66 Comments

  1. Sandi Stark
    16 Giugno 2011 @ 19:48

    Spiacente ma le “cazzate” le dici tu. Intanto mi metti in bocca parole e pensieri che non ho espresso, nel più perfetto stile italiota che si perde nelle scuole di retorica del Senato romano, e rivive nei talk show della TV; non mi piace.

    Secondo, fai deliberata confusione tra i venetici, i veneti antichi ed i veneti moderni, e non solo… ragioni in termini di DNA, alias di razza volendo “venetizzare” gli sloveni. Poi non dire che non sei un po’ fascista. E non dire che non sai che i venetici erano gli abitanti di Lusezia, e che quindi dovresti “venetizzare” anche l’Austria e probabilmente mezza Europa.

    Ancora, la “deportazione” a Rovigno è una baggianata, si tratta dell’internamento di parte della popolazione civile a Warna, nel 1915, e quell’episodio raccontato da “sinistra” è stato ampiamente strumentalizzato da destra. Ho spesso risposto mostrando le foto ed i libri on line sul campo di Warna, dove morì della gente ma di Spagnola, non di altro.

    Che siano di destra o di sinistra, sempre nazionalisti italiani sono, e se ora compare un nazionalistmo veneto che usa gli stessi toni e gli stessi ragionamenti, come dicevo… a me non piace. Cmq sei libero di esserlo, ci mancherebbe.

    Tornando a bomba, l’Arena di Pola come sintomo di italianità è un’eredità del peggior fascismo, come volevasi dimostrare. La pretesa eredità romana da parte dell’Italia è un’invenzione di uno scrittore fallito di fine ‘800, per confezionare ai nazionalisti italiani gli argomenti per giustificare il loro colonialismo. Il tardo impero era più simile ad una multinazionale: soldati “barbari” ed imperatori o di ceppo slavo o tedesco.

    Dirò di più, visto che tu mi accusi di dire cazzate, io ti accuso di dire stronzate, con il fatto che l’Istria è sempre stata veneta. La contea di Pisino è appartenuta alla SS per poco più di un secolo, per tutto il resto del tempo apparteneva al granducato di Carniola, ed un tanto succedeva per la Ciceria e diverse altre zone. Su per la valle del Quieto i leoni sono chiusi e le mura difensive sono imponenti. Ciò significa che nei paesi circostanti c’era gente ostile, o comunque che la SS era più “Dominante” che altro. Se tu dicessi che una parte dell’Istria apparteneva alla Serenissima saresti più credibile, ma ribadisco che hai copiato il compito di Storia dalla parte destra dell’aula.

    Citando Pirina non fai una gran figura, è uno storico molto discusso, “beccato” in fallo più di una volta per eccesso di zelo. Non credo fosse in malafede, ed anche lo comprendevo per motivi che non ti sto a dire.

    In ogni caso “l’appartenenza” storica è un’altro criterio fascista. Più serio sarebbe il criterio culturale, ma forse sai che tutti i “neoromanzi” messi insieme, compresi i gruppi linguistici istriani che nulla avevano a che fare con il veneto, non sono mai stati maggioranza in Istria, salvo durante il fascismo e se vuoi ti spiego anche perchè.

    Solo in chiusura dici cose che approvo, l’Istria è degli istriani. Lasciateli in pace, è un popolo multietnico e multilinguistico, è da una vita che della gente di fuori allunga le mani su di essi e va a raccontargli di quale nazionalità sono.

  2. Sandi Stark
    12 Giugno 2011 @ 12:07

    Bravo Palmerini, sei riuscito a farmi dubitare all\’ultimo istante del quesito referendario sull\’acqua. Ma col cavolo che per questo rinuncio al referendum, mi asterrò sulla privatizzazione e voterò fieramente contro il legittimo impedimento, probabilmente anche contro le intenzioni governative sul nucleare.

    Colgo l\’occasione per dire che il tuo \"indipendentismo veneto\" \"di destra\", tanto simile al nazionalismo italiano, non mi piace per niente. Voler trasferire gli istriani e dalmati dalla ratorica fascista e nazionalista italiana, ad una nuova retorica veneta di destra, che pretende di dipingerli come \"veneti perseguitati dagli slavi\" o per lo meno \"perseguitati dal comunismo\", è una rilettura indipendentistica fatta con gli occhiali neri del neo fascismo, come la \"vicinanza\" ideologica con alcuni discussi storici, lascia pensare.

    Ti faccio una domanda: se gli stalinisti titini ammazzarono molti più sloveni e croati piuttosto che \"romanzofoni\" (diciamo così per il momento), come dimostrano le fosse comuni che si aprono con cadenza quasi mensile in Slovenia e Croazia, come è sostenibile la teoria della \"strage etnica\" piuttosto di quella politica, perfettamente in linea con i pogrom stalinisti? Questi si, appoggiati dagli stalinisti italiani come ad esempio Napolitano che si è decisamente schierato per la “strage etnica”, in un’incredibile connubio nazionalistico tra destra e sinistra italiane.

    Domanda numero due: \"Che differenza c\’è tra il revanscismo neo fascista basato sulla lingua come \"fattore di appartenenza\" nazionale italiana, rispetto ad identiche pretese in salsa nazionale veneta?

    Domanda numero 3: come si concilia la retorica della Serenissima \"stato illuminato e tollerante\", con l\’ignoranza della complessità linguistica e forse anche etnica di zone come l\’Istria, che vedevano e vedono la convivenza di 8-9 gruppi linguistici diversi dove l\’elemento \"non romanzo\" è sempre stato maggioritario, salvo che in occasione del censimento taroccato del 1921, quando i parlanti veneziano, istro-veneto, istrioto, istro-rumeno, furono tutti raggruppati come \"italiani\"?

    Ti rendi conto che giocare con il fuoco del nazionalismo linguistico in terre miste segnate dal sangue porta fatalmente solo morte e distruzione? Per che cosa poi?

    • Loris Palmerini
      14 Giugno 2011 @ 11:27

      “Colgo l\’occasione per dire che il tuo \”indipendentismo veneto\” \”di destra\”, tanto simile al nazionalismo italiano.”

      Non sono di destra nè di sinistra, ragiono con i canoni della repubblica veneta.

      Riguardo alla questione istriana e dalmata, questa antichissima parte di popolazione veneta (più antica di quella di terra ferma) è stata sotto il governo italiano solo per 20 anni circa e definirla “italiana” nel senso odierno mi pare una cazzata, semmai è italiana quanto non lo sono i veneti.

      Si è trattato di un genocidio di origini varie e complesse, per altro cominciato già dagli austriaci che per esempio nel 1910 (a memoria) hanno deportato l’intero paese di Rovigno.

      Quello che è certo è che fra austriaci, slavi e italiani tutti in quelle terre hanno portato distruzione e morte.

      “se gli stalinisti titini ammazzarono molti più sloveni e croati piuttosto che \”romanzofoni\” (diciamo così per il momento), come dimostrano le fosse comuni che si aprono con cadenza quasi mensile in Slovenia e Croazia, come è sostenibile la teoria della \”strage etnica\” piuttosto di quella politica, perfettamente in linea con i pogrom stalinisti”

      Gli sloveni stessi sono veneti di DNA, non sono slavi di origine come dimostrano i reperti archeologici e la stessa lingua molto simile al venetico delle incisioni venetiche. quindi non saprei dirti come distinguere nelle fosse i corpi veneti da quelli veneti , ma certamente la tua concezione del comunismo è errata se ti pare strano che i comunisti facessero delle stragi etniche: basti ricordare gli Ukraini. Era la teoria dello stesso Marx che alcuni popoli etnici, in quanto legali alla terra ed autosufficienti, non potevano essere “elevati” al socialismo e quindi andavano semplicimente eliminati.

      Per questo nel libro che ho scritto sulla question “La repubblica Mai Nata” ho parlato di pulizia etnico-politica

      “Questi si, appoggiati dagli stalinisti italiani come ad esempio Napolitano che si è decisamente schierato per la “strage etnica”, in un’incredibile connubio nazionalistico tra destra e sinistra italiane.”

      Sul connubio fra comunisti italiani e titini, e i finanziamenti del Governo Italiano a Tito, ti consiglio di guardare i video di Marco Pirina su Youtube, ma su se puoi dare ulteriori elementi documentati, un pezzo te lo pubblico volentieri.

      Alla luce del comportamento italiano stragista e i crimini di guerra prima e dopo la guerra, mi domando come fai ancora a vedere nella nel fascismo e nel comunismo due filosofie veramente diverse e non semplicemente 2 declinazioni di una stessa filosofia antidemocratica. Ho coniato il termine FascioComunismo nel 1996

      Domanda numero due: \”Che differenza c\’è tra il revanscismo neo fascista basato sulla lingua come \”fattore di appartenenza\” nazionale italiana, rispetto ad identiche pretese in salsa nazionale veneta?

