na man ti. Complimenti pal to sito e W san Marcho!