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lo Stato Lombardo-Veneto pronto alla causa internazionale per la restituzione dell’indipendenza

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Pochi sanno che la Lombardia non ha mai legalmente votato per diventare italiana.

E’ vero che nel 1848, dopo che gli eserciti di Francia e Sardegna-Piemonte avevano vinto l’Austria e conquistato parte del Lombardo-Veneto, si fece uno “stato lombardo” e si organizzò un plebiscito fasullo per sancire l’annessione alla Sardegna-Piemonte. Tuttavia l’anno successivo si cancellò lo Stato Lombardo e si riconobbe che era tutto nullo: tornava il Lombardo-Veneto tutto intero.

Solo nel 1859 la Sardegna-Piemonte riconquistò la regione “Lombardia” del Lombardo-Veneto ma un plebiscito per la convalida dell’annessione non si fece mai, nemmeno quando nel 1860 si fecero in buona parte della penisola: erano plebisciti notoriamente truccati, fatti con grandi brogli, minacce ai patrioti, truffe organizzate dal governo sardo-piemontese divenuto “Regno d’Italia”, ma questi plebisciti fasulli internazionalmente erano diventati obbligatori, in virtù del diritto all’autogoverno dei popoli, erano indispensabili perché l’Italia acquisse il diritto a detenere il territorio. L’Italia, sfacciatamente, non rispettò invece il diritto dei Lombardi!

In quel 1866 il regno d’Italia non aveva molto interesse al rispetto dei trattati (nemmeno ora) e aveva appena tradito i trattati con la Prussia , tradimento tramite il quela riuscì ad ottenere il Veneto dall’Austria ma attraveso un ricatto ( l’Italia aveva infatti perso militarmente vergognosamente sconfitta a Custoza e nella battaglia navale di Lissa ). Disse all’Austria: tradisco la Prussia se mi dai il Veneto lo stesso. L’Austria rifiutò, ma concesse di passare il Veneto alla Francia che avrebbe gestito l’annessione dell’Intero Lombardo-Veneto tramite plebiscito. Si discusse infatti internazionalmente del possesso della Lombardia: le potenze riconobbero che l’Italia , nonostante il possesso militare della Lombardia dal 1859 al 1866, non ne aveva il possesso legale, insomma gli fu negato il cosiddetto “uti posseditis”, e nel trattato di cessione venne scritto che veniva ceduto l’intero Lombardo-Veneto. Anche la Lombardia avrebbe dovuto quindi votare per l’annessione.

La rappresentanza politica dell’intero Lombardo-Veneto era stata assegnata dai trattati ai veneti perché la capitale politica di quello stato era Venezia, questo in virtù del fatto che il Lombardo-Veneto altro non era che lo stato successorio della Repubblica di Venezia con accorpati i territori Lombardi. Questo stato, erede della Repubblica di Venezia, fu riconosciuto tale anche dal Congresso di Vienna del 1814 che fece la restaurazione, ma allora non si pensò ai popoli perché gli stati appartenevano ai Re, i popoli non contavano legalmente. Al congresso era altrettanto chiaro che la “Lombardia” infatti era solo una divisione amministrativa dell’Austria, la quale, nel governo della Repubblica Veneta, la divise in molti pezzi, e accorpò le terre secolarmente venete di Bergamo e Brescia alla terra storicamente e propriamente lombarda.

Il trattato internazionale di Vienna del 3 ottobre 1866 disponeva quindi il voto di tutto il Lombardo-Veneto, ma l’Italia non accettò questo principio, non pensò minimamente a far votare la “Lombardia”, che allora come oggi comprendeva circa il 60% della popolazione residente. Insomma, il plebiscito che si organizzò nel Veneto (che fino a dopo la II guerra mondiale ha compreso anche Udine e Pordenone) non poteva avere il valore legale di riconoscimento di annessione del Lombardo-Veneto, in quanto si escluse subito dal voto il 60% degli aventi diritto.

Peggio: la stessa legge elettorale fu fatt da un manipolo di burattini del Governo Italiano.

L’Italia pensò solo ad imbrogliare i veneti (ed i lombardi) e nelle trattative internazionali li fece sostituire da un governo “fantoccio” del Governo Italiano. Come ? Tramite un comitato segreto fece minacciare di morte coloro che professavano per l’indipendenza e coloro che volevano rappresentare i veneti da sé per tornare Repubblica di San Marco come nel 1848 (ne parla nel suo libro di memorie il commissario italiano che gestì il tutto, Thaon di Revel .

Avuto il controllo del governo provvisorio veneto di rappresentanza del Lombardo-Veneto, fu il governo italiano a decidere chi potesse votare: escluse tutta la popolazione femminile (in Toscana già avevano votato nel 1848), e diede diritto di voto solo ai maschi abbienti cui aveva promesso altri grandi fortune. Per stare tranquillo il governo italiano diede il diritto di voto ai propri soldati, tanto che in molti seggi si registrarono più voti degli aventi diritto!

Insomma anche il voto, dove si votò, era tutto un broglio, minacce di morte, voto palese, ma non solo: lo stesso governo che lo organizzava era fasullo ed illegale per il diritto internazionale, e il risultato del voto (99% favore) dell’annessione del Lombardo-Veneto è assolutamente non vincolante perché la Lombardia non votò in violazione del trattato.