      3000 anni di storia e una pratica del tutto diversa: italia = rubarei, venezie= civilta’

      Domanda numero 3: come si concilia la retorica della Serenissima \”stato illuminato e tollerante\”, con l\’ignoranza della complessità linguistica e forse anche etnica di zone come l\’Istria, che vedevano e vedono la convivenza di 8-9 gruppi linguistici diversi dove l\’elemento \”non romanzo\” è sempre stato maggioritario, salvo che in occasione del censimento taroccato del 1921, quando i parlanti veneziano, istro-veneto, istrioto, istro-rumeno, furono tutti raggruppati come \”italiani\”?

      Dici una cazzata. Se tu mi sai spiegare con la cultura slava il perché dell’Arena di Pola, o l’architettura assolutamente veneta, i quadri, le pitture, i leoni ecc ecc……. sono i muri dell’Istria e della Dalmatia a dimostrarti che è sempre stata veneta.

      Ti rendi conto che giocare con il fuoco del nazionalismo linguistico in terre miste segnate dal sangue porta fatalmente solo morte e distruzione? Per che cosa poi?

      Questo è quello che fa l’Italia e gli stati ottocenteschi. Venezia non ha mai praticato l’assimilazione forzata.

      In ogni caso la questione va vista sotto tutt’altri occhi: di chi sono giuridicamente le Venezie? Chi sono i proprietari di Istria e Dalmatia se non gli abitanti come proprio Autogoverno come previsto dai trattati ?

      Riguardo al Lombardo-Veneto, guardati le mie pagine sulla invasione illegale internazionalmente invalida di esso.

  3. anna e.
    11 Giugno 2011 @ 15:40

    a me quello che mi sconvolge è che su questioni così importanti non ci sia uno dico uno che ne abbia potuto parlare liberamente. mi sconvolge che una discussione così “tecnica” non abbia avuto la possibilità di essere chiarita nelle sedi appropiate e che ttrovi riscontro (e pe fortuna!) solo i questi momenti net work. mi scomvolge che nè la prestigiacomo, ne nessun altro abbia avuto la correttezza, la trasparenza, la serenità ,ma soprattutto l’onesta di porre la questione o a favore o contro. il silenzio di questi referendum parla più di qualunque discussione e io per non entrare nel merito squisitamente “legislativo” voterò 4 si per pura logica, per istinto, per fiuto, come il governo si è sbracciato alla minima occasione per far sentir la sua questo silenzio mi fa pensare che non c’è da fidarsi e non voglio credere ce un comitato dell’acqua che si occupa della questione da tanto tempo e con tanto impegno sia arrivato fino qui per sostenere i si se fosse una zappa sui piedi. io mi voglio fidare e affidare ai comitati dell’acqua a cui rivolgo cmq il appoggio per l’impegno civile che hanno dimostrato.

    • Loris Palmerini
      12 Giugno 2011 @ 02:20

      Io non ha messo in discussione le persone del comitato. Ma tu come spieghi che le norme sulle privatizzazioni verranno sicuramente reintrodotte? ALLA FINE TI CHIEDONO SOLO DI CANCELLARE LA GARANZIA DELLE RETI PUBBLICHE !!!

    • Loris Palmerini
      12 Giugno 2011 @ 02:29

      L’art.9 stabilisce che , come e’ normale che una societa’ siciliana lavori in friuli, e’ normale che una societa’ europea (tedesca, inglese ecc) lavori in italia, PERCHE’ L’EUROPA E’ UNITA.
      Quindi tu inventi e calunni come fanno sempre le multinazionali contro quelli che svelano i loro giochi.
      Le privatizzazioni verranno fatte lo stesso perche’ obbligo europeo, quindi quello che si cancella con il SI’ e’ solo la proprieta’ pubblica delle reti oggi in mano ai comuni.

  4. Daniele
    11 Giugno 2011 @ 15:23

    volevo ringraziarti per l’articolo che hai scritto, mi sono informato puntualmente e ho capito che. . . effettivamente il quorum deve essere vicino se sono partiti all’opera i disinformatori!
    Volevo dedicarti questo buon pezzo di un Bennato d’annata! http://www.youtube.com/watch?v=tLU0wFtrppo
    Per quanto riguarda la questione specifica e complessa, non penserai mica che si riesca a controbattrere a forza di messaggi. Ti sfido pero’ a venirmi a smontare le mie considerazioni sul quesito nr 1 qui http://www.facebook.com/home.php?sk=group_155836424485260&ap=1

    A proposito fenomeno. . che ne pensi del comma 9? quello in c’e’ c’e’ scritto che possono partecipare all’affidamento dei servizi SOLO le società quotate in borsa? conosci per caso qualche comune quotato in borsa? 😀

    Ciao Bandone!

  5. Francesco
    10 Giugno 2011 @ 15:22

    Ma per favore!! Cito solo un esempio delle tante castronerie scritte sul referendum in questo blog: l\’art. 23 che si abrogherebbe votando SI al referendum dice: \"Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati\". Dice \"Ferma restando la proprietà pubblica delle reti\" perchè le reti sono SEMPRE state pubbliche, già dalla legge Galli del \’94 (e forse già da prima)! Quindi non sarà abrogando l\’art. 23 del decreto Ronchi che le reti potranno diventare private!

  6. flaabde
    9 Giugno 2011 @ 14:45

    ECCO UN CHIARO VIDEO IN RISPOSTA A TUTTE LE MENZOGNE SUL REFERENDUM CHE CIRCOLANO IN RETE:
    http://ilpuntotv.blogspot.com/2011/06/il-punto-speciale-referendum-i-4.html#comment-form

  7. Daniele
    9 Giugno 2011 @ 11:34

    E\\\’ incredibile, la dose di minchiate che uno si sorbisce leggendo questo blog. Probabilmente è stato pagato da Berlusconi. La verità è che votando il Si si ristabilisce la situazione di prima, con tutti i suoi pro e contro, ma di certo non si dà l\\\’acqua in mano ai privati. Lo stato è costretto a fornire (anche tramite municipalizzate) un servizio a basso costo ed efficiente, servizio che ora con questa legge il governo vuole delegare a privati perché sa che dovrebbe investire diversi milioni (forse miliardi) nelle infrastrutture di rete idrica. IL GOVERNO NON PUO\\\’ VENDERE LA RETE IDRICA A NESSUNO. CHIARO??

    • Loris Palmerini
      9 Giugno 2011 @ 13:19

      Una tecnica del DEBUNKING e’ quella di non rispondere sull’argomento ma di accusare chi svela gli intrighi di essere pagato per farlo.
      NON FUNZIONA

    • Loris Palmerini
      9 Giugno 2011 @ 20:10

      L’UNICA LEGGE CHE RICONOSCE LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI E’ L’ATTUALE, DIFFICILE CHE BERLUSCONI ABBIA UN INTERESSE CHE RESTI. Lo screditamento di chi svela le truffe, è la tecnica delle multinazionali, DEBUNKING

  8. Daniele
    9 Giugno 2011 @ 11:34

    E\’ incredibile, la dose di minchiate che uno si sorbisce leggendo questo blog. Probabilmente è stato pagato da Berlusconi. La verità è che votando il Si si ristabilisce la situazione di prima, con tutti i suoi pro e contro, ma di certo non si dà l\’acqua in mano ai privati. Lo stato è costretto a fornire (anche tramite municipalizzate) un servizio a basso costo ed efficiente, servizio che ora con questa legge il governo vuole delegare a privati perché sa che dovrebbe investire diversi milioni (forse miliardi) nelle infrastrutture di rete idrica. IL GOVERNO NON PUO\’ VENDERE LA RETE IDRICA A NESSUNO. CHIARO??

