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L’idea balzana dell’indipendenza attraverso l’ente regione

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Nel 2006 la regione Sardegna ha tentato una “costituente del popolo sardo”, e circa in quel periodo l’allora presidente della Regione Lombardia giurava fedeltà al “popolo lombardo”. Ancora il consiglio regionale veneto nel 2012 ha conferito ai rappresentanti di Giunta e Consiglio il mandato di agire internazionalmente per realizzare un referendum per l’indipendenza, mentre nel 2013 Maroni, candidato alla presidenza della Regione Lombardia, proponeva come programma la “autodeterminazione” della Regione Lombardia, insieme ad altre regioni del “nord”. Tutte queste cose si sono rivelate o si riveleranno, incostituzionali, ossia illegali.

Più indietro nel tempo, un primo tentativo fu intrapreso nel 1998 dal Consiglio della Regione Veneto che con la risoluzione 42 di quell’anno pretese di rappresentare il “popolo veneto” e chiese al parlamento italiano di emanare una norma che permettesse al popolo veneto di svolgere un referendum per l’indipendenza. Sono passati 15 anni e ovviamente il Parlamento Italiano non ha concesso nulla, anzi, non solo non ha concesso l’autonomia ma ha alzato le tasse, e non ha riconosciuto la lingua veneta ….. figurarsi se riconoscerà mai l’indipendenza. La risoluzione del 2012 è sostanzialmente identica, ma con l’ulteriore errore di delegare i vertici regionali ad un ruolo fuori statuto. Il tentativo della regione veneto del 1998 era inutile perché commetteva l’errore basilare di confondere la propria rappresentatività, che è quella dei residenti in regione, con la rappresentatività del popolo veneto che ha tutt’altra storia, status legale e diritti .

Occorre dire che tale tentativo

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