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Bon Cao de Ano (Caodano) – onadoaK

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Oggi è il primo marzo, Capodanno veneto da migliaia di anni, cancellato dal delinquente Napoleone (era delinquente anche per la Restaurazione che però a sua volta non restaurò la Repubblica di Venezia e quella di Genova) e quest’anno migliaia di persone festeggeranno con cene e altri eventi, per un periodo che da sempre si protrae in realtà per 10 giorni. Fu Bepin Segato a recuperare dalla memoria storica questo evento, lui ed io, ben 15 anni fa riattivammo questa tradizione millenaria con grande dispendio di energie, e il risveglio di tutto ciò oggi si vede. Sicuramente lui spese più tempo e risorse e denari di me, anche economicamente si impegnò, tanto che alla sua morte aveva poche centinaia di euro in banca, e forse non è un caso che sia scomparso pochi giorni dopo il capodanno veneto, stroncato da un infarto.

All’inizio Bepin voleva associarlo al BatiMarso, che è sostanzialmente lo stesso evento, ma di natura popolare e diverso nella manifestazione, meno legato alla ufficialità della Repubblica Veneta, sebbene il capodanno veneto affondi le radici nei millenni.

E’ errato dire che la Repubblica Veneta mantenne il calendario romano, semmai i romani, in quanto di stirpe originariamente comune ai veneti, mantennero anche loro il calendario indoeuropeo come i veneti fecero per 3400 anni.

Anche quest’anno farò la mia promozione, le mie email, il mio facebook, e la cena con gli amici e con il primo Comitato promotore del Capodanno Veneto – il Comitato per le Belle Costumanze Venete , quello fondato da Bepin Segato e da me. Una semplice cena fra amici di cucina veneta, amici che da anni mantengono l’impegno di trovarsi e di stara bene insieme. Quest’anno sto facendo la pubblicità all’evento anche su Facebook, lasciando ad altri il business del guadagnare i pochi euro sulla gente. E quest’anno mando anche un mesaggio identitario, per ricordare che la nostra identità affonda le radici nella note dei tempi: semplicemente scrivere Buon Capodanno in scrittura Venetica, mostrando che la latina non è altro che la sua forma speculare, è una rivoluzione della cultura. Fai girare e vedrai.

Per diffondere la tradizione basta organizzare una cena, anche in pochi e a casa, di semplice cucina veneta, con una buona bottiglia di vino per un assaggio. L’importante è stare in compagnia e ricordarsi chi siamo in questo mondo, siamo una identità di quelle che non sono amate dalle catene commerciale globali.

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