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La questione Veneta è l’ultima chance per l’Italia

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Secondo ricerche internazionali ed interne (OCSE ed Invalsi), l’Italia mediamente è un paese ignorante d’Europa, ma questa media bassa viene sostenuta da una delle parti più istruite d’Europa, il cosiddetto “Nord-Est” d’Italia.

Infatti il Nord-Est ottiene punteggi maggiori in scienze, matematica e letteratura, ed ha un numero maggiore di laureati e diplomati.

In contrasto a questi dati indipendenti, il Nord-Este risulta avere diplomati e laureati con punteggi più bassi rispetto al resto d’Italia.

Che l’Italia sia ignorante si dimostra dal fatto che questo “Nord-Est” in realtà non esiste, già Padova è più a ovest di Roma, e gran parte d’Italia si trova più a Est del Nord-Est.

Questo nord-est di persone istruite e capaci con i voti più bassi, si è visto per decenni confinato nel privato, e tenuto fuori dal governo della cosa pubblica, e di fatto questo meccanismo colpisce una parte di popolazione etnicamente diversa, i veneti, risultando in concreto in uno degli artifici razzisti adottati contro un popolo plagiato che ha dimenticato sé stesso dopo guerre e deportazioni subite per 2 secoli in casa propria. Un popolo millenario che proprio per questo ancora esiste e sopravvive nonostante il colonizzatore di turno e quel sé stesso che è diventato il popolo istruito alla sopravvivenza .

Questa situazione è destinata a cambiare a causa delle conseguenze che da essa derivano. Infatti, poiché le menti capaci ed istruite non trovano sbocchi, sia nel pubblico che resta governata da persone meno capaci e preparate, sia nel privato strozzato dal parassitismo e dalla globalizzazione, siamo già in fase di sfascio progressivo dello Stato, che però rischia di durare ancora diversi anni.

Sempre più giovani capaci e preparati che trovano queste difficoltà insormontabili, consapevoli che nemmeno nel privato è possibile realizzarsi, per non attendere inutilmente come hanno già fatto 1 o 2 generazioni, scelgono l’emigrazione in luoghi dove poter essere con dignità. In chi rimane cresce invece di anno in anno la volontà di staccarsi da questo sistema fallimentare e fallito che li opprime.

A me sembra cristallino che un sistema così è condannato all’implosione su sé stesso, ed anzi sta già accadendo. Quali le soluzioni ?

L’attuazione della legge che riconosce ai veneti i diritti di nazione minore (L.r.n.28/2016 Veneto) può risolvere il problema costringendo il resto d’Italia a riformarsi eliminando il parassitismo e lo spreco, in favore di un autogoverno rispettoso delle identità locali.

Ma sembra che non si voglia, il governo ha fatto ricorso. Resta sul tavolo la riforma da parte del potere stesso. Prendiamola in considerazione per mostrare che è impossibile. Stando che i poteri ed i partiti non possono rinunciare a sé stessi suicidandosi, mi sembra chiaro che per riformare il paese servirebbe una persona saggia ed incorrotta, abbastanza giovane, che conoscesse bene l’architettura del sistema, non certo un guascone o un grigio burocrate. Qualcuno abbastanza europeista da non volere troppa Europa e abbastanza italiano da non volere troppa Italia.

Solo che la macchina, così come è fatta, rende troppo bene a chi la controlla attualmente, per cui questo “saggio” non verrà mai messo al potere in danno dello status quo, che, non dimentichiamoci, è costituito prevalentemente dal sistema bancario internazionalista . Il debito pubblico italiano rende bene a chi ne ha i titoli, e ce li hanno in mano alcune banche internazionali.

Ossia questo momento di trasformazione illuminato non ci sarà mai, ma il sistema continuerà ad offrirci delle fasulle sceneggiate di cambiamento per continuare a plagiare i popoli ma per non cambiare nulla in concreto. Se tu che leggi ancora non vedi queste cose che dico da circa 15 anni, forse dovresti fare uno sforzo di comprensione.

Insomma, ai tanti che militano in questo o quel movimento, non ci si illuda di far parte di questo sistema e di entrarci con la giustificazione di modificarlo dall’interno, questo è palesemente impossibile. Da tempo dico che insieme a questo sistema si può solo lavorare per derubare i deboli e i popoli, non per il loro bene, ed è un sistema irriformabile, come appena detto.

Resta dunque sul tavolo solo l’opzione che rispettando i diritti dei Veneti, ossia attuando la legge regionale 28/2016, ossia dando loro i diritti della Convenzione Quadro per le minoranze nazionali, si produca un cambiamento necessario per tutto il paese.

Le parti parassitarie e sprecone d’Italia non avrebbero più sfogo, i veneti accederebbero anche alla cosa pubblica, la macchina si sbloccherebbe e prenderebbe nuove strade liberandosi progressivamente dalla tenaglia bancaria.

Morale della favola, chi aiuta adesso la causa veneta in realtà aiuta sì i veneti (per primi), ma anche l’Italia e l’Europa, che deve restituire ai popoli storici il potere sottratto loro dai banchieri nel corso degli ultimi secoli o imploderà anche essa.

Insomma l’alternativa è fra frattura di sistema composta, con l’attuazione della legge 28, oppure comunque frattura, ma scomposta.

 

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