Nuova ricerca dimostra connessione fra l’alluminio dei vaccini ed l’autismo

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Gentile lettore, l’articolo sotto che mantengo per trasparenza si riferisce ad una ricerca segnalata nell’ importante database scientifico PUBMED del Governo degli USA, dove alla data del 3 novembre 2017 (il giorno seguente la mia pubblicazione) è ancora presente senza avvertenze.  Un lettore mi ha avvertito che sarebbe stata ritirata, ed un altro mi ha segnalato un articolo dove l’importante ricercatore Shaw (uno degli autori) afferma che la ricerca va ritirata perché i dati originali non sono più reperebili e che c’è stata pure una rappresentazione grafica sbagliata, perciè è necessario ritirare lo studio, ma ha anche affermato “We don’t think that the conclusions are at risk here, but because we don’t know, we thought it best to withdraw” ossia, parlando dello studio,  “Non pensiamo che le conclusioni siano a rischio, ma siccome non possiamo provarlo, abbiamo pensato sia meglio ritirarlo.”. Infatti lo studio deriva da un’altro del 2014 che non è stato ritirato. Questo dimostra anche la serietà di questo scienziato di cui parleremo ancora.

Per tanto, avverto il lettore che ufficialmente la ricerca scientifica sembra essere stata ritirata, ma allo stesso tempo evidenzio che eventualmente sarebbe solo una delle tante ricerche che dimostrano la dannosità dell’alluminio adiuvante, come ho raccontato in quest’altro articolo, per esempio.

Grazie ai commenti dei lettori possiamo continuare con la ricerca della verità scientifica sulle vaccinazioni  che la scienza e i casi di cronaca ci rendono evidenti  sono nocive quando contengono certi adiuvanti, ossia quasi sempre, tanto che possiamo contare molte centinaia di danneggiati (quelli che sono riusciti nell’impresa di farsi riconoscere) .

——————–ARTICOLO SULLA RICERCA —————————————————————–

Un’altra conferma del nesso fra l’alluminio adiuvante usato nei vaccini e la sindrome autistica arriva da una ricerca scientifica del settembre 2017, la neuro-tossicità dell’alluminio ha dimostrato di attivare i biomarcatori dell’autismo, specialmente nei maschi.

L’alluminio adiuvante dei vaccini ha dimostrato di attivare i marcatori usati per accertare l’ autismo anche in soggetti altrimenti non tali secondo il gruppo di controllo, e i danni cerebrali dovuti alla tossicità dell’alluminio (che non ha soglie minime tollerabili) sono stati rilevati essere differenti fra maschi e femmine.

Come devono fare tutte le ricerche scientifiche sui farmaci, la ricerca ha usato topolini di laboratorio ed un campione di controllo, cosa che incredibilmente non viene fatta per i vaccini in commercio ma solo per alcuni loro componenti come in questo caso.

Il titolo della ricerca è “Subcutaneous injections of aluminum at vaccine adjuvant levels activate innate immune genes in mouse brain that are homologous with biomarkers of autism.” tradotto “Le iniezioni sottocutanee di alluminio adiuvante a livelli vaccinali attiva i geni immunitari innati nel cervello di topi che sono omologhi dei biomarcatori dell’autismo”

La seguente è la traduzione dell’abstract realizzata dal Loris Palmerini

“I ricercatori spiegano che “l’Autismo è un disordine neuro-comportamentale caratterizzato da disfunzioni immunitarie. Si manifesta nella prima infanzia in una finestra di precoce vulnerabilità dello sviluppo quando la normale traiettoria di sviluppo è più suscettibile ai danni prodotti da agenti esterni (esogeni). Gli “adiuvanti” vaccinali di alluminio sono xenobiotici (elementi innaturali del corpo) con proprietà immunostimolanti e neurologiche a cui gli infanti di tutto il mondo sono esposti di routine (vaccinale).Per investigare l’impatto immunologico e neurotossico in vivo degli allumini usati nei vaccini, abbiamo testato l’attivazione di 17 geni che sono coinvolti sia nell’autismo che nella risposta immunitaria in campioni di cervello di topi sottoposti a iniezione sottocutanea, confrontando i dati con un gruppo di topi di controllo.

