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L’idea balzana dell’indipendenza attraverso l’ente regione

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Data la natura delle cose, e del diritto, si può parlare di autogoverno di uno stato, di autogoverno di un popolo, di autodeterminazione di un popolo, ma non si può parlare di autodeterminazione di una regione, è come dire che un sasso ha una sua personalità !

Il caso del Kossovo chiarisce il tutto. La regione (per altro già fortemente autonoma) proclamò l’indipendenza dopo un referendum. Venne riconosciuta anche dall’Italia. La Russia prese spunto dal precedente giuridico per correre in soccorso di alcune minoranze russe in Georgia in modo che la regione potesse autodeterminarsi, ossia staccarsi. La corte internazionale su ricorso della Serbia ha però prontamente stabilito che ad autodeterminarsi deve essere una rappresentanza autonoma di un popolo. Ossia, a dichiarare la sovranità non devono essere i rappresentanti di un ente amministrativo di uno stato da cui per altro ci si stacca, ma chi dichiara la sovranità e l’autodeterminazione deve agire con volontà espressa e chiara, precisa e conforme, di agire come rappresentati del popolo, e quindi in ripudio della legalità dello stato da cui ci si stacca. Non si possono rappresentare 2 enti antitetici contemporaneamente, ovvio.
Poi l’ONU ha stoppato la Russia, affermando che il Kossovo non è uno Stato indipendente ma territiorio integrante della Serbia seppure sotto governo provvisorio ONU.

Il caso Kossovo dimostra esattamente il contrario di quanto volevano affermare i referendari della regione veneto che lo citavano come caso di esempio, un richiamo proprio a sproposito che dimostra la non validità della loro teoria referendaria.

Per tanto è tutta sbagliata l’impostazione della proposta referendaria veneta, recentemente copiata in Lombarda, alla base c’è la confusione totale fra “popolo” e “regione”.

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