  9. marco manara
    9 Giugno 2011 @ 10:56

    l’art 23 non dice che l’acqua è pubblica ma dice (sinteticamente): Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
    a) a favore di imprenditori o di societa’
    b) a societa’ a partecipazione mista pubblica …e privata
    Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.
    ecc ecc, quindi dice che le reti pubbliche possono essere gestite da privati, quindi se vuoi che le reti siano gestite da privati vota no, se vuoi che siano gestite dal comune vota si.
    L’art 23 inoltre non dice che le reti SONO pubbliche, ma solo “pur rimanendo pubbliche possono essere date a privati”, in quanto ci sono altri articoli che dicono che le reti sono pubbliche e questi non vengono abrogati.
    Per precisazione: L’art. 821 e segg. Codice Civile stabilisce la Demanialità delle reti e dei beni d’acquedotto, che non sono quindi ne’ vendibili, né cedibili, né conferibili durante trasferimenti patrimoniali, eventuali fusioni, acquisizioni e quant’altro.
    Tale articolo non è toccato dal referendum, quindi l’acquedotto rimane pubblico, ma viene solo cancellato l’art 23 che dice che l’acquedotto può essere dato in concessione. Inoltre, se dopo aver votato un referendum contro la privatizzazione il governo vendesse addirittura l’acquedotto (contro la legge) scoppierebbe una rivolta.
    Il signor Palmerini ha fatto un buco nell’acqua (non so se in buona o cattiva fede, ma visti i precedenti del PDL non mi stupirei se l’avesse fatto per far si che la gente non vada a votare e la legge rimanga così come è)

  10. Cynthia Tricarico
    8 Giugno 2011 @ 12:14

    il VERO TRUFFATORE è lei!!!
    il DECRETO ESISTE e se SI VUOLE ABROGARE DOBBIAMO VOTARE SI!!!
    a questo punto dubito che lei abbia letto la legge e il decreto!!!

    legga qui …

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=1186&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

    e prima di DIFFONDERE FALSE NOTIZIE SI DOCUMENTI MEGLIO!!!

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 15:54

      Ma metti un articolo di giornale delle MULTINAZIONALI per contrastare una verita MOSTRATA DALLE LEGGI. Questa tecnica di insulto e’ quella dei DEBUNKERS

  11. David Rossi
    8 Giugno 2011 @ 11:57

    Di disinformazione ne vedo tanta in giro, ma tu li batti alla stragrande!!! Citi solo quello che ti fa comodo!!! Ma quanto ti pagano per citare solo la prima parte del comma 5 senza dire che, proprio grazie a questo comma, sarebbe possibile per qualsiasi privato acquistare risorse idriche e fare il prezzo?! Perché non dici TUTTO?! BUFFONE!!!

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 15:56

      Ho citato tutti gli articoli. e tu non rispondi COME MAI SI CHIEDE DI CANCELLARE LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI.
      Se si voleva cancellare solo le privatizzazioni occorreva cancellare SOLO il punto 2 dell’art.23-bis. Insulti senza prove e illazioni sono i metodi per distruggere chi sveglia il popolo.

  12. max
    8 Giugno 2011 @ 08:38

    Egregio signore lei dovrebbe essere DENUNCIATO per le FALSITA’ che scrive.
    L’abrogazione dell’art.23 non toglie la proprietà pubblica dell’acqua, inoltre -come FALSAMENTE SCRIVE- l’Unione Europea non dice da nessuna parte (e lo conferma dopo quesito specifico) che ad una gara pubblica POSSONO PARTECIPARE SOLO SOGGETTI PRIVATI.

    Comprendo che per avere visibilità al giorno d’oggi sia necessario dire qualcosa di diverso ma MENTIRE o DISINFORMARE non credo sia la strada giusta per avere + visite.

    Dico a tutti i visitatori di INFORMARSI e non bersi LE MENZOGNE di questo signore.

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 16:03

      Vede, io pubblico i commenti di gente come Lei perché dimostrano come sia facile prendere per il culo la gente da parte dei potentati.

      Intanto lei confondo la proprieta’ dell’ACQUA (che nessuno ha messo in discussione NE’ PUO FARLO) , dalla semplice distribuzione

      L’articolo 23-bis prevede molti principi. Se li vota SI’ li cancella. – Come per il nucleare VOTANDO SI’ si dice che non lo si vuole.

      Il punto 5 dell’art-23bis dice che LE RETI SONO PUBBLICHE, e anche in altro punto e’ scritto che RESTERANNO PUBBLICHE.

      Se lei vota Si’ vota CONTRO questi principi, cioé LO STATO POTRA’ VENDERE LE RETI (cosa che oggi non puo’ fare)

      Inoltre io non ho affermato che “Unione Europea non dice da nessuna parte (e lo conferma dopo quesito specifico) che ad una gara pubblica POSSONO PARTECIPARE SOLO SOGGETTI PRIVATI.” Lei confonde ancora. Io ho detto (e lo dicono gli articolo 101-106 del TFUE e il 14 TUE e il protocollo 26) che i servizi pubblici vanno garantiti a tutti MA SI DEVONO FARE LE GARE DOVE POSSIBILE. Il che non impone che siano SOLO SOCIETA’ PRIVATE a garaggiare, ma le societa’ pubbliche dovranno essere in regime di mercato , cioé SPA. Si deve cioé tenere distinta la gestione “politica” dalla gestione “pratica”, che è la fonte dei nostri carrozzoni politici e camorristi. Lei confonde. legga bene

  13. Alex-G
    7 Giugno 2011 @ 14:07

    Loris la legge l’ ho letta… ma NON stabilisce il principio della proprietà pubblica, SOLO LO RIBADISCE… OK detto questo è giustissimo che tu ponga dei dubbi, ci vuole sempre dibattito (possibilmente non l’ ultima settimana scarsa prima del voto, come purtroppo fatto dai media e dalle istituzioni) e confronto specialmente se i temi sono molto controversi. quindi va benissimo anche il tuo articolo provocatorio, dopodichè bisogna andare oltre e *dirle TUTTE le cose come stanno*, non solo una parte.

    L’ errore di fondo, anzi al principio nel tuo articolo sta nella confusione del significato di BENI COMUNI e BENI PUBBLICI, i termini NON sono equivalenti: il primo implica il secondo ma NON viceversa.

    UN BENE PUBBLICO può essere venduto eccome! Forse ti sfuggono i provvedimenti di Tremonti, la foga di questo governo di VENDERE beni pubblici per fare cassa, secondo la definizione di BENE PUBBLICO nulla vieta di vendere delle strutture pubbliche qualsiasi esse siano (caserme, palazzi, parte di demanio, sono beni PUBBLICI e si è costituita una SPA per la loro vendita ai privati)

    UN BENE COMUNE, che ha una valenza più stretta e vincolante, secondo la sua definizione NON può essere alienato a nessun titolo, quindi è LA MANCANZA DI QUESTA DEFINIZIONE nelle leggi che regolano il servizio idrico (e non solo) il vero problema …

    Problema che verrebbe risolto alla radice SOLO adottando una legge come questa
    http://www.forumcivico.it/proposta-legge-iniziativa-popolare-per-acqua-pubblica-373.html
    che introduce ex novo (non essendo ancora presente) il principio del *BENE COMUNE* che va oltre quello pubblico.

    CMQ senza polemiche ne rancori non voglio convincerti a dare un voto piuttosto di un altro, solo a replicare con dati che NON sono stati forniti, Ti ringrazio comunque della possibilità che ci dai di poter esercitare legittimamente il diritto di replica, non sempre viene concesso.

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 16:12

      Alex-G

      L’articolo 23-bis prevede molti principi. Se si vota SI’ li si cancella. – Come per il nucleare VOTANDO SI’ si dice che non li si vuole.

      Il punto 5 dell’art-23bis dice che LE RETI SONO PUBBLICHE, e anche in altro punto del 23-bis e’ scritto che RESTERANNO PUBBLICHE anche dopo la gestione temporanea dei privati SE CI SARA’

      Se vota Si’ vota CONTRO questi principi, AFFERMI CHE NON VUOI LA PROPRIETA’ PUBBLICA . Questo , essendo referendum, abrogativo, come per il nucleare DIVENTERA’ PRINCIPIO COSTITUZIONALE anche per le leggi del passato.