Questi fatti sulla invalidità del voto sul piano internazionale (e interno italiano) sono stati chiariti per lo più da Loris Palmerini nel 2006, che fece diventare l’Autogoverno del popolo veneto (nata nel 1999 su sua spinta) la rappresentanza legale del Lombardo-Veneto succedendo al governo dei territori come doveva essere nel 1866. Fin da allora (2006) si è portato la questione nei tribunali, inducendo il giudice di Venezia a dichiarare il “difetto assoluto di giurisdizione”. Purtroppo si è dovuto ricominciare a portare la questione di fronte ai giudici nel 2009 poiché una precedente causa in Consiglio d’Europa è andata persa per inettitudine del rappresentante che non nominò in tempo l’avvocato. Sta di fatto che nel dicembre 2010 anche lo Stato Italiano ha annullato l’annessione del Lombardo-Veneto.

Legalmente il Lombardo-Veneto dunque non è territorio italiano, è uno stato sovrano, ma il suo popolo, tenuto in censura e militarmente occupato, non ne sa nulla, viene spinto a riconoscere lo stato italiano e i suoi giudici che invece non possono essere legalmente validi perché non imparziali per definizione. Il Lombardo-Veneto viene spremuto per mantenere il resto d’Italia. O meglio, l’apparato di regime.

Eppure può tornare sovrano velocemente, con poco sforzo.

Il 5 luglio del 2012 e Istituzioni di Autogoverno venete (eredi legali) hanno costituito le Istituzioni federali del Lombardo-Veneto, in vista della presentazione della causa internazionale per la liberazione dello stato Lombardo-Veneto dal Governo Italiano invasore fin dal 1859-1866

Il Lombardo-Veneto è ora uno stato federale con 3 nazioni (Lombardi, Veneti e Mantovani) i quali hanno ciascuno un proprio autogoverno (una Assemblea elettiva, un Governo nazionale, un Tribunale, le province autonome), che si uniscono in un Senato Federale studiato sul modello della Repubblica Veneta. Il Senato e il Governo infatti sono composti dalle istanze locali, ma anche da alti funzionari, magistrati e una percentuale (15%) di cittadini capaci e meritevoli.

Sono riconosciute anche diverse lingue minoritarie e i meccanismi per il riconoscimento di altre che internazionalmente non sono state classificate ma che esistono.

Il Governo ha ora iniziato la raccolta fondi per la causa internazionale.

Si stima che sia sufficiente 1 milione di Euro per presentare la causa, comprensivo della necessaria propaganda di preparazione delle popolazione e delle organizzazioni internazionale.

Un milione di Euro è una cifra ridicola per raggiungere l’indipendenza, tanto più per il Lombardo-Veneto. Una volta presentata la causa internazionale si otterrà l’indipendenza in 2 anni circa.

Il Lombardo-Veneto non prenderà con se i debiti italiani, al contrario, chiederà la restituzione delle tasse illegalmente prelevate e il risarcimento del danno subito per occupazione illegale.

Il Lombardo-Veneto con solo 16 milioni circa di cittadini diventerà la 4 potenza economica d’Europa, la 8 del mondo.

Il Lombardo-Veneto una volta in autogoverno effettuerà un plebiscito che risponda al requisito internazionale, ed è già stato garantito il diritto di secessione di Lombardi e Mantovani .

E’ già stato chiesto il riconoscimento a diversi stati, ma siamo solo all’inizio.

Coloro che pensano di raggiungere l’indipendenza della Lombardia, del Veneto e del Friuli-Venezia, riflettano bene sui vantaggi del percorso di diritto internazionale:

lo Stato Italiano non da alcuna possibilità legale di fare un referendum per l’indipendenza

comunque un referendum, dato che il territorio è legalmente sovrano, non sarebbe legalmente valido rispetto alla sovranità Lombardo-Veneta

lo Stato Italiano non riconoscerà mai l’autonomia di Veneti e Lombardi, anzi la sta togliendo a chi ce l’ha: è impossibile che si riformi positivamente

ogni percorso politico o referendario richiederà almeno 20 anni

nel diritto internazionale non viene riconosciuto fondante il referendum unilaterale di un territorio (come nel caso del Kossovo)

nel diritto internazionale i casi come il Lombardo-Veneto sono già stati regolati, hanno dei precedenti, per cui se si dovesse negare la sovranità si affermerebbe un nuovo principio di diritto per cui l’occupazione militare di uno stato è legale (come ha fatto l’Italia): questo scatenerebbe la III guerra mondiale con l’invasione di Cina, Russia, America e altri di vasti territori.

I proconsoli dei territori, i rappresentanti dei Veneti, Lombardi e Mantovani, le forze economiche e sociali, si facciano avanti per il recupero della sovranità.

Coloro che ostacoleranno o tenteranno di deviare l’inevitabile processo di liberazione subiranno la sanzione economica o penale previste dalle nostre leggi.

Loris Palmerini

presidente pro-tempore del Governo del Lombardo-Veneto

www.lombardo-veneto.net

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