Diversi fattori chiave di immunità naturale, come le citochine CCL2, IFNG e TNFA, sono risultate significativamente perturbate, mentre il fattore nucleare kappa beta (NF-κB) inibitore NFKBIB, e l’enzima regolante la degradazione dei neurotrasmettitori acetilcoline (ACHE), erano sregolate al ribasso nei topolini maschi sottoposti alle iniezioni. Inoltre, la diminuzione dell’inibitore NF-κB ed il conseguente aumento dei segnali infiammatori, portano alla attivazione del sentiero di segnalazione NF-κB che scatena il rilascio della chemochine MIP-1A e delle citochine IL-4 e IL-6. Appare dunque che l’alluminio adiuvante scatena il sistema immunitario innato (naturale) e altera l’attività colinergica nei topi maschi, osservazioni che sono consistenti con quelle dell’autismo. I topi femmina sono meno suscettibili all’esposizione dell’alluminio come solo i livelli misurati degli inibitori NF-κB e TNFA risultano alterati. Schemi particolari di alterazione dell’espressione genica hanno mostrato differenze di genere, nei maschi la corteccia frontale è risultata maggiormente colpita, mentre nelle femmine il cervelletto.

Risulta dunque che gli adiuvanti all’alluminio usati nei vaccini promuovono l’infiammazione del cervello e i maschi risultano più soggetti agli effetti tossici dell’alluminio.”

Commento: è una delle centinaia di ricerche scientifiche che dimostrano il nesso fra autismo indotto e adiuvanti dei vaccini e i danni dell’alluminio adiuvante.

Nel primo anno di vita i bambini non hanno un sistema immunitario maturo in grado di reagire come la teoria vaccinale vorrebbe e postula (religione dei vaccini).

Questa ricerca ci dimostra anche una volta che una volta invaso il corpo dell’infante in pochi secondi con 200 volte l’alluminio massimo assumibile in una settimana, ci si può attendere sindromi autistiche sopratutto nei maschi, ma naturalmente non è possibile sapere se un bambino di pochi mesi e’ autistico senza l’analisi dei marcatori prevaccinali, e conseguentemente non è possibile nemmeno dimostrare il nesso causale o temporale.

La ricerca dimostra una maggiore vulnerabilità dello sviluppo cerebrale degli infanti che l’alluminio devasta in non pochi casi.

Altre ricerche dimostrano che le vaccinazioni sono fortemente correlate con le morti in culla.

Quindi non ha quasi mai senso vaccinare nel primo anno di vita almeno, ed è molto più protettivo allattare al seno per trasmettere diverse immunità naturalmente sopratutto nei primi mesi.

L’evidenza scientifica di questa e molte altre ricerche dimostrano che i prodotti vaccinali violano sistematicamente il principio di precauzione e la sicurezza medica, e va a danneggiare soggetti altrimenti sani, e non in pochi casi.

Tutto questo esige il ritiro immediato dei prodotti vaccinali contenenti alluminio tanto più che esistono e sono già realizzati adiuvanti vaccinali senza rischi noti al momento , ma da aziende concorrenti di quelle che attualmente controllano il mercato vaccinale.

Se ne ricava che l’ostinazione nel vaccinare precocemente non ha ragioni scientifiche , ed invece certamente occulta una gran parte dei danni vaccinali poiché i bimbi piccoli ancora non hanno mostrato pienamente le loro capacità.

La ricerca dimostra anche che i vaccini scatenano attivazioni geniche , per cui è probabile che una quota almeno delle “malattie rare” siano attivate da questi preparati, mentre sarebbero silenti o perfino inesistenti senza vaccinazione.

Le vaccinazioni precoci occultano tutto questo ed impediscono la verifica scientifica.

Molto preoccupantemente per rafforzare l’approccio che occulta i danni, sono in sperimentazione modalità vaccinali per cui con una sola iniezione si inserisce nel corpo una quantità di microsfere che rilasceranno sostanze vaccinali nel corso di anni .Succederà così che le mamme si sveglieranno e trovando il loro figlioletto morto nel lettino non sapranno nemmeno a cosa attribuire il fatto. E si sentiranno dire che “succede” .

La ricerca originaria è “Subcutaneous injections of aluminum at vaccine adjuvant levels activate innate immune genes in mouse brain that are homologous with biomarkers of autism.” di Li D, Tomljenovic L, Li Y, Shaw CA. – J Inorg Biochem. 2017 Sep 5 “

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