      Quanto meno si creera’ quel vuoto legislativo per cui LO STATO POTRA’ VENDERE LE RETI (cosa che oggi non puo’ fare)

      Riguardo ai “BENI COMUNI”, questa categoria NEL DIRITTO non esiste, e’ solo uno “slogan” di quelli che ti stanno dicendo di votare per l’acqua ed invece VOTI PER TUTTI I SERVIZI PUBBLICI (mi pare molto disonesto).
      E’ vero che i beni pubblici possono essere venduti (non esistono “beni comuni” attualmente) ma guarda che l’art.23-bis che si chiede di cancellare AFFERMA LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI cioé la loro NON VENDIBILITA’
      Io non conosco definizione GIURIDICHE E LEGALI di “beni Comuni” e la proposta di legge dimostra che non esiste.
      il referendum non parla di questo, ma di abrogare l’art.23 bis , che invece GARANTISCE LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI e per altro LIMITA LA CONCOCORRENZA DELLE MULTINAZIONALI
      GRAZIE A TE CHE MI AIUTI A FARE CHIAREZZA: IO NON MI SOTTRAGGO

  14. Andrea
    7 Giugno 2011 @ 12:34

    Il suo discorso non regge: abrogando l\’art. 23-bis della legge 133/2008 (che ha comnvertito il dl 112/2008), la fonte principale in materia dei servizi pubblici locali torna ad essere il decreto legislativo 267/2000, in particolare all\’articolo 113 (precedentemente abrogato proprio dal dl 112/2008), che al comma 2 afferma che: \"Gli enti locali non possono cedere la proprietà degli impianti, delle reti e delle altre dotazioni destinati all’esercizio dei servizi pubblici\". Pertanto le preoccupazioni di questo signore, che discendono dalla presunta cancellazione della proprietà pubblica delle reti di servizi, sono fantasiose e del tutto inesistenti: se vince il SI, le reti di servizi resteranno in mano pubblica, e nessuna presunta multinazionale le comprerà a prezzi stracciati. Poi è assolutamente falso dire che col SI tutto tornerà in mano allo stato a danno dei comuni: proprio il d lgs 267/2000, art 113, afferma chiaramente che la proprietà è degli ENTI LOCALI, categoria alla quale i comuni appartengono. E duque che cosa dice, che col referendum si vuole nazionalizzare il servizio idrico? Esso è GIA\’ dello stato. E non è vero nessuno dei punti che sostiene: ripeto, l\’art 112 del d lgs 267/2000 garantisce sia la proprietà pubblica delle reti, sia che il servizio venga erogato a tutti, sia la trasparenza nell\’affidamento della gestione.

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 17:20

      Intanto la ringrazio perché mi da modo di dimostrare ulteriormente che che dietro il referendum si nasconde una insidia MOLTO PERICOLOSA determinata dalla non comprensione del quesito.

      Per primo UN REFERENDUM ABROGA, NON PROPONE
      Questo referendum è ABROGATIVO, ne ho scritto qui https://www.palmerini.net/blog/2011/06/07/sintesi-sul-referendu-1-perche-non-votarlo/

      Se un referendum ABROGATIVO DICE SI all’abrogazione di certe cose, ne vanno di mezzo i principi.
      Infatti VOTANDO SI’ SUL QUESITO NUCLEARE, si dice NO al fatto che si faccia del nucleare.

      VOTANDO SI’ AL REFERENDUM 1 si vota no ai principi contenuti. Fra questi principi c’è quello della PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI
      Questo principio VARRA’ PER IL FUTURO E PER IL PASSATO, come per il quesito al nucleare se vince il SI, il “no” al nucleare sara’ per almeno 10 anni .

      Una legge abrogata non torna in essere perché la legge abrogante viene abrogata: SI DETERMINA SOLO IL VUOTO ABROGATIVO

      Riguardo al
      “SI tutto tornerà in mano allo stato a danno dei comuni: proprio il d lgs 267/2000, art 113, afferma chiaramente che la proprietà è degli ENTI LOCALI, categoria alla quale i comuni appartengono. ”

      proprio la cancellazione della possibilità di gestione da parte dei comuni dei bandi di gara (art.23-bin numeri 2 e 3) DETERMINA LA LORO ESCLUSIONE DALLA PROPRIETA’ e tutto passerà in mano allo stato. Che dopo aver RIPIANATO I DEBITI sara’ costretto a vendere tutto al mercato perché senza soldi per tappare i buchi delle reti.

      “E duque che cosa dice, che col referendum si vuole nazionalizzare il servizio idrico? Esso è GIA\’ dello stato.”

      ALT: le societa’ e le reti OGGI SONO DEI COMUNI non dello Stato. Quanti soldi vengono tolti ai comuni con la NAZIONALIZZAZIONE ?

      ” E non è vero nessuno dei punti che sostiene: ripeto, l\’art 112 del d lgs 267/2000 garantisce sia la proprietà pubblica delle reti, sia che il servizio venga erogato a tutti, sia la trasparenza nell\’affidamento della gestione.”
      Questi principi sono oggi nel trattato di Lisbona ART.14, 101-106 del TUEF, come anche l’OBBLIGO DELLE GARE dove possibile .

      Quindi Lei dimostra che anche chi e’ attento e’ stato ingannato, e che RESTERA’ CANCELLATA SOLO LA PROPRIETA’ DELLE RETI, ma verranno fatte COMUNQUE le privatizzzioni parziali.

    • Loris Palmerini
      9 Giugno 2011 @ 12:07

      Intanto grazie dell’approfondimento, ma purtroppo la sua visione non regge, e spiego.

      Lei dice “l’art 23 non dice che l’acqua è pubblica ” , infatti dice che LA RETE E’ PUBBLICA.

      L’acqua di per sè NON PUO’ ESSERE PUBBLICA O PRIVATA. Anzi la legge stessa al punto 1 dice che i SERVIZI SONO AD ACCESSO GARANTITO ED UNIVERSALE.

      La grande “balla” della “privatizzazione dell’acqua” e’ stata usata in maniera truffaldina per nascondere UN’ALTRA OPERAZIONE, e ci arriviamo qui sotto.

      Nella norma e’ scritto in chiaro che l’accesso della universalita’ ai servizi è garantito (punto1).Questo deriva dai trattati europei art.101-106 TFUE e protocollo 26 che allo stesso tempo VIETANO I MONOPOLI

      L’acqua NON PUO’ essere privatizza, ma se SI DEVE PAGARE LA BOLLETTA allora occorre fare i bandi , anche se per la sola distribuzione di essa.

      I monopoli in materia di servizi Pubblici sono vietati dai trattati art.14 TFUE, anche se viene data discrezionalita’ agli stati sul servizio da offrire.
      Su questo ho scritto una intera pagina https://www.palmerini.net/blog/2011/06/07/le-norme-europee-impediscono-i-monopoli-la-concorrenza-verra-reintrodotta/

      SE SI DEVE PAGARE LA BOLLETTA, essendo servizi economici allora DOVE POSSIBILE si devono fare i bandi europei di gara per il servizio, pur garantendo a tutti il servizio anche dove NON ECONOMICAMENTE CONVENIENTE.

      Inoltre la legge afferma che “le reti sono pubbliche” (punto 5) e allo stesso tempo occorre fare i bandi DOVE POSSIBILE per IMPOSIZIONE EUROPEA

      Lei dice: “Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
      a) a favore di imprenditori o di societa’
      b) a societa’ a partecipazione mista pubblica …e privata

      E perché non cita anche il punto 3 della legge abrogata che stabilisce LA COMPLETA GESTIONE PUBBLICA DOVE NON E’ POSSIBILE FARE GARE ?

      Già da questo si capisce che se si voleva colpire la sola privatizzazione occorreva cancellare SOLO IL PUNTO 2 dell’art.23-bis, non anche la proprieta’ pubblica (punto5) e la gestione pubblica (punto.3)

      Lei riporta : “Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.” (punto 5)
      e commenta “quindi dice che le reti pubbliche possono essere gestite da privati, quindi se vuoi che le reti siano gestite da privati vota no, se vuoi che siano gestite dal comune vota si.”

      Questo e’ quello che hanno detto gli organizzatori, ma il referendum e’ abrogativo, SI ESPRIME CONTRARIETA’ AI PRINCIPI ESPRESSI.

      Cancellando l’intero art.23 si cancellano i principi IN ESSO CONTENUTI e si esprime CONTRARIETA’ AD ESSI, quindi:
      1 – si dice “no” alle privatizzazioni parziali o totali
      2 – si dice “no” alla gestione locale dei servizi (contradditorio)
      3 – si dice “no” alla proprieta’ pubblica delle reti (contradditorio)
      4 – si dice “no” no ai limiti alle multinazionali che sono costretta a lasciare i tubi (molto contradittorio, semmai andava ALZATI I LIMITI)
      5 – si dice “no” alla garanzia universale al servizio (contradditorio)

      Il fatto e’ che l’unico punto evidenziato dagli organizzatori, il punto 1 VERRA’ FORZATAMENTE REINTRODOTTO per le norme europee
      Subito dopo il referendum (qualche anno al massimo) l’Europa imporrà la REINTRODUZIONE delle privatizzazioni, perché sono vietati i monopoli dal trattato di Lisbona.

      Quindi di fatto il SI cancella SOLO LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI E LA GESTIONE COMUNALE
      Restera’ valido solo che il sì ESPRIME CONTRARIETA’ ALLA PROPRIETA’ PUBBLICA.

      NEGARE UN PRINCIPIO con referendum abroga anche le norme precedenti.

      Lei dice: “L’art 23 inoltre non dice che le reti SONO pubbliche, ma solo “pur rimanendo pubbliche possono essere date a privati”, in quanto ci sono altri articoli che dicono che le reti sono pubbliche e questi non vengono abrogati.” “Per precisazione: L’art. 821 e segg. Codice Civile stabilisce la Demanialità delle reti e dei beni d’acquedotto, che non sono quindi ne’ vendibili, né cedibili, né conferibili durante trasferimenti patrimoniali, eventuali fusioni, acquisizioni e quant’altro. Tale articolo non è toccato dal referendum, quindi l’acquedotto rimane pubblico, ma viene solo cancellato l’art 23 che dice che l’acquedotto può essere dato in concessione. ”

      QUESTA NORMA E’ INTERESSANTE, ma se vince il Si’ il governo potrebbe dire CHE NON HA PIU’ VALORE, ecco perché

      L’ABROGAZIONE DI UN PRINCIPIO PER REFERENDUM LO ELIMINA DAL DIRITTO.

      Come per il nucleare , se vince il “sì” si dice NO al nucleare, in ogni forma ,anche se previsto da norme passate o future.

      Se vince il “sì” al primo quesito sull’acqua ( ma si tratta di TUTTI I SERVIZI PUBBLICI) si dice NO ai principi in esso contenuti ANCHE PER IL PASSATO E PER IL FUTURO. E’ il referendum bellezza.

      Quindi DICENDO “si'” alla cancellazione del principio “le reti sono pubbliche” si dice “sì” alle PRIVATIZZAZIONI TOTALE oggi impossibili

      E questo vale anche per la norma passata : IL CONTRARIO DI QUELLO CHE DICONO I PROPONENTI

      “Inoltre, se dopo aver votato un referendum contro la privatizzazione il governo vendesse addirittura l’acquedotto (contro la legge) scoppierebbe una rivolta.”

      Questa teoria della rivolta e’ solo una teoria. Ecco la mia ipotesi su cosa succedera’ davvero invece:
      – il governo creera’ una agenzia unica per i servizi e ci mettera’ dentro TUTTO, compresi tubi, strade, tram, ecc. Nel far questo si accollera’ tutti i valore immobiliari delle societa’ comunali, e i relativi bilanci delle aziende di servizio, comprese quelle in rosso e piene di camorra.
      – dopo aver ripiano i debiti delle aziende FALLITE con i valori della aziende SANE creera’ una mappa dei pezzi “buoni” e pezzi da “sistemare”, e dira’ che ci vogliono un sacco di soldi , che non ci sono.
      – il governo poco dopo verrà richiamato dall’Europa, che qualora decida di fare i lavoro DEVE FARE I BANDI EUROPEI.
      – il governo fara’ finta di opporsi, ma poi verra’ aperta infrazione per la violazione dei trattati imponendogli le gare per fare i servizi o DI USCIRE DALL’EUROPA
      – la gente pensera’ “figli di puttana dell’europa” non capendo che il referendum era una truffa.
      – poi le banche diranno che I CONTI DELL’ITALIA SONO CATASTROFICI e che occorre ripianare il bilancio
      – il governo (probabilmente di sinistra a quel punto, perché garantira’ STABILITA’ POLITICA) dira’ che i soldi per fare i lavori non ci sono (colpa dei governi precedenti, diranno ) e a malinquore chiedera’ l’intervento dei privati, ma ITALIANI, quindi quelli che hanno comperato ENEL, TELECOM ecc
      – si fara’ lo spezzatino, lo stato incassera’ circa 50 miliardi, fara’ risultare i bilanci a posto, ma gli italiani saranno rimasti con le sole aziende fallite e IN PASSIVO a carico dello stato

      Conclusione : SVUOTAMENTO DELLE COMUNITA’ LOCALI A FAVORE DELLE MULTINAZIONALI, DEI PARASSITI, DELLE CAMORRE, PERDITA DELLA PROPRIETA’ PUBBLICA”

      Lei dice “il signor Palmerini ha fatto un buco nell’acqua (non so se in buona o cattiva fede, ma visti i precedenti del PDL non mi stupirei se l’avesse fatto per far si che la gente non vada a votare e la legge rimanga così come è)”

      Quali precedenti del PDL (mai fatto parte di un partito presente nelle istituzioni)?

      Io spererei ancora di sbagliare, ma vede TUTTO QUESTO E’ GIA’ SUCCESSO CON LA TELECOM E ALTRE AZIENDE
      Se lei e’ ancora convito mi deve spiegare questo :
      – come mai si e’ presentato il referendum come “hanno privatizzato l’acqua” quando LEI STESSO DICE CHE LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI E’ GARANTITA ANCHE DA NORME PRECEDENTI
      – come mai non si parla anche di RIFIUTI, TRASPORTI, STRADE eccc
      – qual’è il risultato finale del referendum visto che le privatizzazioni verranno reintrodotte dall’europa perché imposte dai trattati?
      – qual’è lo scopo del referendum che vuole cancellare TUTTO invece che il solo punto 2 ?
      – come mai non si parla di che cosa succedera’ se le aziende fallimentari diventeranno statali “chi pagherà?”
      – chi ha pagato tutti i manifesti , spille, adesivi ecc, ed una organizzazione di CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO?

      Io spero di sbagliarmi, ma lei crede veramente che la CASTA che ha gestito l’Italia per 50 anni ora sia diventata SANTA ?
      HA IDEA DI QUANTI PARASSITI VOGLIONO SALVARE IL CULO A COSTO DI FARE BANCAROTTA ?

      Lei Stesso sostiene che la proprieta’ pubblica delle reti e’ affermata dal codice civile.
      Allora mi puo’ spiegare come mai si e’ convinta la gente CHE HANNO PRIVATIZZATO L’acqua ?

    • Loris Palmerini
      9 Giugno 2011 @ 13:25

  15. Flavio C.
    7 Giugno 2011 @ 11:12

    Fuor di polemica ma andando alle fonti:

    Legge 133/2008 art.23 bis http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08133l.htm
    Comma 5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

    Ferma restando dovrebbe far accendere una lampadina: la proprietà pubblica delle reti evidentemente è sancita da una legge precedente…

    Ed infatti la proprietà pubblica dell’acqua è sancita dalla legge Galli (36/1994) http://www.gruppo183.org/public/file/leggegalli3694.pdf (non c’è il link al sito del parlamento perché sono presenti solo leggi dal 96 in poi..)

    Capo I – Princìpi generali
    1. Tutela e uso delle risorse idriche

    1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.

    Quindi la proprietà dell’acqua rimarrà così come è in qualsiasi caso, il possesso no

    Ad oggi l’acqua viene distribuita da enti/aziende comunali ed i prezzi vengono stabiliti politicamente.

    Quello che l’articolo 23bis prevede è di poter affidare ad aziende interamente private la gestione dei servizi di distribuzione e degli impianti, ovvero la gestione totale della rete idrica: dagli impianti agli acquedotti fino a casa.

    E’ questo (a mio parere) l’importante.

    Non avremo una liberalizzazione come quella elettrica dove la rete di distribuzione rimane pubblica (proprietà e possesso) ed “affittata” dai privati che distribuiscono l’energia su questa rete, ma l’intero comune verrà assegnato ad un singolo gestore privato e da quel punto in poi non ci sarà più concorrenza, come è stato fatto per la rete autostradale.

    Se i prezzi aumenteranno vertiginosamente o il servizio sarà scadente non sarà possibile andare dalla concorrenza perché concorrenza non ci sarà, almeno fino alla prossima gara comunale dove non saremo noi a scegliere ma gli amministratori comunali.

    La privatizzazione in regime di monopolio (come sarebbe) è solo dannosa e non comporta alcun beneficio ai cittadini.

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 17:55

      Prima di tutto grazie della domanda e dei links.

      Il “fermo restando” del punto 5 art.23-bis e’ perché non puo’ essere messa in discussione la proprieta’ in base alla legge stessa.

      MA CANCELLANDO QUESTO PUNTO NON E’ PIU’ FERMA!

      Il referendum e’ abrogativo : SI NEGA IL PRINCIPIO ESPRESSO, non si esprime un concetto (non e’ propositivo)

      Se si cancella questo punto 5 si esprime CONTRARIETA’ ALLA PROPRIETA’ PUBBLICA, ed anche alla gestione privata, ma la seconda dovra’ essere reintrodotta in virtu’ degli artt.101-106 TFUE e art.14 , veda https://www.palmerini.net/blog/2011/06/07/le-norme-europee-impediscono-i-monopoli-la-concorrenza-verra-reintrodotta/

      L’ espressione “sovrana” del popolo che si esprime contro la PROPRIETA DELLE RETI verra’ applicata ANCHE AL PASSATO oltre che al futuro. E comunque sara’ la “scusa” per dire “vedi, sono contrari alla proprieta’ pubblica delle reti.”

      Ma non si e’ posto il problema che si propone di cancellare TUTTO L’art-23BIS e non solo il punto 2 che fa le privatizzazioni ?

      Lei dice “la proprietà pubblica dell’acqua è sancita dalla legge Galli (36/1994) http://www.gruppo183.org/public/file/leggegalli3694.pdf

      Ma infatti nessuno l’ha mai messa in discussione NEMMENO L’ART.23BIS CHE SI PROPONE DI CANCELLARE.

      NESSUNO HA MAI PRIVATIZZATO L’ACQUA NE’ PUO’ FARLO IN QUANTO DIRITTO UMANO FONDAMENTALE. Da questo si dimostra che nella propaganda che dice “privatizzano l’acqua” c’è già una mistificazione colossale, tanto piu’ che si parla di TUTTI I SERVIZI, anche trasporti , strade, spazzatura ecc NON SOLO ACQUA

      Riguardo al 23-bis si parla di RETI e SERVIZI .

      Oggi l’art.23 BIS dice che LE RETI SONO PUBBLICHE e questo nella leggi Galli mi pare che NON C’E’ SCRITTO.

      Quindi con il SI’ al referendum viene POTENZIALMENTE SANCITO IL DIRITTO DELLO STATO DI VENDERE LE RETI, mentre oggi non puo’

      Quindi la proprietà dell’acqua rimarrà così come è in qualsiasi caso (diritti umani), il possesso delle reti no se vincera’ il si’, e le privatizzazioni verrano reinserite per obbligo europeo

      “Ad oggi l’acqua viene distribuita da enti/aziende comunali ed i prezzi vengono stabiliti politicamente.”

      Questo infatti viene ora vietato dalle norme europee

      “Quello che l’articolo 23bis prevede è di poter affidare ad aziende interamente private la gestione dei servizi di distribuzione e degli impianti, ovvero la gestione totale della rete idrica: dagli impianti agli acquedotti fino a casa.”

      Sì, MA SOLO DOVE LE CONDIZIONI NON SONO CRITICHE, perché è GARANTITO L’ACCESSO UNIVERSALE (principio europeo)

      SE IL COMUNE FA BENE dove è facile farlo, potra’ restare il comune purché ceda IL 40% incassando i soldi (I COMUNI OGGI SONO SUL LASTRICO)

      PERO’ L’art.23 BIS stabilisce che anche le innovazioni delle reti portate dal privato non gli danno diritto alla RETE!!

      Il privato oggi , SE ENTRA, è obbligato a fare i lavori, recuperare l’investimento IL TEMPO NECESSARIO, e poi deve uscire dalla gestione LASCIANDO LE RETI AL PUBBLICO, SENZA CONSIDERARE GLI ALTRI VINCOLI AL PRIVATO DATI DALL’ART-23BIS

      “Non avremo una liberalizzazione come quella elettrica dove la rete di distribuzione rimane pubblica (proprietà e possesso) ed “affittata” dai privati che distribuiscono l’energia su questa rete, ma l’intero comune verrà assegnato ad un singolo gestore privato e da quel punto in poi non ci sarà più concorrenza, come è stato fatto per la rete autostradale.”

      ASSOLUTAMENTE ERRATO: legga la norma, dice che le reti restano pubbliche anche dopo la gestione privata . IL SI’ CANCELLA ANCHE QUESTO E PERMETTE LA VENDITA!

      “Se i prezzi aumenteranno vertiginosamente o il servizio sarà scadente non sarà possibile andare dalla concorrenza perché concorrenza non ci sarà, almeno fino alla prossima gara comunale dove non saremo noi a scegliere ma gli amministratori comunali.”

      SBAGLIATO: il bando di gara europeo prevede che si stabiliscano prima prezzi e servizi e se non viene rispettato il contrato SI PROCEDE A NUOVO BANDO IMMEDIATO E AL RISARCIMENTO. Io non ho fiducia che la classe politica sappia fare nemmno questo, cioé controllare, A MAGGIOR RAGIONE NON SAPRANNO FARE LA GESTIONE DIRETTA. 50 anni dimostrano che a seconda dei territori il pubblico FUNZIONA (come nelle Venezie liberiste) o NON FUNZIONA (come e sopratutto nelle regioni ASSISTENZIATE).

      “La privatizzazione in regime di monopolio (come sarebbe) è solo dannosa e non comporta alcun beneficio ai cittadini.”

      Ma il fatto e’ che NON SI STA PARLANDO DI PRIVATIZZAZIONI. L’art.23 BIS non FORZA LE PRIVATIZZZIONI AD OGNI COSTO

      L’art.23 BIS dice che DOVE POSSIBILE , si faranno le gare, MA LE ATTUALI SOCIETA’ PUBBLICHE potranno partecipare se avrenno almeno il 40% di proprieta’ data ai privati. Cioè i comuni possono vendere o REGALARE il 40% ai PROPRI CITTADINI e fine del problema, continueranno a lavorare come prima
      Grazie

  16. Marzia
    7 Giugno 2011 @ 10:52

    Il tuo articolo dimostra che siete alla frutta o meglio con l’acqua alla gola….vi state inventando di tutto per disinformare e non far passare il referendum, si vede che le elezioni amministrative non vi hanno insegnato niente. La diffamazione e le menzogne non pagano più…vatti a leggere la storiella “al lupo al pupo”…ti può insegnare molto!

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 17:57

      Come noto e dimostrato dalle molte pagine del sito non sono di destra o di sinistra e svelo brogli e truffe al popolo da circa 15 anni.

  17. danilo
    7 Giugno 2011 @ 00:51

    palmerini scusa se mi permetto sono tutte baggianate.. l’unico modo per analizzare un referendum è leggere l’articolo di legge che viene abrogato.. easy art.23 bis approvato il 5 agosto! in odor di sola da porcattroia tremonti… http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/ac0519_0.htm
    http://documenti.camera.it/leg16/dossier/Testi/ac0519_0.htm

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 17:58

      Ma stai scherzando ? Il video ti mostra la legge e la commenta? Spero tu non abbia visto i video altrimenti sei un DEBUNKER

  18. giuseppe
    7 Giugno 2011 @ 00:26

    art. 23, comma 5: Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.
    Quindi se viene abrigato il suddetto comma 5, la gestione non potrà essere affidata ai privati!

  19. andreas
    6 Giugno 2011 @ 22:28

    5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

    Sei un asino e doppiogiochista! Questo è il comma 5 della legge, cosa credi che voglia dire che la gestione venga affidata a privati? I privati farebbero carte false per giustificare dei costi aggiuntivi che, in verità, non sarebbero affatto giustificati e giusti! E chi ci rimette? Noi, pagando una bolletta dell’acqua spropositata! Quindi piantala di dire queste stronzate!

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 18:07

      La tua reazione dimostra che ti sta scoppiando la testa.

      Ti sottolineo che la gestione “puo'” essere affidata ai privati, ED IN PARTE DEVE ESSERE PER NORMA EUROPEA https://www.palmerini.net/blog/2011/06/07/le-norme-europee-impediscono-i-monopoli-la-concorrenza-verra-reintrodotta/ MA SOLO DOVE QUESTO E’ POSSIBILE , non dove il servizio va garantito e basta.

      Lla stessa legge PONE MOLTI PALETTI e garantisce che il servizio sia universale (anche le norme europee) ma LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI se la cancelli di certo non te la rimetteranno!!

      Qui si cancella TUTTO , anche la proprieta’ delle reti SI DOVEVA CANCELLARE SOLO IL PUNTO 2

      Purtroppo sarebbe stato chiaro che non serviva a nulla il referendum PERCHE’ IL PUNTO 2 DERIVA DALLE NORME EUROPEE-

      Riesci a collegare i punti ? Si tolgono 5 cose con l’art.23 BIS, ma 3 te le rimetteranno PER FORZA EUROPEA, cosa hai tolto ? LA PROPRIETA’ PUBBLICA DELLE RETI.

  20. Alex-G
    6 Giugno 2011 @ 16:22

    Errore:
    Il comma 5 dell’ articolo 23Bis NON stabilisce la proprietà pubblica delle reti che è GIA’ STABILITA indipendentemente da tutta questa legge 133/2008, altrimenti prima di questa legge la proprietà delle reti e del “bene acqua” in se NON sarebbe mai stata pubblica… cosa ovviamente FALSA. Infatti questo comma semplicemente “ribadisce un principio già presente nel nostro ordinamento” e lo si capisce dal testo che inizia con le parole: “fermo restando”, il che vuol dire che questo principio era preessistente ma si ripete per evitare interpretazioni sbagliate dell’ articolo 23 e del comma 5) ha quindi solo funziona INTERPRETATIVA e CONFERMATIVA di un principio già stabilito! Se si toglie il comma rimane il principio e se il servizio NON può essere più affidato a privati a nessun titolo… non può nemmeno essere venduto. Detto questo la porposta di abrogazione dei suddetti articoli NON viene da sola ma è stata anticipata da 6-7 anni da una “legge di iniziativa popolare” :
    http://www.acquabenecomunetoscana.it/leggepopolareacqua/

    che intende sostituire la normativa preesistente alla 133/2008, quindi è anche sbagliato affermare che il comitato promotore intende ritornare esattamente alla precedente legislazione 8certamente deleteria) in materia; la legge proposta intende appunto contrastare i “carrozzoni politici” intoducendo regole di trasparenza, e partecipazione POPOLARE al controllo della gestione.

    Con la 133/2008 i carrozzoni politici esisterebbero comunque perchè come è già successo quando si costituiscono le società che partecipano alle gare di affidamento, spesso e volentieri entra anche un socio pubblico anche di minoranza per non perdere l’ occasione di rimanere dentro la società di gestione; nei casi in cui il controllo rimanga 100% privato si ha solo la costituzione di un CARROZZONE PRIVATO… che come nel caso di Aprilia/Acqualatina fa più danni della grandine perchè coem le basilari leggi dell’ economia ci insegnano senza la concorrenza e la trasparenza il PRIVATO finziona anche peggio del pubblico e la concorrenza non la si forma con una GARA ogni 30 anni tra un pugno di aziende (a volte con intrecci azionari reciproci) ; al contrario il caso dell’ acquedotto di Milano in cui le quote sono al 100% in mano al pubblico, dimostra che non è vera in assoluto l’ equazione PUBBLICO=CARROZZONE.

    • Loris Palmerini
      7 Giugno 2011 @ 02:09

      Scusa, leggi la legge almeno. Il comma 5 afferma la proprieta’ pubblica, la sua cancellazione sancisce un principio per il futuro ed anche il passato , perché E’ UN REFERENDUM. Poi dei referendum spesso se ne fregano, ma avranno modo di fare le porcate che vogliono

  21. Swami
    6 Giugno 2011 @ 14:17

    E’ solo il tentativo di evitare che la gente vada a votare, se ne escono ora a pochi giorni per confondere le idee alle persone e fare gli sporchi interessi della casta. Non vi fate ingannare!

  22. fabio
    6 Giugno 2011 @ 11:55

    Non è vero che abrogando questa legge diventa tutto vendibile: fanno fede le leggi preesistenti. Tutta questa tirata è solo propaganda!

  23. Marco
    5 Giugno 2011 @ 08:26

    Chiedo scusa per il link interrotto: https://www.facebook.com/event.php?eid=215944551771010

  24. Marco
    5 Giugno 2011 @ 08:23

    Segnaliamo questo incontro di martedì a Milano con le principali aziende dell’acqua, proprio per fare un Q&A con i blog e i gruppi di Internet: https://www.facebook.com/event

  25. Francesco
    4 Giugno 2011 @ 19:58

    Si vergogni per aver scritto qualcosa di tanto errato e ingannevole provocando disinformazione!! Non si scrive se non si sa… Se lei avessi letto realmente la Sentenza della Corte costituzionale del 17/11/2010 n. 325, 1° saprebbe benissimo che è lunga 61 pagine, 2° proprio il comma 7 della sua meravigliosa 23 bis è stato abrogato perchè: <La Regione impugna, in primo luogo, il comma 7 dell’art. 23-bis, il quale prevede che «Le regioni e gli enti locali,
    nell’ambito delle rispettive competenze e d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo
    28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, possono definire, nel rispetto delle normative settoriali, i bacini di
    gara per i diversi servizi, in maniera da consentire lo sfruttamento delle economie di scala e di scopo e favorire una
    maggiore efficienza ed efficacia nell’espletamento dei servizi, nonché l’integrazione di servizi a domanda debole nel
    quadro di servizi piú redditizi, garantendo il raggiungimento della dimensione minima efficiente a livello di impianto per
    piú soggetti gestori e la copertura degli obblighi di servizio universale».
    Per la ricorrente, tale disposizione, «sotto una apparenza meramente facoltizzante», vincola le Regioni e gli enti locali ad
    assumere le proprie decisioni relative ai bacini di gara – corrispondenti ai bacini di esercizio dei servizi pubblici –
    «d’intesa con la Conferenza unificata», in violazione degli artt. 117, quarto comma, e 118, primo e secondo comma,
    Cost.
    Lamenta la Regione che la disciplina della dimensione di esercizio dei servizi pubblici rientra nella sua potestà legislativa
    e che il condizionare l’esercizio di tale potestà e delle scelte amministrative che essa esprime lede sia la potestà stessa,
    sia il principio di sussidiarietà, non sussistendo «alcuna ragione di centralizzazione di tali scelte». Tale lesione non viene
    meno per il fatto che la Conferenza unificata sia un organismo espressivo delle autonomie, perché l’intesa con la
    Conferenza richiede necessariamente anche l’intesa con lo Stato, il quale è esso stesso parte della Conferenza e perché
    si tratterebbe in ogni caso di un condizionamento delle scelte della Regione da parte di altre Regioni ed enti locali, che
    non hanno alcun potere da esercitare in relazione al territorio di una specifica Regione.> quindi c\’era un tentativo evidente di centralizzare e omologare le decisioni, invece indipendenti, di tutte le Regioni. Prima di scrivere un post si informi e non critichi gente seria come Professori Universitari che insegnano e non \"leggono\" come fa lei il diritto. Spero che questo commento riesca ad essere pubblicato, ed esorto se ancora fosse necessario ad andare a votare per 4 SI al referendum per non consegnare al mercato la vendita di un bene indispensabile come l\’Acqua!
    Francesco

  26. Francesco
    4 Giugno 2011 @ 19:58

    Si vergogni per aver scritto qualcosa di tanto errato e ingannevole provocando disinformazione!! Non si scrive se non si sa… Se lei avessi letto realmente la Sentenza della Corte costituzionale del 17/11/2010 n. 325, 1° saprebbe benissimo che è lunga 61 pagine, 2° proprio il comma 7 della sua meravigliosa 23 bis è stato abrogato perchè: quindi c’era un tentativo evidente di centralizzare e omologare le decisioni, invece indipendenti, di tutte le Regioni. Prima di scrivere un post si informi e non critichi gente seria come Professori Universitari che insegnano e non “leggono” come fa lei il diritto. Spero che questo commento riesca ad essere pubblicato, ed esorto se ancora fosse necessario ad andare a votare per 4 SI al referendum per non consegnare al mercato la vendita di un bene indispensabile come l’Acqua!
    Francesco

  27. Luca Ciminelli
    4 Giugno 2011 @ 18:28

    Se invece facciamo entrare i privati, quali benefici avremo? Se facciamo entrare i privati più di quanto siano già dentro, e se permettiamo che le loro tariffe non siano vincolate a investimenti di adeguamento/miglioramento della rete idrica, per quale motivo dovremo dare loro la rete idrica che abbiamo costruito e manutenuto (spesso male) con i nostri soldi?

    Cosa permette ai privati di non migliorare la rete idrica ma aumentare comunque i prezzi? Mi si è risposto (altrove) che lo Stato vigilerà. Perfetto. Allora tanto vale che vigili su se stesso: è senz’altro più efficace (anche nell’inefficienza)

  28. Michele
    4 Giugno 2011 @ 14:16

    sbagliato, la direttiva che impone (a torto secondo me, cmq ora non centra), la privatizzazione di servizi pubblici, dice che, ogni stato membro, può dire cosa è e cosa non è un servizio pubblico essenziale (quindi in cui eventuali privati possano entrare o meno e in che quantità).

  29. giorgio
    4 Giugno 2011 @ 11:45

    dando per scontato che sia come dici tu vorrei farti un paio di osservazioni:1)se vincendo il si tutto rimane come prima l acqua non ce la tocca nessuno perche se conosco i nostri politici se non l hanno ancora presa e perche nn si puo fare.2)nucleare e leggittimo impedimento per te sono roba di poco conto visto che consigli di non andare a votare per non ragiungere il quorum? detto questo scusami se dubito delle tue considerazioni

  30. Cocosauro
    3 Giugno 2011 @ 22:37

    Per favore non scriviamo fandonie!
    L’UE chiede agli stati membri di stabilire quali siano i servizi pubblici economicamente rilevanti e quali invece no, e chiede quindi di liberalizzare quelli economicamente rilevanti! Non dice nulla riguardo al fatto che l’acqua debba essere “economicamente rilevante”! Anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dice che l’acqua è un bene comune ed è un diritto fondamentale, come potrebbe l’UE andare contro? 😀
    Per favore correggi o elimina il post, la disinformazione in questo momento fa un danno enorme!
    Il 12 e il 13 giugno tutti a votare 4 sì! 😀

  31. Cocosauro
    3 Giugno 2011 @ 22:33

    L’UE chiede agli stati membri di stabilire quali siano i servizi pubblici economicamente rilevanti e quali invece no, e chiede quindi di liberalizzare quelli economicamente rilevanti. Non dice nulla riguardo al fatto che l’acqua debba essere “economicamente rilevante”! Tra l’altro sta anche nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo che l’acqua è un bene comune ed è un diritto fondamentale! L’UE non si permetterebbe mai 😀 Correggi o elimina il post 😉
    Per favore non fare disinformazione, le balle in questo momento fanno un danno enorme!

    Ciao
    Cocosauro

  32. Plitz Ese
    3 Giugno 2011 @ 16:50

    stai dicendo una cazzata dietro l’altra, spero ti denuncino per falso ideologico;

    comunque spero che la tua crociata per la secessione del veneto dall’italia abbia successo. ma sull’acqua stai dicendo cazzate abnormi, mi vien da pensare che tu sia interessato x questioni economiche personali.

  33. Franco Minzi
    3 Giugno 2011 @ 13:08

    Secondo me non hai fatto gran ché di chiarezza.
    Anzi confermi che se vince il SI ci terremo la situazione che c’è adesso per altri 10anni dove nessuna POLITICA ha mai risolto il problema.
    se vuoi spiegati meglio. Grazie!

  34. claude Andreini
    3 Giugno 2011 @ 11:09

    Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.”
    In sostanza, il gestore privato spende soldi che gli vengono dopo rimborsati dalle casse dello Stato per ammodernare la rete (le promesse sono di moda da 20anni). Pertanto NON SPENDE NIENTE. E dopo, lui applica le tariffe che vuole, con i controlli che vuole. Ovviamente mettendo ai posti di comando le persone che vuole. Come ha fatto la brutta Brambilla, il fascista Alemano…etc.
    Colossale errore anche col nucleare? Ma dove le metti lescorie? Nel tuo giardino o nell\’orto del \"negro\" che dopo deve fuggire e sbarcare a Lampedusa?
    Ma quanto hai preso da Silvio per dire tali cazzate?

  35. claude Andreini
    3 Giugno 2011 @ 11:08

    Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.”
    In sostanza, il gestore privato spende soldi che gli vengono dopo rimborsati dalle casse dello Stato per ammodernare la rete (le promesse sono di moda da 20anni). Pertanto NON SPENDE NIENTE. E dopo, lui applica le tariffe che vuole, con i controlli che vuole. Ovviamente mettendo ai posti di comando le persone che vuole. Come ha fatto la brutta Brambilla, il fascista Alemano…etc.
    Colossale errore anche col nucleare? Ma dove le metti lescorie? Nel tuo giardino o nell’orto del “negro” che dopo deve fuggire e sbarcare a Lampedusa?
    Ma quanto hai preso da Silvio per dire tali cazzate?

  36. Franco Minzi
    3 Giugno 2011 @ 10:57

    non solo sull’acqua
    anche sul nucleare stiamo commettendo un colossale errore
    (segue prossimo intervento…)

  37. Marcello Frigeri
    2 Giugno 2011 @ 19:41

    Palmerini, ma vai a letto, te e i tuoi articoli truffa. non sai nemmeno quello che dici. Votando SI non si statalizza il servizio idrico, che E\\\’ GIA\\\’ pubblico (nemmeno questo sai?). Se si vota NO, invece, si permette ai privati NON la privatizzazione dell\\\’acqua (che rimarrebbe comunque un bene pubblico), ma di poter subentrare nella gestione del servizio. In poche parole: chi ha scritto l\\\’articolo o è un ignorante o un tizio in malafede

  38. Marcello Frigeri
    2 Giugno 2011 @ 19:40

    Palmerini, ma vai a letto, te e i tuoi articoli truffa. non sai nemmeno quello che dici. Votando SI non si statalizza il servizio idrico, che E\’ GIA\’ pubblico (nemmeno questo sai?). Se si vota NO, invece, si permette ai privati NON la privatizzazione dell\’acqua (che rimarrebbe comunque un bene pubblico), ma di poter subentrare nella gestione del servizio. In poche parole: chi ha scritto l\’articolo o è un ignorante o un tizio in malafede

  39. Marcello Frigeri
    2 Giugno 2011 @ 19:40

    Palmerini, ma vai a letto, te e i tuoi articoli truffa. non sai nemmeno quello che dici. Votando SI non si statalizza il servizio idrico, che E’ GIA’ pubblico (nemmeno questo sai?). Se si vota NO, invece, si permette ai privati NON la privatizzazione dell’acqua (che rimarrebbe comunque un bene pubblico), ma di poter subentrare nella gestione del servizio. In poche parole: chi ha scritto l’articolo o è un ignorante o un tizio in malafede

  40. Paolo
    2 Giugno 2011 @ 18:35

    e a parigi allora come mai l\’acqua è pubblica? sono usciti dall\’europa? sei un raccontaballe privatizzatore mascherato, oppure semplicemente una persona male informata. evita di fare il messia almeno.. le multinazionali in italia GIA\’ CI SONO! SVEGLIA! vedi latina, vedi termoli, dietro ci sono sempre VEOLIA e SUEZ! SVEGLIA! VOTIAMO SI\’ AI REFERENDUM

    • Loris Palmerini
      8 Giugno 2011 @ 15:14

      Tu sei sicuro che non a PARIGI non abbiano semplicemente ricominciato a gestire la distribuzione con una societa’ pubblica DOPO AVER FATTO I BANDI EUROPEI. Essi sono imposti dagli art.101-106 TFUE. Sono convinto che hanno fatto i bandi perché altrimenti le compagnie francesi non potrebbero lavorara in italia, lo dice l’attuale LEGGE CHE CI VUOLE ABROGARE. SVEGLIA CHE TI PRENDONO IN GIRO.

  41. Dario
    2 Giugno 2011 @ 17:48

    I politici sono sempre i soliti, e probabilmente lo fanno apposta, non spiegano mai chiaramente come stanno le cose, ed evidentemente il gioco va bene per tutte le sponde, visto che sempre di parassiti sulle sedie rosse si parla…

    da quello che capisco io… se vince il SI… tutto potrebbe essere svenduto dallo stato alle multinazionali, con tutto ciò che ne consegue, e fin qui ci siamo, ma se vince il NO, rimane tutto come prima… e sinceramente in molti posti, non mi sembra che tuttora il servizio possa definirsi efficiente… in sintesi: ciò mi fa pensare che chiunque prenderà le redini del comando, non sarà in grado di migliorare nulla…

    che differenza fa vendere tutto a delle multinazionali (inefficienti) o lasciare tutto in mano ad aziende para-statali (con i soliti raccomandati di turno) ????

  42. Joshua Dunamis
    2 Giugno 2011 @ 15:30

    Scusate, fermo restando che l’impronta politica nazionale viene messa in discussione ovunque da eventuali politiche europeee, sto articolo è esso stesso “truffaldino” magari in buona fede. Che vuol dire che l’acqua resta nelle mani dei carozzoni politici? E’ una frase senza senso. Tutto ciò che è “pubblico” è nelle mani dei “politici”. La “democrazia” sarebbe proprio scegliere quali “politici” dovrebbero rappresentare il popolo che li elegge. In breve, si elimina questo articolo che prevede la possibile gestione ai privati degli acquedotti pubblici. La costituzione prevede quindi che per 10 anni non si potrà (potrebbe) più fare una legge che dia ai privati la gestione delle acque pubbliche. Questo è il senso dei Referendum in generale in Italia. Cioè abbrogare una norma che per 10 anni diventa dunque intoccabile. Abbrogando questo articolo 23 rimane in vigore la legge precedente ed eventuali modifiche alla legge precedente a questa che si vuole abbrogare, non può prevedere per 10 anni decisioni che vanno contro la decisione e la direzione dell’avvenuta (se avverrà) abrogazione per azione referendaria. Cioè se vince il SI non si potrà (potrebbe) creare alcuna legge (per 10 anni) che prevede la gestione degli acquedotti pubblici a soggetti privati. Spero di aver fatto un po’ di chiarezza.

    • Pier Luigi
      2 Giugno 2011 @ 17:56

      Hai scritto più volte “abbrogare” e dunque non é un errore di distrazione. Puoi scrivere qualunque cosa, anche la più illuminata di questo mondo, ma se fai errori di questo tipo rischi di non venire preso seriamente. Cordiali saluti P.L.

      • Sergio Accornero
        8 Giugno 2011 @ 11:01

        se basta un errore grammaticale per invalidare un articolo, guarda che non si scrive “eccezzionali”. è un errore grave!
        ;–)